11 settembre

        Sottotitolo: L’11 settembre è bene ricordare i morti. I morti del Cile e i morti Americani per me sono uguali: innocenti uccisi dallo stesso (stato) assassino. [Rita Pani]

Ad undici anni dall’attentato alle Torri, nonostante e malgrado il notevole dispendio di energie americano che ha coinvolto mezzo mondo [perché l’America è come una bella donna, è difficile dirle di no, per certuni proprio impossibile] nella distribuzione forsennata di democrazia sparata con le bombe e i cannoni [per fare prima, s’intende] in giro per il pianeta, possiamo ben dire che il mondo è perfino peggiorato. E non era un’impresa facile da compiere.

C’è voluto molto impegno e molti soldi. Un lavorone, insomma. Anzi, una missione di pace.

 In questo undici settembre si ricordino i 2.974 morti nelle Twin Towers e i 40.018 ammazzati durante il colpo di stato avvenuto in Cile nel 1973.

Quanto ai crimini perpetrati nel mondo dagli USA, non basterebbe l’intero calendario per una conta dei morti. 

Piccola nota a margine, giusto per divagare un po’ sul fatto che il potere alle donne è meglio.

La Condol(c)eeza [Rice] fu la prima responsabile dell’autorizzazione alle torture inflitte dalla Cia e la promotrice di quella che viene definita waterboarding, ovvero l’annegamento ‘simulato’.

“Nel luglio del 2002 la Rice approvò verbalmente la richiesta della Cia di utilizzare la tecnica del waterboarding (annegamento simulato) sul presunto terrorista di al Qaida Abu Zubaydah. Pochi giorni dopo, il Dipartimento di Giustizia approvò l’utilizzo di questa tecnica, come riportano i memo segreti che solo in seguito vennero divulgati dall’amministrazione di Obama” . Per dire.

Ricordiamo inoltre che Bush (l’alcoolizzato junior) gli italiani non li avrebbe nemmeno voluti, ma berlusconi glieli consegnò sul vassoio d’argento, compresa quindi la carneficina successiva, ovvero la cinquantina di morti di pace italiani.

11 settembre, gli Usa undici anni dopo gli attacchi sono ancora in guerra

L’ex presidente Jimmy Carter ha definito “vergognosa” le politiche antiterrorismo successive agli attacchi del 2001: “Violano almeno 10 dei 30 articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani”. Guantanamo ospita ancora 168 sospetti. E in Utah si sta costruendo il più grande centro di spionaggio del mondo.