Fuori lo stato dalla chiesa

 Sottotitolo: in un mondo normale il vaticano sarebbe itinerante, periodicamente dovrebbe andare ad “arricchire” anche altri stati, far provare un po’ a tutti la gioia di essere monitorati dall’occhio di Dio. I Francesi sono stati lungimiranti, hanno capito subito qual era il problema e lo hanno risolto: alla radice.

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Omofobia: Gaynet, grave sospensione campagna contro bullismo nelle scuole

Roma, 27 mar. (Adnkronos) – ”E’ un vero e proprio atto di viltà la sospensione della campagna contro il bullismo omofobico nelle scuole da parte del Ministero della Pubblica Istruzione dopo gli ordini di servizio del cardinale Bagnasco, presidente della Cei. Si infrange così in modo clamoroso la presunta volontà di fare passi avanti sui diritti civili così pomposamente promessi dal Governo (“altri hanno detto noi facciamo”). Basta infatti lo stormir di fronda di un sottosegretario ciellino qualsiasi o del capo dei vescovi italiani che si fa subito una clamorosa marcia indietro”. Lo sottolinea in una nota Franco Grillini, presidente di Gaynet Italia.

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Chissà come mai Renzi non è andato da Bagnasco a dirgli “ascoltiamo tutti, ma decidiamo noi” così come aveva fatto con Confindustria e i sindacati. Quelle di Bagnasco non sono opinioni, sono state precise richieste a cui questo governo si è inchinato come hanno fatto sempre tutti i governi di tutti i colori. 
Io mi sento violentata da questa politica, perché la scuola pubblica la pago anch’io con le mie tasse, e la scuola pubblica ha come primo dovere quello di istruire, non di orientare i bambini e gli adolescenti verso quei modelli sociali che impone la politica quando, praticamente sempre, si fa condizionare dalla chiesa.
La chiesa non potrà mai uscire dalla scuola pubblica finché non sarà lo stato ad uscire dalla chiesa.
L’Italia è l’unico paese al mondo che mantiene un altro stato, il quale, invece di essere riconoscente impone le sue usanze, leggi e regole a noi che ospitiamo questi abusivi, negazionisti della civiltà grazie ad una politica che non sa dire a questa gente: “ascoltiamo tutti ma poi facciamo noi”.   

Bagnasco e la politica hanno messo in minoranza il papa che ha detto altre cose. Ipocritamente o meno però le ha dette. Mentre Bagnasco preferisce, anzi ordina, e la politica esegue, che i più giovani continuino a crescere secondo la cultura dell’intolleranza che diventa violenza, quando emargina, diventa squadrismo fascista che picchia il diverso per colore della pelle, orientamento sessuale, quando considera contronatura quello che invece, e a pieno titolo,  fa parte della natura da che esiste come l’omosessualità. Non vuole che le nuove generazioni vengano educate alla cultura del rispetto, del riconoscimento di tutte le diversità, e la politica si adegua rinnegando quella Costituzione su cui giura quando dice  di mettersi al servizio dello stato, di questo stato, non dell’altro.  La scuola pubblica deve istruire non solo per quanto riguarda le materie scolastiche ma anche nel rispetto dei principi costituzionali, non certo di quelli a cui s’ispirano Bagnasco &Co.
E se ci sono dei genitori imbecilli: e purtroppo ci sono, che diseducano i figli al razzismo, all’omofobia e al non rispetto degli altri, quale che sia il loro colore della pelle ed orientamento sessuale la scuola deve intervenire insegnando che non bisogna essere razzisti né omofobi.
E ci mancherebbe altro che non lo facesse.
Ecco come bisognerebbe rispondere a Bagnasco, purtroppo però qui non lo farebbe nemmeno il grande narratore, l’affabulatore de’ sinistra, quello che si porta il cardinale nel taschino.

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Sull’omofobia il ministero sceglie la linea di Bagnasco (Valerio Cattano)

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Fuori la Chiesa dalla scuola pubblica – Eretica, Il Fatto Quotidiano

Leggo che il cardinale Angelo Bagnasco, pur non essendo membro del governo italiano, suggerisce al ministro dell’Istruzione di evitare la diffusione dei libretti “Educare alla diversità a scuola” destinati alle scuole primarie e secondarie di secondo grado. Trovo che le ragioni espresse dal cardinale rispondano a mio avviso a un rovesciamento della realtà. E vi spiego perché. 

 La scuola non contemplava alcun modello di vita differente. Si propagandava a tutte le ore la dipendenza economica delle donne, l’impiego dei corpi femminili per la riproduzione e la cura, quello dei corpi maschili per il profitto e poi si spacciava come unica idea di mondo possibile la cultura etero/patriarcale. Disertare quei ruoli di genere imposti era causa di forti pressioni normative da parte di chi, dall’alto, calava sulle nostre vite una propria convinzione morale. Accanto alle pressioni normative erano frequenti anche la costante demonizzazione e delegittimazione di qualunque scelta differente.Anni fa, quando occupavo un banco alle scuole elementari, ricordo che per prima cosa bisognava onorare il crocifisso e fare una preghiera. Seguivano le lezioni e sui libri di scuola si apprendeva che la famiglia era sempre composta da uomo, donna e figli. Lui tornava a casa stanco dalla guerra o dal lavoro e lei a fare la mamma e la casalinga. Se si parlava di donne a svolgere lavori retribuiti comunque ci si riferiva sempre a funzioni compatibili con il ruolo di cura, perciò sarebbero state felici di fare le maestre, le infermiere, le allevatrici di figli altrui. Conclusa la lezione si recitava ancora una preghiera e così, noi bimbe, crescevamo nella convinzione che da grandi avremmo dovuto essere mogli e madri, con mariti lavoratori addestrati a fare sacrifici per la patria, mantenere la famiglia e a dare ai figli giusto un bacio della buonanotte.

La donna che voleva studiare, lavorare e mantenersi da sola veniva descritta con disprezzo come “donna in carriera”, dunque egoista, priva di amore per la famiglia e anormale per la sua richiesta di asili, servizi e collaborazione nel ruolo genitoriale. L’uomo che disertava quello schema familiare, colui il quale voleva essere un genitore più presente o colui il quale dichiarava di essere gay veniva trattato – e lo è ancora – come fosse un’anomalia, un essere contagioso, malato, destinato ad un girone rieducativo nel quale qualcuno gli avrebbe fatto intendere quanto fosse sbagliato non somigliare alle figurine stampate sui nostri antichi libri di scuola. 

In realtà l’idea di “instillare” in maniera ideologica una maniera di vivere il proprio sesso viene applicata sin dalla nascita. Basti vedere come negli ospedali sono orientati a mutilare chirurgicamente i corpi di bambini intersex convertendoli in quello che la mentalità comune trova più “normale”. Sui corpi, il genere imposto e la sessualità dei bambini poi si interviene in maniera sistematica stabilendo che se hai una vagina sei femmina e dovrai comportarti da femmina, se hai un pene sei un maschio con tutto quel che ne consegue. Di naturalizzazione della differenza in naturalizzazione della differenza l’idea imposta è diventata una certezza. Abbondano, ancora, purtroppo, studi che stabiliscono come naturalmente l’uomo possa fare meglio questo e quello e la donna invece abbia capacità d’altro tipo.

C’è perfino un particolare femminismo che sposa e ribadisce, senza scardinare e sovvertire i lsessismo in esse contenuto, queste teorie parecchio datate e stabilisce che giusto quella differenza “naturale” tra i sessi sarebbe origine di straordinaria magnificenza delle donne. Il nostro cervello funziona meglio, noi siamo fantastiche creature, empatiche, dedite alla cura, materne, sicché possiamo governare meglio, decidere perfettamente e dunque da lì alle quote rosa il passo è breve. Stessa teoria sessista vuole che gli uomini siano per natura violenti, guerrafondai, sporchi, brutti e cattivi, perciò non in grado, ad esempio, di sostenere la genitorialità, da single o separati, in maniera emotivamente e concretamente paritaria a quella materna. Così se a decidere per gli F35 è un ministro uomo o una ministra della difesa donna cambierebbe tutto. Se a cambiare un pannolino è un uomo o una donna ci sarebbe una grande differenza.

Il pregiudizio derivante da qualunque teoria autoritaria normativa sui generi è certamentefonte di discriminazioni e anche di bullismo. Lo è di crudeltà indicibili nei confronti dei bambini. Lo so perché sono una genitor(A) e ho trovato, ahimè, che dopo un tot di anni i libri a scuola non erano cambiati, il crocifisso stava sempre lì e a nulla serviva dire che in quella classe c’erano bambini di varie religioni che meritavano tutti eguale rispetto così come rispetto meritavano quei figli che a scuola non dovevano sentirsi discriminati perché il nucleo familiare di riferimento non somigliava ancora a quello della grotta a Betlemme. 

Con tutto il rispetto per chi è credente e – se tanto può servire – confidandovi che a scuola recitai perfino con curiosità il ruolo di Maria, davvero non è più tempo. Non lo è più. Non è tempo di ingenerare diffidenza verso chi è diverso come se fosse fonte di distruzione e male. Se i genitori sono omosessuali non crolla il mondo e invece l’unico male che deriva a quei bambini è l’omofobia che li rende vulnerabili ai dispetti e alle violenze di grandi e piccini. Ed è questa la vera dittatura con la quale abbiamo a che fare, perché qualunque convinzione non può essere imposta dall’alto e se in una scuola arriva qualcuno a dire che il mondo è anche un po’ differente, chi registra questa cosa come fosse un attentato alla morale e parla di libertà di educazione da parte dei genitori dovrà fare i conti con quei tanti genitori, oramai, sempre più visibili che devono essere trattati con rispetto e senza alcun timore.

Le scuole, per l’appunto, non sono campi di rieducazione e indottrinamento. Sono luoghi pubblici pagati con le tasse di chiunque. Sono luoghi in cui ancora, purtroppo, non abbiamo un’educazione sessuale che insegni il rispetto per tutti i generi e a vivere la sessualità in modo bello, consapevole, senza rischi di gravidanze indesiderate e contagio di malattie sessualmente trasmissibili.  Chi vuole una scuola cattolica la frequenti senza pretendere che quella scuola debba finanziarla anch’io. Ma la scuola pubblica deve essere il luogo tollerante, pluralista, in cui le tante culture esistenti devono essere parte dell’istruzione per ciascuno. Perché i bambini si sentano pienamente accettati qualunque sia la loro etnia, cultura, religione, famiglia di provenienza. Perché una società evoluta non può ancora immaginare di creare barriere di genere tra persone che dovranno avere, sempre, eguali diritti e doveri, con tutto ciò che questo comporta. 

I diritti di chi?

L’omofobia è un crimine contro l’umanità.
In Russia essere gay, lesbiche e trans significa rischiare la vita come nei peggiori paesi integralisti islamici. Dice “ma questo è sport”. Io dico che la comunità internazionale dovrebbe smetterla di ignorare il non rispetto dei diritti umani per convenienze economiche, politiche e concedere a paesi come la Russia la possibilità di ospitare un evento sportivo come le Olimpiadi, pensate e realizzate in tempi molto antichi per onorare la pace. E non c’è pace in un paese dove si fa una legge che paragona lesbiche e omosessuali a dei criminali.

Sochi 2014, diritti lgbt su montagne russe
Onu: “Attacchi ai gay, il mondo si sollevi”
Letta: “Vado per riaffermare ruolo Italia”

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Letta che va a Sochi per “riaffermare il ruolo dell’Italia nell’estensione dei diritti” perché non s’impegna col suo partito, che si vocifera sia addirittura di centrosinistra, ad estenderli anche qui? Di che si va a vantare Enrico Letta, che in una democrazia occidentale nemmeno i governi di centrosinistra sono riusciti a fare uno straccio di legge decente che tuteli i diritti degli omosessuali? E che la politica, al contrario, ne abbia pensata un’altra che tutela invece il diritto ai giovanardi di Italia di offendere i gay senza che questo costituisca un reato? Cosa va a riaffermare Letta, la sudditanza al vaticano che impedisce a questo paese di essere civile davvero? quali cazzo di diritti va a riaffermare Letta, quelli che non abbiamo neanche qui?

Vergogna.

Gli uomini fanno fatica…[il discorso di Luciana Littizzetto a Sanremo]

Secondo me, uno dei momenti più belli di questo festival.

 

Gli uomini fanno fatica a dire ti amo.

Lo dicono solo in caso di estrema necessità, tipo quando proprio non ne possono fare a meno, sennò dicono dei surrogati. 

Dei derivati del ti amo. Che fanno danni come i derivati delle banche. Dite delle cose tipo: sei molto importante per me. E cosa vuol dire molto importante? Anche non pestare una cacca di cane prima di portare le scarpe al calzolaio è molto importante, ma non è mica la stessa cosa che dire ti amo. Dite cose tipo: Mi fai stare bene. Ma mi fai stare bene lascialo dire a Biagio Antonacci. Dillo al tuo medico Shiatzu quando ti schiaccia i piedi per metterti a posto la cervicale. Oppure sprecate quelle parole tipo tesoro, meraviglia, splendore. Ma splendore cosa? Guardami. Splendo? Non sono mica una plafoniera? Ma dite ti amo, pezzi di cretini! Se la prima volta vi vergognate mettete la testa nel sacchetto del pane?! Dite “ti amo” mentre vi lavate i denti? Sglrlb? Va bene anche quello. Poi al limite cambiate idea. Dire una volta ti amo non crea né impotenza né assuefazione.
Poi il bello è che non capite nulla anche quando siamo noi a dirvi parole d’amore. Se vi diciamo cose romantiche tipo: Amore, guarda che luna.. voi rispondete: Minchia l’una? Pensavo fossero le undici. Andiamo che mi è scaduto il parcheggio. Ma noi vi amiamo lo stesso. Cosi come siete. Vi amiamo anche quando…vi vantate di aver scritto il vostro nome facendo pipì sulla neve, amiamo i vostri piedi anche se sono armi di distruzione di massa, vi amiamo anche se di notte russate che ci sembra di dormire ai piedi dello Stromboli, vi amiamo anche se per trovarvi per casa basta seguire le tracce come per gli animali servatici, giacca, camicia, canotta, tutto lasciato per terra finché sul divano non trovi un tizio con la felpa della Sampdoria che gioca alla Playstation, vi amiamo quando per fare un caffè ne spargete un quarto sul tappetino e due quarti sul gas. E poi dite che viene leggero.
Vi amiamo quando avvitate la caffettiera fino allo spasimo che per aprirla dobbiamo chiamare i pompieri, e poi non chiudete i barattoli, appoggiate solo il coperchio sopra cosi appena lo prendi sbadabam cade tutto. Vi amiamo quando sparecchiate la tavola con la tecnica del discobolo, mettendo in frigo la pentola della minestra che poggia su due mandarini. Vi amiamo quando a Natale scavate il panettone con le dita, quando per farvi un caffè sporcate la cucina che neanche 10 Benedette Parodi.. e pure quando per farvi la doccia allagate il bagno e lasciate la malloppa di peli nello scarico, che sembra di stare insieme a un setter irlandese! Vi amiamo quando diciamo voglio un figlio da te e voi rispondete “Magari un cane” e noi vorremmo abbandonare VOI in autostrada non il cane. Vi amiamo quando andate a lavare la macchina e ci chiudete dentro coi finestrini aperti, vi amiamo quando fate quelle battute tipo prima di fidanzarti guarda la madre, perché la figlia diventerà cosi, Voi no. Voi spesso siete pirla fin da subito. Vi amiamo quando mettete nella lavastoviglie i coltelli di punta, che quando noi la svuotiamo ci scarnifichiamo, e quando invece di sostituire il rotolo finito della carta igienica usate il tubetto di cartone grigio come cannocchiale.
E’ per amore vostro che facciamo finta di addormentarci abbracciati anche se dormire sul vostro omero ci dà un po’ la sensazione di appoggiare la mandibola su un ramo secco di castagno, e vi amiamo anche se considerate come dogma assoluto che l’arrosto della mamma è più buono di quello che facciamo noi. Il creatore non ha detto: E la suocera fece l’arrosto fatelo sempre cosi in memoria di me.
Insomma, noi vi amiamo anche quando date il peggio, vi amiamo nella buona ma soprattutto nella schifosa sorte. Vi amiamo perché amiamo l’amore che è un apostrofo rosa tra le parole: E’ irrecuperabile.. ma quasi quasi me lo tengo.
Perché san valentino è la festa dell’amore, declinato in tutte le sue forme.

L’amore delle persone che si amano. Anche delle donne che amano le donne e degli uomini che amano gli uomini.

MA CHE CI INTERESSA QUELLO CHE FANNO A LETTO? L’IMPORTANTE E’ CHE LE PERSONE SI VOGLIANO BENE. SOLO QUESTO CONTA.
Pensa che bello sarebbe vivere in un paese dove tutti i diritti fossero riconosciuti. Ma non solo i diritti dei soldi. Quelli dell’anima. Quelli che mi dicono che posso vegliare la persona che ho amato per anni in un letto d’ospedale senza nessuno che mi cacci via perché non siamo parenti. E poi vorremmo un san Valentino dove nessun uomo per farci i complimenti dicesse che siamo donne con le palle. Dirci che siamo donne con le palle non è un complimento. Non le vogliamo. Abbiamo già le tette. Tra l’altro sono due e sferiche anche quelle. Vogliamo solo rispetto. In Italia in media ogni due o tre giorni un uomo uccide una donna, compagna, figlia, amante, sorella, ex.
Magari in famiglia. Perché non è che la famiglia sia sempre, per forza, quel luogo magico in cui tutto è amore.
La uccide perché la considera una sua proprietà. Perché non concepisce che una donna appartenga a se stessa, sia libera di vivere come vuole lei e persino di innamorarsi di un altro.. E noi che siamo ingenue spesso scambiamo tutto per amore, ma l’amore con la violenza e le botte non c’entrano un tubo. L’amore, con gli schiaffi e i pugni c’entra come la libertà con la prigione. Noi a Torino, che risentiamo della nobiltà reale, diciamo che è come passare dal risotto alla merda.
Un uomo che ci mena non ci ama. Mettiamocelo in testa. Salviamolo nell’hard disk. Vogliamo credere che ci ami? Bene.

Allora ci ama MALE.

Non è questo l’amore. Un uomo che ci picchia è uno stronzo. Sempre. E dobbiamo capirlo subito. Al primo schiaffo. Perché tanto arriverà anche il secondo, e poi un terzo e un quarto. L’amore rende felici e riempie il cuore, non rompe costole e non lascia lividi sulla faccia. Pensiamo mica di avere sette vite come i gatti? No. Ne abbiamo una sola. Non buttiamola via.

Luciana Littizzetto

Ancora sui DIRITTI CIVILI

Le nozze gay sono il suicidio dell’Europa?

Contro l’omofobia e la transfobia – Appello ai candidati

L’ex fidanzato storico
di Alfonso Signorini
candidato dal Cavaliere

Sottotitolo: penso che di queste faccende non si parli mai abbastanza.

Per smettere di farlo c’è un unico modo: mettere in pratica, nei fatti, quell’uguaglianza che fino ad ora è rimasta lettera morta su una Costituzione che nessuno rispetta, nemmeno chi lo deve fare per ruolo e mestiere.

Se proprio si vuole insistere nel non voler considerare le persone uguali come Costituzione comanda bisognerebbe rinnovare un po’ il repertorio delle cazzate che si dicono e che si scrivono per negare quel diritto.
Ché quelle solite, sempre le stesse, sono diventate stucchevoli, noiose, insopportabili.

Come lo sono generalmente tutte le falsità e le menzogne. Il diritto che più di tutti gli altri in questo paese viene violentato e disatteso SCIENTEMENTE prim’ancora che quello di formare un nucleo familiare e chissenefrega poi di come lo si vuol chiamare, di poter adottare dei figli agli omosessuali è quello riconosciuto dall’articolo 3 che ORDINA, non chiede se gentilmente si può fare, allo stato e dunque ai governi di trattare TUTTI i cittadini nello stesso modo, dunque non per mezzo di concessioni da feudo medioevale ma in funzione di leggi dello stato.

Premessa:   il matrimonio è un istituto fallimentare che andrebbe abolito per tutti.

Non serve, non cementa di più un bel nulla, è solo un costo, una burocrazia continua per qualsiasi cosa, quando ci si sposa e quando si divorzia, serve solo ad arricchire eserciti di avvocati,  la chiesa che ad ogni cerimonia religiosa mette in cassa altri soldi e altro potere – non solo con  il matrimonio religioso ma anche  con un battesimo imposto quando la persona non è in grado di intendere, di volere, di dire no,  di chiedere di poter scegliere da adulto consapevole se vuole far parte o meno di un club piuttosto che un altro, comunioni e cresime che si fanno fare ai bambini solo perché si fa la festa e si ricevono i regali.

Se due persone vogliono stare insieme non serve l’accordo certificato o ancorché benedetto, e una stretta di mano o un vaffanculo sono molto meno costosi di una pratica legale.

MA il fatto che mentre mezza Europa e un resto del mondo civile abbiano regolato e da tempo la questione delle unioni omosessuali mentre qui, nel nostro bel paese, culla del diritto [che è di tutti e non solo di qualcuno], ci sia una politica miserabile, ipocrita e asservita alla volontà di  divulgatori di menzogne e ignoranza che si domanda ancora se sia il caso di farlo, che nasconde la sua pochezza dietro alibi ridicoli, che dice cose assurde spacciandole per regole costituzionali solo perché non vuole smettere di essere serva di una chiesa oscurantista, retrograda, violenta e malvagia non fa dell’Italia solo un paese molto al di sotto della soglia di una ragionevole civiltà ma lo rende proprio brutto, triste e cattivo.

Non è vero che il paese non è pronto e che la gggente non capirebbe: è la politica, TUTTA, ad essere prona e vigliacca, e niente affatto intenzionata a dare a tutti quei diritti che i politici si sono già presi da un pezzo e da se medesimi. Loro non hanno nessun tipo di problema, per loro i diritti – visto che se li riconoscono da se medesimi – non solo sono riconosciuti e applicati ma addirittura estesi oltre il tollerabile, per la gente comune, le minoranze, non è affatto così, e questo non sarà mai un paese civile finché la politica, per non perdere i voti dei cattolici integralisti, fondamentalisti, ipocriti e cattivi farà quel che vuole la chiesa sulla base non di un sentire cristiano, solidale, altruista come dovrebbe essere ma solo perché alle gerarchie vaticane interessa mantenere e aumentare il potere.

E per mantenere il potere, la Storia insegna, bisogna dividere, si divide incentivando il razzismo, l’omofobia, promuovendo l’idea di persone relegate alla condizione di  categorie – inferiori – e che per questo devono rimanere in una situazione  borderline, non disturbare, non chiedere ma essere obbligate comunque a sottostare a tutti i doveri da cittadini: rispettare la legge, pagare le tasse, e assumersi la responsabilità civile e legale di ogni loro azione. Dunque lo stato per mezzo dei governi si legittima da se medesimo ad ignorare gli omosessuali ma loro non possono né devono, PER LEGGE, ignorare lo stato.

I diritti non sono concessioni, sono – appunto – diritti, che non possono restare appesi ai desiderata e alle ormai quotidiane dichiarazioni delle loro eminenze, né ad una politica che quando non sa che fare si attacca alla famosa teoria del “c’è altro a cui pensare, c’è la crisi”,  parla molto la politica  – soprattutto a vanvera – la crisi è mondiale, eppure, nel frattempo i governi di tanti paesi [dopo Parigi anche Londra dice sì alle nozze gay] non hanno mai perso di vista la regolamentazione del diritto civile, evidentemente pensano – come me –  che chi non capisce che i diritti civili sono la priorità,  perché vanno a toccare spesso questioni anche più importanti di un’economia più forte, non capisce niente,  loro, questi nostri  statisti delle cippe lo sanno e lo capiscono benissimo ma continuano ad ignorare un problema che c’è e che va risolto.

Per non parlare di un “giornalismo”  servo e servile che fa da eco ad ogni sospiro che arriva dagli invasori d’oltretevere. 
Quello che attiene al diritto civile non dovrebbe riguardare chi ha scelto di occuparsi di anime, spiritualità e del trascendentale.

Nei paesi dove le unioni di fatto fra persone dello stesso sesso sono una realtà da molto tempo non mi pare che nessuno sia caduto in quel baratro di cui parlava bagnasco, anzi, a ben vedere, si vive molto meglio che in questo.

Liberté, Égalité, Fraternité [e Laicité]

Sottotitolo: 

Accidenti, se i gay si potranno sposare cadremo nel baratro… per chi è già in fondo a quello della crisi, se ne scaverà uno apposito.
Succederà di tutto, si ammaleranno le radici cristiane dell’occidente, quelle che hanno piantato solo qualche anno fa con tanta amorevole cura.
I preti stessi abbandoneranno la strada della povertà e faranno banche e mercati nel tempio.

Già parlano di una roba che si chiamerà ior o roba del genere.
I politici si daranno alla corruzione e ci sarà persino qualche inquisito in parlamento.
Il tasso demografico calerà fino 1,3 figli per donna e gli asili nido che oggi coprono il 100% dei bambini cominceranno a chiudere, le multinazionali venderanno pannolini a 4 volte il prezzo tedesco [cioè a 8 volte il potere d’acquisto dei tedeschi, che guadagnano il doppio di noi], qualcuno [orrore!)] proporrà persino di dare soldi alle scuole private tagliando le pubbliche.

Insomma di che baratro parlano, ‘sti omofobi?
[Andrea]

Matrimoni gay

“Noi vicini al baratro”

Il presidente della Cei interviene sull’approvazione delle nozze omosessuali in Francia. Ritiene che l’Italia “non deve prendere esempio da queste situazioni che hanno esiti estremamente pericolosi. Non seguiamone le orme”.

Bagnasco: Nella nostra società siamo davanti a “un’inversione per cui la grande capacità di fare – che l’uomo ha assunto grazie alla tecnica – sta diventando la volontà di fare se stesso”. Ma quando l’uomo dal poter fare grazie alla scienza pretende di fare se stesso a piacimento vuol dire che siamo vicino al baratro”.

 

Quindi vale anche per altro? ad esempio quando grazie alla scienza [e non per merito di paternoster e avemarie né tanto meno grazie ad acquesante su cui si è costruito un business miliardario che va ad arricchire, guardaunpo’, proprio il vaticano] si guarisce dalle malattie e quindi l’uomo – ma anche la donna, ve le scordate sempre, vero eminems? buone solo a farsi riempire le pance per garantirvi ancora la possibilità di dire stronzate  a proposito di famiglia “tradizionale”- pretende di fare di se stess* una persona sana anziché malata.

 

 E ancora [a proposito della Francia]: “molti paesi europei hanno varato leggi sbagliate su vita, famiglia, libertà, non crescono in civiltà più umana e solidale, semmai più individualista e più regressiva”.

 

Mai una volta che questi invasori impiccioni dicessero che la colpa delle regressioni e dell’inciviltà è delle guerre, delle violenze, delle discriminazioni, di quei governi e regimi che affamano le popolazioni, che le lasciano morire nell’ignoranza e nelle malattie; effettivamente sarebbe quasi un’ammissione di complicità e connivenza con chi il male lo fa sul serio e questo bagnasco lo sa, quindi meglio prendersela sistematicamente e puntualmente con gli omosessuali, loro, il vero male dell’umanità e stendere un pietoso velo sul resto.

 Se bagnasco dice che “siamo vicini al baratro” significa che  i paesi internazionali ed europei civili, quelli dove i diritti di uguaglianza fra cittadini, fra le persone sono stati resi operativi da un bel po’ indipendentemente da tutto quel che riguarda la loro sfera PRIVATA sono sulla strada giusta.

 Naturalmente non parlo della nostra bella Italia dove la politica di destra, di centro e di centrosinistra si guarda bene dal contraddire i referenti del gran visir della menzogna e lui in persona. E si guarda bene anche dal mettersi in pari coi tanti stati europei i cui governi se ne fregano allegramente se questo poi turba le loro eminenze e santità. Malgrado e nonostante l’Europa abbia chiesto anche questo da diverso tempo.

 Né, tanto meno rivendica con orgoglio che l’Italia è un paese laico per una Costituzione voluta da uomini – in carne ed ossa – che civilmente e democraticamente hanno concordato e scritto leggi  per rendere questo un paese più civile e non certo perché fosse assoggettato alla volontà di un’entità astratta di cui nessuno ha mai visto il volto né ascoltato la voce e sulla quale questi bugiardi millantatori in gonnella hanno costruito il loro immenso potere.

 E nemmeno si fanno premura di ricordare alle eminenze che il baratro si raggiunge, anzi, ci si precipita dentro quando si coprono crimini come la pedofilia, quando si pretende che un reato odioso, il peggiore di tutti perché riguarda bambini, ragazzi, venga considerato diversamente se a commetterlo è gente che indossa un abito talare.

 E men che meno si ricorda a questi arroganti invasori che il baratro, casomai, è dare ospitalità, protezione e sostegno a dittatori sanguinari; è stato non aver mosso un dito ma, al contrario, aver appoggiato il regime fascista dunque anche tutte le sue conseguenze; è stato non aver speso una parola quando in questo paese a capo del governo c’era un disonesto in odor di malaffare e mafia, di averlo fatto solo quando sono entrate in scena le mignotte e i festini; dunque sì alla mafia, alla corruzione, alle ruberie ma guai se si parla di orge, di sesso, di donnine allegre e ragazzine sciagurate pagate per sollazzare il satrapo e gli amici suoi; è vietare il preservativo anche e solo come mezzo di prevenzione dalle malattie; è predicare una cosa, quella sì contro natura come l’astinenza sessuale;  è accettare soldi dalla malavita e ospitare poi la salma di un boss assassino nella cripta di una chiesa come fosse stato un santo in qualità di benefattore.

 E di esempi se ne potrebbero fare ancora molti, ma è mattina presto e non mi voglio maltrattare ulteriormente.

 Ma meno male che il progresso, come ha dimostrato la storia, non si può fermare, è come la marea, quando arriva, arriva, e anche questi disordinatori degli stati mentali di miliardi di persone si dovranno rassegnare.

E un giorno dovranno chiedere scusa al mondo, così come hanno fatto a proposito della “santa” inquisizione.

 Come si dovranno rassegnare al fatto che l’Europa [come il mondo] non è affatto la culla delle radici cristiane, perché ognuno è, deve essere libero di poter trovare i propri punti di riferimento dove vuole, finché questi restano nell’ambito di un sentire civile, quindi non razzista, non omofobo, non settario, non discriminatorio  qual è quello di questi cosiddetti referenti di dio in terra e, in generale quello dei rappresentanti di tutte le religioni.

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Sull’orlo del baratro – di Rita Pani

Sarebbe facile lasciarsi andare, seguire l’istinto e scrivere quaranta pagine di invettiva contro il Vaticano, invece per una volta vorrei provare a sviscerare il problema – qualora fosse un problema – e comprendere perché, due gay che si uniscono in matrimonio, sarebbero in grado di portare me sul baratro. Vorrei comprendere, analizzando il punto, cosa s’intenda per baratro.

“Siamo vicini al baratro”, ha detto il cardinale Angelo Bagnasco, “l’Italia non deve prendere esempio da queste situazioni che hanno esiti estremamente pericolosi. Non seguiamone le orme”, riferendosi alla coraggiosa e civile posizione del legislatore Francese, che finalmente ha tirato fuori la testa dalla sabbia.

Allora: “Perché legalizzare l’unione civile degli omosessuali dovrebbe essere ciò che porterà la civiltà sull’orlo del baratro?”

Potrei stare un paio d’ore con questo foglio elettronico aperto sul mio monitor, e resterebbe desolatamente bianco e vuoto, perché davvero non c’è un perché. Ci sarà forse quando Giovanardi si esprimerà per l’ennesima volta sull’argomento, dimostrando come si sia già ben oltre l’orlo del baratro, in una società che mistifica tutto, anche la religione, anche quella fede che dovrebbe aiutare a vivere tutti noi in un mondo perfetto, secondo le regole di un Cristianesimo che se applicate, seguite e fatte legge, ci farebbe respirare aria pulita, ci farebbe vivere col sorriso da donare agli altri, ci farebbe ricordare di cosa voglia dire essere caritatevoli, avere a cuore il destino della collettività, prima che il nostro. Ma son tutte balle, e noi lo sappiamo bene.

È più facile e probabilmente anche più utile il ricorso al ragionamento coerente, alla demolizione dell’ipocrisia che governa il clero, in quest’Italia serva di uno staterello criminale, che brandisce crocifissi, che si fa scudo di un Dio che tutto vede, e troppo tollera.

Facile sarebbe far ricorso allo scempio della pedofilia, alla ricchezza di uno stato estero che spadroneggia in territorio italiano, che non paga le tasse in nome di Dio. Ricordare Marcinkus e lo Ior, gli scandali dimenticati che però ancora non si lasciano dimenticare a distanza di oltre trent’anni, di quel Papa fatto santo subito perché c’era necessità di un testimonial che pubblicizzasse al meglio un prodotto ormai scaduto e avariato, quale è la Chiesa degli uomini, più che di Dio. E le vittime che negli anni, in nome del dio danaro del Vaticano sono state prodotte, come Manuela Orlandi, per esempio, della quale a distanza di più di trent’anni nessuno sa nulla, se pure tutti sanno tutto. E molte altre storie si potrebbero raccontare, di un sistema che spesso ha portato l’uomo ben oltre quel baratro ora paventato dalla legalizzazione di un rapporto di coppia, che a nessuno nulla toglierebbe, nemmeno a un Dio misericordioso, qualora ci fosse.

Vorrei davvero riuscire a comprendere il pensiero contorto del cardinale Bagnasco, ma è più facile comprendere perché a un certo punto il Vaticano ha ritirato dalle banche italiane tutto il danaro contante, preferendo depositarlo nelle banche tedesche. È un baratro più semplicemente distinguibile, dinnanzi al quale ci si può fermare in tempo.

L’Italia dovrebbe prendere esempio dalla Francia, almeno un po’; non solo per quanto riguarda la giusta legalizzazione delle unioni civili tra omosessuali, i quali almeno avrebbero qualche briciola di diritto familiare, ma anche dalla storia. Non sarebbe male, per esempio, se si riportassero il Papa ad Avignone, che i Cosacchi, purtroppo, non arriveranno più.

Rita Pani (APOLIDE)

 

27 gennaio: il mio giorno della Memoria

“Mai più” non dovrebbe essere solo un modo di dire ma proprio un modo di fare.

Anzi, di NON fare.

L’olocausto nazista è stato un crimine aberrante che non ha insegnato nulla, e che dovremmo ricordare tutti i giorni, paragonandolo ogni volta che la storia si ripete, ogni volta che il negazionismo dei fascisti, anche di chi sta in parlamento, ai governi prende il sopravvento.

 Ogni volta che si tenta di far passare un’affermazione fascista, razzista, xenofoba, omofoba come una  libera espressione del pensiero.

Ogni volta che qualcuno vuole convincerci che tutto si può dire perché poi tocca a noi capire se quello che qualcuno dice è giusto o sbagliato. 

Non è così: una libertà civile passa anche attraverso l’opposizione netta e decisa ad un modo di pensare sbagliato perché pericoloso. 

In questo paese l’antifascismo è sancito dalla Costituzione, non è una possibilità su cui opinare e nessuna libertà di espressione deve poter consentire di far passare teorie violente, malate, insane, ad esempio quelle che leggiamo praticamente ogni giorno a proposito degli omosessuali che furono anch’essi vittime della follia nazista perché considerati imperfetti e dunque indegni  di vivere.

Solo ieri un povero rincoglionito che di mestiere ha fatto l’attore si è permesso di dire – davanti al microfono di un giornalista che chissà perché ha pensato che quella opinione fosse degna di una pubblica ribalta –  che l’omosessualità è un’anomalia genetica, una scelta da compatire; ogni giorno c’è un giovanardi, una binetti che si permettono di fare dichiarazioni da denuncia penale ma che in questo paese vengono spacciate per opinioni rispettabili; ogni giorno c’è qualche politico che si dichiara addirittura riformista e progressista ma che tiene a precisare che essere omosessuali sì  purché però non pretendano di essere trattati da persone; ogni giorno le più alte gerarchie della chiesa si permettono di offendere gli omosessuali predicando astrusità violente, ecco, questa è gente che sarebbe stata un’ottima spalla per chi applicava nei fatti, con la morte, il diritto alla vita.

E infatti quella chiesa che da duemila e più anni parla in nome e per conto di un Dio sconosciuto non ha fatto nulla per contrastare gli olocausti, anzi, in molte occasioni si è resa complice consapevole di tirannie e atrocità mettendosi al fianco delle dittature più feroci e sanguinarie.

L’olocausto non fa parte di una storia lontana, è un orrore dell’uomo moderno, avvenuto in tempi recentissimi, io so benissimo che altri olocausti sono avvenuti e avvengono ancora nell’indifferenza del mondo le cui potenze e pre-potenze oggi sono troppo occupate a risolvere altri tipi di problemi: i soldi, lo spread, la crisi economica ma questo 27 gennaio lo voglio dedicare agli omosessuali nel mondo considerati ancora e tutt’ora una categoria di gente inferiore, indegna, persone senza il benché minimo  diritto ai diritti.

Gli eredi dei ragazzi di Salò – di Moni Ovadia

Eccoli qua di ritorno i baldi ragazzi nazifascisti, i nipotini mai redenti dei bravi giovanotti di Salò, i pupilli di zio Alemanno tanto coccolati dalla commozione di politici bipartisan assetati di riconciliazione revisionista. Non ci stancheremo mai di ripetere che la riconciliazione fu voluta e proposta all’indomani della fine del secondo conflitto mondiale, nella forma di una vasta amnistia, dall’allora Guardasigilli, il comunista Palmiro Togliatti.
Togliatti non solo mandò liberi i fascisti, ma permise loro di ritornare alla vita civile e politica garantiti da una Costituzione generata dalla resistenza antifascista. Se avessero vinto i ragazzi di Salò, quelli come me sarebbero passati per i camini, gli oppositori sarebbero stati passati per le armi o rinchiusi in amene località turistiche di qualche lager.
Ora, dopo l’ultimo ributtante episodio di antisemitismo avvenuto a Napoli, scoperto dalle indagini dei carabinieri, molti politici della destra mostreranno il viso indignato e addolorato, si produrranno in manifestazioni di esecrazione pubblica con toni melodrammatici: «Che orrore, progettare di violentare una ragazza ebrea, pianificare l’incendio di un negozio israelita!». E, una volta di più, avremo come viatico, il trionfo dell’ipocrisia. Per l’ennesima volta non si andrà alla radice della mala pianta: la connivenza, la benevolenza o l’indifferenza di vasta parte della classe politica e non solo della destra berlusconiana, nei confronti della sottocultura nazifascista e di tutte e sue declinazioni pseudo folkloristiche di cui fa parte anche il razzismo negli stadi. Anche non pochi esponenti del centrosinistra hanno strumentalmente sottovalutato l’indisturbato fiorire e rifiorire delle culture razziste, xenofobe e antisemite. Hanno accettato per quieto vivere la celebrazione di veri e propri sabba revisionisti nei salotti conniventi della televisione di Stato. Hanno tollerato le più infami calunnie contro i partigiani che hanno dato le loro vite perché noi vivessimo liberi in una democrazia mentre dichiarati fascisti e antisemiti avevano accesso al Parlamento repubblicano.
Da ultimo, hanno lasciato che l’istituzione del Giorno del Ricordo diventasse il campo di battaglia del revanscismo filofascista e hanno compiuto l’opera demolitrice della cultura antifascista che aveva preso l’avvio con la rimozione dal corso degli studi scolastici della materia di Educazione Civica che aveva il compito di formare i nostri giovani nella conoscenza consapevole della Costituzione. Adesso ci facciano la birra con la loro finta indignazione pelosa. Non ne abbiamo bisogno. Ciò di cui abbiamo bisogno è che l’antifascismo ritorni al centro del nostro sistema di valori.

 

Grave ferita alla pace

Ha ragione Corrado Guzzanti quando interpreta Padre Pizarro: “noi dimo le stesse cose da dumila anni, sete voi che ce venite dietro”.

A una cosa come questa più che con una sonora  pernacchia non si dovrebbe rispondere.

Invece i media la passano come un concetto serissimo e rispettabile.

La colpa – more solito –  non è del papa o del cardinale che ciclicamente esternano o insorgono, ma di chi spaccia certe idiozie per notizie di interesse generale.

Nozze gay, il Papa: “Un’offesa alla verità della persona”

Il gran visir della menzogna ci fa sapere che le nozze gay sono  un’offesa contro la verità.
E quale sarebbe la verità, quella che lui e quelli come lui hanno incartato per duemila e più anni riportando per voce e per iscritto la parola di un dio che nessuno ha mai visto né sentito parlare?

Il papa celebra la pace offendendo  ancora e di nuovo gli omosessuali, le donne che abortiscono non per gioco ma per necessità e chi decide di porre fine alla sua vita in modo dignitoso mentre dà la sua personale benedizione a  Rebecca Kadaga,  ugandese, promotrice della riforma dell’attuale legge contro i “comportamenti sessuali deviati”: omosessualità e bisessualità.

La proposta di legge intende introdurre il concetto di malattia mentale per l’omosessualità e la pena di morte o l’ergastolo per i gay recidivi. Capito? l’omosessualità è qualcosa che si reitera, praticamente un reato, non dunque un orientamento sessuale normale, gli eterosessuali possono “recidivare” quanto vogliono, e magari mettere al mondo nidiate di figli che da quelle parti  moriranno di fame ma non verranno mai accusati di commettere il reato di eterosessualità. 

Più semo mejo stamo vero santità? paura che si rompa il giochino,  eh?

Nota a margine: io sono sempre favorevole al progetto di un vaticano itinerante.

Che vadano un po’ anche altrove a dispensare le loro perle di saggezza, qui è tanto tempo che le ascoltiamo, ormai sono venute a noia. I Francesi avevano capito tutto, ecco perché la loro civiltà qualche passo avanti lo ha fatto, a differenza della nostra che ancora, nel terzo millennio, è legata a doppio filo alle volontà e i desiderata degl’invasori d’oltretevere.

Gli ospiti siete voi

Preambolo: la pubblica accusa, nel processo all’assassino di Denver, si consulterà coi parenti delle vittime se chiedere o meno la condanna a morte. Un po’ come piacerebbe anche ai tanti, quelli sì giustizialisti di casa nostra, quelli che “so io che gli farei”, quelli a cui piace fare processi in prima e seconda serata televisiva pagati coi soldi di tutti. Un po’ come chiedere alla stuprata, al rapinato, ai familiari delle vittime di qualsiasi reato come preferiscono che si agisca nei confronti dell’imputato, vero o presunto. Una legge del taglione rivistata e riadattata ai giorni nostri, questo accade nella civilissima America.

Nozze gay, Bindi contestata alla festa Pd. E lei: “Siete liberi di vivere in un altro paese”

Sottotitolo: ricordiamo agli amici cattolici che sono ospiti nel nostro paese da 2012 anni.

La Giudia è sempre lì.

Nessun problema.Vi portiamo anche le valigie alla stazione.

L’Italia è un paese occidentale e questo che viviamo è il terzo millennio, prima lo capiamo tutti meglio è.

***

Tutti quelli che si sono scandalizzati con Grillo reo di averla accusata di non conoscere l’amore dove sono? c’è gente che ha uno strano concetto di “insulto”, di quel che si può dire e quello che no. Per me sono molto più gravi le cose che pensa e dice la bindi che, al contrario di Grillo purtroppo voce in capitolo in parlamento ce l’ha.

E pensare che c’è gente che ha paura che torni il babau berlusconi.
Io ho molta più paura di gente con le idee della bindi che pensa che a doversene andare da qui siano le persone – non solo omosessuali e lesbiche ma semplicemente gente civile, al contrario di lei – che pretendono il riconoscimento degli stessi diritti per tutti.
 Il pregiudizio è qualcosa di odioso che va oltre il concetto di diritto sì o no.
Perché nella stragrande maggioranza dei casi non si sa motivare il no perché non si può motivare se non dicendo un mucchio di stronzate come sta facendo la bindi da anni seguita a ruota dai suoi compari di partito d’alema e fassino e per tacere sugl’interlocutori del pd come casini che bersani considera ‘moderati’.
E certe opinioni sono diffuse anche nel ceto cosiddetto medioalto dove non ci si può nascondere nemmeno dietro l’ignoranza, dietro l’omofobia e il razzismo però sì, è una copertura che in Italia funziona sempre alla grandissima.

Per non parlare di quanto è ampio il paravento che offre da sempre il vaticano alla politica italiana.

Ricordiamo alla bindi et similia che fare politica non significa diventare proprietari di un paese ma gestire quel paese secondo le esigenze di TUTTI i cittadini, dunque anche degli omosessuali, questo dice la Costituzione, fino a prova e a modifiche contrarie.
 Ci sono molti eterosessuali ai quali io non affiderei neanche la gabbia dei criceti, se ne avessi una, figuriamoci un bambino.
Quando ieri il pd a Bologna ha votato compattamente al pdl per il rifinanziamento alle scuole private nessuno ha parlato di anticostituzionalità, mi pare, eppure questo sì, è contrario ai principi costituzionali.

Articolo 33 della Costituzione ITALIANA:

L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.
La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.
Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, SENZA ONERI per lo Stato.
[…]

***

 Un utile esercizio che consiste nell’invertire censori e censurati, maggioranze e minoranze, discriminanti e discriminati. Non si sa mai.

Anch’io sono favorevole al matrimonio fra cattolici: chi siamo noi per impedire che i cattolici si sposino e possano perfino adottare dei figli se lo desiderano? ci mancherebbe pure che ci mettiamo a discriminare, a fare figli e figliastri come piacerebbe al maggior partito de’ sinistra italiano…no no, lungi da me la discriminazione e il pregiudizio.

La Costituzione dice che siamo tutti uguali? e lo deve essere sul serio, cribbio, e anche perdindirindina, toh.

Meglio “frocio” che Cassano

Sottotitolo:  ho smesso di seguire il calcio regolarmente come facevo frequentando anche gli stadi quando anni fa lessi in un’intervista ad Aquilani, ancora giocava con la Roma, che lui si tiene, o si teneva, speriamo per lui che nel frattempo sia cresciuto,  il busto del duce in camera da letto.

Questi ragazzi fanno scuola, vengono ammirati, idolatrati,  imitati da tanti ragazzi, e le parole non le devono pesare ma molto di più.

La seconda urgenza è che i giornalisti la smettano di considerare  cassano,  buttiglione, binetti, la mussolini,  giovanardi  e compagnia omofoba e razzista degli interlocutori in grado di dare un contributo serio e costruttivo al dibattito, specialmente su temi delicati come questo.

Europei 2012, Cassano choc: “Froci in nazionale? Speriamo che non ci siano”

Damiano Tommasi, certamente e per fortuna diverso da Cassano continua a dire che fare coming out non sia utile, io invece penso che lo sia, eccome. Altrimenti succede come con Lucio Dalla e il suo “amico del cuore”, insomma, chi è ricco e famoso può vivere anche  di “prepotenze” se vuole, dunque cercare di dare un’utilità sociale al  personaggio pubblico, seguito e apprezzato da tanta gente non sarebbe per nulla una cattiva idea, in questo paese di bigotti dalla morale doppia e tripla.

Gli italiani hanno accettato di farsi governare 17 anni da uno che pagava minorenni per i suoi divertimenti personali, quelle maggiorenni le ha ripagate assegnando loro ministeri e incarichi pubblici pagati da noi commettendo dunque svariati reati,  perché mai dovrebbe fare così tanto orrore e schifo  l’orientamento sessuale che reato non è e male non fa a NESSUNO?

Della dichiarazione di Cassano, se fossi una lesbica o un omosessuale, mi avrebbe offeso di più non l’aggettivo triviale col quale ancora molti, troppi, definiscono l’orientamento sessuale maschile diverso dall’eterosessualità ma – a parte le risatelle di sottofondo di chi era presente alla conferenza stampa fatte presumo da gente un po’ più superiore culturalmente e intellettualmente dai tanti cassani che popolano questo sciagurato paese – il fatto che lui abbia detto anche: “speriamo che non ce ne siano”.

Io invece mi auguro che quelli che “speriamo che non ce ne siano” e cioè ignoranti, o che si nascondono  dietro l’ignoranza o che vengono giustificati e compatiti perché sono  ignoranti siano sempre di più quelli come lui.

L’ignoranza oggi non è una  debolezza, non è un difetto fisico, non è una malattia inguaribile: è una  scelta precisa di chi VUOLE rimanere tale, per esserlo un po’ meno non  servono diplomi né lauree,  basterebbe avere la volontà di migliorarsi e
non vedo una sola ragione perché l’ignoranza come libera scelta venga poi fatta subire a chi ignorante non è e non è voluto esserlo per una scelta diversa, soprattutto di dignità personale.

Ce ne sono centinaia di ragazzi come Cassano che hanno scelto di fare carriera nel calcio e che sono nati e cresciuti in quartieri impossibili, Schillaci arrivò dallo Zen di Palermo, Montella è napoletano, e allora? non è una giustificazione. Nascere e crescere in un quartiere popolare non giustifica un bel nulla. Che la periferia sforni solo criminali o gente ignorante è un luogo comune che si dovrebbe abbandonare urgentemente. Roberto Saviano non è un’eccezione, per fortuna.

 Bari vecchia Cassano  l’ha lasciata da anni ormai e da come si è espresso  si può ben capire quanto sia stata utile la visita della Nazionale  ad Auschwitz di qualche giorno fa con tanto di pentimenti e lacrime.

Qualcuno forse ha dimenticato di spiegargli che anche gli omosessuali e le lesbiche venivano gasati e passati per i forni dai nazisti, visto che dubito che abbia mai aperto un libro di storia [ma anche e solo un libro e basta].
Cassano è qualcosa di più di omofobo, è ignorante, l’ignoranza è una
delle strade, anzi LA strada  che può condurre nei territori più pericolosi,  è l’anticamera di tutto il peggio compresi l’omofobia e ogni tipo di razzismo.

E’ molto più pericolosa l’ignoranza della cattiveria; ad una persona cattiva si possono prendere le misure ed eventualmente le contromisure per difendersi, una persona stupida, ignorante per scelta e volontà precisa  è come una bomba che può esplodere da un momento all’altro,  è capace di tutto, dunque,  pericolosa.
Ieri ho letto cose sul genere: “lui è fatto così ma ha un cuore d’oro”.  Totti è stato massacrato per anni a causa della sua  ignoranza, c’è stato un  periodo in cui non si poteva nemmeno sentir parlare, eppure non sarebbe mai sceso così in basso.  Totti il cuore non ce l’ha grande, ce l’ha enorme, fa tante di quelle cose che nessuno o in pochi, a parte qui a Roma, conoscono. E la volontà di migliorarsi ce l’ha avuta, si è fatto affiancare da esperti della comunicazione, della lingua italiana, a questi ragazzi le possibilità non mancano, e se invece di comprarsi dieci  fuoriserie e cinque ville pensassero di acquistare anche un po’ di sapere, non sarebbe male.
Chissenefrega del cuore se poi non hai la volontà di migliorare il cervello.
Perché Hitler, lo sanno tutti (meno i cassani d’Italia),  adorava il suo cane , e sicuramente anche lui qualche volta avrà fatto un sorriso o una carezza ad un bambino.

Ama e fai quello che vuoi

Ama e fai quel che vuoi non è una citazione di  Che Guevara ma di sant’Agostino.

Obama e i diritti degli omosessuali Passo nella Storia (e verso la rielezione)

Diritti civili, svolta in Argentina.Identità di genere: la scelta è libera.
Il senato: “L’orientamento sessuale è frutto del vissuto personale di ognuno di noi”. Ogni cittadino potrà registrarsi all’anagrafe in base alla propria identità percepita e godere di completa assistenza medica da parte del servizio nazionale sanitario.

Forse in America la crisi non c’è, è già passata e non ce lo hanno detto  se Obama trova il tempo per occuparsi anche dei diritti civili, e lo fa durante la campagna elettorale  mettendo dunque a rischio la sua incolumità politica mentre qui da noi Napolitano non trova niente di meglio da fare che battibeccare a distanza coi saltimbanchi,  la politica di diritti civili da estendere non ne parla più ma in compenso si occupa molto di quelli da togliere.

Gli americani hanno Obama,  noi Giovanardi. Per dire.

Il Presidente americano pensa di estendere il matrimonio anche agli omosessuali (non leggi, leggine, nomi e soprannomi sui quali farsi le pippe per mesi: proprio MATRIMONIO).

Il PD invece, il maggior partito di opposizione, quello che dovrebbe lavorare all’ attuazione di  politiche progressiste tese quindi all’estensione dei diritti,  fino ad ora ha ufficializzato solo il desiderio delle nozze sì, ma quelle coi fichi secchi.

Questo ragionamento che “adesso ci sono cose più serie da risolvere” non l’ho mai capito, specialmente in politica.

Non hanno tempo, evidentemente,  i 945 signori parlamentari di occuparsi di POLITICA visto che da quasi sei mesi sono praticamente a fare niente eccezion fatta  che occuparsi di mantenere intatte tutte le regalìe gentilmente offerte dal popolo italiano, ché Dio o chi per lui gliele ha date e guai a chi gliele tocca.
 Perché per la politica italiana ci sarà sempre qualcosa che viene prima, soprattutto quelle cose  che non dovrebbero, in uno stato di diritto, essere più  importanti del riconoscimento  legale e del rispetto dei  diritti di tutti, omosessuali compresi.
 Obama invece  ha capito che fare delle cose non esclude la possibilità che se ne possano fare altre, non si nasconde dietro al benaltrismo di quelli che “adesso ci sono cose più serie a cui pensare”;   ha detto che tutti i cittadini hanno uguale diritto di formare unioni riconosciute dalla legge, gay o non gay, perché alla legge deve interessare soltanto che un cittadino sia nella pienezza dei suoi diritti: chi lavora, paga le tasse, si comporta da cittadino a tutti gli effetti deve essere considerato un cittadino a tutti gli effetti, indipendentemente dal suo orientamento sessuale.
Una cosa più cristiana di questa non c’è: “non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”.

E a nessuno piacerebbe far parte di una categoria inferiore, credo.

La chiesa faccia quello che vuole, parli ai suoi e non ai tutti e  la smetta di interferire nelle scelte che riguardano l’ambito civile e il diritto – sacrosanto –  di tutti a veder riconosciuti i loro diritti, fra i quali quello di non essere considerati dei fuorilegge solo perché il loro orientamento sessuale non è quello preferito da santamadrechiesa.

Che poi  è un po’ come preferire il pistacchio al cioccolato, né più né meno.

Sono 2012 anni che funziona così.

Ma tanto quella gente a cui piace considerare le cose secondo la morale di convenienza, la più opportuna, la cosiddetta morale à la carte,  continuerà a vedere solo quello che vuole vedere,  il resto ce lo mette naturalmente la politica, quella del “il paese non è pronto”.
E  siccome la stragrande maggioranza degl’italiani, è evidente,  sono dei mentecatti, persone che vedono un pericolo nell ‘ESTENSIONE dei diritti e non si accorgono invece di quando la politica gli toglie la sedia da sotto al culo ci vorrebbe una politica forte, più forte del QI dei mentecatti, se non chiediamo troppo, una politica che lavora per tutti e che le cose che si devono fare le fa e basta.
E quando l’eminenza di turno insorge basterebbe semplicemente dire: “che fa,  contestualizza? ” e accompagnarla alla porta così come si fa in quei paesi dove la politica, fare le leggi,  spetta al parlamento, non si fa nelle segrete stanze del vaticano con la complicità di quei politici che per una manciata di voti venderebbero l’anima al diavolo, altro che difendere i valori cristiani, la famiglia salvo poi averne due o tre.

In nessuna specie animale esiste una sorta di struttura somigliante al matrimonio.

Dunque potremmo pensare che sia innaturale, a parte qualche eccezione che, proprio perché naturale non necessita di nessun ordine sociale imposto.

E’ una pratica innaturale, quindi immorale.

Pentiamoci tutti e vietiamo il matrimonio, pratica obbrobriosa, innaturale e  dunque diabolica.

E se proprio vogliamo parlare di natura,  l’incesto è dominante in natura.

Nella specie umana no perché appunto gli umani sono dotati della capacità di decidere quello che è eticamente corretto e quello che non lo è.

E, finché è la natura a orientare va bene, ma quando si indirizzano in modo forzato  le scelte delle persone per motivi di  ordine sociale/religioso – l’Italia non è ancora una teocrazia per fortuna, e la religione di stato è stata abolita da un bel po’ –  legiferando in tal senso e consentendo alla chiesa di interferire nella sfera civile delle persone  è un’altra cosa, perché allora può valere qualsiasi tipo di ordine. Non solo quelli pensati per fare, appunto “ordine”.

Le persone scelgono in base a quello che vogliono, non sempre in base a ciò che è  socialmente ma non universalmente  giusto, e finché quelle scelte non sono pericolose, dannose per il prossimo è giusto che si possano fare.

Il matrimonio gay non mette in pericolo quello tradizionale, non toglie nulla alla società, casomai aggiunge.

In una società come la nostra poi parlare di cose socialmente giuste è assolutamente ridicolo; la chiesa ha sostenuto un corruttore  colluso con le mafie, ha perdonato, contestualizzato, giustificato e assolto un vecchio satrapo pervertito  che paga minorenni, che organizza orge in casa sua ma condanna due persone che vogliono vivere il loro amore alla luce del sole.

E bisognerà insistere, infierire, polemizzare anche in modo spietato su questi argomenti  finché la chiesa e il vaticano non smetteranno di propagandare e incentivare l’ignoranza becera e il più bieco oscurantismo spacciandoli per fede religiosa, per volere di un Dio che nessuno ha mai visto né sentito parlare.

Togliere naturalezza ai rapporti umani che hanno comune denominatore, come fondamento  i sentimenti perché ci sono cose che non si devono fare secondo un sentire comune sviluppatosi nel tempo per ragioni soprattutto di subcultura e ignoranza,  ma che non per tutti sono sbagliate, moralmente ingiuste e irricevibili è quanto di meno umano e socialmente giusto si possa fare.