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Rosy e Angelino oggi sposi

Bersani contro Alfano: “Coppie gay da tutelare”

Che tristezza può essere svilire la Costituzione che, all’articolo 29 parla sì di matrimonio ma non specifica affatto quale deve essere il sesso dei coniugi? e quanto aumentano la tristezza, lo sconforto e la consapevolezza che questo non sarà mai un paese appena appena normale  se a farlo è un politico che dovrebbe rappresentare le istanze della parte progressista del paese?  le opinioni personali non devono né possono essere imposte come legge, la Bindi,  Alfano e tutta l’orrenda compagnia degl’ipocriti baciapile di stato e di governo pensassero dunque quello che vogliono ma senza pretendere che il loro sentire diventi poi una legge dello stato che è di tutti, dunque anche degli omosessuali.

Il problema della legge sulle coppie miste, omosessuali  e di fatto, che può significare anche due parenti costretti  o che scelgono di voler vivere sotto lo stesso tetto come ad esempio zii e nipoti, fratelli e sorelle, eccetera va risolto.

Questa è una legge che serve perché renderebbe questo un paese più civile. E non sono affatto d’accordo che questi non siano argomenti,  perché alla fine, in questo paese fatto perlopiù di gente piccina gli argomenti invece sono proprio questi. E a me non piace affatto l’idea che un politico che si dichiara  di sinistra sugli argomenti etici la pensi come uno di destra, la peggiore, peraltro.

La verità è che non è la definizione il problema, il come chiamare queste unioni, il dramma è che questa legge in Italia non la farebbe nemmeno un governo di sinistra, mentre nelle democrazie moderne l’hanno fatta  i governi di destra, vedi Aznar in Spagna.

La priorità? chiediamolo a chi aspetta di regolarizzare la sua unione magari per avere la tranquillità che i suoi beni vengano affidati a persone scelte, guardiamo lo schifo che sta succedendo con l’eredità di Dalla. E in precedenza c’era stato il caso di Patroni Griffi costretto ad adottare il suo compagno: un delirio subumano in un paese che vuole definirsi civile e democratico.

Una legge semplicemente civile sui diritti degli omosessuali non costa impegno né troppe energie, basterebbe copiarne una a caso fra quelle che tutta l’Europa ha meno, naturalmente, Grecia e Italia che ci tengono a confermarsi ultime della classe in tutto e per tutto,  e non impedirebbe nel frattempo di potersi occupare di risolvere gli altri problemi.

Io non cado nel tranello del benaltrismo, del “con tutti i problemi che ci sono”, perché anche questo è un problema, eccome se lo è. Purtroppo però è un problema che non tutti vivono sulla loro pelle di emarginati e discriminati, ecco perché non se ne capisce l’importanza.

Anche il fatto che in questo paese non si inaspriscano le leggi per punire chi discrimina, maltratta, uccide sulla base dell’odio razziale, dell’omofobia la dice lunga sulla volontà dei governi di tutti i colori di tutelare davvero le minoranze.

 Cosa che invece si fa in tutti i paesi normalmente civili.

Ipocriti del cazzo

Il compagno e il velo dell’ipocrisia – Michele Serra, Repubblica

Sottotitolo: Un giorno, forse, la morte prenderà meglio la mira. Ci lascerà ciò che è utile anche solo per un sorriso, e si porterà via la spazzatura. Non si può fingere di essere stupiti per la chiesa ipocrita. Sarebbe come far finta che un tizio come berlusconi è onesto o come se domani – cazzo – ohhhh … la mafia esiste! Peggio ancora sarebbe far finta che non sia un problema, in Italia, essere gay o negri, ebrei o mussulmani. Il tempo in cui saremo ugualmente diversi, noi non lo conosceremo, ma visto che abbiamo la fortuna di dichiararci, ugualmente diversi, insegniamo ad esserlo anche a chi verrà.(Rita Pani)

La crociata contro il piacere – Cronache Laiche

[La repressione o la limitazione della sessualità con divieti, tabù e leggi anche molto severe non è prerogativa esclusiva del cattolicesimo. Sua caratteristica è però il disprezzo della sessualità e del piacere, ritenuti di per sé peccaminosi.
Chi sta bene non ha bisogno di padroni.]

I gusti sessuali di Dalla avrebbero dovuto essere l’ultimo pensiero di e per tutti.
E’ – casomai – certa ipocrisia disgustosa a fare la differenza. Un’ipocrisia alla quale gli italiani si sono facilmente abituati trasformandola in un sentire comune di cui, per il bene di una civile e rispettosa convivenza che dovrebbe prescindere dagli orientamenti sessuali di chiunque,  si farebbe volentieri a meno.
Chi crede in quel Dio buono e giusto come ce lo disegnano da duemila anni,
creato dagli uomini al solo scopo di far credere ai propri simili che la vera vita non sia questa che si vive in carne ed ossa ma l’altra, quella cosiddetta “eterna”, sa che lui non praticherebbe mai la teoria dei figli e dei figliastri.
Questo lo fanno i suoi uomini, i suoi referenti sulla terra e ogni giorno non
perdono l’occasione per dimostrarlo “contestualizzando” qua e la come più conviene.
Ma la colpa non è esclusivamente della chiesa: la responsabilità maggiore in questo paese ce l’ha prima di tutti e di tutto la politica che, a destra come a sinistra, si è sempre inchinata ai desiderata di papi, vescovi e cardinali al solo scopo di raccattare qualche voto in più, e ce l’ha la gente di questo paese, perché non è mica colpa della chiesa se gli italiani non hanno mai maturato un pensiero forte per contrastare ad esempio l’omofobia.

Non è mica colpa della chiesa se tutti i giornali tranne La Stampa raccontando la morte e  i funerali di Dalla non hanno mai scritto, a precedere il nome della persona che era vicino a lui non da semplice amico, la parola “compagno”.
Non è colpa della chiesa se in questo paese i diritti degli omosessuali non vengono considerati tali quanto quelli di chi omosessuale non è o semplicemente non dice di esserlo.
Non è colpa della chiesa se basta pagare per essere considerati degni di partecipare a quella mensa anche quando le referenze non sono come dire? secondo i dettami di santa madre (di chi?) chiesa,  quelle giuste.
C’è stato chi, da fervente credente è rimasto in una bara sul sagrato antistante ad una chiesa e non è stato fatto entrare, ci sono stati i tre vescovi che hanno officiato il funerale di un dittatore sanguinario.
Questo e molto altro chiuso in quella cornice di disgustosa ipocrisia che è il pensiero cattolico circa l’omosessualità che però, se non fosse stato e non fosse ampiamente condiviso anche dalla gente avrebbe perso molta della sua “autorevolezza”.
Se questo non succede non è colpa della chiesa.

Non si manca di rispetto a nessuno se si dice e si scrive  che essere gay in Italia, e dirlo, impedisce di vivere serenamente la propria vita.

Altrimenti non ci sarebbe un sacco di gente che è costretta a nascondere di esserlo e non sempre e solo per questioni di riservatezza.

E questo è un fatto politico, non di opinione.
Giuseppe Patroni Griffi fu costretto ad adottare da figlio
l’uomo che invece era stato il suo compagno: una follia, un delirio subumano.
C’è gente che  pur dovendo rispettare e sottostare a tutti i doveri si vede
negare diritti normalissimi che dovrebbero essere uguali per tutti.
E non può essere.
Io spero, invece, che di questo se ne parli sempre e
molto.
Monicelli non aveva mai manifestato pubblicamente il desiderio di togliersi la vita, il suo gesto estremo ha però permesso che si tornasse a parlare del diritto a scegliersi una fine dignitosa.

E in questo paese non possiamo permetterci il lusso di abbassare la guardia su nulla, in fatto di diritti negati.
Non tutti per fortuna parlano o scrivono per morbosità e voyeurismo, c’è anche chi lo fa, giustamente, per non spegnere mai la luce sulla questione dei diritti negati.

Se questo fosse un paese normale non ci sarebbe nessun bisogno di discutere di certi argomenti. Così come si accetta che una persona può nascere bionda o bruna, con gli occhi verdi o castani, oppure che preferisca nutrirsi di carne invece che di pesce bisognerebbe ACCOGLIERE anche il fatto che da che mondo è mondo l’omosessualità esiste così come il suo contrario, e che l’anormalità e la normalità sulla questione dell’orientamento sessuale della gente risiede solo nella testa bacata di chi pensa che questo renda una persona diversa dalle altre e quindi più o meno meritevole di veder rispettati  i suoi diritti di scegliersi la propria serenità nel modo che vuole, quando questo non nuoce né invade la vita del suo prossimo.
Nel terzo millennio siamo ancora qui, ostaggi di una  politica cialtrona  prim’ancora che di una chiesa invadente sì oltremodo ma che se non trovasse sponda fra la gente si prenderebbe solo le pernacchie che si merita. Tutto questo è assurdo e surreale.