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Prima di tutto, la meritocrazia. Il conflitto di interessi, dopo, forse a mai più

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Chissà se De Gasperi, Moro, avrebbero fatto accordi politici con un delinquente da galera frequentatore abituale di mafiosi. Accordi frettolosi poi, che l’applicazione della finta sentenza per la finta condanna, incombe. La polemica su Grillo e la sua ennesima gaffe ha occupato tutto lo spazio informativo, e il fatto che il presidente del consiglio sia andato ancora e di nuovo a colloquio col pregiudicato a palazzo Chigi è stato ridotto ad una notiziola senza importanza. Mentre, e invece, l’importanza ce l’ha. 
Complimenti per il tempismo: sembra fatto apposta.

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Sottotitolo: Carlo, ammazzato in piazza, la notte della Diaz, dove in una scuola sgorga sangue e si spaccano teste, i manifestanti inermi massacrati di botte per le strade e tanti, troppi altri lasciati indisturbati. Era Genova 2001. Una delle pagine più vergognose della nostra storia. E Gianni De Gennaro era il capo della polizia. Da allora, con governi di destra o di centrosinistra, ha ricevuto solo promozioni. Oggi Renzi lo conferma Presidente di Finmeccanica. Perché per i potenti, quelli veri, la rottamazione non arriva mai. Altro che cambia verso. Per chi uccide, umilia l’Italia e la sua democrazia il verso non cambia mai. Vergogna.  [Marco Furfaro]

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Ragazza calpestata
Agente: “Sono io”

La svolta dopo che il capo della polizia Pansa ha definito “cretino da identificare” l’esponente delle forze dell’ordine ripreso da Servizio Pubblico negli scontri di Roma 

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Nomine, tutti i nomi
Come cambiano Eni,
Enel, Poste e Finmec

La lista completa delle nomine di presidenza e consiglio di amministrazione delle 4 società pubbliche più importanti.

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Moretti, indagato e imputato nel processo per la strage di Viareggio, De Gennaro, l’ex capo della polizia durante i fatti del G8 di Genova  che se la cavò penalmente ma sulla sua responsabilità morale non si dovrebbe nemmeno discutere messi a capo di Finmeccanica, già mecca delle tangenti ai tempi di Guarguaglini&Co che adesso si occupa di armamenti. Luisa Todini,  figlia di papà industriale, forzaitaliota da sempre –  infatti la sua nomina alle Poste è stata caldamente sostenuta dalla ministra Guidi – che abbiamo imparato a conoscere grazie alle sue  innumerevoli ospitate televisive, specialmente da Floris a Ballarò vera fucina instancabile che trasforma emerite nullità com’era la polverini in politici e dirigenti. La Marcegaglia, altra figlia di suo padre,  già a capo di Confindustria e adesso a Eni al posto che fu di Scaroni, altra anima candida dell’italica managerialità: questo è il cambiamento di Renzi.  Questo è il grande prestigio di cui disponiamo in Italia.

Non finiremo di ringraziare mai abbastanza Tonino Di Pietro per essersi opposto all’istituzione di una Commissione di inchiesta sul G8 perché, testuali parole: “volevano indagare sulla polizia”. Come se indagare sulla polizia nel paese delle mele marce, delle schegge impazzite e, da ieri come ci fa sapere il capo della polizia Pansa a proposito del poliziotto che passeggiava su una manifestante di Roma anche dei cretini fosse poi un esercizio così inutile.
L’anima del poliziotto di Di Pietro ha avuto la meglio sulla necessità di fare chiarezza nel merito di una vicenda che, secondo la Cassazione “gettò discredito sull’Italia agli occhi del mondo intero” e, secondo Amnesty International, fu la più grave sospensione della democrazia di uno stato di diritto dopo la seconda guerra mondiale.
E Mastella, l’allora ministro della giustizia del governo Prodi che cadde dalle nuvole dicendo che “nel programma la Commissione non c’era”.
Ma non c’era nemmeno l’indulto che invece fu realizzato alla velocità della luce del sole d’agosto.
Probabilmente una Commissione d’inchiesta avrebbe permesso di fare indagini più accurate sulle responsabilità dei macellai ma soprattutto dei mandanti dei blitz sanguinari di Genova, ed oggi uno come Gianni De Gennaro sarebbe a fare qualcos’altro, non sarebbe stato mandato da Monti a fare il sottosegretario alla sicurezza nazionale e non farebbe parte di questa compagnia di giro, dell’élite che conta, quella che piace alla destra, al centro e alla sinistra, così tanto da litigarselo quando c’è da spartirsi le poltrone.

 

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  1. in italia combinare disastri fa curriculum. “Lei che ha fatto?” – “Io… ho rubato un ovetto kinder per mio figlio, non c’ho i soldi neanche per comprarne uno” – “Dritto al gabbio!”
    “E lei?” “Io avevo una società fittizia in un paradiso fiscale” – “Ministro dello sviluppo economico!”

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