…se cade il governo, piange anche Gesù [prima o poi diranno anche questo]

Giorni fa avevo scritto sulla mia pagina di facebook che bisognerebbe smetterla in caso di capricci reiterati di sgridare i bambini usando la minaccia di personaggi e situazioni di fantasia tendenti all’orribile e dunque diseducativi come “l’uomo nero” e “gli zingari che rubano i bambini” come si fa ancora in tante famiglie, anche in quelle apparentemente perbene.

Dicevo che si potrebbe ammansirli usando i politici che sono assai più temibili dell’uomo nero e degli zingari che rubano i bambini proprio perché esistono davvero.

E siccome la realtà è molto più pregna di persone, personaggi e situazioni inquietanti di quanto lo sia invece la fantasia, anche quella tramandata per ignoranza e razzismo, al “se non ti lavi i denti lo dico a giovanardi”, “se non fai i compiti chiamo d’alema”, “dai subito un bacio a nonna altrimenti viene la santanchè e ti porta via”, oppure, “se non ti sbrighi a riordinare la cameretta  berlusconi ti ruba la play station”; all’elenco infinito di minacce “pedagogiche”, quelle necessarie per farsi ascoltare da piccoli e medi tiranni che si possono abbinare al politico cialtrone e disonesto si può aggiungere “cade il governo” relativo a qualsiasi richiesta disattesa.

Per esempio: “se non metti i panni sporchi in lavatrice, cade il governo”.
Sì, dovrebbe funzionare.

E Letta avverte: “Se cade governo l’Imu si paga”

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Chissà che altro s’inventerà per minacciare, il nipote dello zio “se cade il governo”.
Dunque da una parte abbiamo il noto pregiudicato delinquente che minaccia di far cadere il governo solo se si dovesse applicare una legge per disabili della democrazia che è stata fatta specificamente per il fatto che il parlamento italiano è diventato da tempo l’ultimo rifugio per delinquenti abituali, un contentino per far credere agli elettori che grazie alla legge Severino l’onestà prenderà possesso di un parlamento che ospita indagati, inquisiti, condannati e pregiudicati e fa di tutto per tenerseli.

Dall’altra un presidentino del consiglino che mette la sua faccia ma il resto lo fanno altri, uno su tutti Napolitano su varie e molteplici richieste europee – soprattutto quelle finalizzate a spolpare inermi cittadini onesti ma mai, per carità, quelle che hanno come obiettivo l’estensione dei diritti civili quali ad esempio, la legge sulle torture e le unioni regolarizzate per gli omosessuali, anche queste chieste da tempo dall’Europa che però in questi casi si può benissimo ignorare –  che minaccia che “se cade il governo” la catastrofe travolgerà regioni, paesi e città.

Mentre invece la cosa più rassicurante per noi cittadini, quella migliore che possa accadere è proprio che questo governo di manipolatori della realtà, di distruttori di quel che resta che abbia un sapore vagamente democratico vada a casa insieme al suo fondatore/creatore.

La relatività, a volte…

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Il Piano Napolinano
Marco Travaglio, 15 settembre

Ancora una volta, nessuno dice la verità.
Non la dice il Pd quando proclama che B. è
finito e nessuna trattativa è possibile per salvarlo.
Non la dice il Pdl, quando minaccia di
rovesciare il governo ritirando i ministri subito
dopo il voto in giunta sulla decadenza di B., o
addirittura dopo la bocciatura della relazione
Augello che vorrebbe lasciare B. in Senato in
barba alla condanna e alla legge Severino. Il Pd
infatti sta trattando con i suoi vari Violante, e
soprattutto sta trattando Napolitano con i vari
Letta Zio e Confalonieri. 

E il Pdl sa benissimo di
poter contare, tra le file del Pd, di 120 franchi
traditori che nel segreto dell’urna (bastano 20
senatori per ottenerlo) hanno già dispiegato la
loro geometrica potenza impallinando Prodi
sulla via del Quirinale. Perché lo fecero? Non
certo per antipatia personale: perché sapevano
benissimo che, con Prodi al Quirinale, sarebbe
nato un governo senza (cioè contro) B., mandando
a monte i piani di Napolitano e dei retrostanti
poteri finanziari italiani ed europei
che spingevano per il reinciucio. I 120 vermi
lavoravano e ancora lavorano per B. con la casacca
del Pd. A spanne, sono 80 alla Camera e 40
in Senato: quanti ne bastano per salvare B. dalla
decadenza, senza contare l’ala destra del Centro
montian-casinista, pronta a corrergli in soccorso.
Per questo Enrico Letta, che come tutti i
capicorrente del Pd conosce benissimo gran
parte dei franchi traditori, ostenta tanta fiducia
sulla sopravvivenza del suo governicchio. 

L’Operazione Salvataggio è già in gran parte scritta
nelle date e nei numeri (con buona pace di qualche
anima bella grillina, che ancora si arrovella
sul dialogo col Pd che nessuno ha chiesto
né mai chiederà). Salvo sorprese, sempre possibili
in un mondo politico di nani e incapaci, il
percorso è questo. Mercoledì, nella giunta del
Senato, il fronte Pd-M5S-Sel respinge la relazione
Augello, che si dimette e cede il passo a un
nuovo relatore. Il Pdl, per certificare la propria
esistenza in vita, ritira i ministri dal governo
Letta (che non li sostituisce, in attesa degli eventi),
ma si guarda bene dal votargli la sfiducia, per
tenerlo sotto ricatto ed evitare di spaccarsi tra
falchi e colombe.

Il nuovo relatore Pd presenta una nuova relazione
favorevole alla decadenza di B. Il quale
s’inventerà di tutto (dopo le Corti europee e la
Consulta, ora si parla di Tar, Consiglio di Stato
e chissà cos’altro: mancano solo i caschi blu
dell’Onu) per allungare il brodo. Di certo c’è
solo il calendario giudiziario: entro il 15 ottobre
B. deve scegliere fra i domiciliari e i servizi sociali
e il 19 ottobre la Corte d’appello si riunisce
per fissare la durata dell’interdizione dai pubblici
uffici, da uno a tre anni. Tra un mese, dunque,
B. inizia a scontare la pena. 

A quel punto uno dei suoi chiede la grazia o la commutazione
della pena da detentiva a pecuniaria.

E Napolitano
potrebbe concederla, come da precise
istruzioni da lui stesso impartite nel monito di
agosto. Intanto i difensori di B. ricorrono contro
l’interdizione in Cassazione, che non può
occuparsene prima del nuovo anno. 
Un giorno o l’altro, siccome si vota a volto scoperto, la
giunta approva la nuova relazione e la trasmette
all’aula. 

Che la vota chissà quando, probabilmente
a scrutinio segreto. Lì può accadere di
tutto. Se B. ha speranze di essere salvato dai
franchi traditori, attende l’esito del voto; altrimenti
si dimette da senatore e seguita a comandare
da fuori, usando i suoi parlamentari
per paralizzare il governo e ricattarlo sui temi
che gl’interessano per la campagna elettorale.
Che non potrà essere nel 2014 (il 1° luglio inizia
il semestre di presidenza italiana dell’Ue). Ma
solo nel 2015. Così il piano Napolitano-Berlusconi-
Letta (zio e nipote) sarà compiuto. E
l’Italia sarà l’unico Paese al mondo tenuto in
ostaggio per anni da un noto pregiudicato per
frode fiscale con la complicità dei suoi presunti
avversari.

Fantapolitica?Lo speriamo davvero,ma non ci scommetterremmo un euro.

Puttanate

 Dire che un pregiudicato delinquente – perché lo ha detto una sentenza di un tribunale dopo un processo durato undici anni condannandolo in via definitiva per i suoi reati –  è un pregiudicato delinquente secondo la nota principessa del foro Casellati è maleducazione. E come lo chiamano quelli del partito dell’ammmòre uno che ha  rubato allo stato: berlusconi?

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Pdl, Casellati vs Travaglio: “Maleducato. O va via lui o me ne vado io”

“Berlusconi è stato condannato per quei 7,3 milioni di euro di evasione fiscale, che sono l’ultima parte superstite di una montagna di evasione che ammonta a oltre 300 milioni di euro”. La discussione deflagra quando viene affrontato il tema delle società off-shore e il giornalista viene nuovamente interrotto dalla furia verbale della parlamentare. “Io chiudo qui” – si sfoga Travaglio, rivolgendosi alla Gruber – “è assolutamente impossibile in un collegamento riuscire a finire una sola frase e interloquire con le puttanate che dice questa signora“. “Vado via io” – sbotta la Casellati – “lei è una persona maleducata. Una persona che si permette di dire questo è bene che se ne vada. O va via lui o me ne vado io. E’ una mancanza di rispetto”. La conduttrice riesce a sedare il match, che riprende nuovamente alle battute finali del programma. La Casellati rende il suo ennesimo tributo al Cavaliere: “Camminando per strada, incontro le persone e tutti sperano che Berlusconi resti a continuare la sua attività politica per il rilancio economico del Paese“. E attacca Travaglio, che definisce il leader del Pdl “pregiudicato delinquente”: “Lei è un vero signore, un vero gentleman”

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La contesa Sermonti-Scalfari su: “In piazza contro l’orrore morale” o no?di Vittorio Sermonti e Eugenio Scalfari

Eugenio Scalfari: “Nella lettera di Sermonti a Napolitano una mancanza di realismo estremamente pericolosa”. Vittorio Sermonti: “E’ la testimonianza di un orrore morale (e culturale) che mi auguro e immagino tu stesso condivida”. 
SONDAGGIO Sei d’accordo con Sermonti o Scalfari?

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Secondo il “laico opinionista” Scalfari mantenere in sella questo governo val bene concedere a berlusconi di violentare la Costituzione e rendere inutile, nulla al pari della peggiore delle menzogne proprio nei fatti oltre che in quelle che sono molto più di ipotesi da barzelletta, quella frase che campeggia in tutti i tribunali della repubblica italiana che dice che “la legge è uguale per tutti”. 
A Scalfari dunque va benissimo che in questo paese chi ha soldi e potere possa beffare la legge come quando e quanto vuole in virtù di una non meglio precisata sicurezza nazionale che verrebbe pregiudicata senza i noti pezzi da novanta che compongono il governo delle larghe intese.

Scalfari si augura che questo governo vada avanti niente meno fino al 2015 probabilmente perché non è un suo problema, così come non lo è  per Napolitano che data l’età il 2015 potrebbero non vederlo nemmeno ma pensano e agiscono in maniera tale che lo scempio di democrazia che entrambi sostengono con tutte le loro forze debba proseguire per farne godere a chi ci sarà dopo di loro. 

La gente come Napolitano e Scalfari non si accontenta di mettere a rischio il presente: sostenere la teoria – e agire di conseguenza – che un delinquente possa continuare a vivere da persona libera perché è lui, berlusconi, e non un altro significa non ridicolizzare ma proprio vomitare su quella Carta in cui c’è scritto altro, vuole rendere pericoloso anche quel futuro che non vedrà mai, creare il precedente secondo il quale non importa se uno che con la politica non c’entrava niente per legge abbia avuto invece possibilità di stravolgere la vita politica e sociale italiana, non importa se nel suo percorso di vita abbia commesso dei reati proprio a danno di quello stato che Napolitano e Scalfari dicono di voler difendere, secondo l’esimio fondatore di largo Fochetti tutto questo si può, anzi, si deve perdonare, condonare con un colpo di spugna perché “il governo deve andare avanti per il bene del paese”.

Dove, e quale sarebbe il bene, a queste condizioni, non è dato sapere.

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Sacrifici umani
Marco Travaglio, 10 settembre

Non c’era miglior modo per solennizzare l’anniversario dell’8 settembre ’43, simbolo dell’Italia voltagabbana e opportunista: se 70 anni fa Real Casa e Badoglio si giocarono la faccia e il futuro con l’armistizio, il cambio di alleanza e l’immortale annuncio “la guerra continua”, ovviamente dalla parte opposta, anche oggi è tempo di sacrifici umani per garantire l’agognata “pacificazione”. Non più fra italiani e angloamericani, ma fra guardie e ladri. L’altro giorno Sallusti ha sferrato sul Giornale un attacco suicida a Napolitano che lo salvò dagli arresti forzando le regole e le prassi, mentre con B. ancora non l’ha fatto. Ieri un altro kamikaze, Fedele Confalonieri, ha tentato di farsi esplodere sul Senato con un’intervista al sito di Magna Carta ripreso dal Pornale: “La prova che la condanna di B. è aberrante è che io, che sono quello che firma i bilanci Mediaset, sono stato assolto”. Ecco di cosa avranno parlato lui e Napolitano, nell’amorevole colloquio dell’altro giorno. Naturalmente il disperato tentativo di immolarsi per l’amico Silvio è a costo zero (essendo già stato assolto, non può più essere riprocessato per lo stesso reato: ne bis in idem).

E addirittura controproducente: l’assoluzione di Confalonieri al processo Mediaset rafforza la condanna di B. e dimostra che i giudici non condannano alcuno perché “non poteva non sapere” (“È fortemente plausibile” – scrive la Corte d’appello – che Confalonieri, per le sue cariche aziendali e la vicinanza a B. “fosse a conoscenza della frode e, violando i suoi precisi doveri, nulla abbia fatto” per fermarla; ma ciò non basta a condannarlo). Non per questo il gesto del fedele Fidel è meno encomiabile e commovente. Il novello Salvo d’Acquisto carica sulle sue spalle le colpe di Silvio (“prendete me”), subentrando nel ruolo di scudo umano a Paolo B., ormai inservibile dopo varie assoluzioni dai reati che invano confessava per conto del fratello finendo in galera al posto suo. Alla nobile gara di solidarietà partecipa anche il pm veneziano Carlo Nordio, giocandosi quel che resta della sua credibilità aderendo come la carta moschicida alla tesi farlocca della non retroattività della Severino.

“Anche nella religione – sdottoreggia il giureconsulto lagunare – è così. È un po’ di tempo che la Chiesa dice: non pagare le tasse è un peccato mortale. Benissimo. Ora so che se non le pago vado all’inferno, ma da ora in poi. Non per quelle che non pagavo tanti anni fa”. Già, un po’ di tempo. Quanti anni saranno che Mosè portò giù le tavole col VII comandamento “Non rubare”? Qualche mese, non di più. Intanto Scalfari sfida le ire dei suoi lettori con l’affettuoso invito all’ex nemico B. perché “chieda un provvedimento di clemenza”, nel qual caso “forse l’otterrebbe” dal suo amico Napolitano (suo di B. e di Scalfari). A patto – si capisce – che “assicuri il percorso del governo per il tempo necessario” (a chi? Soprattutto a B. per farla franca e a Napolitano per non doversi dimettere). E ci aiuti a liberarci della vera piaga che ammorba il Paese: “la sinistra movimentista e para-grillina” che vorrebbe “buttare giù il governo e andare alle elezioni”, col rischio che nemmeno stavolta diano l’esito sperato e costringano chi di dovere a un nuovo golpetto tipo Egitto.

Molto meglio un bell’armistizio, a suggello della trattativa Stato-Mediaset. 

Seguirà monito para-badoglino: “Il governo italiano, riconosciuta la impossibilità di continuare l’ìmpari lotta contro la soverchiante potenza avversaria, nell’intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla Nazione, ha chiesto un armistizio al generale Berlusconi, comandante in capo delle forze alleate di Mediaset-Fininvest- All Iberian. La richiesta è stata accolta. Conseguentemente ogni atto di ostilità contro le forze Mediaset-Fininvest-All Iberian deve cessare da parte delle forze italiane in ogni luogo. Esse però reagiranno a eventuali attacchi da qualsiasi altra provenienza”. Firmato: Badoglitano.