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Se i fatti riguardanti gli affari di famiglia della Boschi diventano sciacallaggio per bocca del ministro dell’economia, polemica strumentale per la stragrande maggioranza dell’informazione cosiddetta imparziale ed equilibrata anche se a riportarli è un giornalista che non ha bisogno di conferme come Saviano, se scrivere che un signore accusato di vari reati probabilmente non sarebbe stato assolto se avesse rifiutato la prescrizione su quello più grave e pesante quindi non si merita né l’onore né la gloria come piacerebbe a Lerner, se l’opinione di un direttore di giornale scritta nei suoi editoriali diventa cronaca solo per poter dire che quel giornale non è credibile [da quando le opinioni sono obbligate ad essere credibili? Sono opinioni, punto] è abbastanza normale che Il Fatto Quotidiano diventi poi come l’aglio per i vampiri. Il che sarebbe normale se lo fosse per chi rappresenta il potere che permette alla Boschi di fare il ministro nonostante il suo conflitto e i suoi interessi, non è più così tanto normale se ad accodarsi al parere del potere è la gente a cui non dovrebbe interessare il fallimento e la scomparsa di un quotidiano visto che ha la possibilità di non comprarlo, non leggerlo e dovrebbe quindi anche evitare di andare ad impiastrare di insulti il suo sito web e inventarsi il giochino dei titoli, specialmente se fa il presidente del consiglio.

I risultati delle elezioni in Francia sono educativi per tutti: far vincere la destra per non mandare avanti una destra peggiore.
Ovunque c’è una destra peggiore, quella estremista e fascista, sebbene la Le Pen su certi temi specialmente laici sia più progressista di Renzi, ed ecco perché i segnali che riportano alla destra peggiore non vanno ignorati.
Il diritto di critica è inalienabile, la critica non si smentisce insultando e screditando le persone ma con un argomento più forte che mette quella critica dalla parte del torto.
In altri periodi l’attacco frontale  a Saviano non sarebbe passato così inosservato, come minimo l’amico Fabio Fazio gli avrebbe offerto il salottino di Che tempo che fa, ma siccome l’attacco arriva dal partito di Renzi e del governo, non dal camorrista irritato allora niente salottino, Saviano viene messo dalla parte del torto come tutti quelli che osano mettere in discussione lo strapotere abusivo di Renzi.

Io non abbasso la guardia, per me un presidente del consiglio che ridicolizza un giornale pubblicamente perché non s’inchina al suo potere non è degno di stare nel parlamento di una repubblica democratica.

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Leopolda, i titoli di Renzi e la libertà di noi “gufi”- Caterina Soffici, Il Fatto Quotidiano

Da quando scrivo sul Fatto Quotidiano mi sono sentita dare della “disfattista”, “gufo”, “grillina”, “cinica”, “pessimista”. Per voi “va sempre tutto male, avete dei problemi” ti dicono. Questo solo per rimanere alle cose riportabili e per non parlare dei vari vaffa e di altre simpatiche locuzioni da parte dei barbari che popolano il web e che scorrazzano liberamente anche tra i commentatori anonimi dei blog del Fatto.

Io personalmente, non sono nessuna di queste cose. Anzi, se proprio dovessi dire (sul piano personale) sono fin troppo ottimista e cerco sempre di farmi andare bene le cose che mi capitano e di girarle in positivo anche se sono negative (sul piano personale, ribadisco). Sul piano pubblico il discorso è – e deve essere – diverso. Nessuno di noi scommette contro l’Italia.

Anzi, proprio perché vorremmo che diventasse un posto vivibile per i nostri figli, vorremmo che le cose cambiassero.
E proprio per questo scriviamo che ci sono troppe cose, in Italia, che non vanno bene. Quindi non possiamo farcele andare bene per non disturbare il manovratore. E’ giusto criticare, quando c’è da criticare. Criticare non è e non può essere sinonimo di disfattismo. Si chiama dissenso ed è l’opposto della propaganda. L’uniformità del pensiero unico è rischiosa. Questa cosa, il diritto di critica, ha un nome semplice semplice: si chiama libertà. Un paese civile e democratico si differenzia da un regime proprio per come applica questa semplice parolina.

A qualcuno questo non piace. Oppure pensano di poter indirizzare lo storytelling nazionale (piace molto questo modo di parlare, significa semplicemente il racconto della realtà) come vorrebbero che fosse e non come realmente è. A ben guardare l’iniziativa della Leopolda contro il Fatto Quotidiano è indice di una grande debolezza. Il Renzi della prima ora (o il Renzi1, come si definì lui stesso) non l’avrebbe mai fatto.

Cercare di gettare fango e screditare un giornale che ti critica, oltre che odioso è anche idiota. Il giochino del titolo più brutto è qualcosa di indigeribile, allo stesso livello di quando Grillo indice il concorso per votare il lecchino del giorno e il giornalista da mettere nel mirino.

Non può MAI essere un politico o un partito a giudicare le critiche di un giornalista, giudizio riservato esclusivamente ai suoi lettori (o a un giudice, in caso pubblichi cose false o diffamatorie).

Chi lo fa, o pensa di poterlo fare, ha già in mano la bottiglia dell’olio di ricino.

 

 

Chi ha portato un camorrista in Rai?

“Roberto Saviano in modo assolutamente argomentato ha denunciato che Gaetano Marino, boss degli scissionisti sarebbe stato ospite in platea in una trasmissione di Capodanno di Raidue mentre sua figlia, assolutamente incolpevole, cantava un brano a lui dedicato. La Rai intende confermare o smentire la denuncia di Saviano? Come è potuto accadere un episodio simile? Chi ha deciso di invitare il boss? Su questo inquietante episodio presenteremo immediatamente un’interrogazione parlamentare”. Lo afferma il portavoce di Articolo 21 Giuseppe Giulietti.

“Questa vicenda è l’ennesima dimostrazione di un’azienda fuori controllo”. (Articolo 21)

FIRMA L’APPELLO: Chi ha portato il Boss in Rai? L’azienda risponda

Chi ha portato un camorrista in Rai?

LA DENUNCIA DI ROBERTO SAVIANO

A me pare una cosa non grave ma gravissima, questa. Una Rai dove non trovano più spazio i migliori professionisti sulla piazza, cacciati o messi in condizioni di doversene andare perché sgraditi ai potenti prepotenti di turno e di tutti i colori,  non può dare ospitalità ad un criminale camorrista foss’anche nei panni di amorevole padre.

Che poi, molto ci sarebbe da dire anche su questo uso devastante  dei bambini (accompagnati e incoraggiati da genitori scellerati e incoscienti) che fanno le televisioni. Poi non lamentiamoci se in questo paese vengono allevate intere generazioni di imbecilli inconsapevoli i cui unici obiettivi saranno entrare nella casa del grande fratello, fare la velina e sposarsi il calciatore.
Chiedere ai dirigenti della Rai di fare  chiarezza è il minimo che si possa pretendere.
Firmiamo l’appello di Articolo 21.

Il canone Rai è una tassa e va pagata – opinabilissimi i motivi, visto che non paghiamo tasse sulla proprietà di lavatrici e frigoriferi ma tant’è. Ma un servizio pubblico non può essere ostaggio della politica che se ne appropria pro domo sua, e allora io penso che disincentivare il pagamento di quella tassa non sia del tutto sbagliato, non è eversione, finché la politica e i partiti faranno di un servizio pubblico, finanziato con i soldi dei contribuenti un loro giocattolino privato.

E sono sicura che tutti pagheremmo più volentieri quella tassa il giorno che la politica, TUTTA, uscirà dalla Rai (con le mani alzate come dice Travaglio).
Margaret Thatcher una volta disse: ” la BBC non mi piace ma non posso farci nulla”.
Perché, invece, i nostri politici  con la Rai e nella Rai possono farci tutto?

Cose che i tiggì non diranno

Sottotitolo: UN CAMORRISTA IN RAI. (dalla pagina di Facebook di Roberto Saviano)

Nel corso di questa trasmissione, seduto in prima fila c’è Gaetano Marino, uomo ai vertici degli Scissionisti, detti anche Spagnoli, usciti vincitori della guerra interna al cartello dei Di Lauro. Nessuno si era accorto di questa inquietante comparsata prima di stamattina (10 febbraio) quando Roberto Saviano l’ha denunciata pubblicamente. Bene, noi non vorremmo finanziare  le comparsate dei camorristi e chiediamo che la Rai risponda di questo incommentabile episodio. Vogliamo sapere dai vertici della Rai chi ha invitato il camorrista negli studi della Rai.

E’ normale che Rai2 ospiti in studio un pericoloso camorrista? Video

violapost.wordpress.com/

Dunque, chiediamo scusa: alla muffa e ai lombrichi.