“Avete salvato le banche e non gli ospedali” [M.Crozza]

Sottotitolo: allenatevi a operarvi da soli con l’allegro chirurgo. Il governo che “ha salvato l’Italia” non garantisce la sanità. #pezzidimerdatecnici
[Alessandro Robecchi da twitter]

Monti dichiara che è a rischio il Servizio Sanitario Nazionale. 

Il governo, questo, su commissione di altri che hanno preso l’impegno negli anni scorsi compra 90 F35, brucia, dilapida 23 miliardi di soldi PUBBLICI in spese militari, quest’anno il 5%  in più nonostante la crisi, ché giocare al risiko ha un costo [700 milioni l’anno solo per l’Afghanistan], in un paese che ripudia la guerra per Costituzione, taglia la spesa per l’istruzione pubblica per dare agli istituti privati, elargisce somme ingenti alla sanità privata, gonfia le tasche già piene di politici e banchieri, e poi? è di nuovo il momento di portare i libri in mansarda, in questo paese?

Preambolo:

[TENDENZA GROUCHO]. BOMBE DEFICIENTI

In Siria, ogni giorno, un bambino viene ucciso dalle armi del regime. Gli ultimi dieci sono stati colpiti dalle bombe mentre giocavano a calcio. Altri ne muoiono in Palestina, Afghanistan, nelle guerre in corso in 35 paesi.
E noi italiani che non possiamo più permetterci il Sistema Sanitario Nazionale, abbiamo appena acquistato tre cacciabombardieri, per 100 milioni di euro l’uno. Il Governo dice che ce ne servono altri 77. Dai, deve esserci un modo più intelligente per combattere l’invecchiamento della popolazione.

Chissà che “nuovi modelli” ha in mente il professore…  proviamo ad immaginarlo, a fare qualche previsione, visto che si continua a dire: “l’Italia non è la Grecia” [all’ospedale principale di Atene né colazione né pranzo, né cena per i ricoverati].

Quelli che dicono “per anni avete vissuto sopra le vostre possibilità” li strozzerei volentieri. 
Con queste mani; poi mi andrei a costituire, perché sono una persona perbene.
Perché mentono, offendono la dignità di tanta gente.

E trovo alquanto scorretto il pensiero di chi dice che non si sa dove prendere soldi, prima di tagliare sui diritti.

Perché non è vero.

Viviamo da anni nella precarietà, soffocati da manovre, finanziarie, tutte necessarie, soprattutto a mantenere il tenore di vita dei nostri rappresentanti in parlamento: il cosiddetto status quo, oppressi da miriadi di tasse, le più alte d’Europa che non tornano mai sottoforma di niente.
Basta guardare le scuole dei nostri figli per rendersene conto, e – appunto – gli ospedali.
E ancora non è la Grecia, ci dicono. Che culo, dico io.
Viviamo con e nel sacrificio. 
Tutta questa ricchezza di cui si è vaneggiato nel tentativo di giustificare la crisi io non ce l’ho mai avuta intorno, non l’ho vista né vissuta. 
Ho sempre visto gente, persone, me e la mia famiglia comprese, tirare il fiato augurandosi che fra uno stipendio e l’altro non si rompesse una caldaia, un paio di occhiali da vista dei figli, che non succedesse una qualsiasi cosa che non avrebbe permesso di far quadrare quei conti che già non sarebbero tornati anche senza l’extra. Allo stato non glieli faccio spendere i 1850 euro l’anno che mi toccherebbero in quanto contribuente, cittadina che paga le tasse e avrei  quindi il diritto di chiedere allo stato di non mettermi in condizione di dover scegliere il privato perché col pubblico si fa in tempo a morire prima di poter accedere ad una vista, una TAC, una mammografia. Dal medico di base ci vado tre volte l’anno a farmi fare qualche ricetta. E le visite, il dentista e le medicine me li pago coi miei soldi visto che le medicine il servizio nazionale non me le dá e dai medici vado poco, solo quando serve con una certa urgenza che lo stato non prevede. C’é gente invece che pur avendo un reddito piú alto, alto, approfitta di tutto e c’ha pure le esenzioni. Cominciamo a far pagare chi puó pagare.
A controllare chi ha diritto alle esenzioni e chi ne puó fare a meno senza soffrire. Alla solidarietà sociale non possiamo pensarci noi, i soldi per curare gli indigenti che non possono li devono andare a prendere dove ce ne sono troppi, non dove si fa già fatica a mettere insieme il pranzo e la cena, nella stessa giornata.
E bisogna smetterla di dire che non si sa dove prendere i soldi a fronte di spese che questo paese non si può permettere più.  Stiamo comprando 16 miliardi di aerei da guerra che non funzionano neanche tanto bene, pare, la cosiddetta missione di pace in Afghanistan ci costa più di 700 milioni di euro l’anno, e sono dieci anni che il nostro esercito è impegnato a fare la guerra,  altro che la pace. Tutto questo  mentre ci dicono che non ci sono più  i soldi per curarci? Mentre l’America di Obama esce da quel sistema orribile secondo il quale si cura solo chi ha i soldi qualcuno pensa di poter fare la stessa cosa qui?
Quello che si può dire, invece, che si deve dire, è che questo paese non poteva permettersi mafie, cricche, sperperi, privilegi, uno stato criminale all’interno, ma non nascosto, di quello cosiddetto legale più un altro da mantenere come fossimo noi il suo comodato d’uso e non il contrario.
Questo sì, l’ho visto e lo continuo a vedere.
Una lunga agonia – Rita Pani

Potremmo non riuscire più a garantirlo se non si trovano nuove forme di finanziamento” (Monti a proposito del servizio sanitario) e si levano gli scudi.

Proprio come se ora fosse garantito. E noi sappiamo che non lo è , diversamente i malati di SLA, per esempio, non avrebbero dovuto recarsi a Roma per minacciare il suicidio. È falsamente garantito persino l’accesso al servizio sanitario, dal momento che le liste d’attesa per gli esami diagnostici sono lunghe anche più di sei mesi. Al cittadino semplice non è garantito di salvarsi la vita, di guarire da una malattia, gratis et amore Dei. Già oggi per avere certezza di sapere di che morte si deve morire, il cittadino deve pagare o avere un gran culo, come ho avuto io quando casualmente mi imbattei nella mamma di una cara amica, che di professione fa la ginecologa. Se non fosse stato per il caso fortuito, oggi, chissà dove sarebbero le mie ossa.

 

Ma una frase come quella resta comunque una bella occasione, per incazzarsi ancora, per avere ancora qualcosa per cui mobilitarsi, per scrivere, discutere e soprattutto schierarsi dalla parte giusta, quella che poi ci fa stare bene.

 

Siamo il popolo che sopravvive nonostante i diritti negati, che quando può sfugge ai doveri. Un popolo che si accontenta, che sogna e che spera. Potrei lasciarmi andare in un bell’esercizio letterario, e portare ad esempio fatti e accadimenti, ma non mi va più. Il senato rimanda indietro oggi la delega fiscale, le province resteranno, i tagli ai costi della politica non si faranno, il privilegio di pochi non sarà abolito, e allora? Non mi accoderò a nessun lamento perché uscire da questa situazione, è assai più semplice di ciò che sembra, nonostante il trattato di Lisbona, nonostante la minaccia di presidiare l’Ilva con l’esercito, nonostante lo spauracchio della polizia europea, con mandato di uccidere. Si potrebbe uscirne.

 

Prima di tutto togliamo i soldi dalle banche – fossero anche gli ultimi 4 euro lasciati sul conto per la vergogna. Gli operai occupino le fabbriche e impediscano le produzioni. Si blocchi la circolazione delle merci. Chiudano le scuole materne, le scuole elementari e le medie. Si lascino a casa le colf. Non si facciano acquisti natalizi. Si lascino le merci deperibili a marcire sui banchi. Ci si limiti all’acquisto dei beni di prima necessità. Non si riempiano i serbatoi delle auto. Si faccia mancare la circolazione del danaro.

 

Difficile da fare, eh? Sì lo immagino. Come poter sopravvivere senza consumare? Poi proprio ora che arriva Natale. Lo so, sarebbe dura doversi recare a supportare gli operai nelle fabbriche, alimentare col nostro poco gli extracomunitari che sfruttiamo, senza farli lavorare davvero. Camminare a piedi poi sarebbe una tragedia. Non poter cedere alla tentazione di levarci uno sfizio, insopportabile.

 

Mettere il ginocchio il paese, sarebbe l’unico modo per far comprendere che noi siamo di più; levare l’ossigeno al potere potrebbe essere l’unico modo per tornare a respirare. Oh sì, c’è pure il rischio di morire, perché dopo il trattato di Lisbona questo potrebbe essere legale, ma tanto ci stanno già uccidendo. Siamo un popolo in agonia.

 

Ammazzateci tutti

Il governo Monti mi ha tecnicamente frantumato quello che naturalmente non posso avere.
Verso la politica e i suoi rappresentanti, soprattutto, oggi invece provo proprio un sentimento molto simile all’odio.
Perché gente che ha permesso che si potesse arrivare fin qui non si merita nulla di buono. Nemmeno un pensiero. Né tanto meno rispetto.
Gente che ha assistito al saccheggio di un paese e non ha mai pensato che forse era il caso di fermarsi prima non può essere considerata con indifferenza. E’ colpa vostra se oggi in Parlamento hanno trovato ospitalità i distruttori dello stato sociale; quel buon governo che doveva salvare l’Italia e che oggi invece ci dice, per bocca del protettore delle banche al quale Napolitano ha affidato le nostre sorti che in un futuro prossimo potremmo non aver più nemmeno il diritto di curarci. Dopo tutto quello che ci aveva già tolto.
Sappiate, disonestissimi referenti di tutti i colori che io, oggi che un presidente del consiglio abusivo si permette di dire che non si potrà più garantire sulla salute di mio figlio vi ritengo tutti colpevoli in egual misura.
Nello stesso modo vi odio, mi fate schifo perché vi siete presi tutto, avete permesso che altri disonesti si prendessero tutto e non avete lasciato neanche quelle briciole che per voi non sono niente, distanti come siete dai problemi di gente che non potrà mai arrivare ai vostri livelli ma per molti avrebbero significato qualcosa.

Almeno quel minimo di sicurezza per le cose importanti, non i lussi, non i dispenser da bagno con le fragranze di chanel ma una visita medica, la possibilità di stare meglio almeno di salute, visto che il meglio rispetto ad altro noi non lo possiamo pretendere più.
Non spetta il meglio ai figli di un dio minore: ai vostri invece sì, glielo avete già assicurato, ma non per merito vostro e nemmeno per il loro.

“Non è garantita la sostenibilità futura del sistema sanitario nazionale”, dice Monti. In un Paese che spende 23 miliardi l’anno in spese militari,  che mantiene un esercito con più comandanti che comandati,  che si compra 90 F-35.

 In un Paese che mantiene generosamente la sanità privata e la scuola privata è possibile sentirsi dire che “non è garantita la sostenibilità futura del sistema sanitario nazionale”?! [Cecilia Strada]

Sanità al collasso: vogliamo i responsabili

La Camera assicura un rimborso sanitario privato non solo ai 630 onorevoli ma anche a tutti i loro familiari. Se prendiamo in considerazione solo gli ultimi tre anni, deputati e famiglia hanno speso More »

Dire che forse salta il sistema sanitario nazionale non è fare politica, è fare terrorismo.

E’ una specie di colpo di stato, per chi non lo avesse capito. Questo signore può continuare indisturbato a terrorizzare e spolpare gente, condurla al baratro e al suicidio col beneplacito del parlamento e la benedizione di Napolitano.
E io dovrei andare a votare uno, Bersani, che si vanta di sostenere questo distruttore dello stato sociale senza se e senza ma? mi taglio le mani piuttosto, tutt’e due.
Ci spellano vivi per cosa, per farci stare quattro giorni su una barella in un pronto soccorso? per aspettare otto mesi una mammografia e per pagare anche le medicine per le malattie croniche?
Ma veramente Monti crede che possiamo ancora dar retta alla favoletta che non ci possiamo curare per colpa degli evasori? SOLO per colpa degli evasori? e i vigliacchetti che sostengono il governo di chi sta riducendo alla miseria i tre quarti del paese, quelli della responsabilità, del senza se e senza ma, quelli disegnati nell’agenda Monti non hanno niente da dire? la campagna elettorale è finita e raccontare balle non serve più, almeno per un po’?

Ecco perché non si può difendere più la politica. Quelli che giocano ininterrottamente a chi è il più bello del reame. Quelli che non si preoccupano di un presidente del consiglio che vuole svendere l’Italia e gli italiani, il loro futuro, alle banche e alle assicurazioni.
Con i tre miliardi di sanzione da pagare alla UE per la questione vaticano/imu, quanti malati si possono curare? e con l’altra, quella che paghiamo da anni per non aver spedito emilio fede sul satellite quanti posti letto si potrebbero recuperare? e gli F35? e i milioni erogati alle scuole private, come se non bastasse dover mantenere uno stato nello stato? il governo è un prezioso alleato di chi, dei cittadini o delle banche e delle assicurazioni? vigliacchi: l’inferno da vivi si meritano.
Nel bagno delle deputatesse alla camera non scorre acqua ma profumo di chanel, è notizia di due giorni fa.

Hanno un servizio garantito h24 di primo soccorso esteso anche ai familiari.

I parlamentari possono curarsi e far curare amici parenti e conoscenti praticamente gratis e dai migliori specialisti, gli paghiamo gli occhiali e il dentista, le cure termali.
Il naso del figlio di bossi rifatto dal chirurgo plastico è rientrato nelle ladrate della lega.
E quelli a cui paghiamo il tutto e l’oltre oggi ci vengono a dire che se ci ammaliamo non è garantita l’assistenza medica come comanda la Costituzione all’articolo 32?  Vogliono gli sponsor,  le compagnie di assicurazione all’interno del consiglio di amministrazione degli ospedali,  le società farmaceutiche e di elettromedicali.

E poi ridurre l’accesso alla sanità pubblica per fasce di reddito.

Bisogna mandarli via.

Napolitano, il garante, dov’è? bella carriera quella di Napolitano, da comunista a più che amico fraterno e alleato della più spietata oligarchia.

E con viva e vibrante soddisfazione, per giunta.

I soldi ci sono, non è vero che non ci sono.

Ci sono patrimoniali da fare, c’è da farsi restituire il maltolto da chi è entrato in politica a tutti i livelli solo per depredare il bene pubblico.

Monti deve andare via, prima che sia troppo tardi.