Sempre altrove

Preambolo: Questo è un paese che promuove a ministro degli interni chi s’è macchiato del reato di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, senza fare neanche un giorno di galera, ma solo perché appartenente a una casta infame, anzi fascista.
Il resto sono chiacchiere buone a farci sentire migliori ma anche a farci disertare la manifestazione di domenica in Val Susa con lo spettro della repressione.
In carcere restano Giovanni Caputi, 22 anni ; Giuseppe Ciurleo, 20 anni; Alessandro Venuto, 24 anni;  Giovanni Venuto, 30 anni; Lorenzo Giuliani, 19 anni; Robert Scarlett, 21 anni, romeno, per il quale il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha firmato ieri il decreto di allontanamento; Ilaria Ciancamerla, 21 anni; Valerio Pascali, 21 anni; e Stefano Conigliaro, 22 anni.
La procura ha chiesto la convalida dell’arresto di Fabrizio Filippi, 24 anni.
Tutti pischelli a cui occorre dare una risposta sensata, che valga per loro e anche per noi. (sidmicius)

Sottotitolo: Il tuo vicino di casa ti sta sul cazzo? segnalalo immediatamente come”anarcoinsurrezionalista”! quelli del pd ti stanno sul cazzo? segnalali alle autorità competenti come “neo brigatisti”! DENUNCIA UN INDIGNADO QUALSIASI: invia la foto di un incappucciato qualsiasi e aggiungi il nome e cognome di chi ti sta sul cazzo. Anche una denuncia anonima va benissimo. Tanto poi saranno fatti suoi come potersi discolpare. Approfitta del “NUOVO PARTITO DELATORIO INDIGNADOS ITALIA” ti fa sentire utile e importante anche se non conti un beneamato cazzo di nulla! fatti rispettare! denuncia qualcuno! solo dal 16 ottobre presso tutte le caserme, quotidiani e facebook!

Ci sono due categorie di televisione: la televisione intelligente che fa dei cittadini difficili da governare, e la televisione imbecille che fa dei cittadini facili da governare.

(Jean Guéhenno)

I vandali a Roma avrebbero danneggiato la capitale per circa 5 milioni di euro. Il banchiere Profumo, da solo, avrebbe evaso circa 245 milioni di euro di imposte. Ma quando si parla di “criminali” fanno vedere la foto del pirla con l’estintore. That’s all folks!
(Davide Kra)

Nuota controcorrente, fottitene, lascia che ridano. Guardali. Se riesci a vederli dietro le loro sbarre, ce l’hai fatta. È andata. Sei libero, sei fuori, sei nato.

(Jack Folla)


Tanta gente nella vita ha provato a distinguersi dai tutti. Mica perché sia un disonore somigliare a qualcuno, anzi, ci sarebbe tanta gente che sarebbe un onore prendere ad esempio. Ma ci sarebbe sempre il rischio di entrare nella trappola dell’omologazione, di voler somigliare troppo a qualcuno. E in questi anni qualcuno ha  “lavorato” molto affinché questo potesse accadere.  Un mondo di gente tutta uguale è meno problematico, non c’è bisogno nemmeno di immaginare quello che vuole quella gente: diventa tutto prevedibile, dunque, meno rischioso per chi poi è chiamato a gestire nazioni, paesi e città.

Pasolini è stato un uomo che aveva capito tutto molto prima che potesse accadere.

Un uomo che l’Italia, ma soprattutto gl’italiani li aveva capiti benissimo in tempi molto meno sospetti di quello che stiamo vivendo oggi. Basta leggere quel che scriveva  e diceva a proposito di potere mediatico quando nessuno avrebbe potuto neanche immaginare il risultato delle sue giuste previsioni. E chissà cosa avrebbe potuto scrivere in questi ultimi vent’anni se fosse vissuto ancora un po’ lui che quarant’anni fa già parlava di come i media ma soprattutto la televisione avessero il potere di manipolare in modo irreversibile la testa della gente. Sosteneva infatti ( aveva ragione!) che la TV avrebbe imposto il peggior totalitarismo omologando le classi sociali ed appiattendo i gusti in un unico modello buono per tutt*.
Sarebbe scomparsa l’identità in una corsa reciproca all’imitazione. E senza che quei tutti se ne potessero rendere  conto. Spesso mi capita di discutere in famiglia, con gli amici e tutti quelli che guardano certe trasmissioni dicono con convinzione che sì, le guardano ma non si sentono in pericolo: niente di più falso se poi alla prima occasione, che sia una cena o una giornata in spiaggia i discorsi vertono sempre e sistematicamente su quel che si è visto la sera prima, chi analizza l’ultimo fatto di cronaca come un bruno vespa qualunque, chi fa previsioni sulle nomination del solito reality: gli argomenti sono gli stessi che si possono ascoltare in uno qualunque dei tanti salotti televisivi dove tutti possono dire tutto anche non avendo nessun titolo né un grado sufficiente di conoscenza per farlo. Così accade che molte persone si ritrovino a pensare non come se stesse ma attraverso le opinioni espresse da certi tuttologi del nulla.
Pasolini aveva capito che l’unico modo per sottrarsi alla manipolazione di massa era restarne fuori e distinguersi, non conformarsi allo stile di vita dei tutti.
A Pasolini – sono sicura – sarebbe piaciuto molto anche analizzare la rete e i comportamenti di chi la frequenta, un popolo semianonimo la cui maggioranza in quanto ad omologazione non è certamente secondo a quello che si è fatto sedurre da vent’anni di telerincoglionimento a reti pressoché unificate. Anche qui funzionano le mode, funzionano i programmi tutti uguali, quelli con le risatine registrate in sottofondo, anche qui se si prova a star fuori da un certo cliché non va bene. Oppure si resta chiusi in una piccola élite di persone che ancora pensa che si debba dare un valore e un significato a tutto quello che si fa nella vita. Io, siccome mi sento un po’ corsara come lui penso che non voglio essere una moda ma restare principalmente una persona.