Nemmeno Dio, se esiste, li perdonerà

Sottotitolo: lo stato, il padre di tutti come ci insegnano quelli bravi e romantici può vendere la nicotina che intossica i polmoni, l’alcool per ammalarsi di cirrosi epatica e causare magari incidenti per colpa dell’ ubriachezza, il gioco d’azzardo, tutto per fare cassa sulle debolezze della gente, creare dipendenze  il cui costo poi ricade su tutta la collettività come gli incidenti provocati dagli ubriachi, curare chi si ammala di tumore e di cirrosi ma guai a permettere di poter scegliere di farsi male se si vuole tirando uno spinello che fra le dipendenze di cui sopra è quella meno nociva. Il proibizionismo sulle droghe leggere oltre ad essere una scemenza ipocrita serve solo a finanziare mafie e criminalità alle quali va tolto il monopolio della vendita così come hanno già fatto paesi più civili di questo. Chi fa una legge che manda in galera fino a vent’anni una persona che si fuma uno spinello è un irresponsabile delinquente, e altrettanto lo sono state le persone che hanno approvato quella legge. Gente a cui non affidare, e per nessun motivo, la gestione delle vite degli altri.

***

Consulta boccia la legge su tossicodipendenze
Ilaria Cucchi: “Senza la Fini-Giovanardi mio
fratello sarebbe vivo. Ora svuotare le carceri”

Giustizia è fatta. Ma solo in parte. La Corte costituzionale, dichiarando illegittime le norme della cosiddetta Fini-Giovanardi, ha accertato che quella di allora fu un’ operazione sporca e fuorilegge del governo Berlusconi. 

***

Chi pagherà i risarcimenti dei danneggiati dalla #fini #giovanardi? Loro in persona, spero. Bisognerebbe ripristinare l’esilio, l’allontanamento coatto di questi socialmente pericolosi che hanno mandato in galera chi non ci doveva andare, qualcuno anche a morire come è accaduto a Stefano Cucchi che senza quella legge non sarebbe mai stato fermato e arrestato.
Incapaci, disonesti, delinquenti che hanno infilato un obbrobrio simile dentro un decreto legge per, che lo dico a fare? un finanziamento. Per la precisione nella legge di conversione del decreto per il finanziamento delle Olimpiadi Invernali di Torino. Una legge liberticida, oscena approvata dopo un referendum in cui gli italiani ma non fini e giovanardi, e nemmeno chi ha approvato e firmato quella legge avevano dimostrato di aver capito benissimo che fra lo spinello e la cocaina c’è una grande differenza.
Non sono uguali, nemmeno si somigliano.

Se i giudici sono costretti di tanto in tanto a sostituirsi al parlamento per correggere od eliminare le leggi non sono i giudici che vogliono fare politica. E’ la politica che non la sa fare, non la fa. giovanardi dovrebbe sparire, oggi più di ieri e meno di domani portandosi dietro i suoi complici in quell’abominio di legge che porta il suo nome e quello di fini, ma che è stata approvata con la fiducia in parlamento e firmata da Ciampi.

Ancora una volta, anche se con notevole ritardo, ci sono voluti i giudici a mettere la pezza sui disastri che fa la politica. Quelli che dovrebbero condurre un paese sono invece persone assolutamente inadeguate e per fortuna che c’è una corte che si occupa di loro, ultimamente pure con una certa frequenza. In questo paese si fanno mettere le mani e la firma su proposte di leggi e sulle leggi ad una persona come giovanardi che in qualsiasi altro paese non solo sarebbe fuori dalla politica ma anche da qualsiasi contesto civile. Un razzista  omofobo, uno che insulta i morti e oltraggia le loro famiglie in Italia può sedere in parlamento e pretendere anche il rispetto per l’istituzione che rappresenta. Uno che del rispetto applicato ai comportamenti, alle azioni e alle cose che si dicono non ha nemmeno la benché minima concezione, conoscenza. Nulla. Un ignorante totale che paghiamo per farci insultare.

Bisognerebbe iniziare  fare politica seriamente, e smetterla possibilmente di infilare tutto in un decreto unico, perché la fini giovanardi è stata approvata  più o meno come la cancellazione dell’IMU con relativo riassetto della banca d’Italia che non si capisce cosa c’entrasse con l’IMU. 

Più o meno lo stesso che hanno fatto per la legge sul cosiddetto femminicidio dove hanno infilato l’impossibile circa violenze di altro genere che nulla c’entrano con la violenza sulle donne, ad esempio l’inasprimento per gli scontri di piazza e quelli negli stadi. Fanno i decreti per una cosa e dentro poi ci infilano un inenarrabile che non c’entra con quello che si vuole agevolare o contrastare con la legge in questione e approvando una cosa poi passa tutto. Un po’ come coi famosi milleproroghe. E il compito di non far passare mostri giuridici estranei ad una legge e alla Costituzione dovrebbe essere dell’opposizione che sta in parlamento apposta per questo: per vigilare,  evitare che la maggioranza faccia disastri che poi devono correggere i giudici. Se e quando lo fanno.

Quella di oggi non è una vittoria ma la dimostrazione dell’ennesimo fallimento dello stato.

Carceri: Strasburgo condanna l’Italia [tanto per cambiare]

 Strano che si eseguano i voleri dell’Europa solo quando c’è da spillare soldi ai cittadini. Quando si tratta di diritti fanno tutti orecchie da mercante.

Anche l’IMU a quanto pare non è equa. Ma questo non ce lo doveva dire l’Europa: lo sapevamo già.

Ue contro l’Imu
“Così non è equa
va resa progressiva”

Carceri, la Corte di Strasburgo condanna
l’Italia per “trattamento inumano”

Ai sette detenuti nel carcere di Busto Arsizio e in quello di Piacenza dovrà essere pagato un risarcimento di 100 mila euro per danni morali. Nella sentenza la Corte invita a porre rimedio subito al sovraffollamento. Il ministro della Giustizia Paola Severino: “Profondamente avvilita, ma non mi stupisce”.

65MILA DETENUTI PER 47MILA POSTI. A BUSTO NIENTE ACQUA CALDA

La Severino che si dispiace per la condanna di Strasburgo circa le condizioni indegne delle nostre carceri è una grandissima ipocrita. 
Perché né lei né il suo governo sarebbero passati per la revisione e l’abolizione di quelle leggi che rendono criminali quelli che criminali non sono. 
E che sono quelle che fanno traboccare le carceri di gente che non ci deve stare.
Avrebbe scelto la via breve dell’indulto e dell’amnistia, perché con questi si prende la solita fava e i molti piccioni.
L’indulto voluto da mastella quando faceva il ministro con prodi serviva a berlusconi, ed è quello che ha corretto le pene, annullandole praticamente, anche ai macellai della Diaz e agli assassini di Federico.

Non servono indulti e amnistie.

Abolendo la bossi fini e la fini giovanardi si darebbe una bella sfoltita alle carceri. E inoltre, misure alternative in luoghi alternativi al carcere.  Chi ad esempio ha l’uscita diurna per andare a lavorare non è necessario che tolga spazio a chi invece in una cella ci deve proprio stare. La privazione della libertà, anche a scopo rieducativo è una cosa seria che va gestita con serietà.

Ché i risarcimenti  poi mica li pagano fini bossi e giovanardi. E nemmeno quei governi che non si sono mai adoperati per restituire dignità anche ai reclusi in un carcere. Li paghiamo noi.

C’è la fila davanti l’ufficio dove si liquida l’ingiusta detenzione. Milioni di euro che si potrebbero reinvestire in un serio programma di recupero come prevedono il nostro diritto e la nostra Costituzione.

Non si risolve il dramma della detenzione liberandone a mazzi ogni tot di anni, fra i quali ci sono gli appartenenti alla microcriminalità che tornano dentro dopo 24 ore e che i cittadini percepiscono poi come un pericolo alla loro sicurezza coi risultati che sappiamo: voti alla lega e a gente come  alemanno che con l’illusione della sicurezza per tutti su cui aveva imbastito la sua campagna elettorale dopo lo stupro e l’omicidio della signora alla stazione di Tor di Quinto, è riuscito a diventare nientemeno che sindaco di Roma. 
I romani andassero a vedere quella stazione oggi, e quelli che hanno votato l’ex picchiatore si vergognino per il resto dei loro giorni.

Stefano, morto di botte, di fame e di sete

Stefano Cucchi è morto di fame e di sete.
Prim’ancora che di botte.
Dunque non farà né caldo né freddo a nessuno, a parte noi poveri idealisti che pensiamo e speriamo che l’Italia possa trasformarsi prima o poi non dico in un paese normale ma almeno sano,  sapere che in questo paese si nutrono per legge, quindi obbligatoriamente – anche contro la loro volontà espressa in precedenza – i già morti mentre non si ricorre all’alimentazione forzata quando c’è da salvare una vita che era ancora vita. 
Una persona può rifiutarsi di mangiare e bere per protesta o perché essendo stata pestata a sangue a scopo pedagogico, educativo,  fame proprio non le viene mentre è sotto tutela dello stato e ricoverata in una struttura sanitaria pubblica e non succede niente, si lascia morire così, nell’indifferenza di tutti vietandole perfino la vicinanza di una persona di famiglia.

Fini e Giovanardi dovrebbero pentirsi per il resto della loro vita,  se hanno ancora una parvenza di coscienza da qualche parte, perché la morte di Stefano è tutta roba loro: di quella legge criminale che porta la loro firma.

Chi vuole bene ai suoi figli, li deve mandare via da qui; non è un paese per giovani, questo.

Caso Cucchi, i periti: “Morì per carenza
di cibo e liquidi. Fu colpa dei medici”

 
 
Caso Cucchi, i periti: "Morì per carenza  di cibo e liquidi. Fu colpa dei medici"

Per gli esperti “i medici del reparto di medicina protetta dell’ospedale Pertini, non trattando il paziente in maniera adeguata, ne hanno determinato il decesso”. E poi “il quadro traumatico osservato si accorda sia con un’aggressione, sia con una caduta accidentale” [Il Fatto Quotidiano]

 

+ Al via il processo per la morte di Cucchi Dodici imputati alla sbarra