[Im]par condicio

Par condicio, “paletti” anche per Monti
Zavoli attacca: “Lui in Rai? Uno sgarro”

Monti ha violato la par condicio.
Però, sobriamente.

E visto che Monti a domenica in non potrà andare nemmeno a fare finta di litigare con Giletti che avrebbe fatto finta di fargli delle domande ma soprattutto di pretendere le risposte, la Gruber, compagna d’avventure del professore in quel di Bilderberg, gli offrirà ospitalità stasera a ottoemmezzo.

Altrimenti, a che servono gli amici? 

Speriamo gli chieda almeno di quando ringraziava b per aver salvato l’Italia dai cosacchi del Generale Occhetto, da giorni nei social network ci si chiede che fine abbia fatto quella puntata del novembre 2010 nella quale Monti ringraziava b per averci salvato dal pericolo comunista: di Occhetto…-))

Sottotitolo: visto che a febbraio manca poco, vale la pena ribadire un semplicissimo concetto che però ai più è del tutto sconosciuto:  “l’Italia è l’unico paese democratico, occidentale  nel quale si smette di parlare di politica, ma soprattutto dei politici nel periodo in cui se ne dovrebbe parlare di più. Una legge per la par condicio così come è concepita qui da noi non esiste in nessun’altra parte del mondo civile, e sono gli stessi paesi, guarda caso, dove non si consente ad un imprenditore disonesto di accedere alla carriera politica. La par condicio sì ma il conflitto di interessi no, qualcosa dovrebbe significare. E spiegare.”

Febbraio è qui, dietro l’angolo, non dimentichiamoci di niente e di nessuno.

I politici, e i tecnici “prestati” alla politica possono dire tutto e il suo contrario sempre, in questo periodo lo fanno molto di più.

E lo possono fare  perché come spiega benissimo Marco Travaglio oggi, i giornalisti non fanno i giornalisti.

Perché il pericolo non è tanto  l’invadenza dei politici in tv, il dramma irrisolvibile è che gli si fa dire quello che vogliono senza contraddirli.

berlusconi ad esempio può cazzeggiare al ritmo di “tolgo l’IMU” perché nessuno, davanti a lui dice che l’IMU è una sua tassa, creata e voluta dal suo governo. E può dire anche di non aver mai detto che Ruby era la nipote di Mubarak nonostante 314 traditori dello stato in parlamento lo abbiano garantito a nome loro e di tutti gli italiani.

E Monti può fare altrettanto circa le decisioni del suo governo [necessario] perché nessuno gli dice chiaro e tondo che quelle scelte hanno solo peggiorato la situazione economica di tanta gente, quella che andava salvata prima delle sue amate banche, per dire. Monti ha gettato qualunque maschera e si manifesta per quello che è. Tuttavia che fosse un modesto servitore dello stato lo potevano credere solo Bersani & C. 

Una cosa è certa: le ali “estreme” nel piddì le ha viste solo Monti. Io è da quel dì che le cerco, che cerco disperatamente qualcosa che somigli ad una sinistra vera in quel partito. Finché si parla del pdl che raccoglie di tutto fra pregiudicati e fascisti tutt’altro che post il ragionamento ci potrebbe anche stare, ma dire che nel pd ci sono “estremità estremiste” è davvero un insulto anche alle intelligenze più semplici, meno scaltre, meno prevenute circa la politica. 

Ci sono molte più frange reazionarie nell’uddiccì di casini, che nel pd di Bersani. 
Estremiste e pericolose.

 

Ma quando capiscono tutto questo,  gli elettori da tg1, barbara d’urso, domenica in e uno mattina?

Chi ha messo in circolazione quel grazioso luogo comune secondo il quale nella vita “non bisogna mai disperare perché c’è di peggio” [di qualsiasi cosa sia già accaduta eccetto la morte ovviamente] ha detto una grande verità.
In molti pensavamo che con berlusconi si fosse finalmente toccato quel fondo dal quale poi poter ripartire – perché, l’America latina insegna – se non si tocca il fondo non si può risalire.
E invece no.
Dobbiamo ancora scavare in questo immondo porcile dove il presidente della commissione di Vigilanza Rai, un arzillo giovanotto di quasi 90 anni può rimproverare un signore chiamato da un altro signore, coetaneo dell’arzillo giovanotto per sistemare i danni di “aver sgarrato” [ma che linguaggio è?] nel merito della sua presenza in televisione dopo che per vent’anni è stato consentito ad un abusivo impostore non solo di sgarrare e di controllare – ma soprattutto occupare e far occupare dai suoi servi indegni e idioti – da padrone e da presidente del consiglio l’intero palinsesto.
Dopo che gli è stato permesso di entrare in tutte le case anche da ospite sgradito, dopo avergli consentito di stravolgere e deformare un paese intero proprio grazie allo strumento televisivo.
E dobbiamo ancora difenderci da altri servi che ancora oggi si permettono di scrivere sui quotidiani che le televisioni non spostano voti, che sì, la gggente la tv la guarda [17.000.000 di persone erano davanti alla tv anche la sera di capodanno, per dire] mappoi quando va a votare è un’altra cosa.
E chissà perché allora se le tv non spostano voti e non sono in grado di orientare le scelte, i gusti e le opinioni della gente non c’è più un posto dove non ci sia almeno una televisione accesa, al ristorante come nella sala d’aspetto di un medico, sul traghetto per la Sardegna, ovunque ci sia un passaggio consistente di persone c’è sempre una televisione accesa sui cosiddetti programmi per le famiglie che invece non sono altro che l’arma più pericolosa di propaganda, da quei programmi viene veicolato di tutto senza che nessuno alzi mai la voce per chiedere di smetterla, di “non sgarrare”.
E la stessa cosa vale per i giornali, soprattutto quelli di proprietà dell’abusivo impostore di cui sopra, letture considerate innocue.
Ad esempio “Chi”, il classico giornale da parrucchiere, che si legge sotto l’ombrellone.
Mentre quella rivista è il vero house organ di b., la sua arma di propaganda più efficace molto più dei suoi quotidiani che vengono acquistati e letti in misura molto minore.
E, solitamente, la gente che si appassiona alle riviste del gossip più becero non è poi interessata anche alla lettura di cose che aiutano a formarsi delle opinioni sane.
Ecco perché la propaganda peggiore si può trovare sfogliando quelle pagine.
In questo paese c’è una quantità impressionante di gente che sa tutto sulle ultime vicende di corna dei vip, su come sono andati a finire X – factor e l’isola dei famosi ma non ha mai aperto un libro che racconta la storia degli ultimi vent’anni. Almeno.
Ed è questo il dramma, pensare che la teoria con cui b., ha deformato e stravolto un paese intero, quella che “la gente quando torna a casa è stanca e non vuole pensare”, alla fine sia la più messa in pratica.
Coi risultati che vediamo, e che tutti siamo costretti a subire.
Ma mi raccomando, non dite a Pigì Battista che la gente che guarda domenica in dove Giletti e berlusconi fanno finta di litigare, l’obbrobrio della d’urso che non ci prova nemmeno a nascondere il suo essere serva del padrone e legge Chi poi va anche a votare, potrebbe restarci male. E non ditegli nemmeno che se al conflitto di interessi è stato preferito il baratto, l’accordo fra “avversari” significa che le televisioni servono, eccome, che a qualcuno hanno dato ben più che da mangiare, nonostante quel che pensava fassino quando ha detto che quella legge non era poi così necessaria perché – appunto – non dà da mangiare. Chiediamolo a berlusconi  che dalla sua famosa discesa in campo ha guadagnato 400.000 euro al giorno se non dà da mangiare, una cifra che  moltiplicata per vent’anni fa una somma abbastanza considerevole, specialmente se si pensa che nel ’94 le sue aziende stavano fallendo e lui rischiava la galera, altroché la presidenza del consiglio.


L’Era Glaciale  – Marco Travaglio, 4 gennaio

Sono vent’anni che alcuni noti paraculi detti “terzisti” ci spiegano come la televisione non sposti voti. Naturalmente lo sanno benissimo che li sposta eccome, tant’è che i politici fanno a gara per andarci, possedendola o almeno controllandola. Ma i terzisti non vogliono prender posizione per non inimicarsi nessuno, e insistono con la favoletta che la tv non conta. Ancora a luglio Pigi Battista scriveva sul Pompiere che “il controllo della Rai, nella Seconda Repubblica, non ha portato ai partiti nemmeno un voto”, con buona pace degli “ossessionati del ‘decide tutto la tv’… un minimo di aderenza ai fatti dimostra che il controllo più o meno soffocante della Rai non ha mai favorito il partito dei controllori”. Ora potrebbe spiegarlo al professor Monti e al cavalier Berlusconi, cioè al nuovo padrone della Rai e al vecchio padrone di Mediaset, che da giorni bivaccano da una rete all’altra in ogni programma a ogni ora del giorno e della notte, con relative piaghe da decubito. Presto l’uno farà capolino dietro i cirri e i nembi del meteo l’altro, per non esser da meno, sbucherà dal segnale orario. Perchè lo fanno, incuranti delle lezioncine dei Pigi? Perchè a ogni comparsata guadagnano punti nei sondaggi, a scapito di chi in tv non c’è mai (o, se c’è, è per esserne massacrato, come Grillo e Di Pietro). Le cose non andrebbero così se in tv i padroni di casa fossero i giornalisti e le balle dei politici venissero rintuzzate a una a una (oggi pubblichiamo una mini antologia delle ultime di B. e Monti). Invece i padroni sono i politici: compreso Monti che, travestito da tecnico, s’è nominato il presidente e il direttore generale Rai (Tarantola & Gubitosi) e il presidente dell’Autorità delle Comunicazioni (il bocconiano Cardani), poi ha gettato la maschera ed è passato alla cassa. Inutile inseguire i moniti dei vertici Rai, i regolamenti e le par condicio dell’Agcom, i gridi di dolore dell’ottimo Zavoli, le batracomiomachie ( ? ) ( tradotto da http://en.wikipedia.org/wiki/Batrachomyomachia “un alterco sciocco” ) fra commissari della Vigilanza che non han mai vigilato su niente. Le chiacchiere stanno a zero, a due mesi dalle urne la partita è chiusa: quella televisiva, e dunque quella elettorale. Chi sta in Parlamento fa il bello e il cattivo tempo in tv, chi sta fuori non può nemmeno avvicinarsi per farsi conoscere dagli elettori. E purtroppo nessuno è autorizzato a indignarsi. Non il centrosinistra, che non ha mai sfiorato il conflitto d’interessi, preferendo mettersi a tavola e raccogliere le briciole (Rai3 e Tg3); e negli ultimi quattro mesi, grazie alle primarie, ha monopolizzato 213 ore nei tg e 21 negli altri programmi fra Renzi e Bersani. Non Monti, che vanta 160 ore di presenza nei soli tg, fra notizie, dichiarazioni e interviste nella sua veste di premier e di candidato-non candidato. Non B., che possiede Mediaset, occupa mezza Rai e, dopo un anno di autoesilio televisivo (per non dover giustificare l’appoggio a Monti), nell’ultimo quadrimestre ha avuto nei soli tg di 100 ore per sé e 325 per il suo Pdl. Non Casini, che è dappertutto. Potrebbe, anzi dovrebbe lamentarsi Grillo, che nei tg vanta 27 ore, quasi sempre appaltate ad altri per dipingerlo come la reincarnazione del Duce. Ma non può perché l’ha detto lui che “la tv è morta” e non bisogna metterci piede, a vantaggio di Internet che però in certe fasce sociali e in certe regioni resta un oggetto misterioso. Insomma, tutti fanno da alibi a tutti. E chi più ne risente sono i movimenti nuovi come Rivoluzione Civile di Ingoia & C., che non appaiono da nessuna parte e molti elettori non sanno neppure che esistano.
Ps. A Domenica In, quand’è entrato B. per la cosiddetta intervista con Giletti, la temperatura dello studio è stata abbassata di una decina di gradi perché le mummie, intorno ai 20, si sciolgono. È l’inizio dell’ibernazione. Ma anche la migliore metafora della televisione italiana, dunque della politica italiana.

 

 

E, a proposito di appelli

Sottotitolo: Sarò lieta di sottoscrivere qualsiasi iniziativa tesa alla rivalutazione delle donne a cominciare dal loro corpo.

Qualsiasi appello servisse ad impedire che si usi il corpo delle donne, perlopiù seminudo e in posizioni ammiccanti, ambigue, finanche per pubblicizzare un cacciavite, un orologio.

Altro che quote “rosa”.

Potenziale misogino squilibrato accende la TV italiana negli ultimi dieci, quindici anni anni e vede – giusto per fare qualche esempio (grazie a Laura F. che ha avuto la pazienza di riassumere tutto il peggio che ha contribuito allo scadimento, al peggioramento e all’insulto sistematico del genere femminile in questo paese):

1) “Uomini e donne”, con protagoniste delle pazze scatenate
che si contendono un uomo mostrandosi disposte a tutto, soprattutto a perdere la dignità, per averlo; il programma è ideato, scritto, voluto, presentato da una DONNA: Maria de Filippi, che legittima il tutto.
(Maria De Filippi dovrebbe essere accusata di crimini contro l’umanità, e non lo dico da ora).

2) “Il Grande Fratello”, con protagoniste delle pazze scatenate
disposte a tutto pur di avere popolarità, sempre mezze
nude, scosciate, di medio-scarsa cultura, oche e indisponenti, spesso violente; il programma è presentato da una DONNA, Alessia Marcuzzi, che legittima il tutto;

3) “La pupa e il secchione”, con protagoniste oche scosciate prive di
qualsiasi nozione elementare, spesso arroganti e indisponenti, disposte a tutto pur di apparire. Il programma è scritto da una DONNA di SINISTRA, Simona Ercolani, compagna di Fabrizio Rondolino, ex collaboratore di Massimo d’Alema, che legittima il tutto;

4) Servizio Pubblico/Ballarò/Piazza Pulita, ecc. con protagoniste
Daniela Santanché o Alessandra Mussolini o la stessa Polverini,
violente, arroganti, reazionarie, fasciste, aggressive, eccetera,  che
farebbero diventare un misogino assassino anche Gandhi;

5) Un TG qualsiasi:  servizi su deputate, consigliere comunali,
ministre che sono arrivate dove sono arrivate solo grazie al “casting
couch”, ovvero il “divano del produttore”, produttore che da Hollywood o Cinecittà si è trasferito direttamente a Palazzo Chigi.

E il fatto che il presidente del consiglio, o ex presidente del
consiglio, sia direttamente responsabile non fa che legittimare ancora una volta il tutto.

6) Un qualsiasi programma Rai o Mediaset, con vallette, presentatrici, ospiti donne perennemente scosciate, seminude, quasi silenti, evidentemente disposte ad accontentare in tutto e per tutto il maschio, non importa a quale scopo. Bambole gonfiabili senza arte né parte ma solo curve più o meno pronunciate.

Aggiungo, ispirata da un commento di Rosa Louise, senza che la Chiesa dica nulla, anzi promuovendo personaggi come Monica Setta quale personaggio più amato dei vescovi.

Per capire come viene recepita Monica Setta basta vedere i suoi video su YouTube e leggere i commenti.
I commenti ai film pornografici non arrivano a tali vette di “poesia”.

Il potenziale misogino squilibrato, dopo aver assistito a tutto questo
orrore, arriva a sviluppare un doppio sentimento nei confronti delle
donne: attrazione sessuale versus odio viscerale.
Dopodiché il potenziale misogino si trova una donna che non corrisponde ai canoni che lui, da squilibrato qual è, ritiene corrispondano tutte le donne, ovvero disponibilità totale al maschio, ninfomania di default, e come se non bastasse aggressività e arroganza da reprimere a tutti i costi. Non appena la donna si ribella e non sta ai suoi voleri, il potenziale misogino squilibrato si trova spiazzato, si sente respinto da una donna che lui ritiene non respinga mai nessun uomo, e quindi vive doppiamente male il rifiuto.
Lo squilibrio più o meno latente lo porta quindi a vendicarsi fisicamente della donna, e la uccide, o nel caso di sconosciute la violenta e talvolta la uccide.

La Zanardo ha fatto quell’encomiabile lavoro sul corpo delle donne
possibile che non riesca a fare due più o due e rendersi conto che la
cultura (o meglio la NON cultura) che si scrive sul corpo delle donne è poi la prima causa che fa di loro delle vittime?

Sempre altrove

Preambolo: Questo è un paese che promuove a ministro degli interni chi s’è macchiato del reato di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, senza fare neanche un giorno di galera, ma solo perché appartenente a una casta infame, anzi fascista.
Il resto sono chiacchiere buone a farci sentire migliori ma anche a farci disertare la manifestazione di domenica in Val Susa con lo spettro della repressione.
In carcere restano Giovanni Caputi, 22 anni ; Giuseppe Ciurleo, 20 anni; Alessandro Venuto, 24 anni;  Giovanni Venuto, 30 anni; Lorenzo Giuliani, 19 anni; Robert Scarlett, 21 anni, romeno, per il quale il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha firmato ieri il decreto di allontanamento; Ilaria Ciancamerla, 21 anni; Valerio Pascali, 21 anni; e Stefano Conigliaro, 22 anni.
La procura ha chiesto la convalida dell’arresto di Fabrizio Filippi, 24 anni.
Tutti pischelli a cui occorre dare una risposta sensata, che valga per loro e anche per noi. (sidmicius)

Sottotitolo: Il tuo vicino di casa ti sta sul cazzo? segnalalo immediatamente come”anarcoinsurrezionalista”! quelli del pd ti stanno sul cazzo? segnalali alle autorità competenti come “neo brigatisti”! DENUNCIA UN INDIGNADO QUALSIASI: invia la foto di un incappucciato qualsiasi e aggiungi il nome e cognome di chi ti sta sul cazzo. Anche una denuncia anonima va benissimo. Tanto poi saranno fatti suoi come potersi discolpare. Approfitta del “NUOVO PARTITO DELATORIO INDIGNADOS ITALIA” ti fa sentire utile e importante anche se non conti un beneamato cazzo di nulla! fatti rispettare! denuncia qualcuno! solo dal 16 ottobre presso tutte le caserme, quotidiani e facebook!

Ci sono due categorie di televisione: la televisione intelligente che fa dei cittadini difficili da governare, e la televisione imbecille che fa dei cittadini facili da governare.

(Jean Guéhenno)

I vandali a Roma avrebbero danneggiato la capitale per circa 5 milioni di euro. Il banchiere Profumo, da solo, avrebbe evaso circa 245 milioni di euro di imposte. Ma quando si parla di “criminali” fanno vedere la foto del pirla con l’estintore. That’s all folks!
(Davide Kra)

Nuota controcorrente, fottitene, lascia che ridano. Guardali. Se riesci a vederli dietro le loro sbarre, ce l’hai fatta. È andata. Sei libero, sei fuori, sei nato.

(Jack Folla)


Tanta gente nella vita ha provato a distinguersi dai tutti. Mica perché sia un disonore somigliare a qualcuno, anzi, ci sarebbe tanta gente che sarebbe un onore prendere ad esempio. Ma ci sarebbe sempre il rischio di entrare nella trappola dell’omologazione, di voler somigliare troppo a qualcuno. E in questi anni qualcuno ha  “lavorato” molto affinché questo potesse accadere.  Un mondo di gente tutta uguale è meno problematico, non c’è bisogno nemmeno di immaginare quello che vuole quella gente: diventa tutto prevedibile, dunque, meno rischioso per chi poi è chiamato a gestire nazioni, paesi e città.

Pasolini è stato un uomo che aveva capito tutto molto prima che potesse accadere.

Un uomo che l’Italia, ma soprattutto gl’italiani li aveva capiti benissimo in tempi molto meno sospetti di quello che stiamo vivendo oggi. Basta leggere quel che scriveva  e diceva a proposito di potere mediatico quando nessuno avrebbe potuto neanche immaginare il risultato delle sue giuste previsioni. E chissà cosa avrebbe potuto scrivere in questi ultimi vent’anni se fosse vissuto ancora un po’ lui che quarant’anni fa già parlava di come i media ma soprattutto la televisione avessero il potere di manipolare in modo irreversibile la testa della gente. Sosteneva infatti ( aveva ragione!) che la TV avrebbe imposto il peggior totalitarismo omologando le classi sociali ed appiattendo i gusti in un unico modello buono per tutt*.
Sarebbe scomparsa l’identità in una corsa reciproca all’imitazione. E senza che quei tutti se ne potessero rendere  conto. Spesso mi capita di discutere in famiglia, con gli amici e tutti quelli che guardano certe trasmissioni dicono con convinzione che sì, le guardano ma non si sentono in pericolo: niente di più falso se poi alla prima occasione, che sia una cena o una giornata in spiaggia i discorsi vertono sempre e sistematicamente su quel che si è visto la sera prima, chi analizza l’ultimo fatto di cronaca come un bruno vespa qualunque, chi fa previsioni sulle nomination del solito reality: gli argomenti sono gli stessi che si possono ascoltare in uno qualunque dei tanti salotti televisivi dove tutti possono dire tutto anche non avendo nessun titolo né un grado sufficiente di conoscenza per farlo. Così accade che molte persone si ritrovino a pensare non come se stesse ma attraverso le opinioni espresse da certi tuttologi del nulla.
Pasolini aveva capito che l’unico modo per sottrarsi alla manipolazione di massa era restarne fuori e distinguersi, non conformarsi allo stile di vita dei tutti.
A Pasolini – sono sicura – sarebbe piaciuto molto anche analizzare la rete e i comportamenti di chi la frequenta, un popolo semianonimo la cui maggioranza in quanto ad omologazione non è certamente secondo a quello che si è fatto sedurre da vent’anni di telerincoglionimento a reti pressoché unificate. Anche qui funzionano le mode, funzionano i programmi tutti uguali, quelli con le risatine registrate in sottofondo, anche qui se si prova a star fuori da un certo cliché non va bene. Oppure si resta chiusi in una piccola élite di persone che ancora pensa che si debba dare un valore e un significato a tutto quello che si fa nella vita. Io, siccome mi sento un po’ corsara come lui penso che non voglio essere una moda ma restare principalmente una persona.