Feed RSS

Archivi tag: berlusconi

L’uomo senza struttura

Inserito il

senza-strutturaQuando quel che restava della politica dopo la strage di tangentopoli ha consegnato l’Italia a berlusconi, ufficialmente come Trump “uomo senza struttura” anche se poi con dell’utri abbiamo scoperto che la struttura c’era eccome, molto più salda di quella di Trump gli opinionisti alle vongole di allora, fra i quali ce ne sono molti che abbiamo la fortuna [sic] di leggere e sentire anche oggi ce l’hanno raccontata dicendo che per far uscire l’Italia da quel periodo oscuro serviva un uomo che segnasse la separazione fra la prima e la seconda repubblica.
L’uomo nuovo del cambiamento, il non politico, il quale doveva servire per riavvicinare la politica ai cittadini che avevano perso la fiducia nella politica.
Di berlusconi si sapeva molto anche se non tutto, quel tanto che doveva bastare per tenerlo lontano dalla politica come fra l’altro prevede[va] la legge che impedisce ai possessori di media di intraprendere una carriera politica.
Eppure nulla è stato fatto, berlusconi ha trovato immense praterie per fare quello che ha voluto ma soprattutto che gli è servito per consolidare il suo patrimonio e mettersi in sicurezza rispetto alla legge, ha potuto contare sul consenso e l’accoglienza delle istituzioni che durano ancora oggi nonostante i suoi trascorsi, la sua condanna che non gli vietano di essere ancora un interlocutore della politica e delle istituzioni.

Le domande sono: perché berlusconi andava bene come novità, nessuno al tempo  parlava di qualunquismo, populismo, di democrazia in pericolo nonostante ci fossero tutti i segnali per capire che il pericolo c’era quanto e invece lo si fa oggi in relazione alle novità politiche nazionali e internazionali? Gli stati uniti hanno molti più anticorpi dell’Italia: lì bastano un giornalista e un’inchiesta per mettere fuori gioco un politico e perfino il presidente, cosa che non potrebbe mai succedere in Italia dove la maggior parte del giornalismo si è sempre adeguata, sdraiata davanti a chiunque abbia preso in mano la leva del comando. Per quale motivo, allora, Trump che arriva non solo dopo Obama ma dopo i due Bush deve essere più pericoloso per il mondo di quanto lo siano stati appunto il padre e il figlio che pure di danni ne hanno fatti e il movimento più pericoloso per l’Italia di quanto lo sia stato berlusconi? Cos’è che non possono sopportare il mondo e l’Italia: gli outsider nella politica o la frattura del sistema politico nazionale e internazionale che ci ha accompagnato dolcemente in questa catastrofe globale?  Nessuno metteva in discussione il suffragio universale quando berlusconi vinceva le elezioni grazie ai mezzi di informazione che possiede e agli strumenti di propaganda che poteva utilizzare a suo vantaggio: come mai oggi questo suffragio è diventato così criticabile al punto che qualcuno può perfino dire che forse andrebbe rivisto, che non va più bene consentire al popolo di poter esprimere la sua scelta col voto e le politiche europee, compresa l’Italia si organizzano affinché la gente abbia sempre meno occasioni per esprimere la sua volontà elettorale? I grandi esperti nel ventilare ipotesi di disastri, catastrofi e sciagure quando il popolo dimostra la sua disaffezione per la politica non potrebbero invece concentrarsi sui motivi che poi portano la gente a voltare le spalle alla politica?

Annunci

L’alfanus interruptus, ovvero come smettere proprio sul più bello

Sui diritti  il governo di uno stato serio non  mette la fiducia, le unioni civili non sono una probabilità da sottoporre al vaglio: sono, anzi erano una legge che andava fatta perché giusta, in rispetto della Costituzione che ORDINA l’uguaglianza, non la propone quale alternativa possibile.

***

Chissà come si sentono i piddini, oggi che anche verdini, cinque volte rinviato a giudizio per reati contro lo stato, dalla truffa alla bancarotta fraudolenta, entrerà a far parte del caravanserraglio di Renzi passando dalla porta principale, non da quella nazarena. Del resto, per approvare una legge indecente serve gente altrettanto indecente: tutto questo, s’intende, per il bene del paese. 

Mesi e mesi di manfrina per far decadere berlusconi per poi ritrovarsi di nuovo tutti dentro al parlamento, inciucisti, berlusconiani ed ex per modo di dire come alfano, verdini, lorenzin e schifani.
Tanto valeva lasciarci lui che faceva meno danni e faceva pure lavorare l’opposizione e i giornalisti.

***

alfanus.PNGTrovo che sia molto più contro natura uno come alfano, anzi proprio alfano al ministero dell’interno.
Uno, che fa il ministro, che nel terzo millennio parla ancora della natura che regola la vita degli umani, come se fossimo in una giungla anziché in un paese occidentale o deve tornare a scuola o uscire dalla politica.
La natura prevede che esistano le malattie, la scienza può curare le malattie.
Secondo la teoria di alfano, invece, la malattia deve vincere sulla possibilità di guarire.
Politicamente inetto, ignorante e socialmente pericoloso: questo è il ritratto di chi si deve occupare della sicurezza nazionale.

Ma guardiamo anche il lato positivo: gli omosessuali si potranno cornificare a vicenda per legge, anzi per “non legge” alla luce del sole, come hanno sempre fatto gli etero in clandestinità riempiendosi invece di sensi di colpa.
Questa sì che è civiltà.  

***

Come sono finiti – Adesso è deciso per legge: gli omosessuali hanno meno diritti di A. Gilioli

***

Renzi ha promesso di metterci sotto l’albero del prossimo natale la Salerno Reggio Calabria, non è detto però che riesca a farla arrivare proprio a Reggio Calabria, ma va bene, chilometro più chilometro meno che sarà mai.
Così la legge sulle unioni civili: lui ha detto che l’avrebbe fatta e l’ha fatta, ma mica ha detto quanta ne avrebbe fatta: ne ha fatta un po’, diritto più, diritto meno e che sarà mai. Quella sulle unioni civili non è una legge: è un alfanus interruptus.

Se il meglio di niente lo devo far decidere al mio peggior nemico preferisco il niente al meglio, restare libera da ogni ipotesi di riconoscenza al nemico, per non parlare di un possibile ricatto.
L’unica alternativa, definizione data al governo e al magnifico partito del rinnovamento, loro sì pericolosi voltagabbana pronti a barattare qualsiasi cosa col “nemico” pur di non perdere il potere dovrebbe essere la migliore, che permette quello che scegliendone altre non sarebbe possibile.
Chi oggi si accontenta di restare cittadino di serie b, dice che Renzi è stato bravo perché ha costretto alfano a votare una legge sulle unioni civili mentre è stato alfano a costringere Renzi a cambiare le carte in tavola e rimangiarsi tutte le promesse fatte: mai una legge senza la stepchild diceva in coro tutta la corte napolitana e cialtrona dei miracoli, considera addirittura una vittoria l’approvazione di una legge che fa schifo l’unica alternativa, quella che quando bisogna decidere le cose importanti sceglie sempre di farlo col nemico: berlusconi, verdini, alfano pari sono, l’ha pure votata.

Spero almeno che i mentecatti imbecilli smettano di parlare di “lobby gay”.
Se i gay appartenessero davvero ad una lobby, tipo chesso’, la leopolda che sforna tutto, dai dirigenti Rai ai direttori di giornali, ai sottosegretari fino ai ministri e al presidente del consiglio, una legge decente che garantisca i loro diritti, tutti, non solo qualcuno l’avremmo avuta da un bel po’.

***

Niente corna, siamo etero: i gay invece possono tradire

Alessandro Robecchi – “Il Fatto Quotidiano”, 25 febbraio

Attenzione, concentrati, seguite. Test per solutori più che abili.
Se ti sposi una donna e sei un uomo hai obbligo di fedeltà.
Se sei una donna che sposa un uomo, uguale.
Se sei un uomo che si sposa un uomo puoi fare – lo dico in francese – un po’ il cazzo che vuoi, avere sei amanti, due concubine, sei gatti, la moto e un servo muto come Zorro.
Questa strabiliante libertà cesserà nel momento in cui l’ uomo lascia il suo uomo e si sposa con una donna.
O una donna lascia la sua donna e si sposa con un uomo.
In quel caso, fine pacchia, obbligo di fedeltà con timbro dello Stato.
Possono sposarsi tra loro anche i due lasciati, ovvio, ma in quel caso dovranno giurarsi fedeltà (una specie di upgrade).
Voluta dall’ astuto Alfano e dai suoi concubini dell’Ncd per distinguere le unioni gay da quelle etero (avevano provato prima negando l’obbligo di barba), la norma rischia di scatenare l’ Armageddon.
Le coppie etero infedeli invidieranno il finto matrimonio dei gay, le coppie gay fedeli invidieranno il matrimonio vero tra etero, tutti faranno in ogni caso, com’ è giusto che sia, quello che gli pare, con la certezza granitica che uno Stato che non sa dare diritti uguali a tutti, non sa dare nemmeno uguali doveri.

La testa a quelli delle brioches l’hanno tagliata loro, mica noi

Inserito il

Quando berlusconi organizzò l’orrenda pagliacciata con tanto di sorveglianza armata pagata dai cittadini all’allora amico Gheddafi in quel di villa Pamphili, al centro di Roma, nessuno in politica e fra i cittadini si sognò di contestare e impedire l’uso privato di uno spazio pubblico. Anzi, per l’occasione un’agenzia si occupò anche del casting per noleggiare signorine di bella presenza pagate per allietare il soggiorno romano del dittatore.

***

Grazie ad una petizione dall’esito velocissimo 150.000 tra francesi e residenti in Costa Azzurra costringono alla partenza il re saudita e il suo sobrio seguito di mille persone che voleva fare un uso privato di uno spazio pubblico. 

Re Salman aveva chiesto di chiudere la spiaggia antistante la sua villa, il permesso di trasformarla in un fortino blindato da nascondere ad occhi indiscreti ma è immediatamente partita la raccolta delle firme per dire di no. I cittadini hanno detto NO all’arroganza dei soldi anche di fronte alle ovvie rimostranze dei commercianti che, grazie alla presenza dell’illustre personaggio e della sua corte potevano contare su un’impennata negli incassi.
In Italia non si riesce ad impedire ai politici di fare un uso privato di un paese pubblico nemmeno con “democratiche elezioni”. 
La Francia è stata molto criticata specialmente in questo ultimo periodo per come sta affrontando la questione dei migranti, ma un paese dove ai cittadini si lascia l’ultima parola, che viene pure ascoltata, sarà sempre superiore per civiltà al nostro dove pur di non lasciarci l’ultima parola non ci mandano nemmeno più a votare.

***

R-egalité – Massimo Gramellini –  La Stampa, 4 agosto

A distanza di secoli dalla gloriosa Rivoluzione il rapporto dei francesi con i re non sembra molto migliorato. Appena il monarca saudita Salman è sbarcato in Costa Azzurra con i propri cari (mille persone del seguito) e ha chiesto di transennare una spiaggia pubblica che aveva avuto l’ardire di trovarsi nei pressi della sua villetta grande come il Molise, i cittadini e i politici locali sono insorti, raccogliendo in pochi giorni centocinquantamila firme che ieri lo hanno indotto a sloggiare.  

Ho il sospetto che poche decine di chilometri più a Est le cose sarebbero andate diversamente. L’idea che un miliardario si fosse impadronito di uno spazio pubblico non avrebbe indignato nessuno. In Italia «pubblico» non significa «di tutti», ma «del primo che ci mette sopra le mani». Lungi dal cacciare il prepotente, avremmo solo cercato il modo di approfittarne. Ristoranti improvvisati da diecimila euro a coperto sarebbero sorti nei pressi della villa per sfamare le truppe vacanziere saudite.  

E il popolo estromesso dalla spiaggia sarebbe stato ben felice di andare in visita ai luoghi proibiti su appositi pedalò muniti di macchine spara-selfie. Sarebbero sorti baracchini abusivi per vendere le magliette del re, i burqa delle favorite e il famoso panino Salman, un kebab scongelato ripieno di carne scaduta. Il re, commosso, si sarebbe affacciato da un balcone della villa per lanciare petali di rosa e azioni della compagnia petrolifera di famiglia, e i giornali avrebbero sciolto inni alla sua simpatia democratica. Del resto ciascun Paese ha le sue tradizioni: noi il balcone e i francesi la ghigliottina.  

Giudizio del popolo? No, grazie

Inserito il

Accusare qualcuno di essere un assassino se non ha ucciso è diffamazione, ecco perché bisognerebbe prendere atto che quello che è impossibile per noi è possibilissimo per altri. Il sesso di gruppo è una pratica normale, rispetto al sesso donne e uomini sono uguali, se molte donne non si facessero condizionare dalle convenzioni sociali lo ammetterebbero senza problemi e senza temere il giudizio morale. Un’orgia non è violenza e non tutto quello che non si condivide e non si farebbe può diventare un reato per far content* chi ha bisogno di vedere il mostro sempre fuori da sé. Se non ci piace l’idea che una poco più che ragazzina faccia spontaneamente sesso di gruppo, scelga di avere uno stile di vita distante dal nostro modo di vedere la vita siamo liberi di pensare questo. Ma fra questo e mandare in galera una o più persone che non hanno commesso nessun reato c’è un abisso.  Una sentenza non può diventare carta straccia solo perché non è andata nella direzione che la maggior parte dell’opinione pubblica desiderava: spiacente ma non mi aggiungo e non partecipo al delirio collettivo. 

Nel caso di processi che vedono imputate persone dalla reputazione dubbia e che hanno già avuto a che fare con la giustizia è umano prim’ancora che legittimo avere dei dubbi se la sentenza ci sembra inadeguata. berlusconi è un esempio perfetto per quello che voglio dire.
Ma berlusconi oltre ad essere un delinquente abituale è anche un uomo ricco e potente, la sua vita non cambia se un tribunale lo condanna, lo assolve, lo prescrive: sempre berlusconi rimane, non ha avuto nessun problema a farsi accettare, socialmente e politicamente, nelle sue molteplici vesti di corruttore, puttaniere, frodatore, condannato in via definitiva perché berlusconi quello che non ha lo può comprare e di gente disposta a vendersi in questo paese ce n’è una discreta quantità.
Ma voi, noi, io?
In molti sono, siamo qui a indignarci per i giudizi sommari, guardiamo con orrore le reazioni violente della Rete rispetto ad altre situazioni, quando i social si trasformano in una tribuna del popolo che giudica, infierisce, condanna alla pena massima esprimendo una violenza maggiore del fatto in sé.
Dunque indignarsi va bene quando l’accusato è l’immigrato, il rom e non va più bene quando sul banco degli imputati ci vanno a finire italiani incensurati che dovevano essere condannati perché la gggente voleva questo?
Per non “creare il precedente”?
Perché una donna è sempre vittima, innocente “in quanto donna?”
Anche se mente sotto processo con l’intenzione di far condannare chi non ha commesso nessun reato?
Mi dispiace per le tante anime candide che si sono espresse sulla sentenza di assoluzione nel processo di Firenze, che non vogliono ammettere l’errore di valutazione nemmeno di fronte all’evidenza dei fatti, di una sentenza, di referti medici che chiariscono perfettamente come si sono svolti i fatti, che mette in fila le evidenti contraddizioni, bugie dell’accusatrice e, specularmente, la perfetta e lineare versione dei sei accusati ma la vita non scorre secondo canoni soggettivi.
C’è sempre qualcosa che sfugge perché non si conosce o si rifiuta, quindi prima di essere qualcun altro “per hashtag”, di farsi coinvolgere in iniziative collettive, di partecipare perché si fa una miglior figura a sostenere certe cause anziché sforzarsi di cercare un po’ di verità sarebbe il caso di riflettere meglio.

La legge: per i nemici si applica, per gli amici ci pensa Matteo Renzi

Inserito il

Se noi qui “non podemos” è soprattutto per colpa e responsabilità del grande giornalismo autorevole italiano che spaccia cazzari per statisti rinnovatori, razzisti e fascisti per leader di una destra decente, europea e delinquenti incalliti per altruisti che si immolano in tarda età per il bene del paese e purtroppo molta gente ormai inebetita dai talk show, ci crede.

Matteo Renzi ha detto che la legge Severino è un problema superabile, e se il condannato De Luca, decaduto da sindaco proprio in virtù di quella legge fatta e votata da tutto il parlamento e rinnegata da tutto il parlamento appena viene applicata è stato scelto dai cittadini con le primarie è giusto e sacrosanto che, qualora fosse eletto abbia la possibilità di governare senza l’annosa e noiosa interferenza del rispetto della legge che dovrebbe valere anche per De Luca.

In Campania c’è la possibilità di punire l’arroganza di Renzi e di De Luca, io non la sciuperei.

I veleni nel Pd, i ritardi delle prefetture, venerdì la black list della Campania che fa paura a Renzi 
LA SOSPENSIONE DI DE LUCA IN MANO A RENZI E ALFANO 
E RENZI SALVERÀ DE LUCA E LA SUA GIUNTA 
“VINCO E GOVERNO” – De Luca tira dritto, “per Renzi la Severino è un problema superabile”
GLI IMPRESENTABILI DI DE LUCA ARRIVANO SUL FINANCIAL TIMES “A Napoli Renzi non conta nulla, De Luca è il vecchio sistema”

Quella della legittimazione popolare è la stessa teoria che ha permesso a berlusconi di rovesciare lo stato di diritto, di appellarsi continuamente al fatto che c’era gente che lo voleva e lo votava, anche sapendo dei suoi reati, delle sue frequentazioni mafiose e criminali, dei suoi comportamenti immorali e indecenti.
Quella che gli ha permesso di poter entrare al Quirinale per conferire con Napolitano, a palazzo Chigi con Enrico Letta, di sedersi al tavolo della trattativa nazarena con Renzi e di entrare di nuovo al Quirinale, invitato da Mattarella in persona alla cerimonia per il suo insediamento da pregiudicato perché rappresentante di una parte dell’elettorato.
Ed è quella che ha condizionato fortemente la sentenza che lo ha giudicato colpevole di frode allo stato e che gli ha concesso di poter scontare una condanna barzelletta, lo sconto di “pena” di 45 giorni e che oggi gli permette di fare la sua ennesima rentrée dalle porte principali dei media per fare campagna elettorale come se niente fosse accaduto e, infatti, nessuno gli chiede nulla del suo passato, meno e più recente. Per informazioni citofonare Fabio Fazio.
Mentre in una società civile davvero la legittimazione popolare dovrebbe costituire un’aggravante per il politico che si macchia di uno o più reati o anche semplicemente dimostra di essere inadeguato per comportamenti, amicizie, frequentazioni, levatura e caratura morali, etiche: quando tutto ciò che un politico è obbligato ad essere ma nei fatti dimostra il contrario.
Solo qui, invece, diventa il viatico per l’impunità.
La differenza fra ieri e oggi è che quando berlusconi rivendicava il suo diritto all’impunità in quanto scelto dal popolo il pd si indignava, oggi quelli che si indignavano, ma più che altro facevano finta, hanno lo stesso, preciso e identico atteggiamento di berlusconi e dicono le stesse cose che diceva lui a sua discolpa.
Chi pensava che con berlusconi l’Italia avesse toccato il fondo, si sbagliava, bisogna raschiare, ancora e ancora, e non è detto che ci si arrivi, perché quando l’obiettivo è avere i numeri che accrescono non una maggiore capacità di fare una buona politica al servizio dei cittadini ma servono soltanto per accrescere il potere già smisurato, spaventoso della politica succede che il parlamento si riempia di feccia disonesta e  fascista com’è stato con berlusconi o di gente che non avrebbe i requisiti e le referenze giuste nemmeno per il più umile dei mestieri ora con Renzi che, come berlusconi, non si sottrae alla ‘logica’ del più semo e mejo stamo: chi c’è, c’è e purtroppo per l’Italia, è destinato a restarci.

Assolto per aver commesso il fatto

Inserito il

 

 La norma sulla concussione inserita nella legge Severino è stata modificata durante il processo di berlusconi.
E certe assoluzioni si possono dare solo quando a fare le leggi che poi i magistrati sono obbligati a prendere in considerazione nei processi e le relative sentenze sono gli stessi imputati nei processi, o chi per loro.
In questo paese da vent’anni collaborano alla stesura delle leggi persone a cui non si darebbe un cane da portare ai giardinetti.
C’è poco da cantar vittoria, quindi, la verità processuale non sempre corrisponde a quella reale.
E non è detto che chi ha l’ultima parola abbia poi automaticamente anche ragione.

***

Processo Ruby, ecco perché Silvio Berlusconi è stato assolto

Sottotitolo: non c’erano le prove per condannare berlusconi nel secondo appello ma nel primo ce n’erano da giustificare una richiesta di condanna a sette anni e i giudici avevano ritenuto berlusconi un socialmente pericoloso. Anche nel ribaltamento di una sentenza ci vorrebbe come dire, un senso della misura che faccia poi ritenere credibili i giudici che assolvono. Perché se è vero che le sentenze si devono – purtroppo –  rispettare si possono però ancora commentare. I cosiddetti “principi del foro” hanno legittimato gli uomini potenti, hanno creato un precedente che li potrà assolvere dall’accusa di approfittare di ragazzine minorenni, anche quelle che si svendono consapevolmente,  ai quali basterà dire che non erano a conoscenza dell’età delle “vergini” che si offrono ai draghi e agli imperatori.

Un bel passo avanti in fatto di civiltà giuridica, non c’è che dire.

***

 

Le prime intercettazioni sulle abitudini di b risalgono al 1986, al capodanno in cui si lamentava che le ragazze del Drive in non si erano rese disponibili a festeggiare con lui ed i suoi “illustri ospiti”. Latitanti, mafiosi, le compagnie preferite dello statista più amato dagli italiani degli ultimi 153 anni e più sostenuto e riparato dalle istituzioni e dalla politica negli ultimi venti.
Poi c’è stata tangentopoli e, chissà perché la politica pensò che b fosse quello adatto a ridare all’Italia una parvenza di decenza nonostante e malgrado non avesse nemmeno i requisiti legittimi, costituzionali per accedere alla politica, nella vita di b fra l’altro era già entrato l’eroe mangano, lo stalliere condannato a vari ergastoli per mafia.
Poi c’è stata Noemi, il ripudio di Veronica e tutto il resto.
Ma alla maggior parte della gente questo non interessa.
Non è interessato alla politica che in tutti questi anni non ha mai voluto arginare lo strapotere di berlusconi: una semplicissima legge contro il conflitto di interessi, la legge che a danni ormai fatti doveva essere la madre di tutte le leggi non l’ha mai voluta fare nessuno. E questo è sintomatico di quanto berlusconi si sia servito della politica ma sia anche servito alla politica che dietro alle sue malefatte ha nascosto quelle di altri. Il conflitto di interessi non è solo quello di berlusconi.
Tanto meno è interessato a Renzi che si è seduto al tavolo con uno così per rovesciare quel poco di stato di diritto che avevamo ancora a disposizione in Italia.
Ecco perché per me sono tutti responsabili alla stessa maniera nella costruzione e nel mantenimento in essere di questo personaggio che ha reso l’Italia e gli italiani onesti, gli uomini che non avrebbero mai voluto essere lui e le donne che non avrebbero mai voluto essere loro, le sciagurate che si facevano pagare per fare pompini a statuette di marmo e rendersi ridicole a beneficio del divertimento di un erotomane impenitente e delinquente, lo zimbello del mondo.

***

Per par condicio verranno assolti anche tutti quelli che sono stati condannati per prostituzione minorile da sfruttatori o da clienti? Se basta dire di non sapere l’età, di non essersi accorti dell’età, che una di quindici anni ne dimostra diciannove come ha fatto il marito della mussolini perché non possono approfittare anche altri della disponibilità consapevole delle minorenni? In fin dei conti l’unica cosa giusta di questa assoluzione è che berlusconi non ha violentato nessuna, non c’è stata nessuna costrizione, che “le vergini che si sono consegnate all’imperatore” [Veronica dixit], lo hanno fatto consapevoli che berlusconi avrebbe potuto cambiare in meglio la loro vita, e, a vedere come vive oggi Ruby, la piccola e povera fiammiferaia aiutata dal satrapo filantropo è esattamente quello che è successo.
Chissà che è successo in camera di consiglio fra “processo da rifare” e “assoluzione”.
Comunque stiano sereni i forzaitalioti, i berlusclowns come la santanchè che vuole le scuse da Ilda Boccassini e Brunetta che parla di Italia paese migliore grazie all’assoluzione del puttaniere perché la Cassazione ha, come è capitato spesso, rovesciato una sentenza che riguarda il ricco, il potente solo perché, e ormai è certezza, berlusconi non si può condannare “più di così” ma non ha affatto detto che berlusconi non si è fatto rallegrare le serate da donnine, fra cui delle minorenni, a pagamento.
La realtà dei fatti è che questo paese è stato messo nelle mani di uno squallido, disonesto personaggio ripudiato e, mai parola potrebbe essere più appropriata, sputtanato pubblicamente dalla moglie proprio perché il vizietto delle donnine a pagamento lo ha sempre avuto.
La realtà è quella di Noemi che berlusconi conosceva e frequentava prima che la figlia del “papy” compisse diciotto anni nella famosa festa a cui partecipò b e che solo qualche giorno fa ha festeggiato in quel di Arcore il battesimo del suo secondo figlio a cui proprio berlusconi ha fatto da padrino.
La realtà è quella della nipote dello zio che berlusconi si vantò di aver aiutato in un impeto di filantropia, di aver pagato “perché non si prostituisse”, una borderline, oggi ha elevato di molto il suo stile di vita, si gode i soldi che berlusconi le aveva promesso “se avesse fatto la pazza” così come le altre fortunate invitate al bunga bunga delle debuttanti ma i giudici non hanno fatto 2+2. Evidentemente non l’hanno potuto fare.
La realtà è quella delle intercettazioni in cui la Minetti, un’altra favorita dell’harem definisce quello che era il presidente del consiglio “un uomo di merda”, uno col “culo flaccido” che con i suoi comportamenti e le sue frequentazioni ha prima di tutto ridicolizzato l’Italia agli occhi del mondo e in secondo luogo si è reso facilmente ricattabile da chi con la minaccia di rivelare ciò che sapeva e che vedeva ha potuto facilmente ottenere delle cose da lui. E questo a mio avviso è accaduto anche più di una volta.
La realtà è quella delle toghe rosse, dei giudici matti, antropologicamente diversi dalla razza umana ma che sono stati proprio quelli che hanno tentato in tutti i modi di restituire una dignità a berlusconi grazie a leggi inefficaci fatte dalla politica ma da loro opportunamente interpretate come è stato per la condanna sulla frode che un altro cittadino non avrebbe scontato passeggiando al centro anziani.
E last but not least, la realtà purtroppo incontrovertibile è che finché a fare le leggi saranno quelli che le accomodano a loro immagine e somiglianza questo paese non potrà uscire dalla melma e dalla vergogna in cui la politica di questi ultimi vent’anni ha fatto sprofondare l’Italia.

Il déjà vu

Anche berlusconi continua a percepire 8000 euro al mese del vitalizio da senatore, interdetto e decaduto.
Una condanna in via definitiva per frode non basta a liberare la politica di un individuo simile, in ottima compagnia peraltro, ma anzi, continua ad essere pagato dallo stato che ha derubato e cioè da noi.
E nessuno pensa di abolire una legge incivile che continua a pagare i ladri coi soldi dei derubati.

***

Il bisogno di legalità e il giudice burocrate che piace tanto ai politici – Daniela Gaudenzi, Il Fatto Quotidiano

***

La responsabilità dei giudici è legge Orlando: ‘Ora cittadini più tutelati’ Anm: ‘Provvedimento contro magistrati’

***

 

 

Bello il discorso di Mattarella alla scuola della Magistratura di Scandicci: sembrava scritto da Napolitano. 

E’ proprio una “fissa” dei presidenti della repubblica quest’accusa di protagonismo dei magistrati.
Invece di prendersela coi politici loro sì protagonisti, pure troppo e incapaci di fare leggi che impediscano ai processi di andare in prescrizione prima del primo grado, vanificando ogni tentativo di restituire giustizia a chi se l’è vista negare la bacchettata ai giudici – vecchi e nuovi – ci sta sempre bene.
Magari la magistratura fosse stata e fosse davvero protagonista, così tanto da aver ripulito questo paese da tutto il sudiciume che opprime.

In Germania i detenuti per reati contro lo stato e i cittadini sono circa 9000, in Italia 240.
Nel dicembre scorso Transparency International ha messo nero su bianco che l’Italia è prima nella classifica dei paesi più corrotti d’Europa.
Da almeno vent’anni grazie al capobanda padre costituente ma più che altro prostituente la classe politica è stata riempita di gente che con le sue referenze non potrebbe svolgere nemmeno il più umile dei mestieri all’interno dello stato; ogni scandalo finanziario, di corruzione e tangenti vede protagoniste non le seconde leve della politica ma altissimi funzionari di stato in combutta con la criminalità mafiosa e il presidente della repubblica, perfettamente in linea con chi lo ha preceduto, su queste cose non ha niente da dire: il problema di questo paese sono i magistrati protagonisti, non quelli condannati a morte dalla mafia.
I registi, invece, quelli che da decenni sfornano leggi sempre meno efficaci per non rischiare che poi funzionino davvero per tutti, non solo per i delinquenti comuni vanno benissimo anche quando da non eletti da nessuno si permettono di demolire lo statuto dei lavoratori, i diritti.
In Italia c’è bisogno di giustizia, perché parlare di legalità con un parlamento di illegali è un po’ rischioso.
C’è bisogno di un governo eletto dai cittadini, questo sì legale.
E c’è bisogno anche e ad esempio di quella legge sulla corruzione che non vede luce nonostante ci abbiano detto che il patto fra l’abusivo e il delinquente sia decaduto come uno dei contraenti.
Quindi chissà cos’è che impedisce a questo paese di avere uno stato che agisca e intervenga nella giusta direzione, che non credo sia quella della ramanzina presidenziale ai magistrati.

***

Lilly Gruber dovrebbe scusarsi per aver costretto Ben Jelloun ieri sera a Otto e Mezzo all’incontro con la fascista e razzista santanchè.
Quand’è che questa gente capirà che la comprensione dei telespettatori rispetto alle dinamiche televisive e a quelle del retrobottega dove i partiti impongono la presenza della santanchè come di salvini non è infinita?
Ora che finalmente Renzi ha fatto la legge che voleva berlusconi sulla responsabilità civile dei giudici, quand’è che qualcuno penserà a fare quella sulla responsabilità del giornalismo cosiddetto embedded – ma più che altro servo e complice – che si ostina a trasformare ogni organo di informazione nella vetrina per politici osceni e i loro lacchè che non solo non hanno niente da dire ma quello che dicono è sempre sbagliato?
A quando la responsabilità civile dei giornalisti per continuare a negare l’informazione inginocchiandosi invece alla propaganda utile a questa politica cialtrona e disonesta?
E, già che ci siamo, a quando una legge per punire l’irresponsabilità politica con la radiazione da qualsiasi settore dello stato quando i politici dimostrano la loro incapacità e delinquenza?
Solo i giudici in questo paese devono essere responsabili, pagare di tasca loro gli eventuali errori che commettono nell’esercizio delle loro funzioni?

***

Migliori attori non protagonisti – Marco Travaglio

E pensare che cominciava a starci simpatico, Sergio Mattarella. La scena delle delegazioni dei partiti che salgono al Quirinale per consultarlo sulle riforme “condivise” votate nottetempo dal Pd e basta, e della sua sfinge che le osserva impassibile, marmorea, senza tradire la minima emozione, come priva di circolazione sanguigna, costringendole a compulsare eventuali, impercettibili vibrazioni sopraccigliari per arguirne un eventuale pensiero, è davvero avvincente dopo nove anni di logorrea monitoria. Il silenzio tombale sull’Aventinuccio delle opposizioni contro la riforma costituzionale è uno splendido contrappasso ai moniti di Re Giorgio, che per molto meno avrebbe già intimato loro di smettere immantinente di opporsi.

E che dire delle acrobazie imposte ai quirinalisti corazzieri, ieri spalmati sul Napolitano giocatore per sostenere che faceva benissimo a impicciarsi sempre di tutto, e ora sdraiati sul Mattarella arbitro per argomentare che fa benissimo a non interferire. Anche la scelta dei mezzi di locomozione, dai voli di linea ai pedibus calcantibus, dal Frecciargento alla tramvia fiorentina con bandiera tricolore appiccicata alle spalle, è la messa in mora di questa casta imparruccata che considera le usanze dei cittadini comuni una diminutio, ai limiti della lesa maestà. Poi purtroppo ieri, dopo tre settimane di letargo, Mattarella ha parlato. Gli è scappato un monito. E ha subito fatto rimpiangere quando taceva. “Il magistrato – ha detto alla scuola delle toghe a Scandicci – non dev’essere né protagonista assoluto nel processo né burocratico amministratore di giustizia”. E così, invece di ricordare al governo che la legge sulla responsabilità civile dei giudici è incostituzionale perché cancella l’udienza-filtro sui ricorsi dei cittadini (l’ha detto la Consulta di cui fino al mese scorso lui stesso faceva parte), anche lui ha reso omaggio a un totem che ci portiamo appresso da vent’anni: la lagna sul “protagonismo” che chiunque passi per la strada (specie se ha la coda di paglia) si sente in dovere di lanciare ai magistrati che finiscono sui giornali per parole, processi o indagini.   Una giaculatoria così stantia, tediosa e distante dalla realtà di un Paese fondato sull’illegalità di massa (soprattutto dei colletti bianchi), che persino Piero Grasso s’è sentito in dovere di replicare: “A volte il protagonismo viene da sé, per le cose importanti che fai. La gente deve sapere quando fai cose utili e importanti per la società”. Siccome Mattarella è uomo riflessivo – i turiferari che l’hanno scoperto un mese fa ci hanno rivelato che “pensa prima di parlare”, anzi addirittura “parla solo quando vuole lui” – forse risponderà a questa domanda: ma che senso ha dire che i “magistrati non devono essere protagonisti assoluti nel processo”? Persino Monsieur de La Palisse, che un quarto d’ora prima di morire era ancora vivo, troverebbe la frase troppo ovvia o troppo inquietante. Se vuol dire che nel processo ci sono anche gli avvocati, gli imputati, i testimoni, le parti civili e i cancellieri, grazie tante: ma non s’è mai visto un processo senza queste figure, anche perché sarebbe nullo (a parte l’udienza al Quirinale dove fu sentito Napolitano senza gli imputati perché il teste non li gradiva). Se invece intende che i magistrati non devono parlare, è una violazione dell’art. 21 della Costituzione (salvo che rivelino segreti d’indagine o anticipino sentenze, ma lì i codici e il Csm li sanzionano).

Se infine la frase significa che i magistrati non devono far parlare di sé, è insensata (se uno parla di me o no, dipende da lui, non da me). Oppure è incoerente con l’invito a non diventare burocrati. È dei burocrati, che fanno il proprio compitino (se lo fanno) senza disturbare nessuno, che non si parla mai. Si parla invece dei magistrati che si occupano dei potenti, e meno male: è proprio nell’anonimato che si nascondono le toghe corrotte, colluse, conniventi e nullafacenti. Qualcuno aveva mai sentito parlare del giudice Vittorio Metta, che alla fine degli anni 80 si vendeva le sentenze a Previti & B. senza mai parlare né far parlare di sé? No, negli stessi anni si parlava molto di Falcone e Borsellino, che per le loro inchieste o interviste erano spesso in tv e in prima pagina. Giudici protagonisti anche loro?