Pino e Andrea: Santi sulla Terra

Palermo, don Giuseppe Puglisi è beato

Ci sono persone che non hanno bisogno di una santità post mortem, avendola interpretata benissimo da vive. Nel giorno della contestazione ad Angelo Bagnasco mi viene in mente un altro cardinale, Roberto Bellarmino, quello che mandò a morire Giordano Bruno sul rogo dopo aver ordinato che gli inchiodassero le mandibole affinché non potesse più aprire quella bocca che usava per veicolare e diffondere i suoi messaggi di saggezza.
Anche Roberto Bellarmino fu proclamato santo, e chissà perché.

Cito da un commento sul Fatto Quotidiano:  “vedere Bagnasco commemorare Don Gallo è come vedere Napolitano commemorare Falcone e Borsellino”.

Genova per lui: i funerali di don Gallo
Applausi per il prete, fischi al cardinale

Bagnasco rappresenta quella chiesa da cui Andrea ha sempre preso le distanze, quella della discriminazione, dell’esclusione, della negazione dei diritti uguali per tutti.

L’Avvenire, il quotidiano ufficiale della Cei di cui Bagnasco è il presidente, ha relegato  la notizia della sua morte a pagina 11, e non serviva la conferma del fatto che quel prete da strada e da marciapiede non sia stato mai ben visto dalle alte gerarchie ecclesiastiche proprio perché era uno che non discriminava e non escludeva.

E una persona che non è stata ben vista e considerata da viva non si capisce perché debba esserlo da morta.

Bagnasco, andando ad officiare i funerali di Don Gallo ha celebrato ed onorato quello che la chiesa ha sempre celebrato e onorato e cioè tutta la sua ipocrisia, le sue morali doppie e triple da  mettere in pratica a seconda della convenienza, dell’opportunità,  del ceto e del censo delle  persone che ha di fronte.

La chiesa che dovrebbe stare dalla parte dei poveri, degli ultimi, ha scelto invece di mettersi sempre al fianco del potere, quale che fosse, anche il più temibile e sanguinario.

Ecco perché la presenza del cardinal Bagnasco non è stata gradita da chi amava il pretaccio che i poveri e gli ultimi se li metteva in casa.

Ed è vergognoso che la Rai, la televisione di tutti, quindi anche delle persone che amavano Don Gallo, abbia destinato ai suoi funerali una tv di nicchia e, solo qualche giorno fa, trasmesso la diretta televisiva del matrimonio di due signori nessuno a cui vogliono bene, forse, giusto le persone di famiglia e i loro amici tali e quali a loro.

Vergognoso che la signora nessuno abbia detto che il suo matrimonio sfarzoso e lussuoso abbia contribuito a divulgare un messaggio di serenità e di quanto sia bella la famiglia e che comunque siccome  ha alzato l’audience è stato giusto così, in un paese fatto anche di morbosi voyeurs a cui piace guardare e non toccare.

Le famiglie normali, quelle che pagano il canone sono invece e a maggioranza, quelle con problemi di cui fanno parte le persone che Don Gallo aiutava, sosteneva e non abbandonava come invece spesso e volentieri fa la chiesa, in special modo quella delle alte gerarchie, che proprio perché sono la testa dell’istituzione dovrebbero dare il miglior esempio accogliendo TUTTI, come facevano Pino Puglisi e Andrea Gallo.

Genova per noi

“Non hanno idea di cosa vuol dire la rivolta del popolo greco. Stanno votando la morte della Grecia. Noi abbiamo vinto contro i nazisti, abbiamo vinto contro la dittatura fascista e vinceremo anche questa volta!”.
[Mikis Theodorakis –  Partigiano, poeta e compositore greco]

Perché ormai è chiaro che le banche hanno una buona parte di responsabilità nella crisi mondiale, avendola fomentata con una manovra di strozzinaggio in due tempi: dapprima, finanziando e comprando una larga parte dei debiti sovrani degli stati, e poi, minacciando di chiederne la restituzione. Gli uomini delle banche al governo, in Grecia come in Italia, ci spiegano che dobbiamo piegarci al ricatto, pagando il riscatto della svendita dello stato. I dimostranti di Atene dimostrano, appunto, che si può dire no agli strozzini, anche quando ti puntano la pistola alla tempia, e sono pronti a premere il grilletto.

La Grecia brucia

(Piergiorgio Odifreddi)


Sottotitolo: “I tecnocrati arrivano quando la politica abdica al suo ruolo di direzione e implementazione, non arrivano a caso, semmai bisogna chiedersi come mai abbiamo bisogno di un salvatore e come siamo arrivati ad avere i controllori in casa. Non è colpa del tecnocrate, è colpa della classe politica cieca e autoreferente.

La politica ha visto la sua fine dov’è nata, esattamente nello stesso luogo. Il governo greco ottiene la fiducia sulle misure di austerity: con le buone maniere si ottiene tutto,  meno male che noi la guerriglia non la rischiamo nemmeno, noi siamo italiani mica per caso.


SOLIDARIETA’ AL POPOLO GRECO.

L’uomo che si vede nella foto,  maltrattato da solerti forze dell’ordine durante i disordini ad Atene (tutto il mondo è paese)  non è un black block, né un pensionato incazzato. E’ Manolis Glezos, che nel 1941 sotto occupazione nazista, si è arrampicato sull’acropoli e ha tirato giù il simbolo della svastica nazista.

Primarie Genova
Vince Doria (Sel)
Sconfitto il Pd

Gli elettori di sinistra, a differenza di tutti gli altri, sono esigenti.
E allora possono pure offrire ai loro referenti politici la possibilità di sbagliare, un po’, ma poi la cosa giusta bisogna farla.
E la cosa giusta per un partito che vuole definirsi di sinistra e che si dice pronto a guidare un paese in un periodo disastroso come questo non può essere il corteggiamento languido ai partiti di centro né l’inciucio perpetuo con quelli di destra.

Specialmente se destra e centro sono il peggio che si possa avere a disposizione;  nessuno è votato per natura all’autolesionismo oltre ai politici che da TUTTO ciò che fanno e hanno fatto hanno saputo tirarci fuori il loro utile e , comunque vada, nessuno fra loro ci rimette mai troppo.

Ce ne fosse stato mai uno, o una, in questo paese che abbia preso atto di aver sbagliato, uno, o una, che abbia rassegnato le dimissioni chiedendo scusa al popolo italiano (la volpe del Tavoliere, l’artefice della genialata che consegnò l’Italia a berlusconi chiamata bicamerale e il Kennedy dei poveri avrebbero dovuto essere  i primi della lista).

In questo paese c’è bisogno di sinistra, non del liberalismo diffuso a destra, a sinistra e al centro.

In Italia non c’è più nessuno, oltre a quelli considerati “radicali estremisti” che raccolga le istanze dei cittadini, che non consideri spocchiosa e fuori luogo la richiesta di attenzione verso i problemi della gente da parte della politica, io penso che lasciare solo un popolo in un momento così difficile sia molto, molto pericoloso.
Si vede che l’hanno pensato pure a Genova.

 SI PUO’ FARE!