Fascisti su Marte? no: nazisti a Milano

Quello che non si può più sopportare e accettare è chi parla e scrive di violenze verbali in Rete, stupidaggini talvolta sì offensive scritte non solo dai soliti imbrattatori virtuali idioti ma anche da gente stanca e stufa, parole che fino a prova contraria non sono in grado di spostare di una virgola lo stato pietoso di questo paese, non ottengono nessun riscontro da parte della politica e delle istituzioni, non ammazzano nessuno, non fanno tacere nessuno.

Mentre la vera violenza è quella che arriva da uno stato assente, che non condanna alle giuste punizioni i suoi funzionari violenti, che permette che le stragi di stato restino impunite offrendo coperture e vie di fuga ai loro autori, che dice no alla mafia ma poi tollera i mafiosi in parlamento senza il benché minimo fastidio, che impone, nella figura della sua più alta istituzione governi non scelti dal popolo, che prendono decisioni contro il popolo lasciando dietro, a mai più, quelle che renderebbero questo paese non eccezionalmente ma semplicemente normale.

In Germania, dove il nazismo è nato e si è propalato una manifestazione come quella organizzata ieri a Milano non sarebbe mai stata permessa, non per motivi di ordine pubblico ma proprio in rispetto alla Storia e ai milioni di persone vittime della follia criminale nazista.

Milano, raduno nazista per un concerto

Pisapia: “Una presenza inaccettabile”

La Skinhouse ha organizzato un meeting a Rogoredo per raccogliere fondi a sostegno delle spese processuali per i camerati di Azione Skinhead per fatti legati all’operazione “Runa” del 1993. Sul palco band italiane e straniere che incitano all’odio e alla superiorità razziale.

Il questore e il prefetto di Milano che hanno concesso l’autorizzazione alla manifestazione nazista  perché,  secondo la prefettura non c’erano le condizioni per presumere un allarme di ordine pubblico, andrebbero licenziati e condannati a tornare sui banchi di scuola per imparare che non è necessario dire no alle manifestazioni naziste e fasciste per motivi di ordine pubblico ma perché in un paese nato da una Resistenza Antifascista e che onora l’Antifascismo nella sua Costituzione, al fascismo, al nazismo e a tutte le loro espressioni si dice NO senza se e senza ma.

 In Italia l’Antifascismo è sancito dalla Costituzione, non è una possibilità su cui opinare e nessuna libertà di espressione deve poter consentire di far passare teorie violente, malate, insane, figuriamoci quindi quelle che si richiamano al nazismo: l’orrore più orrore di tutti.

Il 27 gennaio scorso alla commemorazione della Giornata della Memoria Angela Merkel disse, ipocritamente o meno però l’ha detto: “la Germania nella tragedia della Shoah ha una responsabilità perenne”.

Non ha detto che hitler fece anche cose buone, per dire.

 

Pisapia, di fronte a questo fatto inaudito, avrebbe dovuto interpellare personalmente il presidente della Repubblica, il garante della Costituzione Antifascista.

 Napolitano invece  che fa?  sta zitto come al solito  per non turbare questo magnifico clima di pacificazione nazionale.

Di forconi e cose così

 

Forconi, continua il blocco in Sicilia
E il parroco appoggia il movimento

 

 

Riflettere serve, e serve anche qualcuno che permetta di farlo. Bisogna leggere, informarsi, cercare di andare oltre quello che i media spacciano per verità assoluta ma bisogna, nel paese degli smemorati  che è l’Italia, soprattutto RICORDARE.

Ecco perché io trovo ingeneroso e anche scorretto oggi prendersela con i siciliani che qualcuno accusa di essersi svegliati dal torpore dopo aver sostenuto per anni i partiti e i governi della mafia. Ieri sulla mia pagina di Facebook scrivevo: “dov’erano quelli dei forconi quando in cabina elettorale gl’indignatissimi siciliani mettevano la croce sul partito di totò vasa vasa (cuffaro) e facevano vincere 61 a zero forza italia?”

Oggi lo so, me lo sono ricordato: erano nello stesso posto in cui stavano ad esempio i milanesi durante la fulgida era di craxi & co. Quando per decenni hanno permesso ad un ladro, ad un corrotto, morto da latitante in terra straniera, di mettere le mani sulla loro città fino a quando non è arrivato il messia Pisapia. La Milano che ha votato Pisapia e ha cantato e ballato nelle piazze festeggiando la ‘liberazione’ della capitale “morale” del  nord non è forse la stessa che ci ha dato 40 anni di craxi e berlusconi lasciandoli poi in eredità a tutto il paese coi risultati che sappiamo? quella “da bere” ma quella dove soprattutto si è mangiato molto e dove  si continua ancora a farlo oggi? sì? e allora, di che parliamo?

Poi, possiamo discutere tutta la vita se i modi di quella protesta sono giusti, se si possono tollerare intimidazioni e violenze in una società che vuole essere definita CIVILE.