“Il bue e l’asinello nella grotta non c’erano”

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Class Action: denunciamo i deputati che non hanno voluto la legge contro l’omofobia per istigazione al suicidio

Sì alla class action contro una politica che ormai vive solo di se stessa, delle sue primarie, dei suoi candidati da presentare in ogni dove e non si occupa né si preoccupa di un paese in totale declino, non solo economico. Ma ne voglio una anche per denunciare le teste di cazzo che dis-educano i loro figli, che mettono per strada delinquenti in erba, stupratori, mostri di ignoranza che poi producono tragedie di questo tipo.

Io non ci posso pensare che nell’era di internet, in un’epoca storica in cui l’età del primo rapporto sessuale si è abbassata toccando soglie che sfiorano ancora l’infanzia praticamente, un ragazzino si possa suicidare perché deriso e offeso da coetanei che hanno un profilo facebook, lo smartphone e l’ultimo modello delle Nike ai piedi. 

E non posso pensare che la politica debba continuare a seguire l’orientamento di chi pensa che l’omosessualità sia un peccato, una malattia, una devianza.
Ed è anche per questo che non andrò a votare alle primarie col ricatto della schedatura da elettrice di centro sinistra. 
Io non voglio avere niente a che fare con chi – anziché pensare ad una vera politica di contrasto – si sposta più indietro per paura di non farcela. 
Io voglio gente che sa di potercela fare a rendere l’Italia un paese civile senza compromessi con Dio e dintorni, semplicemente perché quello di cui c’è bisogno è giusto pretenderlo da e in un paese civile.

La rivoluzione inizia a casa propria.

E se non lo capiamo tutti questo non sarà mai un paese civile; se ancora si tollera nel linguaggio comune che gli omosessuali vengano definiti “froci, ricchioni” persone “contronatura” e non gente che ha diritto di vivere i propri sentimenti e la propria sessualità nel modo che vuole significa che i figli delle persone che vengono allevati da gente così cresceranno con la stessa opinione. Circondati e sommersi dalla subcultura razzista e omofoba di chi poi tutto questo lo tollera magari sorridendo di certe battute.

E non usciremo mai da questa spirale di violenza e ignoranza.
Quella che oggi ha ucciso Davide che è solo l’ultima vittima in ordine di tempo in un paese composto da gente, cattiva, egoista, gretta, incivile, ignorante, e in questa categoria va inserita una fetta sostanziosa di politici che non agiscono a favore dei diritti per non dispiacere uno che scrive su un libro che “nel presepe il bue e l’asinello non c’erano”.

Sottotitolo: Kean Loach rifiuta il premio del Torino Film Festival. Nessun premio da chi licenzia gli operai in lotta.
Espressioni di ingegneria civile. 
Dire di no si può, in certi casi si DEVE.
Uno dei miei punti di riferimento è  una signora che una sera, dopo una giornata di lavoro, ha rifiutato di cedere il suo posto a sedere su un autobus.
Che ha detto semplicemente NO.
E grazie a quel no ha cambiato la storia.

“La gente racconta che non mollai il posto perché ero stanca, ma non era vero. 
Io ero stanca solo di arrendermi”. [Rosa Louise Parks]
Preambolo: Il Vaticano è in “crisi” e dunque ha deciso di tagliare le spese. Il tradizionale presepe in piazza San Pietro quest’anno lo donerà la regione Basilicata e sarà tutto a carico della regione, quindi nostro: la regione Basilicata ha stanziato una sostanziosa cifra di denaro in un momento di crisi drammatica per regalare un presepe a chi ha avuto già  tutto in regalo dallo stato italiano.
Soprattutto la dignità della maggior parte dei politici di tutti i colori.
“Il bue e l’asinello nella grotta non c’erano”
Ecco, sì, abbiamo sempre delle cose molto serie di cui occuparci nevvero santità? il bue e l’asinello sì o no? son problemi da perderci il sonno, in effetti.
Che bello credere alle favole, non si cresce mai.
Quand’è che qualcuno avrà il coraggio di scrivere che non c’era nemmeno la grotta e non era nemmeno quella volta lì?
Bollito duro The Jerk

Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/node#ixzz2Cw9ySXhV

Perché, al posto di discettare in dotte elucubrazioni sulla sconvolgente notizia che “il bue e l’asinello nella grotta non c’erano” (la rivelazione sta nell’ultimo libro del Papa) la Chiesa non si mette a osservare e ad ascoltare molte pecorelle che, non ancora smarrite, sentono l’esigenza di sentire parole di apertura e di comprensione della “vita vera” nella sfera sessuale?

Appena sveglia, leggo sulle bacheche di amici, e poi controllo sui giornali on line, che hai esternato di nuovo.

Ora, passi per il fatto di domenica, quando hai dichiarato urbi et orbi [ma soprattutto sordi] che la profezia dei Maya è sostanzialmente una cazzata.

Passi, diciamo, perché uno può dire, beh si tratta di un clan rivale, quindi derubrichiamo la cosa a una normale attività di concorrenza sleale tra amici immaginari, divulgatori di minchiate e transeat.

Almeno noi laici sappiamo farci delle grasse risate sull’ipotesi fine del mondo, ai cattolici ferventi invece, quelli che si staranno già disperando all’idea di non poter inserire quest’anno le due graziose bestioline nel presepio, ché il papa ha detto che non c’erano e dunque nel presepio NON ci vanno,  piace tanto credere che l’altra vita sarà senz’altro meglio di questa, io infatti sto già pensando alla mise da indossare il 21 – 12 – 2012, non sia mai che l’altra vita mi dovesse trovare impreparata, sciatta, con la ricrescita nei capelli e la depilazione da fare. E poi insomma, una fine del mondo il 21 dicembre ha anche il suo lato positivo, almeno non dovremo preparare il cenone della vigilia di natale, il pranzo di natale e il brodino del 26 per rimettere a posto lo stomaco.

Però non credo sia giusto – né tantomeno bello – che tu insista, pervicace nella tua intenzione di distruggere ogni nostra convinzione, ogni nostro punto di riferimento [sia morale che fisico] calando il carico da 11 contro il bue e l’asinello, che a tuo dire nella grotta NON C’ERANO.Ma ti rendi conto? decenni di “Te piace ‘o presepio?” buttati al vento; bimbi sognanti su quei fiati caldi e umidi in mancanza [che terra veramente incivile, la Palestina!] della Daikin, delusi dal tuo dire; per non parlare degli altri bimbi negli scantinati in Cina che dipingono buoi e asinelli in vista del nostro natale [sempre meno] opulento.E la prossima rivelazione quale sarà?  che la Fata dei Dentini è una riedizione in chiave odontotecnica di Gina Lollobrigida, solo vestita da assistente alla poltrona con l’ambizione di diventare consigliera regionale?
E sui Re Magi e il loro ambiguo menage a trois, niente?
Che visione tristanzuola della vita che hai, ma farti una partitella a briscola e tressette ogni tanto no?Ti avverto però: metti le tua teologiche mani su Actarus e Goldrake, o peggio che mai su Lady Oscar [che saresti capacissimo di dire che trattasi di invenzione con cui i cartonari giapponesi sublimarono la loro passione per le lolite e per le loro mutandine], e m’incazzerò  davvero.Dopotutto, è crollato il Muro, non ci son più le mezze stagioni, i metrosexual hanno pian piano sostituito i maschioni alla Clark Gable, ma io sono cresciuta negli anni Ottanta: toglimi la crinolina di Maria Antonietta, o il sadico sorriso scozzese di Terence ai quali aggrapparmi per non crollare, e cadrò in pezzi anch’io.
[Post scritto a quattro mani con la mia amica Rosy]

La Cei: niente sesso prima del matrimonio [ma dopo il catechismo sì]

Niente sesso, siam cattolici.

Sono adorabili gli uomini di chiesa quando fanno lezioni sul sesso, proprio loro che, quando lo fanno, non ne combinano una giusta.
Sottotitolo: questo post l’avevo scritto altrove circa un anno fa, ma – visto che ciclicamente il vaticano e la cei ci tengono a far sapere il loro pensiero sulla qualsiasi ma soprattutto su faccende che non dovrebbero riguardare gente che ha rinunciato per scelta alla conoscenza diretta di sesso, famiglia eccetera ma continua ad occuparsi di corpi molto più che di anime e considerato che fra l’altro questo pensiero è lo stesso da duemila anni quindi non c’è ragione per cui giornali e giornalisti siano sempre lì a chiedere pareri sulla qualunque all’eminenza di turno –  ripropongo anch’io.  In periodi di crisi che inevitabilmente vanno a toccare anche la sfera emotiva, chi non sa come mettere insieme pranzo e cena penso che abbia difficoltà anche ad abbandonarsi serenamente ai piaceri della carne   la chiesa che fa? invece di andare in soccorso delle difficoltà reali continua ad infilarsi nei letti e sotto le lenzuola, continua a mettere in testa alla gente, ai giovani assurdità impraticabili a meno che non si sia malati nel cervello riguardo qualcosa che, casomai lo avessero dimenticato proprio loro che dicono di credere in dio, dio stesso ha fornito all’umanità, un corpo, degli organi e la possibilità di utilizzarli anche per mero piacere fisico.

Indipendentemente dallo stato civile.

 Proibire qualcosa che è naturale è dannoso, obbligare all’astinenza sessuale, ai digiuni è  roba da sette sataniche non da religioni, ma qual è il dio così cattivo che vorrebbe il male dell’umanità? ma non ce lo disegnano buono e giusto da duemila anni?

Nel Canton Vallese ogni anno si svolge un incontro per le coppie cattoliche che hanno deciso di rinunciare alla vita sessuale prima di sposarsi, ovviamente in chiesa.  
Ragazzi apparentemente normali che decidono di non avere rapporti sessuali prima del matrimonio non per volontà personale ma perché ritengono che la verginità sia un valore da consegnare in forma esclusiva al compagno e alla compagna della vita solo dopo il matrimonio. Personalmente credo che non  sia affatto un valore, è un simbolismo utilizzato da secoli unicamente per inculcare strane idee su sessualità e sesso e per far diventare sporco quel che invece è assolutamente normale. Per permettere di sottomettere le donne ancora di più di quanto non lo siano dalla notte dei tempi, infatti non è un caso che la verginità importante, quella da preservare, quella che quando si perdeva bisognava mostrare le prove dell’avvenuta dipartita è sempre stata soltanto quella femminile.

Dipendesse da me insieme al cordone ombelicale alle figlie femmine bisognerebbe estirpare anche l’imene, liberarle subito da quest’angoscia, altro che far loro i buchini nei lobi per gli orecchini.
L’umanità smetterà di essere violenta quando non sarà più sessualmente repressa. Quando tutti capiranno che fare sesso, consapevolmente e senza costrizioni è un atto normale come lavarsi, vestirsi, mangiare, quando il sesso non verrà piu’ considerato un tabù, un peccato ma semplicemente quello che è, la risposta fisica ad uno stato mentale che può essere di carattere sentimentale o semplicemente basato sull’attrazione fisica.
Quando non ci saranno più religioni che imporranno la castità  – magari come metodo contraccettivo e di prevenzione all’aids –  né gente che fa sottomettere se stessa e le sue emozioni in virtù di quello che nessuna persona di buon senso si sognerebbe di pensare e dire quindi figuriamoci Dio.

Quando tutti capiranno che l’intesa sessuale in una coppia è fondamentale e la compatibilità andrebbe verificata prima di unirsi a qualcuno per la vita ché certe sorprese potrebbero poi risultare non gradevoli.

Quando tutti capiranno che se la castità è una libera scelta come decidere di fumare o no la repressione sessuale indotta provoca danni irreparabili che possono sfociare in atti violenti come la pedofilia e lo stupro.
E soprattutto quando nell’educazione di eventuali figli prevarrà sempre l’insegnamento alla libera scelta personale, non imposta per motivi religiosi.