Fannullona sarà lei. Anzi, voi

Tutte le persone che si sono alternate nei governi, li hanno affiancati in qualità di consulenti ufficialmente per migliorare le condizioni di vita, dal lavoro alla salute passando per la scuola non l’hanno mai fatto da persone informate sui fatti. La vita reale non è quella delle lauree, le specializzazioni, i master e il 110 e lode. Non capisce la vita chi gode di una condizione di privilegio, la Fornero come Mieli ma anche la Madia, raccomandata di ferro che ha scoperto di essere stata nominata ministro mentre guardava Peppa Pig che si permette di parlare di aria fritta, aprendo di fatto una polemica utile solo per sviare come al solito l’attenzione dai fatti importanti sapendo che è una polemica che produrrà il solito inutile dibattito e  molti consensi. Il primo quello di Squinzi, presidente di Confindustria. 

Chi dà ragione alla Madia è gente che non sa nulla di quello che avviene nella pubblica amministrazione dove le sanzioni si applicano eccome, così come i provvedimenti disciplinari: allontanamenti, trasferimenti di sede e anche il licenziamento per casi molto meno gravi di quelli che vedono coinvolti  onorevoli e senatori che restano al proprio posto con avvisi di garanzia, rinvii a giudizio e anche condanne: per informazioni chiedere a Denis Verdini, neo padrino costituente, Vincenzo De Luca l’intoccabile e Antonio Azzollini, riparato dalla galera col voto “di coscienza” proprio da quelli che vogliono licenziare gli incensurati. Ma le parole magiche in Italia sono “dipendenti pubblici”, meglio se associate a termini come “fannulloni” e “licenziamento”.  Se il rigore che si pretende dai lavoratori a mille euro al mese e col contratto bloccato da otto anni fosse lo stesso che si chiede alla politica oggi Marianna Madia non sarebbe nemmeno un ministro della repubblica.

***

Qualche cenno storico su Marianna Madia

Esodati, Mieli: “Sfortuna che capita, povera Fornero”. E sul M5S: “Loro ricette? Fesserie”

***

Secondo Paolo Mieli gli esodati creati dal talento tecnico ma sobrio di Elsa Fornero sono un incidente di percorso, cose che capitano, la poverina è lei che da quando ha messo la sua firma su una legge liberticida, una fucina di miseria e nuove povertà è dovuta emigrare per non essere molestata dalle migliaia di persone che ha fatto incazzare. 

Un po’ come dire che non è colpa dell’ingegnere se i ponti, le strade e i palazzi costruiti secondo il suo progetto crollano: povero ingegnere; oppure non è colpa del medico che sbaglia la cura e la terapia se il paziente muore: povero dottore.
Quando mio figlio a tre anni ha dovuto subire un piccolo intervento chirurgico purtroppo non riuscito bene, al pronto soccorso dove l’ho dovuto riportare d’urgenza una domenica mattina qualcuno mi disse che “non tutte le ciambelle riescono col buco”, come se avessi riportato un capo di abbigliamento fallato a chi me lo aveva venduto.
Ma magari scherzava e io non ho capito.
Lo spirito che anima la dichiarazione di Mieli è lo stesso del papa che si “amareggia”: per Bertone, l’attico, i 200.000 euro sottratti alla beneficenza, tutta la corte ingioiellata che abita al vaticano?
Certo che no, Francesco, il papa “laico” secondo Scalfari e rivoluzionario secondo quasi tutti si amareggia per la fuga di notizie: il problema non sono i comportamenti, le azioni ma come sempre chi porta alla luce contraddizioni, errori e talvolta reati le cui conseguenze poi ricadono negativamente e dannosamente sulla collettività.
Il papa, quello laico e rivoluzionario, invece di dare il benservito a calci in culo ai ladri e bugiardi che si ritrova in casa si addolora per chi fa la spia e in qualche modo cerca di salvare il salvabile com’era già successo col “corvo” di papa Ratzy.
Nella multinazionale della truffa e dell’inganno millenari denominata chiesa cattolica il pericolo arriva da chi denuncia i pericoli, un po’ come nella società reale, nell’Italia sempre ai primi posti nelle classifiche internazionali che la fanno arrivare ultima per decenza, civiltà e correttezza della classe dirigente il pericolo che destabilizza non è la classe dirigente quando fa affari con la criminalità e le mafie, quella che parte per il week end di mercoledì ma poi dà la colpa al senato se le leggi non si riescono a fare e quella che quando fa le leggi è per impoverire, tagliare i diritti, perfino quello alla salute dopo decenni in cui le casse dello stato sono state usate come bancomat dai ladri e truffatori di stato: sono i dipendenti fannulloni da mille euro al mese, un argomento sempre buono per soddisfare la voglia di vendetta dei benaltristi al contrario, quelli convinti che l’opera di moralizzazione debba partire dal basso anche se chi sta in alto è gente che dà tutt’altro che il buon esempio.

Settimo, non rubare: nemmeno ai bambini

Il papa che ha fatto dimettere Marino dovrebbe mandare ‪#‎Bertone‬ all’ergastolo senza processo.
Ma Bertone continuerà a soggiornare nella suite, mentre i cosiddetti corvi che hanno fatto sapere al mondo che al vaticano si ruba ai bambini malati per arredarsi l’attico devono affrontare la gendarmeria e subire la galera.
Esattamente quello che piacerebbe tanto fare ai governi di casa nostra, che tentano in tutti i modi di zittire i corvi che danno le notizie per lasciare i produttori dei reati nella suite.

***

Non credo ci volessero le spiate del #Vatileaks per sapere quello che hanno ampiamente riportato le cronache, stabilire che è immorale e del tutto contrario allo spirito cristiano un cardinale che vive nell’attico da settecento metri quadri e che organizza feste e cene sullo stile di quelle di Arcore a caviale a champagne. 

Solo per questo il vaticano che fa la morale, che parla di povertà, che si permette di interferire negli affari degli altri dalla nascita alla morte si meriterebbe una selva di pernacchie, visto che non si può pretendere la diserzione in massa dalle chiese né una politica che prenda le distanze da questi bugiardi, ipocriti che non si accontentano più di predicare ma vogliono proprio comandare tutto loro come ai tempi del papa re col beneplacito della politica e dell’informazione che li lasciano fare.

***

Il superattico del cardinale Tarcisio Bertone è stato ristrutturato con i soldi destinati ai giovani dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù. Lo scrive il giornalista dell’Espresso, Emiliano Fittipaldi, nel suo libro “Avarizia” in uscita da Feltrinelli. Lo riporta un’anticipazione pubblicata dal quotidiano “la Repubblica” [da huffingtonpost.it]

***


Di diritto o di rovescio il papa e il vaticano sono sempre gli usurpatori delle cronache, delle prime pagine dei giornali, dei titoloni sparati sui siti on line, di tutto il mainstream perennemente posizionato sull’inchino che Tronca ha ben rappresentato nella versione figurata.
Come se a tutti dovessero interessare le beghe interne alle mura che le gerarchie affrontano e risolvono secondo le loro leggi, non quelle dello stato italiano diversamente dal vaticano che invece mette bocca puntualmente negli affari dello stato italiano, riuscendo a sovvertire la volontà degli elettori come nella vicenda di Marino e ad ostacolare il percorso civile di tutta l’Italia.
C’è una larga parte di italiani ai quali non interessa nulla delle serpi in seno al papa, che vive benissimo lo stesso senza l’interferenza compulsiva e ossessionante delle faccende interne al vaticano che vengono imposte alla pubblica attenzione come fatti di rilevanza nazional-mondiale.
Avvisateci, o cari funzionari della peggior disinformatja dopo la propaganda del minculpop di mussolini, voi veri servitori dello stato   quando, anziché parlarci della fuga di notizie e dei corvi ci direte che finalmente è avvenuta la fuga delle gonnelle invadenti che hanno deciso di smettere di imporre la loro volontà per cieli, terre e mari – solo italiani – e che viene presa in considerazione dalla politica molto più di quella dei cittadini che votano e pagano le tasse, così come si fa nelle vere repubbliche democratiche e non nella teocrazia mascherata denominata Italia.

Se il vaticano è la casa di Dio, chissà come sarà quella di Satana

Ultim’ora: Mauri [Lazio] e Milanetto [Padova] in gattabuia,  Conte indagato, perquisizioni a casa dell’allenatore della squadra [testè] campione d’Italia e di Criscito. Spero che gli juventini non parlino di giustizia ad orologeria come quel coso buffo, disonesto e ridicolo che qualcuno ancora confonde con uno statista: non fate gli stronzi, eh?:-))

A breve non si escludono nuovi fermi, con gli interrogatori che proseguono costanti. Dopo il maggiordomo, l’attenzione è su un laico (forse una donna) in servizio alla segreteria di Stato del Vaticano.
Sottotitolo: Benedetto XVI: “Il vento scuote la casa di Dio”
Il vento? no, santità, non è il vento.
Sono le porcherie che avvengono da millenni dentro la cosiddetta casa di Dio; semmai quel Dio buono e giusto che ci avete dipinto, disegnato, descritto, volesse davvero abitare in una casa simile in condominio con tanta gente orribile.
Dunque, se vento deve essere, che vento sia.
Magari quel Dio s’è incazzato davvero, e sarebbe anche l’ora.

I problemi dei partiti sono nati [anche] dai troppi soldi dei rimborsi elettorali e il rimedio – speriamo – consisterebbe nel ridurli.
Dunque se i problemi della chiesa sembra siano i troppi soldi dello IOR aiutiamo la chiesa a ritrovare la virtù iniziando ad esempio a tagliare l’otto per mille.
Come nella politica meno soldi potrebbero significare meno problemi, meno induzioni alle tentazioni.
Come nella politica, la soluzione è sempre quella più semplice ma chissà perché non viene mai presa in considerazione.
Non ricordo qual è il passo del vangelo dove Cristo parlava di banche e ladri, soldi, oro e pietre preziose, ricchezze e scarpette rosse griffate, boss della malavita confusi coi benefattori, dittatori dei peggiori regimi sanguinari, personaggi politici collusi e conniventi con tutte le mafie accolti con tutti gli onori.
Ma forse è un capitolo, questo, ancora da scrivere.  
Di una cosa però i cattolici dovrebbero ricordarsi bene, e cioè quando Cristo cacciò a pedate nel culo i mercanti dal tempio; e chissà perché nessuno dei suoi referenti sulla terra ha mai avuto l’intuizione di prenderlo ad esempio.

 In questo paese torna sempre utile parlare di tutto affinché non si parli mai delle cose importanti. Tantopiù parlarne poi male, solo per fare notizia  senza far notare le enormi contraddizioni che riguardano quel che accade dentro le mura di San Pietro.  E soprattutto quei precedenti clamorosi che avrebbero meritato molto più di tutta questa enfasi. Ci sono state altre e ben più gravi situazioni che avrebbero meritato attenzione, clamori dei media, dispiacere e lacrime, ma su quelle si è sorvolato finché non sono diventate un caso internazionale, finché non si potevano più tacere, altrimenti chissà quanti secoli sarebbero dovuti passare per portare alla luce cose di una gravità e violenza inaudite, crimini taciuti, criminali protetti dagli uomini di chiesa. E se qualcuno avesse voglia di scavare sul serio chissà quanto altro ci sarebbe da scoprire fra le segrete stanze del vaticano.
Ci sono voluti vent’anni per togliere un criminale sepolto in una basilica: un’oscenità tutta italiana; vent’anni trascorsi nel silenzio assenso di chi sarebbe dovuto intervenire molto prima ma è stato convinto con le buone, ma soprattutto con le cattive, a farsi i fatti suoi. Dunque, ribadisco il concetto: se Babele deve essere che lo sia, e speriamo avvenga presto tutto quello che può essere utile a smascherare questi maestri di menzogne, questi manipolatori della verità, questi divulgatori dell’ignoranza più bieca che si spacciano per uomini di Dio.
La fede non ha bisogno di multinazionali né di associazioni a delinquere di sostegno.
Né tantomeno di distruttori della moralità che si atteggiano invece, a suoi depositari avendo sempre a portata di mano quella che più fa comodo e conviene, per tutto il resto ci sono le contestualizzazioni, il perdono eccetera: il prete pedofilo è persona che sbaglia, chi invece vuole portare alla luce le malefatte compiute nel nome di Dio è qualcuno che ‘scuote la casa di Dio’, dunque un criminale da arrestare.

La chiesa cattolica  sta a Dio come come la politica sta all’onestà, alla legalità  e alla giustizia.

Il prof. Odifreddi: “Il Vaticano è un nido di vipere e spelonca di ladri”

Piergiorgio Odifreddi lo conosciamo tutti. E’ l’autore del bestseller “Perché non possiamo essere cristiani e meno che mai cattolici”. Docente universitario di logica e matematica, esperto di decine di discipline, il professore non poteva non commentare i recenti scandali avvenuti in Vaticano.

Nei giorni scorsi è stato arrestato Paolo Gabriele, il maggiordomo del papa che avrebbe trafugato dei documenti privati, dandoli in pasto a Gianluigi Nuzzi. Il sospetto della Santa Sede – anzi, è quasi una certezza – è che ad agire siano state più persone. Che si tratti o meno di un complotto,a Odifreddi interessa poco. Quel che conta, per il professore, è altro, e cioè che siamo di fronte all’ennesima conferma della sete di potere e ricchezza da parte degli uomini di clero, in particolar modo delle gerarchie: 

“Agli intrighi economici della banca di Dio si sono aggiunti quelli del palazzo del successore di Pietro – scrive il matematico sul suo blog. – Il maggiordomo del Papa, Paolo Gabriele, è stato arrestato per spionaggio: cioè, per aver divulgato urbi et orbi documenti che dimostrano che il Vaticano è un nido di vipere e una spelonca di ladri. D’altronde, che Sua Santità amasse circondarsi di “gentiluomini” sospetti, si era capito gia’ da un pezzo: dai tempi, cioè, in cui eravamo venuti a sapere che lo erano anche Gianni Letta e Angelo Balducci.

Lo scrittore chiude il post sugli scandali in Vaticano con la sua solita ironia sulla figura del papa:

Fino all’entrata in servizio del prossimo maggiordomo, il Servo dei Servi sarà ora costretto a legarsi da solo le scarpette Prada, versarsi da solo il vino e mettersi da solo in testa la mitra. Anche se, visti i luoghi che frequenta, o che lascia frequentare – conclude Odifreddi – sarebbe meglio che imbracciasse invece un mitra, e facesse un po’ di piazza pulita dei mercanti nel tempio: sull’esempio di colui del quale nomina invano il nome ogni giorno, e agli insegnamenti del quale continua a dire, e forse anche a credere, di ispirarsi”.

http://www.controcopertina.com/il-prof-odifreddi-il-vaticano-e-un-nido-di-vipere-e-spelonca-di-ladri/