Benedette raccomandazioni

Sottotitolo:   Zapatero, in occasione di una visita del papa in Spagna si limitò ad andarlo ad accogliere in aereoporto così come si fa per TUTTI i capi di stato stranieri che vanno a far visita in terre straniere ma poi NON partecipò alla messa del papa.

E mi pare che non partì nessun anatema contro un presidente laico di un paese dove le leggi a tutela dei cittadini, dei loro diritti e dell’uguaglianza le ha fatte anche un governaccio di destra come quello di Aznar.

Qui da noi no, è diverso,  perché  nel dibattito politico gli orientamenti religiosi di chi è chiamato a rappresentare una parte di cittadini non dovrebbero entrarci niente, nemmeno essere menzionati. Qui invece siamo ancora al voto secondo coscienza, ma cosa c’entra la coscienza che è una cosa personale con decisioni che poi riguarderanno anche altri tipi di coscienze? la coscienza la puoi ascoltare per i fatti tuoi, non certo per i miei.

Bertinotti  qualche anno fa ha tenuto a farci sapere del suo pellegrinaggio dai frati sul Monte Athos in Grecia e tutti i politici italiani di TUTTI gli schieramenti sono sempre in prima fila ad ascoltare il papa.

E lo ascoltano anche molto bene, a quanto pare.

In ogni caso,  bisogna rassicurare la chiesa:  anche noi laici,  agnostici e atei  progressisti difendiamo le coppie etero a spada tratta e ci batteremo sempre affinché non vengano discriminate, con la stessa forza con cui oggi difendiamo quelle omosessuali e chiunque scelga di vivere la sua vita liberamente nel modo che preferisce.

Per quanto riguarda il fine vita, i cattolici stiano tranquilli: potranno sempre scegliere il sondino.

Benedetto XVI ai partiti cattolici: “non cedete su eutanasia e aborto, tutelate il matrimonio uomo – donna”.

Premesso che trovare un partito formato da laici in Italia è praticamente impossibile e quindi par di capire che il papa si sia rivolto un po’ a tutti, in secondo luogo, sempre in virtù della famosa morale oscillante e ondivaga della gerarchia cattolica, della sua disgustosa ipocrisia [ché non sia mai venga a mancare il sostegno economico della politica TUTTA al vaticano],  su tutto il resto si può derogare. 

Sulla mafia, la corruzione, le ruberie, affrontate solo di striscio senza naturalmente fare mai riferimenti precisi, giudicando [ma severamente eh?] “chi sta in alto”,  sui furti di denaro pubblico che Bagnasco chiama semplicemente  “sprechi”.
Insomma il trend della chiesa è sempre quello, sulle cose veramente importanti, tipo intervenire sui VERI mali della politica che sono appunto la connivenza con le mafie, la corruzione e i furti di soldi che dovrebbero essere destinati al bene comune e non, per esempio all’acquisto di vino per 4.500 euro a scopo benefico [da quando la beneficenza si fa coi soldi degli altri?] mai e dico mai un vera condanna. 
Sui temi che invece riguardano la vita personale dei cittadini onesti le loro eminenze e santità non mancano mai di dire come la pensano e ciò che la politica dovrebbe fare e purtroppo molto spesso fa ma soprattutto NON FA per non aprire un conflitto con la chiesa:  è meglio far imbestialire i cittadini e parlare poi dei pericoli del populismo.
Quindi oggi più che mai sono convinta che il problema non sono la chiesa, il vaticano, le eminenze né il papa ma la politica, perché la chiesa fa il suo e lo fa purtroppo nel modo che sappiamo da più di duemila anni, è la politica che non fa lo stesso: NON FA IL SUO. 
Per motivi che nulla c’entrano col benessere dei cittadini ma i suoi di sopravvivenza.
Per non perdere i voti dei cosiddetti cattolici integralisti che però in questo paese stanno dimostrando di essere sempre meno. 
Per fortuna in Italia i cattolici non sono tutti come giovanardi, roccella e la binetti.
L’ordine sociale che piacerebbe al vaticano è quello dei tutti al loro posto: le donne con gli uomini, i malati terminali e che non possono mai guarire  a soffrire anche 17 lunghi anni in un letto d’ospedale come la povera Eluana, le donne a partorire bambini anche in situazioni estreme, di difficoltà,  che non sarà poi il vaticano a risolvere  e i gay, che lo dico a fare, direttamente all’inferno senza passare dal via. 
L’ordine sociale è una roba fascista, pensare che a regolare gli ambiti della società e quindi anche della famiglia debbano essere certe volontà impostate sul moralismo e l’ipocrisia o peggio ancora su quel comune sentire che è lo stesso che mandò Cristo sulla croce salvando i ladroni [come succede più o meno ancora adesso] fa parte di un progetto criminale che mina e anche in modo serio la libertà di tutti, anche dei cattolici.
Continuare a pensare che la colpa sia del vaticano disorienta, la colpa non è delle eminenze che s’impicciano ma di chi poi fa di quelle ingerenze leggi dello stato, o per meglio dire NON le fa per aver ascoltato quelle ingerenze e non le esigenze e le istanze dei cittadini.
Questo è il prezzo che annualmente paghiamo al vaticano, in cambio della sua interferenza riguardante il matrimonio, i rapporti sessuali, la contraccezione, il divorzio, l’aborto, l’uso delle cellule staminali, gli orientamenti politici,  sessuali e molto, troppo altro.

Demo_Crazia

 

 

 

Preambolo: L’italiota è piccino, si nutre di cose semplici.
Sempre disposto a denunciare il vicino di casa se il suo cane gli piscia lo zerbino ma davanti alle cose di cui si dovrebbe preoccupare non si pronuncia, non le vede, non ci fa caso.

Non le capisce.

Pertini non ha mai sbagliato una dichiarazione, da Presidente della Repubblica, non c’è stata una sola volta in cui abbia detto qualcosa da criticare, da cui prendere le distanze, della quale vergognarsi per lui.
Se Napolitano avesse esternato con la stessa veemenza (viva & vibrante) mentre berlusconi sfasciava e demoliva lo stato sociale, la giustizia e anche e solo un’idea di etica e moralità, di democrazia,  tanto quanto lo sta facendo in questo ultimo periodo per sostenere l’insostenibile ora probabilmente sarebbe più credibile.

Il Contropelo di Massimo Rocca per Radio Capital

Io la storia che il 25 aprile dovrebbe essere una festa condivisa non sono mai riuscito a capirla. Capisco benissimo perché quelli che appendono i manifesti delle brigate nere e dei torturatori non la condividano. E’ la festa della loro sconfitta. E’ come se un Borbone di Francia ballasse la carmagnola il 14 luglio. E’ come se le SS, superstiti o di complemento, festeggiassero il giorno della sentenza di Norimberga. O come se nel sud degli Stati Uniti il ku klux klan festeggiasse suonando dixie e con i cappucci bianchi sulla testa l’anniversario di Appomatox. Ben che vada dovrebbero stare zitti a rosicare, come si dice nella capitale.
Invece quello che abbiamo lentamente progressivamente fatto a furia di moniti a condividere, cioè in sostanza a dire va beh eravate pure voi giovani e belli, magari solo un po’ pirla, è stata la colossale mistificazione di un avvenimento che fu profondamente, eternamente, divisivo. Proprio una di quelle divisioni, così rare nella nostra storia collosa, che altrove fondano gli stati e le democrazie.

Su una cosa però Napolitano ha ragione: i partiti, servono.
Quello che non serve, anzi è proprio dannosa, è tutta l’accozzaglia partitica presente nella politica italiana, o, per meglio dire a qualcosa serve, a sperperare more solito i soldi di tutti, a creare nepotismi e clientelismi, cricche e sottocricche, tutto quel mare magnum di porcherie nel quale questo paese annega ogni giorno di più; tutte cose che invece è indispensabile eliminare dal panorama italiano non solo politico, visto che poi il danno come abbiamo potuto imparare ma più che altro subìre  si spalma anche in altri settori del paese quali imprese, industrie eccetera, dunque inevitabilmente anche sulla vita di tutti noi.

Qui chiunque si sveglia al mattino con l’idea di fondare un partito con lo stesso spirito col quale decide la località delle sue vacanze o l’acquisto dell’automobile nuova lo può fare, e questo con la democrazia non c’entra niente, anzi è proprio l’antitesi dell’idea essenziale della democrazia.

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