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La sai l’ultima? quella di un delinquente condannato ancora a piede libero?

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Sottotitolo: da 98 giorni un pregiudicato, condannato con sentenza definitiva a quattro anni per frode fiscale  è ancora a piede libero da senatore della repubblica.

Quel condannato si chiama silvio berlusconi.

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Pensavo: dopo le barzellette sull’olocausto, e mussolini che ha fatto cose buone berlusconi  non dovrebbe avere un’idea così pessima del regime di hitler. Perché i suoi figli dovrebbero temere qualcosa da un regime che, in fin dei conti sempre secondo il suo cervello bacato mandava solo gente in vacanza, a cambiare aria?

Il padre spirituale delle larghe intese ha detto qualcosa di vivo e vibrante a proposito di senso della misura, lui che lo esige perfino dai magistrati col vizio di condannare i criminali ma non lo pretende mai dai criminali? Niente monito sennò cade il governo?

Spero che questa nuova sortita  di berlusconi sia d’aiuto a quanti credono che tutto si possa inserire nella libera espressione dei pensieri. 

Specialmente a quelli che si difendono dietro l’idiozia voltariana, mai pronunciata dal filosofo che era un illuminista, mica uno sprovveduto coglione,   ma che tutti si cuciono addosso in base alle proprie esigenze e alle stronzate che di volta in volta si vogliono dire, circa il morire per consentire a tutti di esprimere le loro opinioni. 

Perché li vorrei proprio conoscere quelli che morirebbero per far parlare berlusconi, non solo lui ma tutti quelli che ci allietano quotidianamente con le loro follie deliranti stile giovanardi ma anche santanchè e miserabilità simili.  Non chiamiamola censura ma più che altro eleganza nell’espressione dei pensieri, il che non vuol dire rinunciare al linguaggio colorito e ci mancherebbe, sarei rovinata pure io, ma eleganza nei concetti. Evitare di far sapere al mondo che si ha la merda nel cervello.

E spero che serva a scoraggiare anche quelli che pensano, ancora e tutt’ora, che certa gente è meglio farla parlare per conoscerla. 
Come se per conoscere berlusconi servisse questa ulteriore odiosità da lui pronunciata di cui si parlerà per settimane e che servirà come da copione a mandare al piano di sotto le altre cose.

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Mauro Biani

Secondo la teoria del tanto – quanto, visto che i libri di vespa che escono sempre sotto natale si cominciano a reclamizzare già a ferragosto, quanta gente c’è che poi li compra? evitando di finanziare la Mondadori di berlusconi da lui ottenuta coi mezzi che sappiamo e che sono gli unici che conosce e cioè il furto previa corruzione, non si fa nessun torto alla cultura. 

Su berlusconi non bisogna ironizzare dopo ogni sua uscita e la relativa e puntuale smentita d’ordinanza: bisogna intervenire nell’unico ambito che gli interessa, e cioè il suo patrimonio. 

berlusconi sembra scemo, uno da interdire e fin qui ci si possono anche fare le battute, ma lui sa sempre quello che dice e perché lo dice e quando va detto, soprattutto. 

In un paese normale il presidente della repubblica ieri sarebbe andato in televisione a reti unificate cinque minuti dopo l’ennesima uscita di quello a cui proprio lui per primo ha offerto garanzie, sostegno, accoglienza e la possibilità di partecipare alla politica e dunque quella di poter ricattare e minacciare lo stato a chiedere scusa agli italiani per aver imposto un governo pensato soprattutto per allungare i tempi di applicazione della sentenza che condanna il delinquente frodatore; si dovrebbe leggere questo oggi sui giornali, non l’ennesimo riassunto delle “gaffes” del criminale. 
Ma ovviamente, nel paese normale non ci sarebbero berlusconi, o, quanto meno non ci sarebbe da cittadino libero nonostante una condanna definitiva, né Napolitano a fare il presidente della repubblica e delle larghe intese con un delinquente pregiudicato.

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LA SOLUZIONE FINALE – Marco Travaglio, 7 novembre

Cos’è il genio? È fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità d’esecuzione”. Parola dell’architetto Rambaldo Melandri in Amici miei atto II di Mario Monicelli. Anche Berlusconi però non scherza. Dal 13 agosto Napolitano non vede l’ora di dargli la grazia, gli spiega come fare, lo prega almeno di chiedergliela, poi basta che sconti un giorno di servizi sociali ed è fatta. Intanto la maggioranza di larghe intese, ma soprattutto di lunghe attese, ha trasformato il voto sulla decadenza in una telenovela talmente noiosa e a tratti odiosa (vedi il cambio delle regole sul voto palese) che qualcuno potrebbe financo scambiarlo per un perseguitato politico. Insomma, ci eravamo quasi. Poi gli piomba in casa Bruno Vespa per raccogliere le sue ultime volontà da stampare nel nuovo (si fa per dire) libro, che come di consueto esce quotidianamente sui giornali per mesi e mesi, a rate, in ghiotte dispense dette “anticipazioni”. E lui se ne esce con quello strepitoso paragone fra i suoi figli e “le famiglie ebree durante il regime di Hitler”. Così s’incazzano tutti e non se ne fa più nulla. Va detto, a parziale discolpa, che l’uomo dai sette nei ci ha messo del suo, profittando della demenza senile del pover’ometto.

Le cose potrebbero essersi svolte così. Il Cainano, davanti all’insetto, attacca la solita pippa sulla persecuzione e si paragona un’altra volta a Tortora. Vespa fa notare che l’ha già detto mille volte: è un déja vu, non fa notizia, non dà scandalo, nessuno lo riprende. E il libro bisogna pur che qualcuno lo compri: lo vuole lui, ma pure la Mondadori. Ci vorrebbe qualcosa di più forte. “E se paragonassi i miei processi alla Shoah e i miei figli agli ebrei nei forni crematori?”. “Ecco, così va meglio, però sa, presidente, non vorrei che i suoi figli se ne avessero a male”. “Ma figurati, Bruno, sono vent’anni che giuro sulle loro teste certe cazzate da fargli venire la dissenteria cronica. Tranquillo, se dicono qualcosa li diseredo. Allora siamo d’accordo: i giudici come Hitler, il Pd come i nazisti, Marina e Piersilvio come gli ebrei nei lager. Mettila giù bene. Così giornali e tv abboccano, e magari pure qualche lettore. Naturalmente i miei diranno che ho ragione io, che il paragone regge, anzi sono stato troppo buono. E, se qualcuno si dovesse offendere (ma non credo: gli ebrei li hanno gasati tutti, no? ahah), faccio la solita smentita e dico che mi hanno frainteso, così se ne parla due volte e le vendite schizzano”. Cos’è il genio? Appunto.

La scena ne ricorda un’altra, subito dopo gli attentati dell’11 settembre 2001, mentre l’Occidente preparava l’attacco all’Afghanistan. Per rassicurare gli arabi che non ce l’aveva con l’Islam, ma solo con al Qaeda, Bush abbracciava due o tre imam al giorno e visitava a tappeto tutte le moschee d’America. Poi intervenne il nostro. Il 26 settembre, in visita a Berlino, sparò davanti alle telecamere di tutto il mondo: “Noi dobbiamo essere consapevoli della superiorità della nostra civiltà, che ha dato luogo al benessere e al rispetto dei diritti umani, religiosi e politici. Un rispetto che certamente non esiste nei paesi del-l’Islam. Dobbiamo evitare di mettere le due civiltà, quella islamica e quella nostra, sullo stesso piano. La libertà non è patrimonio della civiltà islamica… La nostra civiltà deve estendere a chi è fermo ad almeno 1400 anni fa i benefìci e le conquiste che l’Occidente conosce… L’Occidente è destinato a occidentalizzare e a conquistare i popoli. L’ha fatto con il mondo comunista e l’ha fatto con una parte del mondo islamico”. Nel giro di cinque minuti presero le distanze tutti i Paesi occidentali, la Lega Araba e tutti i governi islamici dell’orbe terracqueo chiesero le scuse dell’Italia. Fu allora che Stefano Disegni, in una vignetta memorabile, ritrasse la fine del mondo con un paesaggio di rovine fumanti e due soli sopravvissuti: un mostriciattolo verde con due trombe al posto del naso, e il figlio. “Papà, ma come finì il pianeta Terra?”. “Niente, Bin Laden stava trattando, poi Berlusconi per sdrammatizzare raccontò quella dell’araba pompinara…”.

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  1. ahahahahahahahah quanto me piaciono a me ste vicende così taliche

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