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Grillo, il fascismo e l’igiene semantica

Di Andrea Boraschi

Mia figlia ha 4 anni e mezzo. Due anni fa, più o meno, assaggiò un piatto sul quale avevo abbondato di sale. Da quel giorno, e per un bel po’, tutte le volte che ha voluto dire che una cosa non le piaceva diceva che era “salata”, o “troppo saporita”. Mia figlia ha 4 anni e mezzo: adesso qualifica il cibo anche con termini come “amaro”, “cattivo”, “disgustoso” (se dice “schifoso” sa che si becca il cazziatone e dunque evita). Passi avanti eh?

C’è stato un tempo non remoto, nella vita di questo Paese, in cui una parte consistente della popolazione per dire che il vicino di casa era uno stronzo diceva che era “fascista”. La maleducazione, il bigottismo, il maschilismo, i tratti più regressivi del cattolicesimo, il senso proprietario piccolo borghese, l’egoismo, l’invidia e ogni altro cattivo sentimento: tutto fascismo. Nulla più aveva il suo nome. E per certi sono stati fascismo pure il decoro, il rigore, il senso di responsabilità e altre cosucce.

La paura fa novanta.

E in questi giorni leggo un mucchio di citazioni di Gramsci che comproverebbero che il M5S e Grillo sono fascismo.

Bene, sono contento che abbiate trovato un motivo (anche se puerile) per leggere almeno qualche passo del buon Antonio.

Che a sapervi impegnati ad analizzare un fenomeno del 2013 con le sue categorie degli anni ‘30 vi troverebbe almeno anacronistici. Del resto avete passato venti anni a non capire un cazzo di berlusconismo (e a rinvigorirne la presa) brandendo sempre, in periodo elettorale, lo spettro fascista. E vi ricordo simpatetici con il Bossi che nel ’95-’96 urlava “mai più coi fascisti!”.

La Lega era una costola della sinistra, quasi compagni che sbagliano (manco troppo), e Bersani (si, lui) era tutto un fiume di oculati complimenti per un movimento autenticamente popolare. Del resto – a quelli tra voi più grandicelli – era piaciuto anche (e assai) il comico Grillo che raccontava a Sanremo le ruberie dei socialisti, per poi scomparire per 20 anni dalla tv di stato. Ora se parla di MPS pare manchiate di senso dell’autoironia. Corsi e discorsi.

Mancherò di spiegarvi quaaaaanto siano democratici e trasparenti i meccanismi di selezione dei candidati dei partiti che voterete; e sorvolerò anche sul grado di democrazia interna (hi hi!) e di pluralismo che vi regna. Ma vi chiedo un favore personale: rispettate la storia. Rispettatela a partire dalla mia, da quella della mia famiglia, di mio nonno bastonato a sangue e di mio zio partigiano con una pallottola in pancia. Quello era il fascismo; e quello l’antifascismo. Qui parliamo di altro.

Trovate nomi giusti, veri e pregnanti per dire le cose ed esprimere le critiche. Grillo e il suo movimento hanno qualche migliaio di difetti. Non fateli diventare cosa da nulla dinanzi alla vostra incapacità di interpretazione, alle vostre paure, alla vostra faziosità da curva di stadio da calcio. Per voi Grillo è fascista? Sapete che per altri è un estremista no TAV appena uscito da un centro sociale? Curioso vero? 

E ditemi: cos’è che vi brucia tanto? Cos’è che vi fa orrore? Vi sentite a disagio ad aver preso paccate di milioni di euro di rimborsi dai contribuenti per far politica – perché fare la politica costa! – di fronte a uno che non spende manco un centesimo e oggi è al 20%? Vi disturba pensare che avere il gruppo l’Espresso e qualche rete televisiva, con tutta la fatica che vi è costato, non faccia più la differenza? Vi rode che anni e anni di lavoro servile in qualche corrente di partito rischino – una volta giunti a maturazione – di non essere più ripagati con 15mila euro al mese? Vi secca che il personaggio più controverso del Paese giri senza scorte e a spese sue e dei suoi militanti mentre la Finocchiaro che insulta le bidelle si fa fare la spesa all’Ikea dalla scorta? Ditemi, spiegatemi perché state tanto male da vedere in un ex comico e in un mare di persone (buone e cattive, brutte e belle come ce n’è ovunque) il male assoluto. Per caso un attivista M5S vi ha offerto dell’olio di ricino?

Vi auguro salvifiche-catartiche-rigeneranti sconfitte. Sonore e amare. Per 20 anni l’urgenza di non far vincere quello lì ha protratto l’agonia di una sinistra senza idee, pavida, compromissoria, incapace di visione e cambiamento. Incapace di proteggere i più deboli, occhiuta col silicone della Minetti e miope con i cassaintegrati. Fanculo.

Per 20 anni si è votato contro. Montanelli si turava il naso. Montanelli era un vero uomo di destra. Io voglio respirare, a costo di astenermi. Il voto per battere le destre vi è stato dato per 20 anni e non le avete mai battute. Vi è servito solo a sopravvivere. Per me finisce qui. Per me siete finiti qui. E non parlatemi mai più di fascismo senza sapere di cosa cianciate: che poi fate ironia quando Silvio vi chiama ancora comunisti… Il vostro nome è un altro.

Saluti.

Ps fornisco corpose bibliografie aggiornate (con tanti testi dell’ultimo quinquennio) a chi, pur apprezzando Gramsci, voglia rinfrescare qualche analisi sui movimenti populisti. Magari trovate nuove utili categorie per interpretare la realtà.

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  1. è più che chiaro che questo Andrea oggi non mangia con la politica e mi dispiace per lui che neanche da ragazzo abbia saputo veder qualcosa di più consono, ma forse sono io lo strano quello che si mette sempre con le minoranze, coi radicali, sarò stato l’unico qui a roma ad aver votato liga veneta,
    ma mo’ se insistete a di’ che sto grillo sta oltre al 20% allora non lo voto,
    per me è già troppo ingombrante,
    mi state smontando il mio ultimo amore
    quello definitivo

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  2. Andrea Boraschi scrive come scrive una persona intelligente ed istruita, ma spende un sacco di parole per confutare una stupidaggine che usano solo pochi imbecilli: perchè? Che poi lui sia deluso dalla sinistra incapace… sono affari suoi e di quelli come lui, io e quelli come me… cosa c’entrano? No amico mio, io e quelli come me “adoperano” questo sistema parlamentare e le elezioni conseguenti, nel modo meno dispendioso e meno casinaro possibile, sapendo che per cambiare le cose ci vogliono decenni e generazioni… non qualche mese di urla sbraitate. A meno che non vogliamo fare “rivoluzioni”, con sangue e morti a quintali…. qualcuno è disposto a pagare con la pelle? Fatelo pure: io no.

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