L’anatema e la scomunica

Sottotitolo: “pre-va-ri-ca-zió-ne: sopraffazione, abuso, prepotenza”.

Ma naturalmente se lo fa Grillo è vittoria, è “asfaltare” l’interlocutore, trattarlo come si merita, ché l’ha detto pure la Bibbissì e allora sicuramente è vero.
Roba che se qui in Rete qualcuno si permette di tentare di zittire in malo modo qualcuno che le o gli rompe i coglioni oltremodo s’invoca l’articolo 21, perché “tutti hanno il diritto di manifestare il proprio pensiero”. E questa sarebbe coerenza di cui vantarsi. La purezza di chi illumina la retta via.

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La correttezza, la coerenza, l’onestà intellettuale trovano un riscontro in una ristretta cerchia di persone.
Quelle serie, che non pensano che si possa giocare con la dignità per svenderla all’imbonitore di turno al quale si perdona e si giustifica tutto in virtù del magnifico futuro che promette, a parole, usando il suo linguaggio, quello che la sua cultura gli consente di esprimere.
E fra quelle che non pensano che qualcuno abbia il diritto di giocare con quella altrui dandole un valore approssimativo, da misurare in base a ciò che si scrive in una bacheca facebook o in un blog. La mia è sempre uguale, proprio perché non la svendo a nessuna promessa, io sono quello che scrivo, che ho scritto e che scriverò, sempre fino al parossismo. Lo sono quando critico e lo sono stata quando bisognava criticare chi criticava troppo e male. Così è, a chi piace, e anche a chi non piace.

La libera circolazione del pensiero quando è civile, espresso nei dovuti modi è il primo pilastro della civiltà; anche quando quel pensiero non raccoglie un consenso generale, ed è proprio la possibilità di essere confutato che dà valore a quel pensiero. Perché significa che è stato pensato in autonomia, senza condizionamenti di sorta. C’è gente che è morta per consentire a tutti di poter esprimere anche un  pensiero contrario a quello comune, veicolato dalla propaganda che voleva che tutti pensassero quello che tornava utile ai vari regimi per poter consentire ai regimi di esistere. Ai tempi del fascismo quattro persone che chiacchieravano per strada venivano disperse a manganellate perché ritenute pericolosi eversivi che tramavano contro mussolini.

Mi fa ribrezzo la piazzata, mi fa orrore che da un momento all’altro  chiunque abbia voglia di dire qualcosa di non allineato al comune sentire  di chi pensa di possedere l’unica verità e la purezza che indicano la retta e unica via debba essere esposto al giudizio popolare che poi avviene nei modi che ormai tristemente abbiamo imparato a conoscere. Non è civile, non è democratico, non produce nulla se non attirarsi addosso altre critiche, salvo poi criticare chi le fa e non interrompere mai questo circolo vizioso.

Sono gli integralisti a costringere a prendere una posizione.
Io vivevo benissimo barcamenandomi serenamente fra la critica e la lode. Ma da ora in poi guarderò con più attenzione solo a quel che va criticato. Ai bambini stupidi si dà sempre ragione, i genitori incapaci concedono e perdonano tutto, io non l’ho mai fatto nemmeno con mio figlio.
Figurarsi quanto mi può interessare di chi s’impermalosisce se gli tocchi il leaderino, che si chiami Grillo, Renzi o il delinquente matricolato.
Eppure vent’anni di berlusconi avrebbero dovuto insegnare qualcosa. Invece siamo ancora qui, all’idolatria incondizionata.
Da una parte l’impegno, apprezzabile e apprezzato anche da chi non ha votato il Movimento, dei parlamentari a 5stelle, dall’altra le solite idiozie quotidiane del suo fondatore, quelle che inevitabilmente  inquinano il giudizio positivo sul loro operato.

Fa più danni  Grillo al Movimento di tutto ciò che lui pensa di contrastare sottoponendolo al giudizio dei frequentatori del suo blog.
Tipo la quotidiana pagellina al giornalista o la votazione interna al clan per decidere chi deve abbandonare la casa come al grande fratello.

  

IL PREMIO DI BEPPE (Sebastiano Messina)

Per esempio, queste cazzate a chi sono utili, quale giusta causa vanno a sostenere? Sono azioni meritevoli di essere condivise, di essere applaudite, e quant’è bravo Grillo che fa la pagellina pubblica al giornalista dando la stura alla solita selva di insulti? Questo è quel che gratifica il grande movimento dei rivoluzionari del terzo millennio? Perché se è questo mi tocca stare per forza dalla parte del giornalista, anche se poi certi giornalisti, molti,  io li critico tutti i giorni da anni, da prima della pagellina di Grillo. Ma il sistema del bersaglio grosso no, non lo posso condividere mai. Lo squadrismo dei tanti contro uno, nemmeno. Perché  lo squadrismo, la gogna, l’esposizione al giudizio popolare sono fascismo, e non c’è nemmeno da ricamarci troppo intorno. Ma ovviamente chi pensa che il vaffanculo sia il viatico per il risveglio collettivo non capisce che approfittare di una visibilità per esporre gente all’insulto pubblico sia una forma di violenza. Che dare il la ad una manica di esagitati che sfogano le loro frustrazioni via web non rivoluzioni proprio niente, a parte demolire quel residuo di civiltà sul quale ancora possiamo contare.   Le pagelle sono un’istigazione all’insulto e alla violenza e non smuovono di una virgola lo stato pietoso dell’informazione, è un parlare alle pance, come fa la lega che istiga alla discriminazione e al razzismo. 
Siccome l’informazione lapida allora si risponde tirando altri sassi. Beh, ottimo, coi mezzi che ha Grillo potrebbe davvero dare un contributo utile, invece preferisce fare quello che gli fa ottenere tanti clic nel blog, perché le discussioni pacifiche in Rete non fanno share. E non fanno guadagnare con gli sponsor.
Dare della troia ad una donna com’è accaduto a Maria Novella Oppo, una professionista che come tanti può non eccellere nel suo lavoro ma non per questo si merita l’insulto pubblico espresso da chi non ci mette nemmeno una faccia non è  semplice maleducazione ma sessismo, squallido, che come tutti gli insulti relativi al genere, come alla razza, come all’orientamento sessuale, è offensivo discriminatorio, quindi fascista. Alla Oppo non sono stati fatti degli appunti circa la sua presunta  scorrettezza professionale relativa a quel che scrive sui 5stelle; è stata insultata perché brutta, cessa, perché chi se la scoperebbe e che lo dico a fare? troia di default. La gente comune non si prende a troiate in faccia, anche perché se lo facesse di persona qualcosa rischierebbe, così no. E’ facile, facilissimo. Ecco perché lo fanno gli imbecilli, i fascisti e i fascisti imbecilli.

La balla ti fa bella [ma bisogna esserci portati]

Laura Boldrini ha raccontato una balla e dietro a quella si continua a riparare. E cioè che senza il provvedimento eccezionale gli italiani avrebbero dovuto ripagare l’IMU. Mentre non è affatto così, e la cancellazione dell’IMU è stata inserita apposta nel contropaccotto della ricapitalizzazione della banca d’Italia affinché questo potesse passare con l’alibi dell’urgenza relativa alla cancellazione dell’IMU, che, vale la pena di ricordare è un desiderio di berlusconi, una promessa fatta ai suoi elettori che altri elettori non hanno condiviso né chiesto ai loro referenti politici. E le bugie, hanno sempre le gambe corte e il naso lungo. Si vedono, ecco. E chi si presta ai ricattucci sistematici che si fanno nella caaasa della democrazia, quella che lei difende a colpi di sanzioni non può pensare né pretendere che qualcuno non se ne accorga.

Dal governo tecnico in poi fino ad oggi c’è un gruppetto di persone che pone e dispone senza essere stato legittimato da nessuno. In precedenza si è votato per svariate legislature con una legge illegittima, incostituzionale. E c’è pure chi ha il coraggio di invocare il rispetto delle regole.

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Renzi: 5stelle squadristi. Però gli schiaffi li prendono loro. 
Qualcosa non torna.

E Laura Boldrini, sempre pronta con la penna rossa a invocare sanzioni in rispetto alle regole, ci spieghi quanto è giusta una legge elettorale che non è stata pensata per dare più possibilità agli elettori ma per restringere le possibilità ad uno degli attori della Grande Commedia. Scrivere una legge insieme a un delinquente da galera, uno che, se vogliamo essere rispettosi delle regole davvero, sarebbe l’unico attore a dover sparire dalla scena politica affinché vengano ridotte le possibilità ad un movimento/partito che è stato votato dal 25% degli elettori non mi pare il massimo della correttezza, quella politica e anche quella istituzionale. 
O gli elettori da rispettare sono solo quelli che votano il delinquente e il piddì?

 Fra l’altro “squadrismo” riferito ai 5stelle è un termine del tutto inappropriato perché definisce l’aggressione dei tutti contro uno, quella tipica di stampo fascista. E nel caso in questione quell’uno sono proprio i 5stelle, sono gli altri, i tutti quelli che menano, sono i giornalisti che da mesi devono rispondere ai padroncini, sono tutti quelli che vanno dietro a quel pensiero unico che ha individuato il bersaglio grosso nel movimento e non lo mollano; è Battista che si complimenta pubblicamente per l’uso della violenza in parlamento e non succede NIENTE, m’immagino il casino se, a parti inverse chessò Travaglio si fosse complimentato con De Rosa per aver definito pompinare le parlamentari piddine. Volevo solo sommessamente ricordare che il bivacco dei manipoli i 5stelle lo hanno trovato bell’e fatto. Forse qualcuno se lo è già dimenticato, ha scordato chi ha portato in parlamento il delinquente che latita e nel tempo libero fa le leggi col segretario del piddì. Ma quella per qualcuno era, è democrazia.

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A proposito di giornalismo moderato, quello del giornalone di via Solferino. Peccato che non si possano materialmente ricacciare in gola ai legittimi proprietari tutte le stronzate che in molti dicono a proposito di giornalismo reazionario e fascista riferibile ad altre testate. Anzi, a una sola, quella che non piace nemmeno al Napo Capo.