Uno così

 

Sottotitolo:  che aspetta Napolitano a togliere il titolo di cavaliere ad una persona così?
Una persona normale che avesse fatto un quarto
delle cose che ha combinato l’utilizzatore totale [soprattutto del
parlamento italiano per il nostro bene e cioè il suo e di pochi
fortunati eletti] starebbe peggiorando di una unità la condizione di una qualsiasi delle italiche galere già da svariati anni.
Una vita a corrompere gente, una vita a farsi ricattare, una vita a pagare tutto e tutti, perfino quello che anche l’ultimo sciagurato del pianeta se vuole trova gratis, e questo sarebbe l’imprenditore capace, il self made man, uno che ha meritato financo il titolo di Cavaliere della repubblica italiana, uno a cui, dopo aver ridotto un paese intero a barzelletta sconcia, averlo disastrato moralmente, eticamente, economicamente è ancora concesso di avere voce in capitolo in parlamento, uno che ancora viene considerato un interlocutore politico.

Uno così.

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In una lettera del 2011 il faccendiere (attualmente in carcere) presenta al Cavaliere il conto per
il lavoro sporco fatto in cambio di soldi e della promessa di incarichi: dall’inchiesta-escort alla P4
IL LEADER DI FLI: “SILVIO E’ UN CORRUTTORE”. L’EX PREMIER: “LO QUERELO”

Certo però, chi l’avrebbe mai detto che sarebbe andata a finire così…eppure, sembrava una persona così perbene, così ammodo, sempre elegante, soprattutto nei modi, mai una parola fuori posto, mai un’occasione per farsi chiacchierare, mai un’ombra, mai un sospetto, mai l’ombra di un sospetto, niente.

Dovunque andasse lo accoglievano tutti a braccia aperte, aveva la fiducia incondizionata di tutti, e tutti hanno fatto a gara per farsi accogliere alla sua corte, tutta gente perbene, ci mancherebbe, quando uno è onesto è onesto e ci tiene sempre a dimostrarlo nel migliore dei modi.

Con tutti.
Milioni di persone facevano le file per dimostrargli la loro simpatia, il loro affetto, il loro ammmòre.

Chi estorceva una villa per lui, chi rubava una casa editrice, chi, addirittura, amici degli amici, manco i suoi, gli faceva trovare un partito politico bell’e pronto, chi gli regalava una bicamerale, chi una quarantina, contate male, di leggi fatte apposta per farlo vivere tranquillo e spensierato, chi si prendeva gli schiaffi al posto suo, c’è stato perfino chi è andato in galera al posto suo.
Un paese intero si è sacrificato per lui.
Nessuno si sarebbe mai aspettato un epilogo così triste, un’uscita di scena da viale del tramonto.
Nessuno si sarebbe mai immaginato che quando molta gente diceva e scriveva sui libri e sui giornali già una ventina abbondante d’anni fa che non era quella persona così affidabile che voleva far credere di essere  lo faceva perché era davvero una persona inaffidabile e poco seria.

Anzi, per niente seria.

Qualcuno li ha ascoltati?
Li chiamavano, li chiamano, ci chiamano antiberlusconisti, ecco.