I diritti di chi?

L’omofobia è un crimine contro l’umanità.
In Russia essere gay, lesbiche e trans significa rischiare la vita come nei peggiori paesi integralisti islamici. Dice “ma questo è sport”. Io dico che la comunità internazionale dovrebbe smetterla di ignorare il non rispetto dei diritti umani per convenienze economiche, politiche e concedere a paesi come la Russia la possibilità di ospitare un evento sportivo come le Olimpiadi, pensate e realizzate in tempi molto antichi per onorare la pace. E non c’è pace in un paese dove si fa una legge che paragona lesbiche e omosessuali a dei criminali.

Sochi 2014, diritti lgbt su montagne russe
Onu: “Attacchi ai gay, il mondo si sollevi”
Letta: “Vado per riaffermare ruolo Italia”

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Letta che va a Sochi per “riaffermare il ruolo dell’Italia nell’estensione dei diritti” perché non s’impegna col suo partito, che si vocifera sia addirittura di centrosinistra, ad estenderli anche qui? Di che si va a vantare Enrico Letta, che in una democrazia occidentale nemmeno i governi di centrosinistra sono riusciti a fare uno straccio di legge decente che tuteli i diritti degli omosessuali? E che la politica, al contrario, ne abbia pensata un’altra che tutela invece il diritto ai giovanardi di Italia di offendere i gay senza che questo costituisca un reato? Cosa va a riaffermare Letta, la sudditanza al vaticano che impedisce a questo paese di essere civile davvero? quali cazzo di diritti va a riaffermare Letta, quelli che non abbiamo neanche qui?

Vergogna.

Ancora sui DIRITTI CIVILI

Le nozze gay sono il suicidio dell’Europa?

Contro l’omofobia e la transfobia – Appello ai candidati

L’ex fidanzato storico
di Alfonso Signorini
candidato dal Cavaliere

Sottotitolo: penso che di queste faccende non si parli mai abbastanza.

Per smettere di farlo c’è un unico modo: mettere in pratica, nei fatti, quell’uguaglianza che fino ad ora è rimasta lettera morta su una Costituzione che nessuno rispetta, nemmeno chi lo deve fare per ruolo e mestiere.

Se proprio si vuole insistere nel non voler considerare le persone uguali come Costituzione comanda bisognerebbe rinnovare un po’ il repertorio delle cazzate che si dicono e che si scrivono per negare quel diritto.
Ché quelle solite, sempre le stesse, sono diventate stucchevoli, noiose, insopportabili.

Come lo sono generalmente tutte le falsità e le menzogne. Il diritto che più di tutti gli altri in questo paese viene violentato e disatteso SCIENTEMENTE prim’ancora che quello di formare un nucleo familiare e chissenefrega poi di come lo si vuol chiamare, di poter adottare dei figli agli omosessuali è quello riconosciuto dall’articolo 3 che ORDINA, non chiede se gentilmente si può fare, allo stato e dunque ai governi di trattare TUTTI i cittadini nello stesso modo, dunque non per mezzo di concessioni da feudo medioevale ma in funzione di leggi dello stato.

Premessa:   il matrimonio è un istituto fallimentare che andrebbe abolito per tutti.

Non serve, non cementa di più un bel nulla, è solo un costo, una burocrazia continua per qualsiasi cosa, quando ci si sposa e quando si divorzia, serve solo ad arricchire eserciti di avvocati,  la chiesa che ad ogni cerimonia religiosa mette in cassa altri soldi e altro potere – non solo con  il matrimonio religioso ma anche  con un battesimo imposto quando la persona non è in grado di intendere, di volere, di dire no,  di chiedere di poter scegliere da adulto consapevole se vuole far parte o meno di un club piuttosto che un altro, comunioni e cresime che si fanno fare ai bambini solo perché si fa la festa e si ricevono i regali.

Se due persone vogliono stare insieme non serve l’accordo certificato o ancorché benedetto, e una stretta di mano o un vaffanculo sono molto meno costosi di una pratica legale.

MA il fatto che mentre mezza Europa e un resto del mondo civile abbiano regolato e da tempo la questione delle unioni omosessuali mentre qui, nel nostro bel paese, culla del diritto [che è di tutti e non solo di qualcuno], ci sia una politica miserabile, ipocrita e asservita alla volontà di  divulgatori di menzogne e ignoranza che si domanda ancora se sia il caso di farlo, che nasconde la sua pochezza dietro alibi ridicoli, che dice cose assurde spacciandole per regole costituzionali solo perché non vuole smettere di essere serva di una chiesa oscurantista, retrograda, violenta e malvagia non fa dell’Italia solo un paese molto al di sotto della soglia di una ragionevole civiltà ma lo rende proprio brutto, triste e cattivo.

Non è vero che il paese non è pronto e che la gggente non capirebbe: è la politica, TUTTA, ad essere prona e vigliacca, e niente affatto intenzionata a dare a tutti quei diritti che i politici si sono già presi da un pezzo e da se medesimi. Loro non hanno nessun tipo di problema, per loro i diritti – visto che se li riconoscono da se medesimi – non solo sono riconosciuti e applicati ma addirittura estesi oltre il tollerabile, per la gente comune, le minoranze, non è affatto così, e questo non sarà mai un paese civile finché la politica, per non perdere i voti dei cattolici integralisti, fondamentalisti, ipocriti e cattivi farà quel che vuole la chiesa sulla base non di un sentire cristiano, solidale, altruista come dovrebbe essere ma solo perché alle gerarchie vaticane interessa mantenere e aumentare il potere.

E per mantenere il potere, la Storia insegna, bisogna dividere, si divide incentivando il razzismo, l’omofobia, promuovendo l’idea di persone relegate alla condizione di  categorie – inferiori – e che per questo devono rimanere in una situazione  borderline, non disturbare, non chiedere ma essere obbligate comunque a sottostare a tutti i doveri da cittadini: rispettare la legge, pagare le tasse, e assumersi la responsabilità civile e legale di ogni loro azione. Dunque lo stato per mezzo dei governi si legittima da se medesimo ad ignorare gli omosessuali ma loro non possono né devono, PER LEGGE, ignorare lo stato.

I diritti non sono concessioni, sono – appunto – diritti, che non possono restare appesi ai desiderata e alle ormai quotidiane dichiarazioni delle loro eminenze, né ad una politica che quando non sa che fare si attacca alla famosa teoria del “c’è altro a cui pensare, c’è la crisi”,  parla molto la politica  – soprattutto a vanvera – la crisi è mondiale, eppure, nel frattempo i governi di tanti paesi [dopo Parigi anche Londra dice sì alle nozze gay] non hanno mai perso di vista la regolamentazione del diritto civile, evidentemente pensano – come me –  che chi non capisce che i diritti civili sono la priorità,  perché vanno a toccare spesso questioni anche più importanti di un’economia più forte, non capisce niente,  loro, questi nostri  statisti delle cippe lo sanno e lo capiscono benissimo ma continuano ad ignorare un problema che c’è e che va risolto.

Per non parlare di un “giornalismo”  servo e servile che fa da eco ad ogni sospiro che arriva dagli invasori d’oltretevere. 
Quello che attiene al diritto civile non dovrebbe riguardare chi ha scelto di occuparsi di anime, spiritualità e del trascendentale.

Nei paesi dove le unioni di fatto fra persone dello stesso sesso sono una realtà da molto tempo non mi pare che nessuno sia caduto in quel baratro di cui parlava bagnasco, anzi, a ben vedere, si vive molto meglio che in questo.

Gli ospiti siete voi

Preambolo: la pubblica accusa, nel processo all’assassino di Denver, si consulterà coi parenti delle vittime se chiedere o meno la condanna a morte. Un po’ come piacerebbe anche ai tanti, quelli sì giustizialisti di casa nostra, quelli che “so io che gli farei”, quelli a cui piace fare processi in prima e seconda serata televisiva pagati coi soldi di tutti. Un po’ come chiedere alla stuprata, al rapinato, ai familiari delle vittime di qualsiasi reato come preferiscono che si agisca nei confronti dell’imputato, vero o presunto. Una legge del taglione rivistata e riadattata ai giorni nostri, questo accade nella civilissima America.

Nozze gay, Bindi contestata alla festa Pd. E lei: “Siete liberi di vivere in un altro paese”

Sottotitolo: ricordiamo agli amici cattolici che sono ospiti nel nostro paese da 2012 anni.

La Giudia è sempre lì.

Nessun problema.Vi portiamo anche le valigie alla stazione.

L’Italia è un paese occidentale e questo che viviamo è il terzo millennio, prima lo capiamo tutti meglio è.

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Tutti quelli che si sono scandalizzati con Grillo reo di averla accusata di non conoscere l’amore dove sono? c’è gente che ha uno strano concetto di “insulto”, di quel che si può dire e quello che no. Per me sono molto più gravi le cose che pensa e dice la bindi che, al contrario di Grillo purtroppo voce in capitolo in parlamento ce l’ha.

E pensare che c’è gente che ha paura che torni il babau berlusconi.
Io ho molta più paura di gente con le idee della bindi che pensa che a doversene andare da qui siano le persone – non solo omosessuali e lesbiche ma semplicemente gente civile, al contrario di lei – che pretendono il riconoscimento degli stessi diritti per tutti.
 Il pregiudizio è qualcosa di odioso che va oltre il concetto di diritto sì o no.
Perché nella stragrande maggioranza dei casi non si sa motivare il no perché non si può motivare se non dicendo un mucchio di stronzate come sta facendo la bindi da anni seguita a ruota dai suoi compari di partito d’alema e fassino e per tacere sugl’interlocutori del pd come casini che bersani considera ‘moderati’.
E certe opinioni sono diffuse anche nel ceto cosiddetto medioalto dove non ci si può nascondere nemmeno dietro l’ignoranza, dietro l’omofobia e il razzismo però sì, è una copertura che in Italia funziona sempre alla grandissima.

Per non parlare di quanto è ampio il paravento che offre da sempre il vaticano alla politica italiana.

Ricordiamo alla bindi et similia che fare politica non significa diventare proprietari di un paese ma gestire quel paese secondo le esigenze di TUTTI i cittadini, dunque anche degli omosessuali, questo dice la Costituzione, fino a prova e a modifiche contrarie.
 Ci sono molti eterosessuali ai quali io non affiderei neanche la gabbia dei criceti, se ne avessi una, figuriamoci un bambino.
Quando ieri il pd a Bologna ha votato compattamente al pdl per il rifinanziamento alle scuole private nessuno ha parlato di anticostituzionalità, mi pare, eppure questo sì, è contrario ai principi costituzionali.

Articolo 33 della Costituzione ITALIANA:

L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.
La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.
Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, SENZA ONERI per lo Stato.
[…]

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 Un utile esercizio che consiste nell’invertire censori e censurati, maggioranze e minoranze, discriminanti e discriminati. Non si sa mai.

Anch’io sono favorevole al matrimonio fra cattolici: chi siamo noi per impedire che i cattolici si sposino e possano perfino adottare dei figli se lo desiderano? ci mancherebbe pure che ci mettiamo a discriminare, a fare figli e figliastri come piacerebbe al maggior partito de’ sinistra italiano…no no, lungi da me la discriminazione e il pregiudizio.

La Costituzione dice che siamo tutti uguali? e lo deve essere sul serio, cribbio, e anche perdindirindina, toh.

Ce lo chiede (anche) l’Europa

Sottotitolo: Il potere logora chi non ce l’ha?

Massimo Rocca – Il contropelo di Radio Capital

Dunque, facendo le somme con beneficio di inventario.
Riforma delle pensioni, ci si era provato dal ’94, ma finalmente è fatta, gli italiani resteranno al lavoro più o meno fin che ce la fanno e anche un po’ di più.

Mercato del lavoro, l’articolo 18 crolla salvando solo i licenziamenti senza giusta causa e discriminatori, pare anche che le frustate sulla schiena non siano permesse.

Si metterà mano alle legge sulle intercettazioni che gli autorevoli moniti del colle avevano messo su un binario morto.

A proposito di binari la tav si fa senza se e senza ma.

Ci sarà una qualche forma di responsabilità civile per i giudici, che neppure in bicamerale si era riusciti ad immaginare.

I vertici della rai restano saldamente sotto controllo, le frequenze televisive per adeesso non si toccano.

Il processo Mills è prescritto, il concorso esterno alla mafia dicono dalla cassazione che non ci crede più nessuno.

Il Milan vincerà lo scudetto ed è l’unica squadra in coppa dei campioni.

Minchia, ma vuoi vedere che era davvero la nipote di Mubarak?

Articolo 29 della Costituzione della Repubblica Italiana
 
La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.
Il matrimonio è ordinato sull’uguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare.

(Se qualcuno riesce a leggerci che il matrimonio, istituto civile e non religioso, fino a prova contraria, prevede l’obbligo dell’eterosessualità, lo porto a cena fuori. Nella Costituzione, infatti, si parla di CONIUGI e non di un uomo e una donna e, sempre fino a prova contraria le leggi DICONO e non si INTERPRETANO, nota di R_L).

Cassazione: ‘I gay hanno diritto
al trattamento delle coppie sposate’

Strasburgo boccia i governi contrari ai matrimoni gay

 Sono naturalmente favorevole al matrimonio esteso alle coppie omosessuali,  perché la nostra Costituzione riconosce  la dignità di famiglia solo alle coppie sposate.

E siccome per me una coppia è una famiglia indipendentemente dal sesso dei suoi componenti, l’unico modo per riconoscere questa  dignità e mettere in pratica nei fatti l’articolo 3 della Costituzione  è annullare la discriminazione di “genere”.

E a differenza di Vendola non sono per nulla sorpresa “felicemente” del fatto che in Italia tutto quel che ha a che fare coi temi etici legati ai diritti civili debba essere risolto a colpi di carte da bollo e di sentenze come fu anche per la vicenda tristissima di Eluana Englaro. Anzi, direi che sono abbastanza schifata che per queste faccende ci sia bisogno della minaccia, dell’ordine perentorio (secondo giovanardi quella della Cassazione è un’opinione, ma bisogna capirlo, egli stesso è un’opinione e pure piuttosto confusa) di istituzioni terze come la Cassazione e il parlamento europeo.

Mentre nei paesi davvero civili di queste cose si occupa la politica in modo assolutamente trasversale. 

Mentre qui si perde tempo a farsi duemila problemi sul come chiamare un’unione di questo tipo come se il problema fosse il nome e non la negazione di un diritto, e una legge così non la farebbe nemmeno la sinistra cosiddetta ‘radicale’ per non inimicarsi le gonnelle d’oltretevere.

Il matrimonio (quello civile),  è sostanzialmente un contratto a tutela di due persone che vivono insieme.
Per eventuali figli la tutela giuridica è del tutto indipendente dal matrimonio, quindi la discriminazione è solo dettata dalla morale religiosa, da pregiudizi di tipo patriarcale, maschilista e ovviamente dal disgustoso opportunismo politico di questi nostri “statisti” di destra e di “sinistra” dalla morale doppia e tripla, quelli che difendono la famiglia e poi ne hanno due o tre oppure gli omofobici alla giovanardi che si scandalizza di fronte al bacio omosessuale ma poi trovava del tutto normali le orge e lo sfruttamento della prostituzione minorile da parte di un vecchio satrapo pervertito e vizioso in quel di HardCore e dintorni.
I matrimoni estesi alle coppie omosessuali sono una realtà di tutta Europa, partendo dai luoghi più vicini a noi dal punto di vista culturale (Francia, Spagna, Germania, Inghilterra), e li vogliono sia  la sinistra che la destra, in Spagna la legge sulle coppie di fatto fu voluta dal governo di Aznar, Zapatero si limitò a perfezionarla estendendola appunto ad un REGOLARE matrimonio.

L’omofobia (la discriminazione delle coppie tra eterosessuali e omosessuali E’ omofobica) non dipende solo dal vaticano.
Quella è una scusa facile (“il papa non vuole”, c’è un elenco grosso come la Treccani di quello che non vuole, tra cui guerra e capitalismo, ma in realtà non frega nulla a nessuno di quello che vuole o non vuole il papa).

 In realtà quello che proprio non vogliamo (collettivamente) fare è portare gli ultimi, i senza diritti, gli emarginati, al nostro livello. Trattarli da pari.

E’ facile dire due parole di solidarietà ad una coppia omosessuale, difficile è dirgli “ok, potete fare tutto quello che facciamo noi, sposarvi, adottare un bambino, lasciarvi l’eredità a vicenda”.

C’è sempre una resistenza, qualcosa che si può riassumere come il sollievo di avere qualcuno che sta peggio di noi, che non può avere il nostro stesso diritto.

L’Italia è un paese fondato sul privilegio.

L’assurdo è che questa questione, semmai verrà risolta così come si fa nei paesi normalmente civili,  non lo sarà, come dovrebbe essere,  dalla politica.

Siamo al limite della minaccia a colpi di sentenze e di sanzioni europee.

Strano che ad un’ Europa che chiede si conceda sempre tutto, quando quel tutto riguarda la diminuzione dei diritti nel lavoro, eccetto però la famosa legge sulla corruzione chiusa in un cassetto da dieci anni e quelle leggi che renderebbero questo un paese appena un po’ normale.

Forse gli omosessuali italiani dovrebbero imparare a protestare e a invocare i diritti  in lingua tedesca.