Diaz, Cassazione: «discredito sull’Italia agli occhi del mondo intero»

Sottotitolo:  Non solo l’IDV, ma anche i garantisti radicali.

Da Repubblica del 30 ottobre 2007:
La commissione Affari Costituzionali della Camera boccia la
proposta di legge per istituire una commissione di inchiesta sul G8 di Genova con i voti della Cdl e di Di Pietro e Mastella. Con 22 voti contrari e 22 voti favorevoli la commissione non è riuscita ad affidare il mandato al relatore a riferire in aula.
Il ministro Mastella cade dalle nuvole: “La commissione? Nel programma non l’ho vista”.[non c’era neanche l’indulto, nel programma: nota di R_L]

E Antonio Di Pietro aggiunge: “Volevano indagare solo sulla polizia…
A scatenare il putiferio in commissione Affari costituzionali sono stati il dipietrista Carlo Costantini che ha detto ‘no’ insieme all’unico deputato dell’Udeur, mentre l’altro esponente dell’Idv, il capogruppo alla Camera Massimo Donadi, non si è presentato. I due esponenti della Rosa nel Pugno, Cinzia Dato e Angelo Piazza, non hanno preso parte alle votazioni.

“L’irruzione nella scuola Diaz fu un puro esercizio di violenza da parte della polizia” [Rep.it]

Riepilogo, per non dimenticare:  a capo del governo c’era berlusconi, al ministero dell’interno scajola [forse già a sua insaputa], c’erano la russa, fini, il regista, e gasparri che invocavano punizioni esemplari, i mandanti sono sempre gli stessi, cambiano nome ma non ruolo; dalle stragi  neofasciste passando per le brigate rosse, al tentativo di golpe dei generali, servizi deviati al soldo del neofascismo e della mafia, la solita gente impunita fino ai giorni nostri.

La notte della Repubblica bis, targata berlusconi.

La verità politica nel merito del massacro del G8, di questo episodio disgustoso, degno dei peggiori regimi sudamericani di una volta, di quelli nazisti, inaccettabile per una società che vuole dirsi civile è che tutto sommato alle istituzioni repubblicane, democratiche, va bene che un ex capo della polizia, Gianni De Gennaro,  abbia un precedente grave e mai sanzionato come quello di aver comandato la polizia di stato anche quando bastonava e massacrava.
Per dispetto.
Così bene da averlo elevato di grado nominandolo nientemeno che sottosegretario alla sicurezza del governo.
Essere un funzionario di polizia in Italia è un privilegio, perché si può tranquillamente tradire lo stato [di diritto] che si rappresenta massacrando, ammazzando gente a calci e manganellate ed essere giudicati poi secondo la legge di uno stato di diritto come anche nel caso di Federico Aldrovandi.
Non finiremo mai di ringraziare mastella e l’indulto da lui voluto per fare un favore a berlusconi mentre era ministro col governo Prodi che non si oppose decretando di fatto la morte del suo governo, e anche chi in tutti questi anni si è opposto affinché non si istituisse il reato di tortura, visto che la prescrizione è scattata proprio sul reato di lesioni, ovvero di quei massacri giudicati da Amnesty International  LA PIU’ GRAVE VIOLAZIONE DEI DIRITTI UMANI IN UNA DEMOCRAZIA DAL DOPOGUERRA IN POI.
Non avere una legge che punisca la tortura nel paese delle mele marce e delle schegge impazzite equivale ad autorizzare e incentivare azioni criminali di quella portata.
Questa sentenza per essere completa avrebbe dovuto punire anche i mandanti; la responsabilità politica dei massacri c’è e ci sono anche i nomi e i cognomi dei registi; uno su tutti gianfranco fini, lo stesso fini che qualche mese fa si indignò perché un onorevole dell’IDV aveva pronunciato la parola “coglioni” in parlamento.
Manco avesse detto che la legge è uguale per tutti.
E Napolitano, il presidente di tutti [?], come di solito fa quando invece ci sarebbe molto da dire, tace.

Italia, stato canaglia

Ultim’ora: La Cassazione: “Scuola Diaz, massacro ingiustificabile”

Durissime le motivazioni della sentenza che ha portato alla condanna di 25 poliziotti e ha portato alla rimozione di diversi alti gradi del Viminale. “Odioso il comportamento dei vertici”, che al G8 di Genova del 2001 avallarono un blitz deciso solo “per riscattare l’immagine della polizia”.

Per
tutti quelli che Amnesty esagerava quando ha definito il g8 di Genova
“la più grave sospensione dei diritti democratici di un paese dal
dopoguerra in poi”: vi auguro cordialmente  di incontrare in un giorno qualunque della vostra vita  qualche mela
marcia, qualche scheggia impazzita, così, giusto per provare sulla
vostra pelle l’effetto che fa. Sempreché ve lo facciano raccontare,
dopo.

Sottotitolo:  Se ripenso che molti di noi [populistiqualunquistigiustizialisti] quando scrivevamo e dicevamo già una decina d’anni fa che l’Italia si stava trasformando in un regimetto, in un feudo comandato da signorotti arricchiti sulle spalle altrui, le nostre, dove accadevano cose da basso impero [impuro] c’era chi se la rideva scettico, chi ci insultava nei forum ché noi eravamo i soliti comunisti pessimisti.

Ché non erano gli sprechi e le ruberie della politica il problema, qualcuno le chiamava piccole gocce nel mare, che la colpa è di Rizzo e Stella che hanno scoperchiato un orrendo vaso che contiene di tutto, e come c’insegna la dottoressa Cappellieri – di professione consigliera  in quel della regione Lazio con delega alla cultura,  tredicimila euro netti al mese – anche la merda,  considerati i fatti recentissimi  e non solo io direi soprattutto quella. [ Dopo De Romanis ecco la Cappellaro. Stavolta protagonista della festa e’ la merda]

Oggi che perfino le elezioni sono diventate un optional di cui si può anche fare a meno, ecchéssarà mai se al popolo [sovrano eh?] viene impedito di potersi andare a scegliere il prossimo farabutto che si dovrà occupare di come trovare un sistema nuovo per fregarci chissà se c’è gente che ancora se la ride e se le verrebbe ancora voglia di insultare chi aveva aperto gli occhi in tempi molto meno sospetti di questo.
Ma l’emergenza è l’emergenza, ci mancherebbe, c’è da tenere a bada lo spread, il rischio planetario del nuovo millennio, peggio dell’atomica sganciata su Hiroshima.
Metti che a uno venisse in mente di premere un bottone poi son cazzi.

LEGGE ANTICORRUZIONE, LA VOTERANNO CENTO INDAGATI (DI MARCO TRAVAGLIO). ECCO CHI SONO (LEGGI)

In parlamento si sta discutendo il decreto legge anticorruzione, una legge che l’Europa chiede all’Italia solo da tredici anni,  e alla cui realizzazione hanno contribuito fra gli altri 100 parlamentari tra condannati e indagati anche per corruzione.

Nel ddl anticorruzione potrebbe essere introdotta la norma “salva ruby [ma più che altro salvasilvio]” con un emendamento che modificherebbe il reato di concussione.
Sarebbe l’ultima, ma solo in ordine di tempo, delle leggi ad personam  partorite da una politica inqualificabile per consentire a berlusconi di salvarsi dal processo. Un’altra volta.

Siccome è facile prevedere che berlusconi verrà accontentato anche questa volta perché quando si è fatto da parte per il bene del paese e cioè il suo non lo ha fatto gratis, spero almeno che l’Italia venga inserita al più presto fra gli stati canaglia. Anzi, mi chiedo come mai ancora non sia accaduto, per quale motivo l’Europa e la comunità internazionale non abbiano ancora sfiduciato l’Italia, cacciata  dal giro dei paesi che contano, quelli ai quali si può dare ancora credibilità.  Mi chiedo perché devono essere solo  le agenzie di rating a declassarci, a dire all’Italia che così non va bene e non i parlamenti di quei paesi dove la distinzione fra onesti e disonesti  non è ancora passata di moda né viene sacrificata per accontentare una persona sola.

Mi chiedo che ci stiamo a fare noi fra paesi più civili del nostro. Anzi, proprio fra i paesi civili e basta.

Piero Longo, avvocato, o per meglio dire uno degli avvocati a libro paga di berlusconi assunti in parlamento direttamente da berlusconi intervistato da Bernardo Iovene a Report  ha ragione quando dice che il parlamento deve essere la rappresentazione mediana del popolo e perché mai dunque dovrebbe essere migliore.
Perché la colpa è nostra, di noi cittadini che non ce la faremo mai ad essere peggiori almeno quanto loro, perché se lo fossimo stati ci saremmo liberati anche di gente come Longo da un bel po’.

Dopo ogni puntata di Report, se questo fosse un paese normale, dovrebbero arrestarne a manciate, delinquenti, mantenuti in parlamento con i nostri soldi, sacrifici, tasse, rinunce.  E invece non succede niente, a parte le solite querele dei farabutti alla Gabanelli.
 Disonesti che non provano nessun disagio nel dire che tutto va bene e che male c’è se a regolare la vita degli onesti devono essere anche quelli che onesti non sono, che non è giusto privare un cittadino della propria libertà per reati che negli States prevedono qualche decina d’anni di galera veri, non virtuali e nei paesi partner dell’Italia, quelli civili come la Cina addirittura la pena di morte, per dire.
Gentaglia che non esita a fare leggi che privano della libertà persone per il solo fatto di non essere nate qui ma che può decidere da se medesima se automandarsi in galera in presenza di reati gravi quali ad esempio l’associazione mafiosa, le truffe, la corruzione.
Non  è affatto vero che la classe politica rappresenta ed è l’espressione dei cittadini di un paese.
Sarebbe vero nel caso in cui fossero i cittadini a scegliersi i governanti ma questo a noi italiani non riguarda più da un pezzo: la classe politica è espressione di un paese quando quel paese è una vera democrazia compiuta in cui ai cittadini è permesso votare per chi vogliono, anche un delinquente se lo vogliono purché siano loro a decidere di voler essere guidati da un delinquente; non quindi un regime di oligarchia qual è il nostro dove un impostore abusivo assurto alla politica grazie al salto mortale con doppio avvitamento con cui si è praticamente ignorata la legge che lo impediva  è stata data la possibilità di portare in parlamento altri delinquenti.
Noi cittadini avevamo votato una legge elettorale ma poi è stata cambiata, avevamo votato contro i finanziamenti ai partiti ma ci hanno presi il culo continuando a rubare soldi dietro la scusa che la politica ha un costo [e infatti tutti abbiamo potuto constatare molto bene in che consiste il costo della politica e come vengono spesi bene i soldi scippati da stipendi da fame e pensioni miserabili].
Perciò cari giornalisti/opinionisti/soloni/micheliserra  fateci almeno la cortesia di non paragonarci più a quel centinaio e oltre di farabutti delinquenti che sono in parlamento e ai loro emuli distribuiti fra comuni,  province e regioni  grazie alle leggi che gli consentono di poterci stare perché sono essi stessi a realizzarle.
E fateci il favore di non dire mai più che “gli italiani hanno quello che si meritano”: a me questa frase dà fastidio proprio a livello epidermico, mi pizzica, mi irrita, mi brucia, perché io e tanta altra gente non ci siamo meritati proprio niente visto che niente abbiamo potuto decidere.
Dateci almeno la possibilità di prendere le distanze da gentaglia con cui io non andrei a prendere un caffè.
Italia o Spagna purché se magna
 Marco Travaglio, 2 ottobre
Da giorni, a Madrid, migliaia di persone manifestano davanti al Parlamento contro un governo che non sa far altro che tagliare sulla pelle dei lavoratori e degli onesti per salvare le banche. Eppure il governo Rajoy è stato appena eletto dagli spagnoli, mentre il nostro no, anzi si lavora per fotocopiarlo nella prossima legislatura infischiandosene del piccolo dettaglio chiamato elezioni. Ma davanti a Palazzo Chigi, a Montecitorio e a Palazzo Madama nessuno protesta. Nemmeno dopo aver visto la galleria di mostri messa in scena da Report, nella puntata di Bernardo Iovene sugli “onorevoli” condannati e inquisiti, con avvocati al seguito, che dovrebbero votare la legge anticorruzione. Il pluripregiudicato Del Pennino: “Non sta a me stabilire se un condannato possa stare in Parlamento, sono troppo coinvolto”. Povera stella. L’imputato (per corruzione aggravata da finalità camorristica) Landolfi: “Per me non dovrebbe starci neanche un indagato per reati minori, come all’estero. Ma in Italia non è così e chiediamoci perché”. Perché si svuoterebbero le Camere? No, “perché qui la magistratura non è al di sopra di ogni sospetto”. Il sen. avv. Longo, difensore di B: “Anche un condannato definitivo può stare in Parlamento: esso deve dare rappresentanza mediana al popolo, dunque gli eletti non devono essere migliori degli elettori”. L’idea che eleggere voglia dire scegliere il meglio non lo sfiora neppure,
per ovvi motivi autobiografici: siccome il popolo contiene milioni di delinquenti, deve farsi rappresentare da 945 mezzi delinquenti, o da un delinquente sì e uno no. E lui si candida alla bisogna. Sennò evasori, corruttori, rapinatori, spacciatori, stupratori, pedofili, papponi, truffatori, assassini e mafiosi restano senza voce e la democrazia rappresentativa dove va a finire. Il pregiudicato Brancher sostiene di essere innocente perché lo dice lui, “fidatevi di me”. La prova? L’han condannato per aver intascato “200 mila euro da Fiorani nel 2001, quando l’euro non c’era ancora”: ecco, siccome erano lire e la condanna è arrivata “troppo presto”, è come se non le avesse prese. Notevole il filmato di Napolitano che lo nomina ministro del Federalismo e l’applaude pure. Betulla Farina, che ha patteggiato 6 mesi per favoreggiamento nel sequestro Abu Omar, annuncia che si ricandida perché, sì, faceva la spia per il Sismi, ma agiva “in stato di necessità” e poi “Feltri mi dice sempre che sono un idiota”: meritava almeno la seminfermità mentale. E poi anche il popolo degli idioti merita una degna rappresentanza. L’on. avv. Sisto rivoluziona secoli di criminologia: l’anticorruzione è sbagliata perché “aumentare le pene non è un deterrente per chi commette reati”. Il deterrente è depenalizzarli, così sai che paura. L’on. Napoli contesta il nuovo reato di traffico d’influenze illecite, previsto dalla convenzione di Strasburgo e punito in tutto il mondo, perché “nessuno potrà più fare il sindaco” senza finire in galera.
Lui lo dà proprio per scontato che un sindaco traffichi influenze illecite. E che, non si può più neanche rubare in pace? Un po’ come gli imprenditori che truccano i bilanci: nel ’97, quando fu condannato Romiti, il Gotha dell’industria firmò un appello per depenalizzare il falso in bilancio in modica quantità. Nel 2002 fu accontentato da B. E ora l’avv. min. Severino, che difendeva i maggiori gruppi industriali, risponde dolente: “Per il falso in bilancio non c’è più tempo”.
 Oh che peccato. Ce l’aveva proprio sulla punta della lingua.
Ma quando ci invadono gli spagnoli?