L’arroganza al potere

Se fossi la figlia di Monti, della Fornero o della Cancellieri, tutto farei meno che cercarmi un lavoro per restare vicino a mamma e papà: deve essere terribile esser stati generati da persone così. Il cinismo e l’arroganza a me fanno paura.

“Noi italiani siamo fermi al posto fisso nella stessa città di fianco a mamma e papà”. (Il ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri)

«Le frasi della Cancellieri sono equiparabili ad una battuta da bar, sulla quale si potrebbe anche costruire una piacevole conversazione, se non fosse che a pronunciarla è il ministro dell’Interno». In serata la polemica sbarca sul web, dove il Popolo Viola prende di mezzo il figlio del ministro: «Anche lui, Piergiorgio Peluso, ha il posto fisso vicino alla mamma come direttore generale di Fondiaria Sai»

Fornero come Monti
“Il posto fisso è un’illusione”

LA FIGLIA DEL MINISTRO? DI POSTI NE HA DUE

Liberisti col culo degli altri

Ci sta: dopo il viceministro col nome da coiffeur e la figlia di cotanta madre (che di posti fissi ne ha addirittura due e guardacaso nella stessa Università dove insegnano e fanno ricerca mamma e papà) la lista si allunga.
C’è da dire che le facce toste sono tutt’altro che sobrie, anzi, fanno abbastanza incazzare.
Perché ovviamente chi parla così lo fa pensando che i suoi figli (e loro stessi) si sono meritati tutto, sono stati bravi, più di tutti: quelli del popolo no, devono inventarsi la vita, un mestiere, rinunciare all’idea non di un noiosissimo posto ‘fisso’ ma di uno stipendio sicuro (che non è affatto la stessa cosa), e devono capire che “il mondo sta cambiando (cit. Elsa Fornero)”.  Effettivamente sì: il mondo sta cambiando, come ci fanno sapere le sorelle Nete delle istituzioni, peccato però che il cosiddetto cambiamento abbia prodotto in Italia l’effetto contrario, e cioè che anziché avanzare questo paese sia invece pericolosamente indietreggiato, peccato che lassù, nelle loro belle, eleganti ma sobrie torri d’avorio la notizia non le abbia mai raggiunte.
Chi parla è gente che ha avuto tutto – probabilmente e sicuramente anche per meriti –  compresi quei diritti che ora sta scippando  non solo alle nuove generazioni,  ma evidentemente  non essendo ancora soddisfatta si diverte a perculare e irridere un giorno sì e l’altro pure tutti quelli che perché non sono stati bravi come loro e i loro figli, non sono stati fortunati a nascere Michel Martone, ma soprattutto perché  più semplicemente non sono  figli di…hanno sempre meno ragioni per sperare grazie a chi gliele sta togliendo tutte. Cioè sempre loro.
La Cancellieri (si potrà dire “la” alla Cancellieri o s’incazza pure lei?) ha chiesto poi  scusa per l’infelice esternazione circa i giovani che vogliono (tutti? non credo proprio) il posto fisso e possibilmente vicino a mamma e papà.
Quando berlusconi diceva cazzate (praticamente una ogni tre minuti: cosa che continua a fare senz’alcun pudore, le ultime, sulle quali è meglio stendere un velo pietoso sono giusto di ieri) la considerazione che  in molti facevamo era: “ma questo non ha mai nessuno che gli dia una gomitata, un calcio sotto il tavolo, un’occhiata di traverso per evitargli figure di merda a getto continuo?” Beh, siccome io non mi sono mai iscritta al partito dei “menopeggisti”, continuo a fare la stessa considerazione e mi chiedo: dopo gli sfigati di Michel, dopo le uscite di Monti e quelle di Nostra Signora dalla lacrima facile era così difficile comprendere che forse certi toni non sono proprio quelli giusti da usare? e inoltre: le scuse della ministra Cancellieri non hanno proprio niente a che fare con la diffusione delle notizie a proposito di suo figlio che perché è bravo (e lo deve essere molto), il posto fisso ( e che posto!) vicino a mamma e papà ce l’ha da un sacco di tempo? se quello che distingueva il governo di berlusconi era la totale insipienza, la cialtroneria e la disonestà, questi signori non fanno una miglior figura mostrando e dimostrando arroganza e incapacità di capire quali sono i problemi della gente e come rivolgersi alla gente che vive tra mille difficoltà.

Ieri la Cancellieri ha detto ad Alemanno di stare zitto per evitare inutili polemiche e lavorare, ecco: se anche lei e i suoi colleghi facessero lo stesso non sarebbe male.

Avanti, non c’è posto, di Massimo Rocca per Radio Capital

Cosa ci stanno davvero dicendo i governanti che ogni giorno martellano sull’inesistenza del posto fisso, sullo spalmamento delle tutele, sui bamboccioni e gli sfigati? Escludendo che siano stupidi e che non si rendano conto che al massimo stanno declamando tautologie invece che governare i processi, credo stiano lavorando su due livelli di comunicazione subliminale. Il primo a breve termine. Il lavoro adesso non c’è, bisognerà accettarne di ancor meno pregiato di quello precario e intermittente che ci è stato servito come grande innovazione negli ultimi 15 anni. Obiettivo, deflazionare drasticamente i salari, unico modo per una economia che non può più svalutare per tornare ad essere competitivi. Con sobri guanti bianchi è la stessa lezione che si sta applicando con pugno di ferro alla Grecia. Il secondo, temo, è a lungo termine. La piena occupazione salariata dai 20 ai 60 anni per uomini e donne, fenomeno mai verificatosi nella storia prima dei magici decenni dalla metà dello scorso secolo, potrebbe non essere il futuro neppure per quell’occidente che è stato il solo a sperimentarla.