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Le lacrime di coccodrillo del ministro Fornero

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La Cina è vicina – Massimo Rocca per Radio Capital

Dunque la mela non era caramellata. Somigliava assai più a quella avvelenata di Touring, forse origine del marchio di Cupertino. Diciamo che sembra quasi una barzelletta l’idea che la ditta del santo subito in maglietta nera violasse le leggi sul lavoro cinesi. Un po’ come scandalizzare qualcuno in un bordello.  Ne avevamo già parlato di cosa sia il capitalismo da esportazione, dell’altra faccia della globalizzazione, quella che dicono positiva perchè sottrae milioni di persone alla povertà, ma, soprattutto, produce tanta ricchezza per tanto pochi. Ma l’immagine dell’uomo bianco in tuta gialla in mezzo agli uomini gialli in tuta bianca che ammette le sue colpe e promette di non trattarli più come schiavi non poteva arrivare in un momento migliore. Ci ricorda quello di cui dovremmo essere orgogliosi, quello che dovremmo esportare a testa alta. Che la dignità dell’uomo è una variabile indipendente dal profitto. Dovremmo esportare Landini in Cina invece di importare, come sta accadendo, i roghi dei bonzi.

Susanna Camusso dice che la Fornero piange ‘lacrime di coccodrillo’. Ma se la Fornero è un coccodrillo deve essere un coccodrillo un po’ strano  perché di solito i coccodrilli piangono dopo aver mangiato mentre lei piange prima. Il giorno del pianto della Fornero era il 5 dicembre, il governo Monti si stava presentando con la sua manovra finanziaria. Due settimane prima, il 17 novembre, Monti aveva  ottenuto la fiducia in Senato, facendo varie promesse e su quello gli avevano dato i voti. Compresa questa: non verranno modificati i rapporti di lavoro regolari e stabiliti in essere. (Marco Travaglio, Servizio Pubblico, 29 marzo)

Ospite di Vespa, la Fornero ha detto di non aver mai pensato nulla a proposito dell’articolo 18, di non averlo in mente, e ha aggiunto:
«Sono stata ingenua. I giornalisti sono bravissimi a tendere trappole e io ci sono caduta. Il mio era solo un invito a parlare di un problema in maniera piena. Ho riletto l’intervista e mi sembrava che l’elemento dominante fosse il dialogo. Non mi aspettavo che il solo menzionare l’articolo 18 potesse scatenare tutto questo».
(Elsa Fornero, 22 dicembre 2011)

I sacrifici si impongono o per stretta necessità o per sadismo. Ecco, la Fornero ogni volta che apre bocca ricorda un po’ Pulp Fiction, fa pensare alla seconda possibilità: “mi chiamo Elsa, risolvo problemi.”
(Marco Travaglio)

Se ero precario con berlusconi e lo sono ancora con Monti significa che non è cambiato niente.
In un anno e mezzo Marchionne è stato condannato cinque volte per comportamento antisindacale, cosa deve succedere ancora perché il parlamento intervenga?  (Maurizio Landini)

“La questione dell’articolo 18 non mi sembra affatto una questione tecnica ma una battaglia politica perchè ha una maggioranza politica senza precedenti!”

“In questa riforma si promette ma nella pratica si tagliano i diritti dei lavoratori. Io credo che il mandato del governo Monti sia il mandato delle banche europee”. (Luigi De Magistris)

Gli italiani hanno capito – Rita Pani

E gli italiani hanno capito che vale la pena di affrontare sacrifici rilevanti, purché equamente distribuiti.”  Mario Monti

 

No Professore, gli italiani non lo hanno capito, e in realtà non hanno ben chiaro neppure il resto della vostra meritoria opera da sicari. Nulla vi separa dai vostri predecessori, se non il coraggio di esservi assunto il compito ultimo, di svendere il Paese.

 

Non sono un’economista, ma sono una persona che si riconosce un buon margine di razionalità, e che a volte riesce a sentire tutto ciò che c’è di inespresso nei vostri monologhi grotteschi, come per esempio l’ultima sua lettera al Corriere della Sera, a metà tra il delirio e la menzognera propaganda.

 

Bisognerebbe partire dalla fine, da quell’articolo 18 di fatto in disuso da anni in Italia, sbandierato dagli operai alla stregua dell’ultimo baluardo da difendere, e utilizzato dagli imprenditori come alibi estremo in difesa della categoria. L’articolo 18 è come un vetro rotto su una casa in vendita, che fa scendere di troppo il prezzo pattuito. Avete l’obbligo di eliminarlo per far sì che si apra la strada al miglior offerente, al neo colonizzatore.

 

Non state ristrutturando casa per viverci meglio e in salute, lo state facendo solo per poter aumentare il prezzo della vendita. L’economia italiana è in mano a un grumo di potere che se la rimbalza di mano in mano, connivente di uno stato mafioso che spartisce con pochi il bottino miliardario.

 

Faremo la fine di quei paesi dell’est, dove i nostri antenati andavano con le borse piene di collant per poter adescare le ragazze. Chi verrà a investire in Italia, quando avrete abolito ogni diritto, non sarà certo lo svedese, lo svizzero o l’americano, né potrà essere un imprenditore che vive in un paese dove ci sono le leggi e son cose serie. Potremo finire in mano ai neo-russi, o perché no ai colombiani che di corruzione ne sanno almeno quanto noi, e lasciare che le briciole ricadano sempre sugli stessi piatti, di quelli che fino a qualche mese fa, ancora banchettavano sulle nostre vite.

 

Perché per rimettere in piedi questo stato, qualora l’intento fosse stato reale, prima di tutto doveva garantirsi il lavoro, e non far sì che diventasse una sorta di premio della lotteria nazionale. Come potete, in coscienza, usare termini come equità in un paese che per campare deve aumentare il costo della benzina e delle sigarette? Dove sta l’equità tra l’operaio costretto a rifornire di carburante la sua auto, perché da pendolare è impossibilitato a usare i mezzi pubblici che non funzionano o nemmeno esistono, e quello che – fanculo la crisi – si compra un’auto ancora più potente, che tanto ha i buoni benzina a carico dell’azienda? Esempio banale, lo so, ma pregno della vostra idiozia.

 

C’è di che essere contenti nel leggere il riconoscimento dei meriti ai partiti e la maturità del paese. Ma manca il complimento più importante, quello rivolto alle banche (le vostre). Così attente e capaci che di fronte al sospetto che possa sorgere un qualunque tipo di ripensamento da parte vostra – sicariato di governo – spruzzano in aria un po’ di spread. Solo per farvi paura, e per ricordarvi che voi, al pari di quello che governava prima, non siete che marionette in mano loro.

 

Mafia, criminalità o banche, in fondo, è tutta la stessa cosa. Tutta la stessa montagna di merda.

 

Rita Pani (APOLIDE)

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