Tutti al mare

Polemica su atto di forza Schifani: polizia chiarisca

Tanto per chiarire, visto che si è già messa in moto la macchina delle “poche mele marce” e delle “schegge impazzite” come succede ogni volta che la polizia e le forze dell’ordine come dire? esagerano nell’esercitare il potere che lo stato consente loro di poter esercitare. Noi cittadini siamo inermi di fronte al potere, e dunque potrebbe essere anche consentito generalizzare visto che gli episodi di “esagerazione” hanno raggiunto un livello di guardia preoccupante. Io però non lo voglio fare, ma pretendo da chi ha ribalte in grado di veicolare un messaggio che quel messaggio sia giusto, che non tendesse a divagare, che non si minimizzasse ancora una volta una vicenda che come tante altre volte è capitato ci farà fare la solita figura di merda a livello internazionale. Tutto questo perché questo paese è mal gestito, condotto da persone irresponsabili che, nemmeno dopo i fatti di Genova hanno pensato che fosse opportuno dare una stretta all’esuberanza di chi per ruolo e istituzione è chiamato a tutelare e proteggere i cittadini, non dunque ad aggredirli, pestarli, ammazzarli. Io non voglio vivere in un paese dove diventa un rischio essere fermati anche per una semplice infrazione stradale ché non si sa mai in quel momento fossero di turno le mele marce o le schegge impazzite.

Un capo della polizia che guadagna più del presidente degli stati uniti dovrebbe andarci di persona a chiedere chiarimenti (chiarimenti de che? cominciamo a prenderli a calci in culo e mandarli via prima che sia tardi questi funzionari di stato così solerti e ligi al dovere, quelli che si riparano dietro “io sono” e che non badano troppo alla forma quanto alla sostanza delle cose che sono chiamati a fare, esiste qualcosa che si chiama deontologia professionale, e non è detto che se quello che ordina è un pazzo scriteriato si debba fare proprio tutto di quello che chiede), non farselo dire da schifani.

Una delle tante espressioni dell’italica civiltà.

Vantiamocene, magari ogni volta che pensiamo che la talebania sia un altro mondo dal nostro. Li abituano presto, cosicché possano crescere repressi e felici. Ma molto educati. Perché la legge decide che deve essere così. La giustizia poi, è un’altra cosa, ma impareranno presto pure questo.  La vicenda di questo bambino mi ha rovinato la giornata. Provo schifo per due genitori che hanno lasciato dirimere le loro questioni personali alle forze dell’ordine perché incapaci di farlo diversamente.
Ma provo schifo anche  per le cosiddette istituzioni che pensano che tutto si possa risolvere con atti violenti. E per uno stato che non fa nulla per impedirlo ma, al contrario, non si prende mai la responsabilità delle conseguenze di quelle violenze. 
Di questa escalation di inciviltà applicata alle azioni, alle botte, ai pestaggi, alle sentenze che poi giudicano meno grave un morto ammazzato di una vetrina sfasciata non parla mai nessuno. Nessun monito dall’alto, nessuna indignazione da parte della politica sempre troppo presa dal salvataggio di se stessa. E oggi sì, al contrario di tante altre volte in cui avrei preferito che si vergognassero altri, quelli che permettono anche queste porcherie, mi vergogno anch’io di essere nata in questo paese che non sa e non vuole diventare civile.  Perché non vanno a prendere formigoni così? col cazzo che qualcuno lo va a trascinare via dalla poltrona, sarebbe un gesto antidemocratico e fascista, invece un bambino trattato così è solo puro esercizio della democrazia nell’assoluto rispetto della legge.

Il tribunale aveva deciso che la patria potestà dovesse andare solo al padre del piccolo. Così gli agenti sono andati a prenderlo all’entrata di scuola, alle otto di mattina, per portarlo via dalla madre. Il bambino non voleva andare con loro, e così è stato trascinato nell’auto a forza. Ma una parente del bambino ha ripreso la scena del “prelevamento” e ha girato il video a Chi l’ha visto, che l’ha trasmesso. Nel filmato si vede una donna che corre verso un gruppo di persone e comincia ad urlare, poi il ragazzino sollevato a forza e portato per alcuni metri verso un’auto dove poi è stato caricato.Per tutto il tragitto, il piccolo tenta di divincolarsi dalla stretta di un uomo che lo tiene per le spalle e di un altro che gli stringe le caviglie.

Grazie a http://www.cadoinpiedi.it

Sottotitolo:  Moody’s declassa la fiat, così marchionne impara, e invece di limitarsi a sciacquare la bocca come gli ha consigliato [giustamente] Renzi  dopo la sua dichiarazione su Firenze “città piccola e povera” si fa una doccia, la barba e impara a cambiarsi d’abito tutti i giorni.

Non ho votato per il movimento di Grillo, sono mesi che lo scrivo ovunque, a chi mi chiede di che partito sono non so più rispondere, dico di essere una semplice osservatrice della società, ecco perché questo squadrismo istituzionale/mediatico verso di lui non lo sopporto. 
Questa missione di cui si è autoinvestita certa stampa e cioè criticare tutto di lui e molto poco di altri, spesso niente anche dove da criticare ce ne sarebbe eccome, perfino qualcosa che si dovrebbe guardare con simpatia tipo la sua avventura di ieri trovo che sia ingiusta e inutilmente maligna, qualcosa che produce esattamente il contrario di quel che vorrebbero in molti e cioè escludere il movimento, togliergli la possibilità di potersi proporre nella politica, dunque impedire alla democrazia di svolgersi.

Non si tratta di fare il tifo ma di ribellarsi all’idea che verso Grillo si attui la tecnica fascista del tutti contro uno, in special modo quando i tutti hanno ben altri mezzi e strumenti per farsi ascoltare. 
Grillo ce li ha tutti contro, a partire dal bravo Napolitano che il 25 aprile invece di parlare di cose importanti ha scagliato la sua personalissima fatwa contro lui e i suoi presunti populismi e qualunquismi.
La sua demagogia.
E non ha più smesso, mentre in Italia succede di tutto Napolitano è sempre lì a ricordarci i pericoli dei populismi.
Come se quelli della politica cosiddetta tradizionale che lui invece difende a spada tratta, quelli che leggiamo tutti i giorni sui giornali nelle cronache giudiziarie e che vanno ad arricchire i mattinali delle questure di tutta Italia   fossero meno nocivi.
O come se promuovere e incentivare governi fatti di gente non scelta e voluta dai cittadini   fosse la più democratica delle azioni.
In questo paese sono più di quindici anni che la democrazia viene violata da invisibili colpi di stato che la gente non vede perché non c’è stato bisogno nemmeno dei carri armati nelle piazze, eppure il pericolo per tutti ora è Grillo.
Come mai Napolitano non parla di formigoni, di quello che sta succedendo nella regione Lombardia? così, giusto per fare una cosa nuova, e forse più utile della difesa sperticata della “politica” ma più che altro dei partiti.
Eppure di cose da dire ce ne sarebbero.
Una campagna denigratoria così violenta non era mai stata fatta in precedenza per nessuno: non per berlusconi né per i razzisti della lega considerati per molto tempo solo un gruppetto di gente sì un po’ volgare, cialtrona,  ma che in definitiva si limitava a fare del folklore.   La stessa cosa succederà con Renzi, basteranno altre due parole di d’alema per convincere la gente a fare il contrario di quel che dice lo skipper prestato alla politica solo una trentina d’anni fa. Troppa gente non ha ancora capito come si fa politica, critica tanto il berlusconismo e poi si comporta come e peggio di berlusconi ventilando addirittura l’ipotesi di nuove dittature.
Se non fosse vero ci si potrebbe anche schiantare dalle risate.
Io non ho paura di Grillo, ne ho molta di più di gente come d’alema per esempio, uno che si sente indispensabile tanto da decidere di immolarsi per la giusta causa [la sua] malgrado la storia di questo paese degli ultimi vent’anni ci abbia detto proprio il contrario.
Grillo si può criticare, si deve criticare, facciamolo però sulle cose serie, non sulle ipotesi o su una cosa simpatica come quella di ieri che io non farei nemmeno se mi pagassero.
Nuoto a rendere
Marco Travaglio, 11 ottobre
In attesa di un monito del Quirinale contro la traversata dello Stretto di Messina a nuoto da parte di Grillo, fomentatrice di qualunquismo e antipolitica a causa dell’allusione subliminale a un Paese che fatica a stare a galla, ma soprattutto per via dei rimandi a precedenti infausti come le nuotate di Mussolini, Mao, Le Pen e Putin, giunge molto opportuno il titolo di Repubblica.it: “Grillo è approdato a Messina: ‘Vittoria’. Ma è già polemica sulla traversata”. Ora si attendono le traversate degli altri leader politici e non, che giustamente riceveranno ben altra accoglienza per il loro alto valore patriottico e riformista. Mario Monti solcherà sobriamente la piscina attigua alla Bocconi indossando il sobrio slippino color verde-loden, seguito a breve distanza da Corrado Passera aggrappato al tavolo della crescita. Vivo plauso della stampa tutta per l’ennesimo miracolo di SuperMario. Silvio Berlusconi camminerà sulle acque del laghetto di Milano2 con i cigni numerati, a bordo di un galleggiante più che sicuro, Giuliano Ferrara; per l’occasione i maestri truccatori di Arcore sperimenteranno un toupet, un fard e un cerone a tenuta idrica; il Cavaliere indosserà le tradizionali pinne col rialzo e nuoterà in stile “dorso”, in linea — spiega il portavoce Bonaiuti — “con il passo indietro necessario a unire i moderati”. Prevista anche la presenza di Nicole Minetti nella parte della boa, anzi delle boe. Vivo compiacimento dall’intero centrodestra, a parte Alfano che era già pronto a una nuotata, ovviamente in stile rana. Roberto Formigoni organizzerà una sua personale traversata ai Caraibi, sempreché Piero Daccò riesca a far partire il bonifico dal carcere. Nel centrosinistra si attende l’esito delle primarie per conoscere il nome del protagonista della traversata democratica: Pier Luigi Bersani vorrebbe tuffarsi in una pozzanghera della natia Bettola (Piacenza); Nichi Vendola preferirebbe invece le salubri acque delle vasche di raffreddamento dell’Ilva di Taranto; Matteo Renzi deve ancora chiedere a Giorgio Gori, poi farà sapere. Restano da concordare le regole sull’obbligo di pre-iscrizione al Pd per eventuali pesci, rane, girini, rospi, plancton presenti all’evento. Viva soddisfazione ha espresso Rosy Bindi, mentre Veltroni tace e D’Alema fa sapere che solo lui sa nuotare e tutti gli altri, chiunque vinca, affogano. Pier Ferdinando Casini comunica che una sua traversata, in questa delicata fase politica, potrebbe pregiudicare il Monti-bis, quindi passa. Luca Cordero di Montezemolo vorrebbe traversare anche lui qualche specchio d’acqua, ma appare incerto su quale e intanto si contenta dello specchio. Oscar Giannino, per i Traversatori Liberaldemocratici, sfoggerà un costume intero ascellare color fucsia-verde pisello col papillon giallo e pochette rosa shocking. Anche Alessandro Sallusti farà la sua traversata dalla spiaggia viareggina del Twiga verso una località sconosciuta, ma priva di estradizione, affiancato da un canotto o in alternativa dalla Santanchè. Totò Cuffaro e Franco Fiorito han chiesto alle autorità penitenziarie di poter attraversare anche loro qualcosa di liquido a nuoto, ma poi hanno rinunciato per via dei rischi dovuti alla palla al piede. Alla fine anche Napolitano attraverserà a nuoto lo stagno di Castelporziano, amorevolmente assistito da donna Clio che ne seguirà l’impresa a bordo di un pedalò capitanato da Nicola Mancino munito di telefono subacqueo non intercettabile. Al termine il Capo dello Stato lancerà un monito per una balneazione condivisa. 

A riva troverà ad attenderlo Eugenio Scalfari in compagnia del cinghialotto e dell’upupa, da cui ormai è inseparabile.
Vivo apprezzamento dalle massime cariche civili, militari e religiose.

Scendi_Letta

Preambolo: Per i devastatori di cose e oggetti 15 anni di galera, per quelli dello stato la presidenza del consiglio, i ministeri,  la carica di senatore a vita.
Al massimo, quando fanno cose molto gravi tipo ammazzare ragazzini o massacrare gente innocente che dormiva per terra  una condanna virtuale di pochi anni prontamente perdonati e condonati da apposite leggi confezionate per riparare delinquenti “eccellenti”.
C’è sempre un’ottima ragione per vergognarsi di essere italiani.

Sottotitolo: quando la fantasia surclassa la realtà, insieme al reato di sfruttamento della prostituzione minorile si dovrebbe aggiungere anche l’accusa di circonvenzione di incapace. Evidentemente si è reso conto di aver alzato troppo il target dell’età, visto che alla fine non si è nemmeno presentato, lui alle dentiere continua a preferire le farfalline.

Anziani ignari al comizio, ma B. non c’è

Anziani che vanno alle convention a loro insaputa.

Moody’s declassa i titoli di Stato italiani. Monti: “Siamo virtuosi, ma ci puniscono”

Enrico Letta: “Meglio il Pdl di Grillo”. L’ipotesi di votare Pd non la considera neanche lui (spinoza.it)

La virtuosità non consiste soltanto nel far quadrare i conti ma anche nell’avere gente degna, seria, responsabile a ricoprire ruoli istituzionali, e Moody’s questo ha pensato. “Il clima politico è fonte di rischi”:  non ci fidiamo del ritorno di berlusconi, ed evidentemente neanche dei suoi cortigiani di tutti gli schieramenti, quelli che purtroppo non se ne sono mai nemmeno andati sebbene e purtroppo solo  virtualmente come  b.


Sono davvero gravi le proposte che Grillo [che comunque non essendo un politico non ha nessuna voce in capitolo e può dire quello che gli pare, fino a prova contraria, al massimo si becca due pernacchie e morta lì], non ha mai fatto, come quelle di “non ripagare i debiti, uscire dall’euro e non dare cittadinanza ai bambini nati da immigrati in Italia”.

Specie se confrontate con quelle leggi che il centrosinistra [ops!] non ha mai voluto fare pur potendole fare tipo il conflitto di interessi e la regolamentazione delle coppie di fatto. La prima perché evidentemente non avrebbe disturbato solo gl’interessi di b che comunque non dovevano essere toccati come confermò l’ottimo violante non in pizzeria con gli amici ma in parlamento, e la seconda perché c’è sempre, nel pd, il cosiddetto partito di opposizione, quello democratico e progressista (…) qualche fioroni e qualche binetti di troppo.
Eh sì, ha ragione Scendiletta, meglio berlusconi, che almeno non rompe gli equilibri.

Altrimenti d’alema la bicamerale che l’avrebbe fatta a fare?

Letta a due piazze
 Marco Travaglio, 14 luglio

Dopo anni di relazione clandestina, Enrico Letta ha trovato il coraggio per un liberatorio coming out sul Corriere: “Preferisco che i voti vadano al Pdl piuttosto che disperdersi verso Grillo”. Finalmente, era ora: B. è meglio di Grillo perché Grillo propone di “non ripagare i debiti, uscire dall’euro e non dare cittadinanza ai bambini nati da immigrati in Italia”. E pazienza se Grillo, diversamente da B., non ha mai proposto di uscire dall’euro e di non ripagare i debiti: quanto allo “ius soli”, il centrosinistra è talmente favorevole che ha governato 8 anni su 18 e non ha mai fatto la legge. Ieri molti elettori del Pd sono insorti sul web come dinanzi a chissà quale gaffe o novità. Beata ingenuità. Sono 18 anni che sinistra e destra governano insieme, ovviamente sottobanco per non farsi beccare dai rispettivi elettori. Perciò Grillo e Di Pietro li terrorizzano: non fan parte del giro, non inciuciano, non sono trattabili né ricattabili né controllabili, insomma hanno il guinzaglio lungo. Infatti il Letta minor sogna “un’alleanza guidata da Bersani con ai lati Casini e Vendola” e non esclude nemmeno la “grande coalizione” col Pdl anche se ora “non è l’opzione principale”. Una cosa è certa: “Non vorrei che si tornasse alla logica dell’antiberlusconismo e delle ammucchiate contro il Cavaliere”. Ecco, bravo. Le ammucchiate contro il Cavaliere no. Invece quelle col Cavaliere sì: infatti oggi il Pd è in maggioranza con B., per giunta in posizione gregaria. Ma chi si scandalizza non s’è accorto che la Grande Coalizione esiste almeno dal 1994, quando — rivelò Violante alla Camera — “abbiamo garantito all’on. Berlusconi e all’on. Letta (Gianni, ndr) che non avremmo toccato le tv”. Due anni dopo nacque la Bicamerale, che ufficialmente fallì nel ’98, in realtà non ha mai chiuso i battenti. Al di là del teatrino destra-sinistra per gabbare gli elettori, non c’è legge vergogna pro B. su tv e giustizia che Ds, Margherita e poi Pd non abbiano avallato o confermato o addirittura proposto e votato. Resta da capire se l’han fatto gratis o a pagamento. Nel 2006 Enrico Letta, vicepremier del secondo governo Prodi, si diede subito da fare: Gentiloni, ministro delle Comunicazioni, gli scrisse di cambiare le regole d’ingaggio all’Avvocatura dello Stato affinché smettesse di difendere la legge Gasparri alla Corte di Lussemburgo contro le giuste richieste di Europa7, come aveva fatto col governo Mediaset. Naturalmente Lettino lasciò tutto com’era e l’Avvocatura seguitò a difendere la Gasparri e Mediaset. Del resto lui aveva appena confessato di invidiare al Pdl “gente in gamba” come “zio Gianni e Tremonti”: non potendoli ingaggiare, pensò bene di imitarli. Così tornarono al potere. Nel 2009 B. aveva il solito problema: disfarsi dei suoi processi col “legittimo impedimento”. Scendiletta diede subito il via libera sul Pompiere: “Il Pd non opporrà obiezioni al ricorso al legittimo impedimento: consideriamo legittimo che, come ogni imputato, Berlusconi si difenda nel processo e dal processo”. All’espressione “come ogni imputato” c’è chi rischiò l’ipossia da risate. Altri sospettarono che si facesse scrivere i testi da zio Gianni. Ma era un’infame calunnia: zio Gianni è intelligente. Enrico invece è talmente astuto che ora è allarmato dal ritorno di B. perché “blocca la trasformazione del Pdl”.

Quale? Ma naturalmente quella avviata dallo statista Alfano, “interlocutore affidabile e credibile” che stava trasformando il Pdl “da movimento carismatico a moderno partito conservatore europeo”, mentre ora “tornerà a essere il partito di Arcore”. Invece Angelino Jolie, com’è noto, con B. non parlava neppure, anzi manco lo conosceva. Altre risate da soffocare. Il fatto è che Scendiletta dice ciò che pensano quasi tutti i papaveri Pd, adusi a mercanteggiare con B. su tutto, anche sulla Costituzione. Con la differenza che gli altri sono più furbi e si limitano a farlo. Lui lo dice pure. Il che fa temere l’ipotesi più agghiacciante: che lui, per B., lavori gratis.

Un imbecille su cinque, a quanto pare sì, lo rifarebbe

  Moody’s abbassa il rating dell’Italia.

“Il clima politico è fonte di rischi”: ovvero, non ci fidiamo del ritorno dello zombie.

Moody’s declassa i titoli di Stato italiani


“Le prossime elezioni fonte di rischio”

“Berlusconi candidato, niente primarie”
In 48 ore il Pdl rinnega il rinnovamento

Frequenze gratis per Mediaset

Il ministero dello Sviluppo Economico di Corrado Passera ha assegnato gratuitamente un pacchetto di frequenze alle principali emittenti. A beneficiarne più di tutti è il Biscione, che conquista quelle più ‘pulite’. E ora è a rischio la banda larga mobile.

Enrico Letta: “Il Popolo della Libertà? E’ meglio di Beppe Grillo”

 

Probabilmente Letta deve aver letto i sondaggi che davano il movimento in calo e ha pensato che gli avrebbe dato il colpo di grazia dicendo che Grillo – che fra l’altro non è candidato a nulla ma vaglielo a far capire a questi imbecilli conclamati che da mesi parlano di Grillo come se fosse candidato a chissà quale carica politica – è peggio di berlusconi, mentre invece la sensazione e la mia speranza personale è che accada proprio il contrario di quello che il nipote dello zio si augura. Se i partiti vogliono rispetto, considerazione e vogliono davvero essere considerati l’unico strumento politico di una democrazia dovrebbero essere composti da rappresentanze altrettanto rispettabili e non da perfetti idioti che dicono qualsiasi cosa passi per i loro cervelli bacati, per le loro menti obnubilate dal terrore di perdere potere e tutto ciò ad esso relativo.

La dichiarazione di Letta (junior) a proposito del pdl e del movimento dei cinque stelle, dunque non Grillo che nulla si appresta a fare politicamente non essendo candidato a niente è la prova provata che avevamo ragione su tutto quel che abbiamo detto e ripetuto in questi ultimi mesi ed anni, anche quando ci insultavano, ci accusavano di populismo antitalianità e qualunquismo perché dicevamo che l’unico vero interesse della politica italiana, tutta, ché tanto la zuppa (il pdl) e il pan bagnato (il pd) pari sono, è la loro esistenza in vita, i loro privilegi e quel che credono essere un loro diritto e cioè avere le mani in pasta sulle e nelle cose di tutti finché morte non li separi. Altrimenti non avrebbero nulla da temere da un movimento popolare composto da gente che probabilmente/sicuramente non è in grado di guidare un paese ma che essendo onesta, finanche incensurata, dunque inadatta e infrequentabile per un politico non dovrebbe essere accostata ad un’associazione perlopiù a delinquere considerata  la vasta rappresentanza di pregiudicati da cui è composta solo per opportunismo politico e per il timore di poter perdere una poltrona. Lo smacchiatore di leopardi non ha niente da dire ?
Un giorno l’operato e le azioni “politiche” del pd saranno materia di studi, non per gli storici bensì per gli psichiatri.

In questo paese ci sarebbe tanta di gente da ridicolizzare, mettere alla berlina, persone a cui rinfacciare ogni giorno grossolani “errori” fatti forse in buona fede  ma che nel tempo hanno invece rivelato l’esatto contrario.
Gente che si è potuta permettere di fare qualsiasi cosa con la certezza che non solo non sarebbe mai stata accusata di nulla ma che il suo agire sarebbe passato perfino alla storia come qualcosa degno del più illustre degli statisti.
Oggi tanti inorridiscono all’idea che berlusconi abbia deciso di ricandidarsi nonostante avesse promesso (sulla testa dei suoi figli?) che non l’avrebbe più fatto ma quei tanti si guardano bene dal ricordare chi è stato l’artefice della costruzione di questo garante della criminalità, politica e non.
“Zu silvio” può fare quel che ha fatto e che fa perché sa di poter contare sempre  su una folta schiera di personaggi che al momento opportuno tirano fuori la frase, l’ipotesi, l’idea, la dichiarazione circa il fatto che in tutti questi anni lui abbia davvero collaborato e lavorato per il bene comune anziché esclusivamente per il suo.
Se le elezioni ci fossero state il giorno dopo che Grasso ha dichiarato che lui merita un premio per la sua lotta antimafia, come avrebbe votato la gente?
E come avrebbe votato dopo aver letto il polillo ridens che dice di lui che merita il quirinale in quanto salvatore della democrazia?
E come voterebbe oggi leggendo che Monti lo coccola dicendo che al G20 l’umiliato fu lui ma l’obiettivo era l’Italia, la stessa Italia che proprio berlusconi ha umiliato, mortificato, resa ridicola agli occhi di tutto il mondo civile?
Per non parlare dell’opera incessante di salvataggio compiuta dai cosiddetti oppositori, da veltroni a violante, passando per l’autore dell’opera prima d’alema, la famosa bicamerale,  che incoronò berlusconi padrone e re d’Italia nonostante ci fosse e c’è ancora una legge che vieta ai possessori di media e organi di informazione di poter accedere a ruoli politici  fino ad arrivare ai giorni nostri, a quel renzi che lo trasformò da prescritto a prosciolto purché, orrore degli orrori, non si parlasse più dei processi di berlusconi, gente che  in tutti questi anni ha fatto l’esatto contrario di quello che avrebbe dovuto fare.
Ma purtroppo ormai a ricordarsi di chi sono stati i costruttori dei devastatori, gli artigiani  di questo delirio surreale che dura da più di tre lustri siamo rimasti in pochi, tutti sono distratti da altro, perfino un buffone, un comico che fa un bagno in piscina diventa utile per distogliere e disorientare – le foto di Grillo in vacanza che in questi giorni circolano sulle riviste di gossip, affinché anche la casalinga di voghera sappia che razza di cialtrone deve essere un attore che a luglio si fa i bagni in piscina –   fanno scandalo solo perché i veri scandali  non si possono immortalare ma solo subire.

In questo paese va benissimo parlare di tutto, purché non si parli mai dell’oltre.

Il debosciato tornerà …

Vorrei riderne, e di spunti ne avrei. Mi è bastato leggere, per esempio, che nel partito di soli quarantenni, che torna alle origini di forza italia, il vecchio debosciato sarà leader candidato a governare l’Italia sine die, immortale com’è. Vorrei riderne, e avrei motivo, leggendo che intende candidarsi dopo aver parlato con tutti i più importanti capi di stato esteri. Me lo immagino, lui e Topolanek con la minchia di fuori, e uno stuolo di donzelle (che se scrivo troiette le signore s’incazzano) tette al vento e gola profonda. Mi immagino i discorsi con l’amico Vlad: “Ehi Vlad, l’altra sera eravamo io, la culona inchiavabile e l’abbronzato americano che ha la moglie bona …”
Viene da ridere a leggere che secondo i suoi sondaggi, con lui candidato il partito tornerebbe al 30%, che è l’Italia che glielo chiede, e sempre le solite immani minchiate. Viene da ridere per la seriosità con la quale tutte queste idiozie son riportate dai giornali, poi però rifletto come sempre e come sempre mi dispiaccio, anche perché che sarebbe tornato – anzi che nemmeno sarebbe mai andato via – io lo scrissi già. Ma è anche vero che scripta non manent più; pure quell’epoca è finita, inghiottita dall’uso improprio che si fa di Internet, che mangia e digerisce le informazioni, senza lasciare il tempo che esse si metabolizzino.
Il 2012 si avvicina alla sua fine, e non è un’affermazione anzitempo. L’estate si mangia quel poco che è rimasto, fa scorrere il tempo nell’indolenza e nel silenzio. L’estate serve per rimandare a Settembre, ma anche a Ottobre visto che nemmeno le stagioni son più le stesse.
Il 2013 è già iniziato, così come è iniziata la riscossione dei crediti maturati. Passera – il ministro e non il parco giochi del debosciato – con un equilibrismo degno del più scaltro truffatore regala al padrone le frequenze per Mediaset, e lo stesso giorno, Monti – il professore sicario – dichiara che il suo padrone è stato fatto fuori con tutto ciò che di peggio sappiamo, di altre donzelle (sempre zoccole sono) e processi aggiustati. Iniziano a pagare il conto, ma temo siano solo le prime rate.

Ora è palese che quel dì, il tizio, non si fece da parte, ma semplicemente si scansò per evitare la pioggia. Ora è palese che chi ci governa non è un tecnico ma un boia mandato per ucciderci, ed è palese anche che il lavoro è stato fatto e che quindi, tutto, può riprendere esattamente da dove si era interrotto. Persino lo svuotamento delle parole – quelle che sono molto importanti – è andato a buon fine, e quindi io posso prepararmi all’attacco delle donne che mi rinfacceranno l’uso e l’abuso del turpiloquio, ma a nessuno verrà in mente di pensare alla favola che gli stanno per raccontare.
Come l’ultima di oggi, che narra di un paese che finalmente ha capito che non era giusto morire ammazzati dal lavoro. Il suo Presidente della Repubblica espresse vibrante soddisfazione dinnanzi ai numeri calanti di una strage infinita, e pure i sindacati sorrisero all’idea, che sempre meno, in Italia, il lavoro uccide.
E ci sto male a stroncare questa favola raccontandone un’altra: quella di un paese così tanto devastato che ormai non si moriva più di lavoro, che perché ci si uccideva per la disoccupazione.

Mi scuso, per questo scritto che può apparire sconclusionato. Lo volevo scrivere solo sconsolato.

 
Rita Pani (APOLIDE)