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Italia: uno stato “ne me quitte pas”

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Giulia Maria [Ligresti] è un po’ come la Giulia Sofia di Crozza – Montezemolo: a differenza della seconda però, di cui non si conoscono il cognome e il volto e che è un’esperta di aragostate lei è lo è delle paraculate. Che non sono per niente charmantes.

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Sottotitolo: “in uno stato davvero democratico vige il principio che tutti sono sostituibili, specie se è in gioco il prestigio delle istituzioni, per un principio di responsabilità. Ma noi siamo uno stato “Ne me quitte pas”: Cancellieri, Napolitano, Amato, non ci lasciate altrimenti non sappiamo che fare. Noi non siamo uno stato davvero democratico. [Michele Santoro]

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I renziani sono critici, poi votano sempre con la maggioranza. Visto che qui c’è una mozione di sfiducia individuale, non al governo, perché – oltre a criticare la Cancellieri – non le votano anche contro? Sono rottamatori o manutentori?”[Marco Travaglio]

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Per tutti quelli che “la Cancellieri ha fatto bene”.
E se trovano un po’ di vergogna da qualche parte, la usassero pure senza parsimonia.

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“In qualunque altro paese, la Cancellieri sarebbe già a casa. Qui invece è finita con 29 secondi di standing ovation al Senato e 18 alla Camera.” Marco Travaglio, nel suo editoriale, analizza punto per punto il discorso in aula del Ministro della Giustizia sul “caso Ligresti”.

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Se quelle di Letta sono palle d’acciaio non oso pensare di che materiale siano quelle dei romani che hanno scoperto che da tredici anni pagavano biglietti dell’autobus usati. Clonati. E magari qualcuno è stato pure sanzionato perché non l’aveva fatto senza sapere che il suo era già stato pagato da un altro incolpevole utente Atac. Ma ovviamente l’amministrazione capitolina per tredici anni si è dovuta occupare di altre urgenze, tipo chessò, tappare le buche, evitare che Roma si trasformi nella Venezia del centro Italia dopo appena qualche ora di pioggia. Non fare nulla affinché la criminalità organizzata e la mafia prendessero possesso della Capitale d’Italia litorale compreso o risistemare le periferie. Cose così, ecco.

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Verrebbe da chiedersi come mai Renzi tutte quelle belle cose a proposito delle dimissioni della Cancellieri non le abbia dette in tempo utile affinché entrassero nel dibattito prima dell’inutile “riferirò” della ministra in parlamento. 

In politica non basta pensare le cose: bisognerebbe dirle e poi farle. E quello che è inacettabile è che un leader, candidato a guidare un partito e nel suo immaginario anche un governo dica delle cose mentre il partito di cui fa parte, anche i suoi, i cosiddetti “renziani” ne fanno altre tipo la standing ovation alla ministra bugiarda. 

Certo che è un bel tipo Matteo Renzi, uno con la scritta “sòla” in fronte ma che in questo paese di irriducibili romantici passa davvero per il rinnovatore che non è. 
Renzi che vuole cambiare la politica di centrosinistra tirandosi dentro tutto il vecchio e sudicio che lo sta rappresentando e lo ha rappresentato fino ad ora.

Se Renzi vuole essere credibile  faccia votare ai suoi la mozione di sfiducia alla ministra salvalavitamasoloseèligresti, insieme a Sel e ai 5stelle, altrimenti la smetta di andare in televisione a bocce, anzi, a palle d’acciao ferme a prendere in giro gli italiani. 
Ché questo è un film già visto e replicato troppe volte.

E, a proposito di Renzi, signora e permesso zona traffico limitato:  questi non si spostano sulle automobili di servizio [o in bicicletta quando sanno che c’è una telecamera a riprenderli] che il permesso ce l’hanno incorporato? gliene serve uno ulteriore anche per l’auto di famiglia? e per quale motivo? c’è gente che paga centinaia di euro l’anno per poter accedere alle ZTL per lavoro, non sono sindaci né onorevoli e senatori. E questi che già hanno tutto pure quello devono avere gratis?

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HENRY PALLE DI ACCIAIO (Marco Travaglio)

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GLI SCANDALI DEL PAESE E IL CERVELLO DEGLI ITALIANI (Bruno Tinti)

Vero: i politici di casa nostra hanno una faccia di bronzo che potrebbe essere usata per lo scampanìo di Pasqua. Ma è anche vero che i cittadini italiani soffrono di amnesia per gli eventi che non li toccano personalmente: un p o’ di indignazione, due o tre giorni di proteste e poi ricominciano a lamentarsi dell’eccessivo peso fiscale.

L’azione sinergica del bronzo e dell’assenza di memoria fa sì che la classe politica italiana sia, giustappunto, quella che Renzi vuole rottamare (va detto: senza convincenti sostituzioni e senza garanzie che, al posto del bronzo, ci sia solo più una grottesca maschera veneziana). Tutti sanno che il problema è resistere (lo aveva già detto Borrelli): qualche giorno, un paio di settimane, nei casi gravi un mesetto; e poi – come un’oca che sbuca dall’acqua più asciutta di prima – niente dimissioni, si ricomincia.

Abbiamo un presidente della Repubblica che manteneva frequenti rapporti con un imputato di falsa testimonianza in un processo che, se l’accusa fosse fondata, ferirebbe a morte i sopravvissuti della classe dirigente dell’epoca, tutta gente saldamente ancorata alla roccia del potere. Attenzione: che l’accusa sia fondata o no non ha nessuna importanza; un presidente della Repubblica non può avere amicizia con indagati, imputati, condannati; men che meno per reati quali quello ascritto a Mancino.

Abbiamo un ministro dell’Interno che ha permesso (perché ha collaborato attivamente, perché ha omesso di intervenire, perché ha trascurato di sorvegliare quello che succedeva nel suo ministero; non importa, è lo stesso) un sequestro di persona eseguito sul territorio italiano da emissari di una potenza straniera (come si dice nei film di spionaggio) e organizzato da un ambasciatore impadronitosi dei locali e delle strutture del ministero.

Abbiamo un ministro della Giustizia che mantiene rapporti di stretta amicizia con una famiglia di imprenditori il cui patriarca è stato condannato (nel 1992; erano già amici) a 2 anni e 4 mesi di prigione per il reato di corruzione. Che è arrestato insieme ai figli per un colossale falso in bilancio. Che, invece di spiegare ai suoi amici (magari con tristezza) che un pubblico funzionario (nel 1992 era prefetto) ovvero un ministro (come è ora) non può mantenere rapporti con persone che hanno problemi (gravissimi, non si tratta di una guida senza patente) con la giustizia, si mette a disposizione per “tutto quello che può fare”. Che qualcosa (non penalmente rilevante allo stato della legislazione attuale) effettivamente fa. E che si giustifica dicendo che non ha mai fatto pressioni sulla magistratura. Che dunque non si rende conto che il problema non sono le pressioni non fatte (ci mancherebbe altro) ma la deviazione dei pubblici poteri di cui è investita.

Di Napolitano e di Alfano non si parla più. Napolitano è stato eletto una seconda volta presidente ed è osannato come salvatore della Patria. Alfano si prepara a incassare il consenso degli pseudo moderati che, con B. al potere, erano onorati di fargli da tappetino della doccia. Di Cancellieri, tra un mese, nessuno ricorderà gli abusi commessi. Sicché c’è poco da scandalizzarsi: la mutua assistenza tra le facce di bronzo riposa sull’impunità garantita dall’amnesia dei cittadini.

Alla fine provo un po’ di pena per B. Di lui si continua a ricordare tutto. Un capro espiatorio per ripulire la coscienza del popolo. Che, come ai tempi delle indulgenze plenarie (ma ci sono ancora?), è pronto a ricominciare. Nel nostro caso, a dimenticare.

 

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Una risposta »

  1. Diciamo che per la gente come me un tipetto alla renzi sarebbe più credibile se si fosse fatto un partito suo, ma per tutto il bobbolo, che è poi a decidere, i renzi e l’altro che uscirà dal cilindro magico del cavaliere vanno più che bene. Questo per il futuro, per quanto riguarda il presente la persona alta stempiata che mandiamo in giro per il mondo ad accattare elemosine direi che è er fisico che je amanca e poi anche er nome, senza carisma, Vuoi vettere l’altisonanza e l’afflato di un
    “Fracatz the iron man”
    rispetto a questo ball che tanto sa di balle

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