I vescovi: Celentano, volgarità e ignoranza

Sottotitolo: E’ triste vedere una persona anziana, ricca e famosa, aggirarsi su un palcoscenico a dire sciocchezze, attaccare la Consulta, invocare la chiusura dei giornali, fare appello ad un grossolano senso religioso ed a sentimenti populisti. Meno male che non è più Presidente del Consiglio. (Rosaria Greco per Acido Lattico: Acido Lattico )

La storia nera del Vaticano: omicidi, sequestri e silenzi da papa .

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Non sono le cose che ha detto Celentano a dare fastidio, anche perché sappiamo benissimo che nessuno chiuderà un bel nulla. Quello che più di tutto m’infastidisce è questo ruolo di predicatore che qualcuno gli ha affibbiato, come se fosse fondamentale che gli italiani vengano a conoscenza del celentanopensiero: ma chissenefrega di quello che pensa Celentano? uno che  ha solo saputo approfittare della deficienza della stragrande maggioranza della gente: quella che se una cosa la dicono persone qualsiasi sono solo  idiote idealiste e populiste da internare mentre invece se la dice Celentano, eh…vuoi mettere? uno che viene pagato 350.000 euro a serata per illuminarci sulla bellezza della  vita eterna dopo essersi assicurato la sua terrena ed averla assicurata alle sue prossime generazioni, per dire.  Simboli, Celentano è il simbolo del vuoto della politica, della mancanza di punti di riferimento seri e importanti. Perché quando ci si deve affidare alle vanne marchi di ogni genere è troppo tardi anche per rimediare allo scempio culturale che qualcuno ha compiuto in questo paese. Addirittura Santoro interrompe la sua trasmissione perché c’è Celentano a Sanremo, invece di offrire alla gente l’alternativa, per educarla a scegliere no, cinque giorni al mese, tutti gli anni da 60 anni un intero paese si deve fermare perché c’è Sanremo. E perché ci sarà in tutte le altre trasmissioni nelle quali verrà spalmato sine die. Se non è perversione questa non lo so. Una ci prova pure a pensare che il target di chi guarda certa robaccia in tv non debba essere necessariamente quello che si accontenta e si mette davanti alla TV con gli stessi criteri coi quali sceglie una brioche al banco del bar al mattino, ma quando leggo che il dibattito sui social network stamattina è catalizzato sul tatuaggio di Belen che si è presentata sul palco senza mutande  (foglia d’acero o farfalla ma anche ‘sti cazzi e perchénnò?), mi devo per forza ricredere.

La Chiesa contro Celentano video

Le alte gerarchie ecclesiatiche, pur avendo scelto in qualità di referenti di Dio, di avere un altro ruolo all’interno della società non hanno mai disdegnato di sporcarsi con certe volgarità terrene.

Basterebbe ricordarsi senza ipocrisie di Marcinkus, dello IOR e di tutto quel che è ruotato attorno all’alta finanza del Vaticano, del boss della banda della Magliana Enrico “Renatino” De Pedis seppellito “per riconoscenza”, perché era un “benefattore”, in una basilica romana e tutt’ora ospite del sacro luogo: nessuna autorità è mai  riuscita a completare indagini per scoprire il perché ad un pluriassassino fosse stato concesso questo privilegio né a fare in modo di dare ad un criminale il posto che gli spetta anche da morto.
Basterebbe ricordarsi di Emanuela Orlandi. Per non parlare di Papi che non mossero un dito per opporsi al regime fascista di mussolini.
Giusto per non tornare troppo indietro nei secoli  delle torture, dell’inquisizione e dei roghi e per tralasciare l’odiosa piaga di un crimine come la pedofilia all’interno del clero tenuto accuratamente nascosto agli occhi del mondo fino all’altroieri, praticamente.
Il Vaticano, nella storia, ha sempre sostenuto i peggiori regimi, quelli totalitari, sanguinari e guerrafondai. Basterebbe ricordarsi di Wojtyla affacciato alla finestra sorridente con Pinochet e al quale mandò i suoi personalissimi auguri per le nozze d’oro: e Papa Wojtyla sta passando alla storia come uno dei migliori, il più buono, il più bravo, il più capace a comunicare, il grande Papa che ha sconfitto il comunismo.  Ed effettivamente lui parlava proprio con tutti.
Ora io non mi aspetto che la chiesa chieda scusa al mondo come ciclicamente è costretta a fare dai tempi di Galileo Galilei scampato al rogo per un pelo, ma sepperò le eminenze evitassero di insorgere così, tanto perché non hanno niente di meglio da fare e per cose assolutamente risibili, noi quaggiù eviteremmo anche di doverci ricordare di certe faccende.

Perché sono brutte, ma brutte brutte.

Perché Sanremo è Sanremo (re_reloaded)

Sottotitolo: Tutti sanno che più del festival della canzone Sanremo è la celebrazione delle case discografiche, io non dico che in una rete televisiva del servizio cosiddetto pubblico  non debba esserci spazio anche per una manifestazione di canzonette, dico però che cinque giorni mi sembrano troppi e che si dovrebbe evitare di trasformarlo in uno speaker’s corner dove ognuno può dire tutto ciò che vuole, dove una star strapagata viene considerata alla stessa stregua di un mahatma anche se dice cose banalissime che dicono in tanti gratuitamente ogni giorno. E dove le canzoni diventano alla fine solo un complemento d’arredo più o meno gradevole e gradito.

Celentano: “Testate ipocrite” attacca Avvenire e Famiglia cristiana – Repubblica.it

L’unica nota positiva di questa edizione di Sanremo spero resterà la visita della Guardia di Finanza. E i vescovi che come al solito, non avendo niente di meglio da fare, insorgono contro Celentano reo di aver chiesto la chiusura dei giornali di matrice cattolica. La cosa più divertente di tutta questa storia è che Mazza, direttore di rai uno si dice ‘inorridito’ dalle parole di Celentano e che la censura è sempre inammissibile, beh, Mazza che inorridisce per la censura è un po’  come se berlusconi si scandalizzasse davanti ad un videoporno.

Monsignor Fisichella, che ‘contestualizzò’ la bestemmia di berlusconi ieri era distratto o si è preso un giorno di ferie?

Morgan fu cacciato da Sanremo perché rivelò di fare uso di sostanze stupefacenti, Belen invece viene accolta con tutti gli onori nonostante sia stata la protagonista di filmini hard che si vendevano a dieci euro sui banchi dei mercati. Anche qui le loro eminenze devono essersi distratte, ché mica possono insorgere proprio per tutto…

Perché chiedere la chiusura di giornali (che per quei giornali non avverrà mai nemmeno se scrivessero che la Terra è esagonale) è evidentemente più grave per i signori vescovi e la dirigenza “alta” della Rai di un presidente del consiglio (berlusconi) che chiede (e ottiene) la cacciata di giornalisti dalla tv pubblica (Enzo Biagi, Santoro, la non riconferma di Serena Dandini e il suo ‘Parla con me’, giusto per citare i primi tre casi eclatanti che mi vengono in mente) e la chiusura di trasmissioni televisive già dopo la prima puntata (Raiot di Sabina Guzzanti), nonostante e malgrado i buoni risultati e tutti i finti presidenti ‘di garanzia’ – Annunziata in testa – che si sono succeduti alla Rai da quando l’azienda di stato viene controllata dal padrone di quella concorrente (berlusconi).

Ma in quale altro paese si assisterebbe ad uno schifo simile?

Beati quei paesi che non hanno bisogno di nessun Celentano che si fa pagare a peso d’oro per dire le stesse cose che molti di noi diciamo
gratis tutti i giorni e da tutta la vita. E lo facciamo senza  invitare  alla censura di giornali che fanno squallida e insopportabile propaganda clericale da sempre  ma che oggi vengono criticati sul palco di Sanremo da una star soltanto perché anche quei giornali hanno osato criticare l’entità del cachet di quel furbacchione di Adriano che, da bravo cristiano, appena gli si dà la possibilità di farlo  si preoccupa molto di sponsorizzare  la bellezza della vita che verrà  dopo essersi assicurato però ottimamente questa. Ti piace vincere facile eh Adriano?
Gli italiani ormai delegano tutto: anche la loro indignazione a chi per manifestarla dice cose che dicono tutti ma poi si fa pagare.
Adesso ovviamente mi aspetto le stesse critiche di qualunquismo e populismo che vengono rivolte – per esempio –  a Grillo (che s’indigna da molto prima di Celentano e per motivi più seri del raggiungimento felice della vita ultraterrena) ogni volta che dice le stesse cose gratuitamente su piazze libere o nel suo blog che tutti possono leggere senza pagare.