L’intruso

Ormai lo schifano persino per un’ipocrita stretta di mano. 

Erano tutti lì a parlare tra loro, i grandi, o a rimirarsi le unghie fischiettando, quando il gangster ridicolo si avvicinava… una scena da film di Totò e Peppino. I sorrisi falsi del cavalier Pompetta si spegnevano uno dopo l’altro: nessuno voleva più ascoltare le sue vecchie barzellette da carrettiere in disuso, figurarsi parlare di cose serie con lui o farsi fotografare!  Mestizia, . Solo un commesso lo ha degnato di uno sguardo e di un sorriso, ma era Johan Stronemberg: quello strabico. (Lucio per ‘cappitomihai’)

Sono proprio contenta di aver dato il mio piccolo contribuito per la realizzazione del progetto di Santoro, solo chi  ha provato e conosciuto l’onta di una ingiusta esclusione forse può capire meglio cos’ha realizzato Michele Santoro.

Come ho scritto qualche giorno fa chi invece pensa che quando qualcuno viene allontanato in modo forzoso, violento, oppure gli si creano attorno tutte le condizioni per farlo andare via da un posto dove fa semplicemente quello che ritiene sia giusto fare e lo fa come lo sa fare,  nel caso di Santoro e modestamente anche nel mio direi piuttosto bene, mettendoci una faccia e l’onestà è perché (forse) se lo è meritato, forse non ha rispettato qualche regola, forse qualche volta poteva tacere ma non l’ha fatto, fa lo stesso ragionamento per il quale molti idioti credono e dicono che se una donna viene stuprata è perché provocava. La censura, come dico sempre, è una cosa molto stupida, perché colpisce molto di più chi la fa che chi l’ha ingiustamente subìta. Di Giovanna d’Arco e Giordano Bruno tutti si ricordano, la Storia li ricorda, ma non ci si ricorda affatto di chi ha materialmente acceso la pira sotto ai loro corpi vivi: quella è gente che si è consegnata spontaneamente alla parte peggiore della storia, quella che ha prodotto criminali che hanno compiuto azioni e delitti contro la libertà. 

Se ne ricordano però le ragioni, e sono le stesse per le quali bisogna difendere ancora e ancora la libertà e il diritto di non essere esclusi quando quell’esclusione serve unicamente a spegnere una voce che i pochi non vorrebbero più ascoltare ma i molti sì.
Bravo Michele.

Nota a margine: