“Il bue e l’asinello nella grotta non c’erano”

Omofobia, umiliato e insultato dai compagni: 15enne si impicca a Roma

Class Action: denunciamo i deputati che non hanno voluto la legge contro l’omofobia per istigazione al suicidio

Sì alla class action contro una politica che ormai vive solo di se stessa, delle sue primarie, dei suoi candidati da presentare in ogni dove e non si occupa né si preoccupa di un paese in totale declino, non solo economico. Ma ne voglio una anche per denunciare le teste di cazzo che dis-educano i loro figli, che mettono per strada delinquenti in erba, stupratori, mostri di ignoranza che poi producono tragedie di questo tipo.

Io non ci posso pensare che nell’era di internet, in un’epoca storica in cui l’età del primo rapporto sessuale si è abbassata toccando soglie che sfiorano ancora l’infanzia praticamente, un ragazzino si possa suicidare perché deriso e offeso da coetanei che hanno un profilo facebook, lo smartphone e l’ultimo modello delle Nike ai piedi. 

E non posso pensare che la politica debba continuare a seguire l’orientamento di chi pensa che l’omosessualità sia un peccato, una malattia, una devianza.
Ed è anche per questo che non andrò a votare alle primarie col ricatto della schedatura da elettrice di centro sinistra. 
Io non voglio avere niente a che fare con chi – anziché pensare ad una vera politica di contrasto – si sposta più indietro per paura di non farcela. 
Io voglio gente che sa di potercela fare a rendere l’Italia un paese civile senza compromessi con Dio e dintorni, semplicemente perché quello di cui c’è bisogno è giusto pretenderlo da e in un paese civile.

La rivoluzione inizia a casa propria.

E se non lo capiamo tutti questo non sarà mai un paese civile; se ancora si tollera nel linguaggio comune che gli omosessuali vengano definiti “froci, ricchioni” persone “contronatura” e non gente che ha diritto di vivere i propri sentimenti e la propria sessualità nel modo che vuole significa che i figli delle persone che vengono allevati da gente così cresceranno con la stessa opinione. Circondati e sommersi dalla subcultura razzista e omofoba di chi poi tutto questo lo tollera magari sorridendo di certe battute.

E non usciremo mai da questa spirale di violenza e ignoranza.
Quella che oggi ha ucciso Davide che è solo l’ultima vittima in ordine di tempo in un paese composto da gente, cattiva, egoista, gretta, incivile, ignorante, e in questa categoria va inserita una fetta sostanziosa di politici che non agiscono a favore dei diritti per non dispiacere uno che scrive su un libro che “nel presepe il bue e l’asinello non c’erano”.

Sottotitolo: Kean Loach rifiuta il premio del Torino Film Festival. Nessun premio da chi licenzia gli operai in lotta.
Espressioni di ingegneria civile. 
Dire di no si può, in certi casi si DEVE.
Uno dei miei punti di riferimento è  una signora che una sera, dopo una giornata di lavoro, ha rifiutato di cedere il suo posto a sedere su un autobus.
Che ha detto semplicemente NO.
E grazie a quel no ha cambiato la storia.

“La gente racconta che non mollai il posto perché ero stanca, ma non era vero. 
Io ero stanca solo di arrendermi”. [Rosa Louise Parks]
Preambolo: Il Vaticano è in “crisi” e dunque ha deciso di tagliare le spese. Il tradizionale presepe in piazza San Pietro quest’anno lo donerà la regione Basilicata e sarà tutto a carico della regione, quindi nostro: la regione Basilicata ha stanziato una sostanziosa cifra di denaro in un momento di crisi drammatica per regalare un presepe a chi ha avuto già  tutto in regalo dallo stato italiano.
Soprattutto la dignità della maggior parte dei politici di tutti i colori.
“Il bue e l’asinello nella grotta non c’erano”
Ecco, sì, abbiamo sempre delle cose molto serie di cui occuparci nevvero santità? il bue e l’asinello sì o no? son problemi da perderci il sonno, in effetti.
Che bello credere alle favole, non si cresce mai.
Quand’è che qualcuno avrà il coraggio di scrivere che non c’era nemmeno la grotta e non era nemmeno quella volta lì?
Bollito duro The Jerk

Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/node#ixzz2Cw9ySXhV

Perché, al posto di discettare in dotte elucubrazioni sulla sconvolgente notizia che “il bue e l’asinello nella grotta non c’erano” (la rivelazione sta nell’ultimo libro del Papa) la Chiesa non si mette a osservare e ad ascoltare molte pecorelle che, non ancora smarrite, sentono l’esigenza di sentire parole di apertura e di comprensione della “vita vera” nella sfera sessuale?

Appena sveglia, leggo sulle bacheche di amici, e poi controllo sui giornali on line, che hai esternato di nuovo.

Ora, passi per il fatto di domenica, quando hai dichiarato urbi et orbi [ma soprattutto sordi] che la profezia dei Maya è sostanzialmente una cazzata.

Passi, diciamo, perché uno può dire, beh si tratta di un clan rivale, quindi derubrichiamo la cosa a una normale attività di concorrenza sleale tra amici immaginari, divulgatori di minchiate e transeat.

Almeno noi laici sappiamo farci delle grasse risate sull’ipotesi fine del mondo, ai cattolici ferventi invece, quelli che si staranno già disperando all’idea di non poter inserire quest’anno le due graziose bestioline nel presepio, ché il papa ha detto che non c’erano e dunque nel presepio NON ci vanno,  piace tanto credere che l’altra vita sarà senz’altro meglio di questa, io infatti sto già pensando alla mise da indossare il 21 – 12 – 2012, non sia mai che l’altra vita mi dovesse trovare impreparata, sciatta, con la ricrescita nei capelli e la depilazione da fare. E poi insomma, una fine del mondo il 21 dicembre ha anche il suo lato positivo, almeno non dovremo preparare il cenone della vigilia di natale, il pranzo di natale e il brodino del 26 per rimettere a posto lo stomaco.

Però non credo sia giusto – né tantomeno bello – che tu insista, pervicace nella tua intenzione di distruggere ogni nostra convinzione, ogni nostro punto di riferimento [sia morale che fisico] calando il carico da 11 contro il bue e l’asinello, che a tuo dire nella grotta NON C’ERANO.Ma ti rendi conto? decenni di “Te piace ‘o presepio?” buttati al vento; bimbi sognanti su quei fiati caldi e umidi in mancanza [che terra veramente incivile, la Palestina!] della Daikin, delusi dal tuo dire; per non parlare degli altri bimbi negli scantinati in Cina che dipingono buoi e asinelli in vista del nostro natale [sempre meno] opulento.E la prossima rivelazione quale sarà?  che la Fata dei Dentini è una riedizione in chiave odontotecnica di Gina Lollobrigida, solo vestita da assistente alla poltrona con l’ambizione di diventare consigliera regionale?
E sui Re Magi e il loro ambiguo menage a trois, niente?
Che visione tristanzuola della vita che hai, ma farti una partitella a briscola e tressette ogni tanto no?Ti avverto però: metti le tua teologiche mani su Actarus e Goldrake, o peggio che mai su Lady Oscar [che saresti capacissimo di dire che trattasi di invenzione con cui i cartonari giapponesi sublimarono la loro passione per le lolite e per le loro mutandine], e m’incazzerò  davvero.Dopotutto, è crollato il Muro, non ci son più le mezze stagioni, i metrosexual hanno pian piano sostituito i maschioni alla Clark Gable, ma io sono cresciuta negli anni Ottanta: toglimi la crinolina di Maria Antonietta, o il sadico sorriso scozzese di Terence ai quali aggrapparmi per non crollare, e cadrò in pezzi anch’io.
[Post scritto a quattro mani con la mia amica Rosy]

Come se fosse antani [reloaded]

Sottotitolo:  “Serve senso morale nella politica”
Appunto, dunque non una morale che fa senso.

“Quel che in Italia acuisce l’incertezza e produce grave disorientamento è l’inadeguatezza del quadro politico ad offrire punti di riferimento, percorso come è, da spinte centrifughe e tendenze alla frammentazione”. [Giorgio Napolitano]

Ma che avrà voluto dire? un presidente di tutti ha il dovere di esprimersi in un linguaggio che i tutti poi possano almeno comprendere.

Credo.

Se qualcuno sa tradurre il senso di quella  frase lo vado ad incontrare personalmente per fargli i miei  complimenti;  magari facendo la cresta sul biglietto aereo come un certo Giorgio Napolitano quando faceva l’eurodeputato. Ma probabilmente si tratta di un omonimo, nevvero? appropò, quando sua moglie fu assunta alla Camera del Deputati, e casostrano anche lui stava alla Camera del Deputati aveva vinto un concorso, l’hanno presa perché era molto brava o è stata assunta per direttissima, più o meno come ha fatto berlusconi portando in parlamento amici, parenti e conoscenti? perché va benissimo parlare di senso morale e di legalità, ma bisognerebbe metterli in pratica nei fatti, ad esempio non firmando leggi incostituzionali puntualmente cassate dalla Corte e nominando ministri due con pendenze giudiziarie piuttosto serie e che con moralità e legalità non avevano niente a che fare.
E chi fa il tifo per la moralità e la legalità dovrebbe lasciare tranquilli i Magistrati a fare il loro lavoro e magari dirigere il suo sguardo verso un ex capo della polizia che comandava massacratori di gente innocente e che adesso fa nientemeno che il sottosegretario alla sicurezza del governo di questo paese.
Ma basta con queste chiacchiere pompose che nessuno capisce perché espresse in un linguaggio incomprensibile, che non dicono nulla e servono solo ai soliti pennivendoli per fare aperture sensazionalistiche su giornali che noi non paghiamo per farci pure prendere per il culo.

Cerchiamolo ‘sto punto di ripristino di moralità e legalità, ma facciamolo sul serio però. Magari iniziando a chiedere alle forze dell’ordine di smetterla di interpretare sempre lo stesso ruolo di braccio armato del potere, quale che sia la matrice e il colore di quel potere. Dopo le sentenze sulla Diaz e sull’omicidio VOLONTARIO di Federico Aldrovandi è troppo chiedere che polizia e carabinieri non abbiano come dire,  il manganello troppo facile specialmente  contro gente disarmata?

Napolitano: “Serve senso morale, l’illegalità è causa dell’antipolitica”

E’ questo il senso morale e legale invocato da Napolitano? chiedo, semplicemente.

 

Standing (u)ovation


Sottotitolo: “Sono bellissimi e hitleriani sono i tecnocrati italiani ”  [Giorgio Gaber]

    Uova su auto Fornero, contestata a Torino

Elsa Fornero: “In molti casi si spingono i figli a trovare un lavoro per contribuire all’acquisto della casa.
 […]
Magari anche per difficoltà finanziarie, si sacrifica l’educazione dei figli pur di arrivare prima alla casa. La casa è certamente un valore importante, ma bisogna anche considerare le priorità. Le case si possono lasciare ai figli ma conta di più una struttura di conoscenza e flessibilità mentale, un’adattabilità al cambiamento che solo la formazione può dare”.

.

E infatti i suoi figli, sono sicura, saranno vissuti e cresciuti senz’altro in un monolocale a equo canone, macchedico in un monolocale? in una tenda canadese, a beneficio della loro formazione/istruzione.
Ormai è completamente e irrimediabilmente fuori di sé.
Qualcuno faccia qualcosa.

Oggi chi vuole bene ai figli deve mandarli via da questo paese, altro che fargli pagare una quota del mutuo.

Se le famiglie italiane avessero aspettato l’aiuto economico dei figli per l’acquisto di una prima e nella maggior parte dei casi UNICA casa stavano fresche, potevano dormire sonni tranquilli e come no.
Una casa in Italia si compra per assoluta necessità e non perché si abbia tutta questa smania di diventare proprietari, ma quando l’alternativa è il soggiorno sotto un ponte o il pagamento di un affitto esorbitante il buon senso vuole che s’investa una cifra molto spesso MINORE di un affitto, ma la cui destinazione non sia il famoso fondo perduto,  nell’acquisto.

E solitamente queste sono decisioni che una coppia non prende quando i figli sono già grandi, chi decide di investire solo su se stesso, di fare ENORMI sacrifici  senza l’aiuto di nessuno e men che meno dello stato che poi vuole, pretende e ottiene la sua percentuale su quei sacrifici, per mettersi un tetto sulla testa lo fa PRIMA che i figli siano in età da lavoro: solo degl’incoscienti possono pensare di aspettare l’aiutino di un figlio in un paese come il nostro dove, anche grazie a gente come la ministra oggi la ministra può permettersi questa ennesima sortita come al solito intrisa di arroganza in cui lei parla di quelle che dovrebbero essere le priorità di una famiglia con dei figli.
In un paese normale, civile, dove i diritti civili si estendono e si esaltano, nessuno dovrebbe essere costretto a scegliere se studiare o lavorare per mantenersi ed eventualmente dare un   contributo economico a quelle mamme e a quei papà che fanno la cortesia di ospitare i propri figli anche oltre l’età in cui mamma e papà avevano già una vita indipendente dai propri genitori.
Certo che la formazione è importante, certo che è importante che i figli studino (anche se non avranno mai le stesse possibilità/opportunità dei famosi figli questi lor signori di cui nei mesi scorsi si è parlato tanto, ma la Fornero questo ovviamente NON lo dice, non lo può dire), ma in un paese normale quello allo studio dovrebbe essere, E’, anzi, UN DIRITTO, non un’opzione.
Nessuno, in un paese normale,  dovrebbe essere costretto a scegliere SE far studiare i figli O comprarsi una casa, SE portarli dal dentista O comprare i libri di scuola.
Ma  queste cose lei non le capisce, non può capirle.
E non le capirà mai.
Ci dica, la ministra, qual è il paese in cui una casa costa meno di una laurea che ci trasferiamo tutti lì.
Quest’ultima esternazione della ministra Fornero (suppongo purtroppo solo in ordine di tempo, ce ne saranno altre, ormai tutti hanno preso il via e chi li ferma più? ribadisce, semmai ce ne fosse bisogno e dimostra, ancora una volta, che la classe dirigente NON può essere composta da gente che vive in condizioni economiche tali da far dimenticare quali sono quelle della maggior parte della gente comune.
Una prece per la mente obnubilata ma sobria di nostra signora dei salici piangenti.

Eroi e “pecorelle”

Riepilogo: il ragazzo che ha “insultato” il carabiniere è già stato giudicato per direttissima dai colleghi che lo hanno fermato e già che c’erano gli hanno rotto un polso (chissà poi in caserma).
Il bar dove è stata fatta irruzione spaccando una vetrina era regolarmente aperto, ma i poliziotti volevano entrare dall’entrata di servizio che invece era chiusa e mentre i proprietari cercavano le chiavi (e la gente entrava e usciva dalla porta) hanno pensato bene di sfondare.
Chi paga il polso?
Chi paga la vetrina?
A chi lo diamo l’encomio stavolta?
Istituiamo il premio Pinochet a punti?

Sottotitolo: Gli anarco insurrezionalisti sono come il nero: svaccano e stanno bene su tutto.
Come mai i giornali di oggi non ci danno, e con la stessa enfasi riservata al carabiniere insultato, nessuna notizia nel merito del raid fascista di ieri compiuto da pecorelle evidentemente smarrite nel bar di Chianocco? Misteri della disinformatja.

Ecco che fine ha fatto l’insultatore del carabiniere:  Ricordate l’attivista che sfotteva il carabiniere? Ecco che fine ha fatto – foto e video

No Tav: resoconto sulla repressione attuata dalle forze dell’ordine sui presidianti No Tav.


In Valsusa come già accadde al G8 di Genova è in atto una sospensione di quel che resta della nostra democrazia. Le violenze al G8 furono definite da Amnesty International  “la più grave sospensione dei diritti democratici in un Paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale”. In entrambi i casi quella sospensione avvenne e sta avvenendo per mano di chi, per ruolo e professione sarebbe chiamato a fare tutt’altro e cioè tutelare e proteggere i cittadini, non contribuire all’escalation di violenza. Colgo l’occasione per ricordare che le azioni delle forze dell’ordine sono ordinate, coordinate  e concordate con la politica.

E’ la politica infatti che decide dove e come polizia e carabinieri devono effettuarle.

La mia solidarietà va comunque  anche al carabiniere fatto oggetto di insulti perché sta  partecipando a un “gioco” più grande di lui.


Poi ci sono i cosiddetti ‘eroi’, quelli che nel paese della disinformazione compiono gesti o per meglio dire, nel caso specifico  NON li compiono ed entrano così di diritto nella categoria specialmente nella propaganda che certi media e giornali spacciano per informazione: quelli che non reagiscono di fronte ad una “provocazione” specialmente se sanno di essere ripresi da una telecamera, dall’altra parte invece  ci sono i terroristi cattivoni; donne, uomini, padri e madri di famiglia, gente anziana,  bambini che da anni hanno rinunciato ad una vita propria fatta di serenità, di tranquille giornate, serate passate in casa o a farsi i fatti loro come noi e come tutti perché  vogliono solo evitare che la loro valle, la terra dove sono nati e che naturalmente amano venga sventrata e che miliardi di euro vadano in fumo per trasportare una scatoletta di tonno a Lione in due ore invece che nelle tre che ci s’impiegano  continuando ad utilizzare i mezzi che ci sono già.

Ci piacerebbe almeno sapere a chi stiamo pagando questa ennesima marchetta visto che i soldi sono i nostri.

Pensare all’importanza che i media stanno dando ad un episodio così stupido mentre si continua quasi ad ignorare il motivo per cui quella gente sta manifestando fa capire perfettamente da che parte si vuole portare l’opinione della gente, e di come si sta tentando di sfruttare la naturale propensione dell’italiano piccino a non capire la differenza fra lo sfruttato e lo sfruttatore, fra chi è vittima e chi non lo è.

Da due giorni tutti parlano della ‘pecorella’ e nessuno che invece metta il punto con la stessa enfasi sulle dichiarazioni dei nostri sobrii ministri che ci dicono che la tav “è necessaria”, “si deve fare”, è un'”opera a cui non si può rinunciare” e chissà perché.

Nessun dialogo.


C’è una intera comunità che si ribella, gente che si espone, che mette a repentaglio il proprio quotidiano e di queste persone e dei loro perché si parla poco e niente, mentre le facce di bronzo di quanti dovrebbero rappresentarci, governarci continuano a meritarsi primi piani nei TG da cui ripetono il mantra che la tav è irrinunciabile e si farà.

Io penso che un po’ di rispetto questa gente se lo meriti.

Ci sono tante cose che in condizioni di normalità non si dovrebbero fare.

In situazioni difficili salta tutto e chi dovrebbe evitarlo non lo sta facendo.



Eroi in azione in Valsusa

www.youreporter.it

Ecco cosa è accaduto ieri sera, ma per tutti passa l’informazione che i No tav hanno attaccato la polizia con lanci di pietre.

Altri eroi  in azione a Genova

Brevissimo, avvelenato

Scontri No Tav
Blitz in tutta Italia
Ventisei arresti

L’Italia è bloccata dai camionisti che impediscono la circolazione delle merci, dai tassisti che picchiano i “crumiri”, dai pescatori che si picchiano con la polizia, dai forconi che hanno messo in ginocchio la Sicilia, mentre navi da crociera naufragano e uccidono e inquinano. E come reagisce lo stato?
Arresta i No Tav.

Le agenzie riferiscono di almeno 32 arresti su tutto il territorio nazionale e undici denunce.

Complimenti.

Il potere, che sia tecnico o politico cambia poco, anzi niente, ci tiene sempre a mostrare il suo vero volto attraverso il suo braccio armato. Qualcuno ce le avrà mandate, e a chi rispondono oggi le forze cosiddette dell’ordine quando fanno azioni di questo tipo?

 

Nel frattempo…

L’orgettina – di Marco Travaglio, 26 gennaio

Nascosti dietro i tecnici, in uno dei loro più riusciti
travestimenti, i politici autonominati vivono una stagione di libidine
sfrenata.

In Parlamento non vanno mai (le aule sono deserte, tanto non c’è
niente da votare). Qualunque porcata facciano non se ne accorge
nessuno. E hanno un sacco di tempo libero per dare sfogo alla
perversione più inconfessabile: l’inciucio, sogno proibito di una
vita, che negli anni passati li costrinse a spericolati e clandestini
Kamasutra per non farsi notare dagli elettori.
Ora invece, dietro il trompe l’oeil montiano, sono come topi nel
formaggio: possono scatenarsi, come quei sadomasochisti repressi che
trovano finalmente il coraggio dell’outing in gita premio a Sodoma e
Gomorra.

E allora vai con l’orgia, anzi al momento l’orgetta, sulla giustizia.
Ad apparecchiare il talamo a tre piazze Pdl-Pd-Udc è Il Messaggero,
quotidiano del gruppo Caltagirone, con la scusa della solita “riforma
della giustizia” (non bastando le cento e più varate, con i risultati
noti a tutti, negli ultimi 18 anni). L’idea l’ha lanciata sul
Messaggero un osservatore neutrale: Casini, che incidentalmente di
Caltagirone è il genero.
L’indomani gli ha risposto, sempre sul Messaggero, il presunto
segretario del Pdl Alfano.

Poteva mancare a questa soave corrispondenza di amorosi sensi il
contributo di Violante? No che non poteva. Infatti ieri è arrivato
anche lui: “Per anni siamo vissuti fra due opposti giacobinismi”, ha
detto, mettendo sullo stesso piano i magistrati che tentano di far
rispettare le leggi e i politici che le violano o le cambiano a
proprio uso e consumo. Ma ora “basta alibi, cambiare la giustizia si
può”, anche perché ora “abbiamo la fortuna di avere un ministro
competente, capace, onesto e stimato”. Cioè l’avvocato Paola Severino,
casualmente fino a due mesi fa difensore di Caltagirone, condannato in
primo grado a 3 anni e 6 mesi per la scalata Unipol-Bnl (insider
trading e ostacolo alla Consob). Il genero Piercasinando propone sul
giornale del suocero di “chiudere vent’anni di contrapposizione tra
potere giudiziario e potere legislativo”. Lui i processi ai politici
che rubano e mafiano (in gran parte amici suoi) li chiama
“contrapposizione”.
E vorrebbe chiuderli col disarmo bilaterale: dei politici ladri e
mafiosi, ma anche dei giudici che li hanno scoperti (“La politica deve
fare autocritica, ma pure il mondo della magistratura deve riflettere
su certi eccessi”). E poi con una bella legge contro le
intercettazioni, “su cui si deve raggiungere un equilibrio di
civiltà”. Violante, sul disarmo bilaterale, concorda: “Il magistrato
non è il custode della moralità… Molte volte la magistratura,
esercitando un compito improprio, è stata costretta a intervenire
sulla politica”, mentre è “l’elettore il selezionatore della classe
politica”. Cioè: se un magistrato scopre un politico a rubare o a
mafiare, deve ritirarsi in buon ordine perché non è compito suo
indagare: deve lasciarlo fare agli elettori, che naturalmente non
sanno nulla. In più, a giudicare i magistrati in sede disciplinare,
non dovrà più essere il Csm, ma un’“alta corte di giustizia” nominata
dal Parlamento, cioè dai politici, che così potranno processare i
magistrati. Invece i magistrati che processano i politici “esercitano
un compito improprio”.

E, se questa è la posizione del Pd, siamo a cavallo.

Al confronto, Angelino Jolie è una mammoletta: sulle intercettazioni
teme che “il testo da me proposto non potrà ottenere la convergenza
del Pd”. Uomo di poca fede: con i Violante tutto è possibile. Del
resto, sulla svuotacarceri Severino, il Pd s’è già rimangiato la
richiesta di abolire l’ex-Cirielli (il Pdl non vuole) e ha digerito
senza un ruttino la trovata del Pdl di escludere dai benefici
scippatori, ladri e rapinatori: cioè quelli che davvero affollano le
carceri, mentre restano compresi i colletti bianchi, che in carcere
non ci sono ma potrebbero presto finirci. Compreso Caltagirone, che in
caso di condanna definitiva, rischiava di finire dentro. Invece
scampato pericolo, grazie alla legge firmata dal suo ex avvocato
divenuto ministro.

Libidine pura.

 

 

Razzisti di merda

Un pazzo furioso semina il terrore a Firenze e uccide due immigrati.
Iscritto a casa pound. Dedicato a chi pensa e dice che casa pound “è un’ idea come tutte le altre”. Le idee come le altre possono essere varie e variegate, ma se sono bacate restano tali.
Solo ieri qui in Rete c’era chi scriveva che a bruciare non avrebbero dovuto essere solo le baracche nel campo Rom di Torino ma proprio i Rom. Finché questo razzismo verrà tollerato, anche e solo in qualche pagina di un social network, di un blog in virtù di un’idea di libertà di espressione che non può esserci mai quando quei pensieri sono bacati e sfociano nel reato, nell’istigazione, io non nutro speranze, per questo paese.

Sono diventata intollerante verso tutti i coglioni che mettono il “però” o il “ma” prima di esprimersi sul razzismo. Non giustifico, non comprendo, non accetto più. O si è razzisti o non lo si è, senza però e senza ma. Basta giustificare le teste di cazzo ignoranti che pensano che il male da combattere sia in un campo Rom o nello straniero che stupra e ammazza “più degli italiani” ben sapendo che queste false notizie, frutto di leggende metropolitane come quella che “gli zingari rubano i bambini” sono state costruite apposta, nel tempo, per fomentare ogni tipo di razzismo e intolleranza. E ai razzisti ignoranti dico: andate a studiare, invece di consumare le vostre inutili esistenze scarabocchiando stronzate su qualche pagina web per sembrare intelligenti.

Brutta gente

Oggi siamo tutti negri, a volte ci sentiamo tutti rom, altre volte abbiamo avuto la fortuna di sentirci tutti operai, bambine violate, americani o afghani. Dipende da chi muore, dipende da come muore. Di solito ci sentiamo uguali nella diversità, quando è la morte ad imporcelo.

 

È comprensibile, perché la vita è difficile più della morte in questo periodo storico che sta diventando un’epoca, troppo lunga da sopportare. E la storia viene da lontano, e si ripropone sempre uguale quando non viene più insegnata nelle scuole; non nei licei dove le coscienze teoricamente dovrebbero essere già formate, ma nelle scuole elementari, dove si preferisce insegnare che a Natale – ma solo a Natale – siamo tutti più buoni, e il profitto nello studio (di cosa?) sarà quantificabile con un bel regalo, un premio, un oggetto, un vizio in più.

 

Oggi siamo negri, perché ieri un fascista ne ha ucciso tre, in un gesto che – non ci casco – non ha nulla di folle. Semmai è lucido e ragionato, un gesto pensato, magari a lungo accarezzato, perché in questa Italia è permesso essere un eroe anche così. Uccidendo l’innocente, colpevole di non essere italiano. E nemmeno questo è vero, perché se non si ha un negro a portata di mano, c’è sempre un utile diverso sul quale riversare il fascismo che avanza.

 

Si è ucciso il fascista, e son curiosa di sapere se avrà il conforto religioso all’atto della sua sepoltura. Il gusto un po’ cinico di rimarcare a me stessa le ipocrisie di questa vita rincorsa, più che vissuta. Forse lo avrà il suo funerale, ma nascosto agli occhi di chi guarda, in un angolo scuro di un alba, o all’ora tarda di una giornata qualunque, quando fa freddo ed è meglio star in casa.

 

Oggi sentiamo il dovere morale di essere negri tra i negri, e lo si legge sui commenti dei giornali: ne ricordo uno – emblematico – che iniziava con l’ingiustizia, e concludeva con un “vendevano le loro cose e non facevano male a nessuno.” Perché mai ricordarci che un commerciante ambulante “non nuoceva”? Ah già! Perché era sì un ambulante, ma africano.

 

Viene da lontano l’etichetta da apporre al genere umano. Viene da anni e anni di istigazione al razzismo fatta forse a cuor leggero dall’ignoranza divulgata a mezzo stampa. Da quando sugli articoli di cronaca nera viene sempre specificata la razza d’appartenenza; da quando si comprende che il malfattore, il violentatore, il padre incestuoso o l’assassino è un italiano, solo perché non specificata altra etnia. Un po’ come quei giornali che nelle didascalie delle foto dei vip tengono a precisare il segno zodiacale.

 

Non abbiamo tempo per essere negri tutti i giorni, siamo troppo impegnati a sopravviverci, a conservarci integri nonostante tutto, a fare a pugni con le nostre coscienze e con le nostre responsabilità. L’altro giorno in una scuola media di Caserta, una professoressa ha dato ad una bimba un voto inferiore a quel che meritava. Alla richiesta dell’alunna sulla motivazione del voto, la professoressa ha risposto: “Perché tu sei nera.” (La scuola ha aperto un’indagine.)

 

Il razzismo che si vede ci fa inorridire, quello che non vogliamo vedere è quello che dovrebbe preoccuparci di più. Quello per esempio che impone di rendere tutti uguali i diversi, quello che tende a far scordare l’unica appartenenza al genere umano.

Che brutta gente siamo diventati.

 

Rita Pani (APOLIDE)