La minaccia dello Zombie

“Siamo scesi in campo nel 1994 perché non volevamo che il Paese cadesse nelle mani di quei signori che erano e che ancora nel loro profondo sono comunisti. Per questo siamo stati in campo, restiamo in campo e saremo ancora in campo.”

Se da qui al 2013 i toni saranno ancora e sempre questi c’è da rabbrividire.
Per questo io sono sempre del parere che a votare ci dovrebbe andare solo chi possiede i requisiti giusti e almeno una conoscenza minima della Costituzione e della Storia di questo paese: persone che sanno capire quando qualcuno dice la verità o la solita putrida e ammuffita marea di balle che ripete ormai da quasi vent’anni. Servirebbe un esame e il rilascio di un certificato: dare ancora spazio nel terzo millennio a imbecilli, analfabeti ignoranti non è solo inutile e dannoso ma molto pericoloso.
Bisognerebbe mandare berlusconi – amico fraterno dell’ultimo vero comunista mangiabambini presente sulla faccia della terra, il “sincero democratico putin” già colonnello del KGB, non come i nostri da avanspettacolo (ché se ci fossero stati davvero i comunisti in Italia, sul genere di quelli che hanno scritto e firmato la Costituzione più bella e imitata al mondo, dubito che ci sarebbe stato lui) – a farsi una bella vacanza in un gulag. Sul genere di quelle che a suo dire mussolini mandava a fare agli antifascisti al confino. Stesso soggiorno, stessa ospitalità, stessi trattamenti. Una bella cura ricostituente, insomma.

Merriweather – Massimo Rocca per Radio Capital

Nel giro di un mesetto l’Europa che abbiamo conosciuto potrebbe non esserci più, la banca centrale nemmeno, L’euro potrebbe essere un esperimento utopico come le cittadine degli amish, gli italiani potrebbero essere corsi a fare la fila davanti alle loro banche forse insolventi, sicuramente saranno piegati sotto la doppia botta di una nuova recessione e di nuovi sacrifici. Ma lui è ancora lì che si occupa dei comunisti, della dittatura fiscale e ci ha fatto grazie dei giudici, tanto le toghe sono rosse e lo sappiamo. E su questi due cardini vorrebbe fare per la sesta volta consecutiva campagna elettorale per le politiche.
E’ la misura smisurata della catastrofe, più che di democrazia, di intelligenza in cui questo paese si era precipitato a capo fitto, rinunciando a pensare, a studiare, rifiutandosi di capire e di aggiornarsi.
Che l’uomo possa ancora apparire in pubblico, sia pure selezionato, ricevendone applausi, invece di essere inseguito con il barile di pece e il sacco di piume come un ciarlatano del west è segno che non siamo affatto guariti.