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Dell’Utri: il corriere fra stato e mafia

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Sottotitolo: La condanna di Dell’Utri conferma la fondatezza delle accuse nei confronti del suo ruolo di mediatore tra la mafia e Silvio Berlusconi. Il ventennio berlusconiano rappresenta un vulnus della democrazia che è necessario superare riaffermando i principi costituzionali, a partire dal più importante: tutti i cittadini devono essere uguali di fronte alla legge. Giustizia è stata fatta, è tempo di dire basta alle impunità.

[Antonio Ingroia]

 

Vent’anni per stabilire che un mafioso è effettivamente un mafioso, che per decenni ha fatto da tramite tra la mafia e l’illustre statista a cui, secondo Napolitano è giusto dare la possibilità di poter partecipare a questa delicata fase politica, e per sentirlo dire a sentenza pronunciata che “è successo tutto ma non è successo niente”.
Effettivamente bisogna dar ragione di nuovo a berlusconi: la giustizia in questo paese non funziona.
E non funziona nemmeno un parlamento dove si fanno leggi che consentono ai criminali di poter sfuggire alla giustizia e a una giusta condanna per dieci, vent’anni e anche di più, e che li garantiscono oltre l’indecenza.

Io poi non l’ho mai capita questa cosa del concorso esterno, che vuol dire, che coi mafiosi si tratta sul pianerottolo, in giardino, per strada? c’è proprio la necessità di fare uso della semantica creativa per dire che un mafioso è effettivamente un mafioso che frequentava e intratteneva rapporti coi mafiosi in un paese dove la stragrande maggioranza della gente non sa nemmeno la differenza che c’è fra prescritto e assolto?

Mafia, condannato Marcello Dell’Utri
Richiesta di arresto per l’ex senatore

La Corte d’appello di Palermo ribadisce la pena di sette anni di reclusione per concorso esterno
La reazione: “Romanzo criminale continua”. Il pg Patronaggio chiede il carcere: “Pericolo di fuga”


PER I GIUDICI FU “L’UOMO CERNIERA” TRA COSA NOSTRA E BERLUSCONI (di G. Pipitone)

Qualcuno dovrebbe chiedere scusa a quest’uomo.
Un sacco di gente. 

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  1. Il caro buon Ingroia… Complimenti per il tuo bellissimo blog.

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  2. Oggi ho sentito dire dalla direttrice de “Il Tempo” che dell’utri è sicuramente un po’ perseguitato, perché se ci son voluti 20 anni per condannarlo…

    Lui almeno non è più in campo, o così sembra. Fatto sta che ‘sto paese non cambia e non cambierà mai, se una grossa fetta del popolo si affida al partito di uno che poche settimane fa è stato condannato per frode fiscale a 4 anni, mentre cerca di fare di tutto per evitare che si sappia in appello della sua colpevolezza (o innocenza, sebbene al sottoscritto parrebbe strana quest’ultima)

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