La scelta cinica

Sottotitolo: Monti ha ribadito la sua estrema sobrietà presentando la sua lista in un luogo semplice e spartano qual è l’Hotel Plaza di Roma.

Un ambientino adeguato: per pochi intimi.

La scelta civica…con fini e casini?

Adesso io vorrei capire perché la “salita” di Monti è ben vista e considerata da tutti, in primo luogo, ma che lo dico a fare, dalla loro santità e codazzo di gonnelle al seguito a cui non pare vero poter rimettere bocca nelle decisioni che la politica dovrà prendere e lo fa ormai a cadenza quotidiana [e già questo dovrebbe far capire a tutti che se va bene a loro non dovrebbe andare bene a nessuno che si senta parte di una società civile, dunque laica], mentre Ingroia sarebbe l’ospite sgradito, l’imbucato ad una festa dove nessuno lo aveva invitato.

Cosa pensano le “autorevoli eminenze giornalistiche”, specialmente quelle che durante quest’anno non hanno fatto altro che raccontarci di quanto è bello, bravo, intelligente, sobrio, elegante il professore.

Quelli che “quelli di adesso sono meglio di quelli di prima”, visto che Monti non ha mai nascosto che con quelli di prima ci si è trovato sempre e perfettamente a suo agio, così tanto da metterseli in casa nientemeno che per una lista CIVICA, ovvero una lista che dovrebbe essere SENZA riferimenti a NESSUN partito politico, AUTONOMA rispetto alla politica, quella bella e tradizionale che piace a S.M. Napolitano I come quella di casini dietro al quale ci sono due esempi di probità quali cuffaro e cesa.

E come può essere una scelta civica quella di chi ha demolito lo stato sociale a beneficio del salvataggio delle banche,  cosa c’è di democratico e di civico in una persona che non rappresenta nulla di tutto ciò che la parola democrazia significa. E figuriamoci civismo.
Per dire, sempre per dire.
[Ma che abbiamo fatto di male per ri_meritarci tutto questo?]

 

Bagno Penale – Marco Travaglio, 5 gennaio

Anziché verificare la credibilità dei programmi dei vari partiti (perlopiù inesistenti, a parte i soliti libri dei sogni e delle bugie) e dei candidati che dovrebbero realizzarli, partiti e giornali al seguito sono impegnatissimi a calcolare il tasso di “centrismo” e “moderatismo” dei vari schieramenti che si presentano alle elezioni. Dibattito appassionante, ma unico al mondo, visto che nei paesi normali si fronteggiano una destra, una sinistra e talvolta un centro, ciascuno dei quali sta al suo posto e fa il suo mestiere. Sarebbe davvero bizzarro cioè che da noi è normale: e cioè i continui richiami a destra e sinistra perchè diventino di centro, fra l’altro in un paese che già vanta una dozzina di partiti centristi. Ma tant’è. Monti, leader del Centro, intima a Bersani e a Berlusconi di “tagliarsi le ali”, cioè la destra e la sinistra, e di “silenziare” i rispettivi esponenti non “moderati”, senza peraltro spiegare che ci sta a fare lui se anche destra e sinistra diventano di centro. Polito El Drito, sul Corriere deplora inconsolabile che il Pd sia “diventato una forza di sinistra”. Che è un po’ come mangiare Nutella e sporgere reclamo perchè sa di cioccolata. Ora, a parte il fatto che Letta, Boccia, Fioroni, Renzi, Bindi e lo stesso Bersani alla parola “sinistra” danno querela, una domanda sorge spontanea: ma, di grazia, come dovrebbe essere il maggior partito della sinistra, se non di sinistra? La colpa della “mutazione genetica” – spiega El Drito – è delle “primarie” che han premiato i “giovani turchi” alla Fassina e Orfini, tutti incompatibili col montismo. Cioè: è colpa degli elettori di sinistra se, anziché un partito centrista, insistono inspiegabilmente a pretendere un partito di sinistra. E, fra la Cgil e Marchionne, si ostinano a preferire pervicacemente la Cgil. Infatti, per riequilibrare la pericolosa deriva di una sinistra di sinistra, Bersani deve infilare nel suo listino il professor Dell’Aringa, al cui confronto è di sinistra perfino la Fornero: anche perché, alle primarie, gli elettori di sinistra, inguaribilmente di sinistra, l’avrebbero asfaltato. In attesa di ulteriori sviluppi dell’arrapante dibattito (come evitare la pioggia bagnata? come ottenere il sale dolce?
che ne direste di un peperoncino non piccante? perché il sole, anziché raffreddare, si ostina a scaldare?), il Fatto insiste in beata solitudine sugl’impresentabili. Anche perché tutti i partiti hanno appena approvato la legge “Liste Pulite” (a parte l’Idv, che giustamente la voleva più severa). E viene il dubbio, che non serva a impedire l’elezione di personaggi inquisiti, condannati e in conflitto d’interessi, ma a fornire loro un comodo alibi. Siccome non sono eleggibili i pregiudicati con pene oltre i 2 anni, tutti quelli al di sotto della soglia diventano gigli di campo. Anche se hanno incassato la prescrizione dopo un giudizio di colpevolezza per reati gravi. Se sono imputati con pesantissime accuse. Se hanno condanne o patteggiamenti inferiori ai 2 anni. Se non distinguono gli affari propri da quelli dello Stato. Ne abbiamo indicati una dozzina, appena usciti trionfatori dalle primarie del Pd. E la risposta è stata: “Abbiamo il Codice etico”. Oppure: “Ma la gente li ha votati”. La seconda è berlusconismo puro: il voto lava più bianco (il famoso bagno penale). La prima è una tartuferai della peggiore specie: perché il Codice etico del Pd, nonostante le sue larghissime maglie, non prevede solo incompatibilità di tipo penale: impone anche “onestà”,”sobrietà”, “correttezza” e vieta “abusi di cariche per trarne privilegi”, “gestione clientelare del potere”, logiche di “scambio”, “conflitti d’interessi”, “incarichi a familiari”. Quanto basta per tagliar fuori dalle liste del Pd tutti gl’impresentabili scoperti dal Fatto .
Perchè allora nessuno interviene a fare pulizia, lasciandosi scavalcare addirittura da Montimer? A che serve la Commissione di Garanzia presieduta da Luigi Berlinguer? Garanzia per chi?

Tu scendi dalle stelle

Comunque non è vero che stanno portando via il Pd dalla sinistra. La sinistra potrà vederlo tutti i mercoledì pomeriggio e a week end alterni, più sei giorni a Natale.

[Alessandro Gilioli]

***

Su Facebook qualcuno mi ha dato della reazionaria, anticomunista e pure quella che ha “berlusconi nel cuore”: ‘sti cazzi! solo per aver scritto che non capisco perché la critica e il giudizio verso il modus operandi della politica debba trasformarsi nella critica e nel giudizio su Crocetta?

Oppure perché penso che non ci sia niente da festeggiare in un paese dove  la politica si trasforma  sistematicamente e puntualmente ad ogni tornata elettorale in associazione fra opposte fazioni?

Meglio essere reazionari ma vivi che adagiarsi su questo sistema che viaggia sull’onda del meno peggio e del “nulla cambi affinché nulla cambi.”

Se imparassimo a ragionare con la nostra testa e non con quella dei segretari di partito o di giornalisti ai quali piace tanto mettersi in cattedra forse ci sarebbe più obiettività nei ragionamenti. Se il fine comune, l’obiettivo è di migliorarlo davvero questo paese.

C’è chi ha dato la vita per consentirci di poter votare, quindi, SCEGLIERE, e quando lo ha fatto non pensava, evidentemente che un giorno lo scettro del comando potesse andare a finire nelle mani dei banchieri non certo per volontà del popolo.

Di contro c’è anche chi ha perso la vita per liberare questo paese dalla mafia, ma i partiti di mafia oggi sono ancora in parlamento e dettano l’agenda politica.

Partiti fatti di gente che pensa, ne è convinta, anzi, che il politico traditore, ladro, corruttore, mafioso per conto suo e per conto terzi  non deve essere cacciato dall’agone ma addirittura salvato per mezzo dei suggerimenti di coscienze.

Questo è sempre il paese dove si commemorano Falcone e Borsellino ma poi si salva cosentino.

E la sinistra, o quel che ne resta, con questa gente qui ci fa lingua in bocca.

E per me è un dovere morale sottolineare questa cosa.

Con buona pace dei professorini che si esprimono da pubbliche ribalte.

Sono indecisa fra le facce toste, quelle di bronzo o quelle miseramente e normalmente come il culo. Certo è che dichiararsi sorpresi dell’exploit, fare finta solo adesso del disastro in cui versano i partiti “tradizionali”, quelli che tanto piacciono a Napolitano che sicuramente starà febbrilmente preparando un altro comunicato da minculpop circa i pericoli del populismo [presidente: si chiama POPOLO: le decisioni di un popolo quando avvengono per mezzo di espressioni democratiche e non con la presa dei palazzi del potere si chiamano VOLONTA’, non populismi] significa non aver capito nulla del sentire attuale della maggioranza degli italiani. L’astensionismo non è mai una buona cosa, però c’è anche da dire che quando vengono sottratti tutti i sistemi democratici per dire “no” la gente alla fine pensa di non avere più il dovere di sostenere la politica. E questo è quello che sta succedendo. Quando un popolo s’indigna giustamente con una politica che ruba, spreca, è al centro di ogni malaffare e un presidente della repubblica dice che no, che bisogna sostenerla quella politica la gente non capisce. Il voto serve a qualcosa se c’è qualcuno che lo merita.
Se invece il trend è quello del meno peggio, poi del meno peggio del meno peggio, e via all’infinito, arriva un giorno in cui non voto ed è un mio diritto, così come è mio diritto lamentarmi di non avere avuto una possibilità di scelta accettabile.

E questi sono i risultati. Grillo non è un prodotto dell’antipolitica ma della malapolitica.

Dichiararsi sorpresi poi mentre una nullità come pierferdy si permette di dettare l’agenda circa le prossime elezioni nazionali della serie “noi sì ma Vendola no” [insieme al pd] se non fosse una cosa molto seria di cui se fossi un’elettrice del pd mi preoccuperei molto farebbe anche ridere.
Crocetta è potuto diventare presidente di regione grazie al sostegno dello stesso partito di totò vasa vasa, al momento occupato a scontare una manciata di anni di galera per concorso con la mafia ma questo pare che sia un dettaglio insignificante, c’è chi canta vittoria e chi la consegna perfino alla sinistra. Per vincere contro l’armata brancaleone di un pdl ridotto così male serviva l’alleanza con l’udc e il benestare di casini, amico PERSONALE di vasa vasa?
Grillo e i suoi attivisti hanno avuto ed hanno il merito di farci vedere nei fatti e non nelle ipotesi la vera natura della nostra bella politica tradizionale, quella che senza inciuci con le mani sotto ai tavoli che, se questo fosse un paese normale dove i cittadini capiscono che non è mai una bella cosa quando destra e sinistra vanno d’accordo ma che la normalità democratica è l’esatto contrario, sarebbe sparita grazie alla consapevolezza dei cittadini non certo per merito di un signore che faceva tutt’altro nella sua vita ma che un bel mattino ha capito che la politica di un paese non può viaggiare grazie a inciuci e accordi fatti al solo scopo di mantenersi il posto e la poltrona.
Grillo non fa politica ma solo confusione populista? può darsi, ma se fare politica significa accettare di mettersi sotto lo stesso ombrello del partito dei più mafiosi d’Italia, degli amici di mannino, cuffaro e andreotti, se questa è tutta la rivoluzione che sa fare un partito di centrosinistra tutti i grandi soloni distribuiti fra politica e opinionismo illustre ci facessero almeno la cortesia di non “blaterare” di populismi poi, quando la gente sceglie di non sostenere la politica e i partiti.
Sorpasso in retromarcia
Marco Travaglio, 30 ottobre
Chissà se stavolta Napolitano, magari cambiando apparecchio acustico, ha sentito il boom di Cinquestelle in Sicilia. Sicuramente l’han sentito il Pd e i resti del Pdl, letteralmente asfaltati da Grillo con una nuotata e un paio di settimane di comizi. Quel gran genio di Lupi si dice “sorpreso” per il risultato siciliano: una sorpresona. Bersani, lo stesso che un mese fa strillava all'”antipolitica” dei “fascisti del web”, ora si accorge che “Grillo c’è, e in modo serio”. Purtroppo per lui, M5S c’è e in modo serio (il che non vuol dire sempre condivisibile) da almeno cinque anni. Non è antipolitica, è politica: senza i “grillini”, in Sicilia non avrebbe votato poco meno della metà dei siciliani, ma poco più di un terzo. Da oggi in Sicilia e da domani in Italia, M5S costringerà i partiti di destra, di centro e di sinistra, se vogliono governare, ad ammucchiate sempre più inguardabili e innaturali. Solo un partito in estinzione come il Pdl può attribuire il disastro, nell’isola del 61-0 del 2001, alle ultime mattane del Cainano dal bunker (uguali a quelle dell’ultimo ventennio), o viceversa ad Alfano (che non è mai esistito). E solo un simpatico guascone come Crocetta e un povero illuso come Bersani possono usare aggettivi come “storico” e “rivoluzionario” per definire il risultato del duo Pd-Udc. Che, in realtà, è il classico sorpasso in retromarcia: contro un Pdl fermo in panne, bastava una lumaca per superarlo. Nel 2008 il centrodestra di Lombardo si pappava la Sicilia col 65%. Oggi Crocetta diventa governatore col 31%: la stessa percentuale che quattro anni fa portò la Finocchiaro a perdere rovinosamente contro Lombardo. Senza contare che i voti sono molti di meno, visto che allora votò il 66% e domenica ha votato il 47% degli aventi diritto (e nel 53% dei non votanti ci sono anche i voti della mafia, che si astiene e sta a guardare in attesa di una nuova trattativa). Se poi si guarda dentro le coalizioni, si scopre che non crolla solo il Pdl, che nel 2008 riscosse il 33,5% e ora latita al 12. Ma precipita anche il Pd, sceso in quattro anni dal 22 (Pd+lista civica Finocchiaro) al 13,5. E calano anche l’Udc (dal 12,5 al 10,6) e Sel(dal 4,9 di Rita Borsellino al 3 di Fava, il candidato migliore, escluso per un pasticcio burocratico). Solo l’Idv, paradossalmente, raddoppia i consensi, dall’1,8 al 3,5: ma è una magra consolazione, visto che lo sbarramento per accedere all’Assemblea siciliana è al 5. Dunque di “storico” nel voto siciliano c’è soltanto il tracollo dei partiti, tutti i partiti: cioè dei responsabili del disastro dell’isola, governata nell’ultimo ventennio prima dal centrodestra e poi dall’inciucio Micciché-Pd-Fli-Udc, dunque tecnicamente fallita. E ora i padri di quel disastro incalcolabile torneranno al potere, nascosti dietro la faccia pulita e antimafia, ma spregiudicata di Crocetta, che non ha esitato ad allearsi con gli amici di Cuffaro e ora, per governare, dovrà chiedere il permesso o a Micciché (l’amico di Dell’Utri e Lombardo) o a Musumeci (il nerissimo amico di B.), visto che M5S non appoggia nessuno. Né sottobanco né sopra. Una riedizione riveduta e corretta dell’inciucio lombardiano. Siccome la linea della palma tende a salire e la Sicilia anticipa sempre quel che avviene nel resto del Paese, questo è l’antipasto della grande abbuffata che si prepara a Roma. Se il Pd pensa di vincere le prossime elezioni con la cosiddetta “alleanza fra progressisti e moderati”, s’illude. A Roma come a Palermo, per sopravvivere, i partiti dovranno mettersi tutti insieme, col bis dell’ammucchiata che ora sostiene Monti. Mandando all’opposizione non solo Grillo e Di Pietro, ma anche la maggioranza degli italiani.

Uno stato che fa senso

Sottotitolo:  casini qualche giorno fa: “la polverini è coraggiosa e ha tutto il mio consenso”.
azzurro caltagirone ieri: “visto il marcio che è emerso, ritengo che bisogna restituire la parola ai cittadini”. [Anche i soldi, possibilmente]
Questo è quello che il pd considera meglio di Vendola e Di Pietro, per dire. E inoltre, come mai l’opposizione non si mise lo stesso di traverso così come ha fatto con la polverini quando i 314 TRADITORI DELLO STATO dissero in parlamento e non all’osteria numero cinque che ruby era realmente la nipote di mubarak? lì nessuno organizzò la giusta rappresaglia contro una maggioranza di delinquenti debosciati che ha ridicolizzato l’Italia agli occhi di tutto il mondo. Perché se è vero che questa è la destra più inguardabile che abbia mai messo piede nel parlamento italiano è vero altrettanto che chi si sarebbe dovuto opporre a tutte le sue nefandezze non lo ha fatto. Mangiare alla stessa tavola e poi salire sui pulpiti a giochi fatti [la polverini se n’è dovuta andare più per volere di Bagnasco che di d’alema, ditelo al cialtrone che si prende il merito] è una cosa abbastanza miserabile. Degna appunto di uno stato che fa senso.

Preambolo:  Si sveglia anche il cardinale Bagnasco (Cei): “Fuori dalle liste i politici chiacchierati”. È vero che la chiesa ha tempi biblici, ma qui forse si esagera [Il Fatto Quotidiano]

La politica deve smettere di stare a sentire i referenti di santamadrechiesa SEMPRE, quali che siano le cose che dicono.  Se ignorassero tutti, destra, sinistra e centro tutte le “insorgenze” delle eminenze  a proposito della qualunque [da che pulpito, poi…] forse ce la fa anche l’Italia a diventare un paese civile.

 Emma Bonino: “Il Pd è complice nel Lazio”

Non dubito – precisa la Bonino – che con quei soldi il Pd non abbia fatto festini, magari avrà fatto concerti di musica classica…

“Questi signori li mando a casa io, non voglio sceneggiate” [la polverini in conferenza stampa annunciando le sue dimissioni da presidente della Regione Lazio]: Video Staff della governatrice aggredisce i cronisti 

Polverini si dimette: ‘Consiglio indegno’
Ma la presidente sapeva. Ecco le carte

Ricordiamola così:

Se la polverini fosse stata presidente di una qualsiasi associazione senza scopo di lucro [così come dovrebbe essere tutto quel che ha a che fare con la politica, dunque con lo stato] anziché “solo” della regione Lazio l’avrebbero cacciata  a vita e con disonore.

Pare che non sia nemmeno vero che lei non sapesse, sembra che abbia detto di aver taciuto per senso dello stato [sigh!].

E se le cose stanno davvero così  non è solo responsabile di quello che fanno i suoi subalterni ma ne è complice.

Quindi chi qualche giorno fa si sperticava dicendo che “sì vabbè ma lei in fin dei conti che c’entra che non è stata nemmeno eletta con la lista del suo partito” oppure chi come fa formigoni da mesi parla di responsabilità individuali per riparare le sue malefatte  sulle quali non ha ancora fatto né vuole fare chiarezza sbagliava, molto. 
In politica non esistono responsabilità individuali, esistono appunto e apposta le gerarchie quindi quando in un consiglio comunale, regionale e ancorché nel parlamento della repubblica accadono fatti gravi, di criminalità e delinquenza il primo ad assumersene la responsabilità dovrebbe essere proprio chi sta più in alto, e a chi tocca, ‘nze ‘ngrugna, dopo.
E’ davvero singolare poi  il modo in cui in questo paese le istituzioni difendono lo stato e il suo senso: lo fanno tacendo sulla trattativa con la mafia che lo stato lo vuole morto e in parte c’è riuscito, lo fanno per mezzo di leggi che impediscono ai cittadini di sapere chi è che si occupa di noi  e come, e cioè dello stato, lo fanno permettendo a dei delinquenti di accedere a ruoli politici “alti”,  lo fanno proteggendosi a vicenda su questioni di malaffare e ruberie come appunto nel caso della giunta della polverini e di chissà quanto altro che non sappiamo.
 Il dramma è che questi ce li ritroveremo ovunque ancora e ancora, er batman già ci ha avvertiti che lui si ricandiderà perché non ha perso nessuna delle sue 28.000 preferenze, e io ci credo, perché a livello locale la politica è molto più trucida, se possibile, di quella nazionale. E alla polverini chi negherà un posticino al sole, qualche dirigenza? e la tragedia è esattamente questa: nessuno si farà mai carico delle proprie responsabilità perché a nessuno dei ladri né dei responsabili che dovrebbero fare in modo che di ladri nelle istituzioni non ce ne siano cambia mai la vita. 
In galera non ci vanno e disoccupati non ci restano. 
E questo è il modus che poi educa gl’imprenditori disonesti, i commercianti disonesti e i funzionari di stato disonesti. 
Ecco perché non è vero che gli italiani hanno quello che si meritano. 
Non tutti, almeno.
Quindi possiamo ben dire che più che senso dello stato è uno stato che fa senso.
Il 25 settembre del 2005 quattro poliziotti – dunque quattro funzionari dello stato – fra cui una donna ammazzavano a calci e botte un ragazzino di 18 anni: Federico Aldrovandi.
Anche per questo l’Italia è uno stato che fa senso, in certi casi anche molto schifo.
La scarpa giusta – Rita Pani

Leggo tutti i giorni con molta attenzione, non tanto le notizie sempre uguali di questo universo parallelo nel quale siamo stati catapultati, ma i commenti della “gente”, quella massa idiota con due G. Qualche giorno fa la Polverini rischiava di essere messa al rogo, ieri invece, già i toni si erano ammorbiditi, gli animi erano rasserenati dal “gesto di responsabilità” che almeno “la rendeva diversa dalla maggioranza dei ladri”; poi ho letto anche che “probabilmente era da scusare visto che – sempre probabilmente – davvero non sapeva”.

 

Mettiamo sia andata così: l’arrogante fascista, quella degli elicotteri, del reparto ospedaliero requisito per il rispetto della privacy dei degenti che non sono stati ricoverati, degli abusi e dei privilegi, figlia di un sindacato inesistente che a suon di tessere fasulle riuscì – sotto egida berlusconista – a sedersi ai tavoli col governo, mentre i pochi sindacati seri venivano estromessi dalle trattative, va a fare un giro conoscitivo dai padroni del vapore. Questi le dicono di fare attenzione, perché magari non succederà nulla, ma di fronte a tanta merda persino l’italiano potrebbe smettere la partecipazione con un click di mouse, e scendere in piazza con l’intento di scannarli. Il governo tecnico fa notare alla burina fascista che dal momento che girano certe foto raccapriccianti – non solo le sue pagate con 75.000 euro di parcella al fotografo – che mostrano troie e maiali in lussuose porcilaie, queste potrebbero essere lesive per l’operato del governo stesso. Nel frattempo, l’opposizione ricorda i primi rudimenti della politica e fa quel che avrebbe dovuto fare anni addietro in Parlamento: si dimette in massa. La burina fascista per quanto idiota, comprende che in un modo o in un altro deve lasciare la sedia, il fotografo personale, l’elicottero e tutto il resto, e se ne va.

 

Dov’è il senso di responsabilità? Dove la non colpevolezza? Dove il senso della politica?

 

L’hanno cacciata a calci nel culo, ma le scarpe erano sbagliate. Non erano quelle dei cittadini del Lazio che vivono sui tetti da tempo immemorabile in attesa che torni il lavoro. Non erano quelle delle madri dei bimbi che non hanno accesso agli asili. Non erano le scarpe dei parenti dei malati che hanno vissuto scandalo dopo scandalo i tagli e le ruberie degli ospedali romani. Nemmeno quelle di chi ha subito un abuso da parte del governo fascista voluto fortemente perché era intollerabile avere come governatore una persona sostanzialmente onesta, ma dedita a differenti divertissement sessuali, che per quanto si voglia tirare al Vaticano, continuano a offendere anche il più bolscevico dei cittadini italiani.

 

Leggere i commenti a questa notizia, comunque, è la cosa più sconfortante. Lascia sospettare che veramente in pochi si sia rimasti interdetti davanti alla promessa di Batman che si ricandiderà, e soprattutto dà la certezza che ora la televisione contribuirà alla necessaria operazione di restyling della Polverini stessa. Lavaggio, cera e grafitaggio e via, pronta per le prossime imminenti elezioni. Così pulita e brillante che sembrerà nuova e pronta per un altro mandato. E non certo di cattura.

 

Rita Pani (APOLIDE)

Centrosinistra?

Quello che ho è la certezza che in un paese normale la distinzione fra onesto e disonesto, fra stato e antistato deve essere chiara, forte, non può essere soggetta a nessun fraintendimento;  quello che invece so è che questo paese non sarà mai normale, perché non può essere normale un paese dove i responsabili – funzionari di stato –  di un massacro vengono promossi, gli vengono regalati avanzamenti di carriere;  non può essere normale un paese dove la gente si ammazza perché le viene negata anche la possibilità di appendersi a quella vigliaccata chiamata “speranza”;  non è un normale un paese dove chi per ruolo ed istituzione dovrebbe combattere le mafie pensa che chi ha fatto affari con le mafie debba essere premiato; non può essere normale  un paese dove la più grande preoccupazione del potere è quella di difendere se stesso minacciando di esercitare quel potere contro qualsiasi cosa, azione, persona non gli sia funzionale.
Un potere che, forse, ha cambiato faccia ma non le intenzioni.

Sottotitolo: antipolitica è chiamare le guerre missioni di pace, le orge gare di burlesque, è chiamare i caduti sul lavoro morti bianche. E’ dire che è sempre colpa del governo precedente, delle torri gemelle, della crisi mondiale, dello tzunami, delle toghe rosse, dell’euro, della Merkel, di Adamo ed Eva.
(Marco Travaglio)

“Il PD non è un taxi su cui chiunque può salire, se vuole, Grillo si faccia il suo partito e vediamo quanto prende”
(Piero Fassino, Luglio 2009)

Sulla prima parte di questa frase davvero lungimirante, possiamo ricordare Calearo, Binetti,  Rutelli, che quel taxi l’hanno preso con soddisfazione, visto che sono in parlamento con i voti di chi ha sostenuto il PD pur avendo successivamente cambiato mezzo di trasporto, senza pagare neanche la corsa.
Sulla seconda parlano i numeri e Fassino deve solo sperare che il ballottaggio di Parma vada bene per il PD altrimenti vince il premio Profezia Maya 2012.

          Il Comune di Battipaglia (Salerno), malgrado il parere favorevole della commissione Pari Opportunità, ha censurato questo manifesto da esporre oggi in città per celebrare la giornata internazionale contro l’omofobia. L’amministrazione di CENTROSINISTRA ha deciso di vietare la pubblicazione per non ledere il rapporto con il partito guida della coalizione, l’Udc (il partito dell’ultrà cattolico Casini, antiabortista, familydaysta divorziato). Se nel manifesto ci fossero state due lesbiche questi viscidi ipocriti del cazzo  l’avrebbero censurato?
Non c’è peggior omofobo di chi non vuol svelarsi.
Fronte duro contro l’omofobia, sempre.

Luciana Littizzetto racconta la parola “stronzo” a “Quello che (non) ho”.