Precisazioni

Violenza di gruppo e informazione demagogica

Fa piacere sapere che la presunzione di innocenza è valsa in maniera così forte per berlusconi tanto da permettergli di stravolgere il codice penale e di avere un difensore eccellente ancora oggi anche fra i sobri tecnici del governo Monti, tal polillo che lo ritiene un perseguitato e lo vorrebbe vedere al Quirinale non da usciere ma da presidente di questa (povera) repubblica, vale per tutti i parlamentari che colpiti da accuse e condanne non solo non si dimettono ma possono pure permettersi il lusso e il privilegio (come se non bastassero quelli che hanno già) di far decidere i loro pari se devono essere o no processati e arrestati, vale per i terroristi che scappano all’estero per non essere anch’essi perseguitati dalla giustizia (in Italia? me viè da ride) e per mille altre categorie di presunti colpevoli ma per gli stupratori presunti no, non può valere. Per loro bisogna tornare al medioevo. Il provvedimento c’era anche prima, è sempre un giudice che decide quali sono le condizioni che prevedono la misura cautelare preventiva e quelle che no. E comunque si parla di alternativa, non di libertà incondizionata. La Franzoni è rimasta a casa sua fino alla sentenza, l’omicidio efferato di un bambino è forse meno grave dello stupro?
Dobbiamo metterci in testa che la legge non idealizza, non fantastica, non è creativa: è legge e va applicata per come è, e le leggi si fanno in parlamento, non le fanno i giudici che ogni volta (ogni volta!) devono sorbirsi accuse di ogni tipo. Se c’è qualcuno da cui dobbiamo pretendere un cambiamento è la politica, non la magistratura.
Uno stato o è laico sempre oppure mai, e i tribunali degli stati laici agiscono e giudicano in base alla legge, non al sentire comune personale della gente, tanto meno poi devono e possono preoccuparsi di chi è stato offeso dal reato che si deve giudicare. Io non voglio vivere in un paese dove a giudicare gli assassini sono i familiari e gli amici dell’ucciso né in uno dove a giudicare gli stupratori sono le sue vittime. Queste cose le fanno in talebania. Ai princìpi non si rinuncia a vantaggio di facili tentazioni moralistiche, quelle del “e se capitasse a te”, per dire. La Cassazione ha semplicemente ribadito quello che già esisteva e cioè  che non c’è e non ci deve essere  l’obbligatorietà della custodia cautelare ANCHE in caso di stupro di gruppo. La custodia cautelare è una misura che si adotta PRIMA dell’accertamento della responsabilità dell’imputato  in ordine al fatto di reato. Dunque PRIMA di aver stabilito se il presunto ladro, assassino, stupratore, corruttore [and so on] sia colpevole. Lo scandalo davanti al quale TUTTI dovremmo metterci di traverso è che si possa finire in carcere PRIMA che  ci  sia una sentenza di condanna. Io non voglio vedere in galera gente innocente ma neanche quella PRESUNTA colpevole. Tutti quelli che ieri si sono stracciati le vesti dovrebbero immaginare se succedesse  a loro di essere accusati ingiustamente di stupro, o a dei loro ipotetici figli. Eppure solo poche settimane fa un intero campo rom a Torino è stato dato alle fiamme perché secondo l’accusatrice abitava lì il ragazzo che l’aveva violentata. Solo dopo la tragedia siamo venuti a sapere che la ragazzina si era inventata tutto per riparare un rapporto sessuale CONSENZIENTE. Ma ovviamente questo lo ignorano sia la giornalista del Fatto che ieri esportava disinformazione in un articolo a dir poco osceno, che quelli che aprono pagine di protesta a cazzo su facebook solo sulla base di un lancio di agenzia senza poi approfondire se la notizia è così come ce l’hanno presentata o meno.
Prendere poi ad esempio l’opinione della Bongiorno (come ha fatto la  giornalista del Fatto in un articolo indegno di un giornale che ha fatto della difesa della legalità la sua bandiera), l’avvocato che ha difeso Andreotti riuscendo a dimostrare che si può essere mafiosi fino a un certo punto, non un attimo prima né uno dopo: due anni o dieci o quindici poi tutto torna pulito e bello come prima, dimostra inoltre quanti danni ha fatto il berlusconismo in questo paese.

E, aggiungo, quanto ci siamo incattiviti tutti quanti.

La Cassazione è maschilista?

Sottotitolo: La corte ha solo applicato la legge che in uno stato di diritto deve valere anche per gli  stupratori nel rispetto della Costituzione. Ciò non toglie nulla alla pesantezza di pensare che se certe misure cautelari diverse fossero state prese anche in altre situazioni oggi forse Stefano Cucchi, Giuseppe Uva, Francesco Mastrogiovanni e altri  sarebbero ancora vivi e nelle carceri non ci sarebbero eserciti di persone colpevoli, loro sì, dell’odioso reato di “clandestinità”. Così odioso da prevedere l’arresto immediato e la detenzione a tempo indeterminato.

Violenza di gruppo, Cassazione: possibili anche misure cautelari diverse dal carcere.

Con la sentenza di oggi, la corte ha annullato una ordinanza del tribunale del Riesame di Roma, che aveva confermato la reclusione per due giovani accusati di stupro nei confronti di una ragazza del frusinate, ritenendo che fosse l’unica misura cautelare applicabile (dal Fatto Quotidiano).

In tanti abbiamo letto la notizia della decisione della Cassazione e ci siamo giustamente incazzati, poi abbiamo letto meglio e qualcuno ha capito, ha rettificato le notizie pubblicate e i relativi commenti, altri invece stanno insistendo con questa stronzata che i giudici starebbero liberando tutti gli stupratori d’Italia, e siccome c’ero caduta anch’io non mi va che vada avanti questa menzogna che i giudici liberano stupratori CONDANNATI. I giudici hanno semplicemente applicato quel diritto che fino a prova contraria, se questo è ancora uno stato di diritto, vale e deve valere anche per gli stupratori seriali.

Far passare la Cassazione come colpevole di mandare gli stupratori agli
arresti domiciliari, anziché in carcere, non è solo populista: è proprio
una becera menzogna. E tutto questo mentre in Parlamento si discute di responsabilità civile dei magistrati (che già esiste ma che viene allargata a dismisura).

I giudici non sono opinionisti da salotto. I giudici eseguono le leggi ed è questo che
hanno fatto. Non sono i giudici ad aver creato una merdata giuridica, ma
il legislatore, ovvero gli stessi politici che ora attaccano i giudici.
Sono i politici ad aver costruito una legge (quella sulla violenza
sessuale) incoerente con il resto dell’ordinamento: hanno previsto una misura cautelare rigida e dura (solo il carcere) per un tipo di reato (la violenza sessuale) la cui pena massima è di gran lunga più bassa di altri reati (come l’omicidio) che invece prevedono la possibilità di scegliere tra misure cautelari diverse (misure cautelari: cioè da attuarsi prima del processo). Ma come?! Per un reato “gravissimo” (come l’omicidio) il giudice può decidere tra il carcere e gli arresti domiciliari e per un reato meno grave (come la violenza sessuale) il giudice può optare solo per il carcere? È un controsenso, che va risolto e che ora è stato risolto. I politici che ora
accusano i giudici (nel momento in cui peraltro il parlamento sta
legiferando sulla responsabilità civile dei magistrati!) avrebbero
dovuto sapere che sarebbe andata a finire così (e infatti lo sapevano e lo sanno). Avrebbero dovuto – se l’intenzione fosse stata onesta –
prevedere per la violenza sessuale una pena ben più alta e non “da 5 a 10 anni” (fa conto che l’omicidio – se ricordo bene – è punito con il
carcere da 21 anni a salire). L’ordinamento giuridico impone coerenza (e la coerenza si pretende dal legislatore): diversamente… torniamo alla legge del taglione e alla giustizia privata e chi s’è visto, s’è visto.
P.s.:la gravità di un reato si misura ovviamente non in
base al sentimento popolare ma in base alle pene edittali stabilite
dalla legge: per questo l’omicidio è ben più grave della violenza
sessuale: perché la pena prevista è più alta.

(Un commentatore intelligente del Fatto Quotidiano)