Giornata mondiale della lotta all’aids

https://i1.wp.com/www.notiziedizona.it/wp-content/uploads/2012/11/Giornata-mondiale-lotta-aids.jpgPreservativo non è una parolaccia
Omosessualità non è una malattia né una devianza.
L’Aids non guarda in faccia nessuno, etero, lesbiche, omosessuali.
Indossare un preservativo come sistema di prevenzione alle malattie e alle gravidanze indesiderate non è una bestemmia come ci ha appena detto il gran visir della menzogna.
La vera bestemmia è consigliare, suggerire, imporre l’astinenza sessuale come metodo, la vera bestemmia è definire contronatura tutto ciò che non fa parte della nostra natura ma di quella degli altri sì, finché non nuoce alla libertà di nessuno.
La vera bestemmia, di fronte alla quale qualsiasi dio inorridirebbe, è che si possa morire di aids a 15 anni.

Oggi è la giornata mondiale della lotta all’aids, ma non bisogna ricordarselo solo un giorno all’anno che l’aids non è stata mai sconfitta, di aids si muore ancora ma se ne parla sempre meno grazie agl’irresponsabili in gonnella, quelli che s’impicciano di tutto meno che dei fatti loro e sono tanti,  quelli che fanno propagande  assurde, irreali e impraticabili  circa la prevenzione ad una malattia seria, che uccide in tutte le parti del mondo  vaneggiando di astinenza sessuale come unico sistema di contrasto al contagio,  alle gravidanze indesiderate  e ai governi di questo paese che si piegano alle censure imposte anche – soprattutto anzi –  dalla volontà degl’invasori d’oltretevere anche in presenza di fatti gravi e di cui bisognerebbe parlare tutti i giorni e non solo nei giorni dedicati.

In questo paese si pubblicizza tutto, veleni, inutilità consumistiche   fuorché – appunto – sistemi e medicinali contraccettivi e l’uso del profilattico.

Frank La Rue, responsabile della libertà di informazione per le Nazioni Unite ha dichiarato che con Monti l’informazione e la libertà di stampa  in questo paese sono  agli stessi infami livelli di quando c’era berlusconi, segno evidente che ai servi e servetti di regime, di qualsiasi regime va benissimo che l’andazzo sia sempre il solito, il consueto, va benissimo che in questo paese si neghi il diritto dei cittadini di essere informati.

Non lasciamoci quindi sedurre e abbindolare da questi professionisti delle menzogne spacciate per fatti reali, da questi maestri nel celare e occultare le cose importanti, quelle che i cittadini devono sapere per potersi formare delle opinioni sane e non indotte dalla propaganda a beneficio delle cose che non esistono, di balle gonfiate a dismisura per far credere che i colpevoli di quello che succede in questo paese siano sempre quelli di prima: i colpevoli, invece, sono anche quelli di adesso.

E lo sono ancora di più visto che qualcuno, con viva e vibrante soddisfazione ce li ha imposti affinché aggiustassero le cose, non certo per finire di sfasciarle.

Altrimenti, che tecnici sarebbero?

Aids, 34 milioni di contagiati nel mondo
Il 10% è under 15. Vaccino? Una chimera

L’immunologo Aiuti: ‘Impossibile fissare una data’. Il microbiologo Silvestri: ‘Ci vorranno 15-20 anni’
    VIDEO – VIAGGIO NELL’HIV: LA PAROLA PRESERVATIVO E’ ANCORA TABU’ (di F. Martelli)

Libertà di stampa, relatore Onu ignorato
“Il governo dei tecnici come quello di B.”
 

Monti - Berlusconi

Frank La Rue, inviato delle Nazioni unite sui diritti dell’informazione ha chiesto a Monti di assistere alla nomina dei membri Agcom. Ma nessuno gli ha risposto. Ora dice: “Serve ispezione completa”.

Ecoballe
TeatroDeServidi Marco Travaglio, 1 dicembre

Fiato alle trombe e ai tromboni, arriva il decreto “salva-Ilva”. Breve riassunto delle puntate precedenti. I giudici di Taranto accertano che, producendo acciaio con gli attuali impianti “a caldo”, l’azienda inquina e uccide; quindi gl’impianti vengono sequestrati e possono restare accesi solo per essere risanati, ma non per produrre altro acciaio, altrimenti il delitto di disastro colposo e omicidio colposo plurimo continua e la magistratura ha il dovere di impedirlo; se e quando gli impianti fuorilegge — l’arma del delitto — saranno finalmente a norma, cioè smetteranno di avvelenare e ammazzare, potranno tornare a produrre. Il governo dice: l’Ilva s’è impegnata a investire subito 4 miliardi (a fronte di 3 miliardi di utili accumulati in 17 anni) per bonificare gli impianti, quindi può riprendere subito a produrre mentre li risana; se poi non mantiene i patti, il governo gliela fa vedere lui e magari sostituisce i Riva con qualcun altro. È un po’ come se ci fosse un maestro pedofilo che ogni giorno molesta i bambini in classe. I giudici lo arrestano per impedirgli di molestarne altri. Ma il governo fa un decreto per rimandarlo a scuola, a patto che nel frattempo si impegni a curarsi: se poi non si cura e continua a molestare bambini, verrà sostituito. Già: e ai genitori dei nuovi bimbi molestati chi glielo spiega? Il decreto salva-Ilva è ancora peggio. Perché nessuno dei contraenti dell’accordo è credibile. Non lo sono i Riva, che si sono impegnati infinite volte a mettere a norma i loro impianti e non l’hanno mai fatto. Non lo è il presidente Bruno Ferrante, prefetto: a luglio il giudice impose il blocco della produzione nelle aree “a caldo” e ora si scopre che quell’ordine fu violato dall’azienda presieduta da Ferrante, che continuò a produrre (dunque a inquinare), tant’è che il gip ha dovuto sequestrare tonnellate di acciaio che non dovrebbero esistere (corpo del reato). A Servizio Pubblico, l’incredibile Clini ha detto che “il presidente Ferrante s’è impegnato”. Me’ cojoni , dicono a Roma. E naturalmente il governo se l’è bevuta (tanto, quando si scoprirà che è l’ennesima truffa, il governo sarà un altro). Ecco, non è credibile neppure il governo. Uno dei registi del decreto è Passera, che ai tempi di Intesa prestava soldi a Riva e lo reclutava per la cordata Alitalia: un ministro super partes. C’è poi la palese incostituzionalità del decreto che dissequestra impianti sequestrati da un gip con un’ordinanza che, in uno Stato di diritto, può essere ribaltata solo al Riesame e in Cassazione. Non a Palazzo Chigi e al Quirinale. Se una porcata del genere l’avesse fatta B., che osò molto ma non al punto di cancellare sentenze per decreto (ci provò con Eluana, ma fu stoppato dal Colle), avremmo le piazze e i giornali pieni di costituzionalisti, giuristi, intellettuali e politici “democratici” sdegnati che sventolano la Costituzione. Invece la fanno Monti e Napolitano, quindi va tutto bene. Corriere : “Decreto del governo per riaprire l’I lva. Monti: coniugare lavoro e salute” ( impossibile: l’Ilva se produce uccide). Repubblica : “Ecco il decreto per l’Ilva. Monti: nessuna polemica coi pm” (infatti cancella l’ordinanza di un gip). Sole 24 Ore: “Ilva, dissequestro per decreto. Monti: nessun contrasto coi magistrati”. Avvenire : “Decreto per salvare l’Ilva ed evitare un flop da 8 miliardi l’anno”. Messaggero : “Monti sull’Ilva: a rischio 8 miliardi”. La Stampa: “Ilva, un garante per ripartire”. Il Foglio : “Il governo tecnico soccorre l’Ilva (e la siderurgia) per decreto”. Libero : “Decreto per riaccendere l’impianto tutelando la salute” (sì, dei Riva). La fu Unità: “Ilva, decreto per salvare 8 miliardi. Tutela della salute e controllo indipendente del risanamento ambientale”. Altro che corrompere i giornalisti: qui ormai c’è chi viene via gratis.Perepè perepè perepè.

La pensione, il privilegio. E il profilattico

Finmeccanica, il cda dà il benservito a Guarguaglini con una liquidazione super | Giorgio Meletti |. (Il Fatto Quotidiano)

“Ci sarebbe una strada per risparmiare di più, licenziando Guarguaglini per giusta causa: basterebbe imputargli quello che lui stesso rivendica, cioè che, mentre i suoi manager di fiducia facevano della Finmeccanica la Mecca della tangente, l’esperto manager – pagato per controllare – non si è accorto di nulla. Ma un licenziamento per giusta causa non sembra nelle corde di un governo dallo stile sobrio.”


Ci vorrebbe qualcuno bravo (ma bravo davvero) che spiegasse agli italiani perché chi ha lavorato seriamente e onestamente tutta la vita deve sentirsi dire che la pensione di anzianità è un privilegio mentre i cosiddetti grandi managers, quelli che fanno fallire imprese e aziende hanno invece il diritto alla buonuscita per togliersi dai coglioni (per poi andare a far danni da un’altra parte).
Guarguaglini aveva chiesto una buona uscita di 12 milioni di euro, Monti sarebbe intenzionato a dargliene “solo” 5.
La sobrietà, innanzitutto.
Questa è l’equità che ha promesso Monti, il riconoscimento di quella meritocrazia che dovrebbe poi costruire il prestigio di chi ha avuto l’onore e il privilegio di essersi potuto occupare delle cose dei tutti e di conseguenza quello del paese? Essere onesti non conviene, non in questo paese, almeno.

Vietato dire profilattico, meglio goldone

            Torno un attimo indietro nella storia d’Italia, quella recente e ridicola. C’era un quadro nella sala stampa di Palazzo Chigi, “La verità svelata” del Tiepolo che mostrava una tetta, piccola e rotonda. L’ex tizio del consiglio, quello più sobrio, austero e probo degli ultimi 150 anni ordinò che un imbianchino mettesse mano al Tiepolo per coprire la tetta. Quale imbarazzo – si disse – avrebbe potuto creare alle ministre che sedevano al tavolo per spiegare ai cittadini le novità del governo.
Mi torna in mente questo episodio ogni volta che mi ritrovo dinnanzi all’ipocrisia moralista di uno stato improbabile come questo in cui nostro malgrado viviamo. Spiegarne i motivi temo sarebbe un insulto all’intelligenza di chiunque legga questo mio scritto, anche se poi, considerato che qualche leghista – per esempio – legge, mi sento in dovere di ricordare che a voler celare la piccola tetta, fu l’utilizzatore finale di bambine con le tette gonfiate di silicone già dalla più tenera età.
E ci risiamo! Nella giornata mondiale contro l’AIDS, con una circolare interna alla RAI è fatto divieto di pronunciare la parola “profilattico”, e pare che l’ordine perentorio arrivi niente meno che dal ministero della salute e della sana e robusta costituzione.

Di AIDS non si parla più in Italia, e risulta persino che nonostante i 150 mila casi ancora presenti (gli altri col tempo si sono estinti per morte) i ragazzi più giovani, nell’età più pericolosa ossia quella che potrebbe portarli “alla perdizione” con l’attività sessuale, non sappiano nemmeno cosa sia.

In Italia resta proibito pronunciare la parola profilattico o preservativo, per la rigida morale cattolica che ne proibisce l’uso, in quanto secondo legge, ogni buon cattolico che si rispetti e che aneli ad assurgere al cospetto di Dio col candore dell’anima, deve accoppiarsi solo a fini riproduttivi. Per la chiesa cattolica è peccato mortale usare il preservativo, anche quando si violentano i bambini. La chiesa cattolica benedice tutti coloro che a modo loro trasmettono il Verbo, e insegnano al gregge le regole della morigeratezza cattolica. Immagino quale soddisfazione del Papa, quando la D’Addario disse che l’ex tizio suo cliente non usava preservativo, o quando si seppe che l’altro ultra cattolico, bertolaso senza preservativo si faceva fare i massaggi per la cervicale.
Copio: «Carissimi, segnalo che nelle ultime ore il ministero ha ribadito che in nessun intervento deve essere nominato esplicitamente il profilattico; bisogna limitarsi al concetto generico di prevenzione nei comportamenti sessuali e alla necessità di sottoporsi al test Hiv in caso di potenziale rischio. Se potete, sottolineate questo concetto».
Ma sì, tanto pare che l’HIV non sia più un problema, anche se a guardar bene la feccia che gira, di vecchi bavosi e rincoglioniti, forse sarebbe tempo di preoccuparsi per un ritorno della sifilide. Che pure quello, dicevano fosse un castigo di Dio.

Rita Pani (APOLIDE)