Ritardati morali [cit. Beppe Grillo]

Preambolo: ‎“Eventuale sostegno aereo” dicono Di Paola e Terzi. Bene, mandiamo i nostri aerei in Mali. Un’altra guerra. Anche no. Anche basta. 

Anche leggete l’articolo 11 della Costituzione, prima di dire cazzate. [Maso Notarianni]

Sottotitolo: Il voto cosiddetto utile sarebbe come lasciare le chiavi di casa alla domestica che si è fregata l’argenteria dopo averla licenziata. 
Giusto per usare una metafora semplicissima.

Progressisti, europeisti, conservatori? No, due ipocriti [Pasquale Videtta]

L’infallibile professore ha confessato di aver votato b nel ’94, di averlo scelto perché si era fidato della sua promessa di una rivoluzione liberale. 
Quando b si presentò davanti agli italiani e in modalità urbi et orbi annunciò la famosa discesa in campo qualche fattarello del personaggio si conosceva già ed è impossibile che il professore ne fosse all’oscuro. E infatti ha candidamente ammesso che la questione del conflitto di interessi era ben chiara fin dall’inizio. Però lo ha votato lo stesso. Già questo dovrebbe come dire? inquadrare meglio la persona Monti, far comprendere quale idea di stato abbia in mente. Oggi questo nuovo statista, nominato perfino senatore a vita per aver illustrato così bene il nostro paese come recita la Costituzione, per averlo magnificato coi suoi meriti artistici, letterari, umanitari ci ha mostrato il suo vero volto: quello di uno dei tanti a cui non interessa affatto il bene dei cittadini di questo paese ma che invece, come prima istanza ha ritenuto opportuno precisare ai residenti di uno stato estero che non è nelle sue intenzioni rivoluzionare alcunché e, in concomitanza con la pubblicazione di un articolo su L’Espresso dove c’è scritto che “la chiesa non si fida più di Monti” lui ha pensato che fosse opportuno tranquillizzare non gli italiani che eventualmente sceglieranno di votare la sua lista ma direttamente lo stato maggiore del vaticano con le dichiarazioni rese ieri sera a Ilaria D’Amico. Dunque l’idea europeista di Mario Monti passa per l’ossequio al vaticano, ed è facilmente intuibile che la stessa idea si estenda poi a tutti coloro che sceglieranno di affiancarsi al professore, di permettergli di avere voce in capitolo in un’eventuale coalizione di governo targata centrosinistra. E’ facilmente immaginabile che nel dibattito politico argomenti inerenti ai diritti civili non troveranno – e non per questioni di tempi – il giusto spazio né la giusta considerazione che dovrebbero invece avere in una democrazia civile, liberale e moderna. Non dovrebbe essere difficile per nessuno comprendere che chi vota Monti sa che le decisioni di Monti saranno subordinate ai soliti desiderata della chiesa ma che lo saranno anche quelle di chi pensa che farsi in qualche modo aiutare dal professore faccia parte della strategia più utile da adottare.

 

Dell’idea centrista di Monti riderebbe anche un bugiardo come Aznar il cui governo approvò la legge sulle unioni omosessuali che fu solo perfezionata col matrimonio da Zapatero. Per non parlare di quell’estremista di Cameron, di quel comunistaccio di Hollande e, in generale, di tutti i governanti delle democrazie europee liberali e moderne che se ne sono sempre strafregati di ciò che poteva dare un dispiacere agli invasori in gonnella;  questi mantenuti ingrati a cui nessun politico italiano ha avuto mai il coraggio di ricordare quali e quanti privilegi abbiano avuto ed hanno dallo stato italiano e invece di incassare e zitti pretendono sempre di più perché sanno che ci sarà sempre chi si spertica per accontentarli prim’ancora che esca un filo di fiato dalle loro bocche. Un po’ come accadde con Matteotti che fu aggredito e ucciso non perché mussolini avesse chiesto esplicitamente la sua testa ma perché chi lo rapì per ammazzarlo aveva pensato che a mussolini avrebbe fatto piacere.

Se la famiglia è solo quella fra una donna e un uomo [ma non era il matrimonio, mò addirittura tutta la famiglia è un uomo e una donna? andiamo bene, a furia di ripetere la filastrocca non si accorgono nemmeno delle cazzate che dicono] bisognerebbe – per coerenza – riconoscere a lesbiche e omosessuali lo status di cittadini aventi diritti per metà e su quello regolare i loro doveri verso lo stato.   Come se sui diritti si potesse derogare, prendere tempo, ancora? e quanto tempo ci vuole? nel frattempo omosessuali e lesbiche devono continuare a pagare le tasse, a comportarsi dentro la legge, a non violare nessuna regola, vero? e sempre nel frattempo quello che non è concesso a noi comuni mortali i politici se lo sono già messo da parte dalla notte dei tempi, per loro vale tutto, convivenze riconosciute, diritti, eredità, assistenza in caso di malattia.

Per loro il tutto e subito è proprio la condizione, invece.

E Monti sarebbe lo stratega, il fine riformista a cui la politica di destra, di centro e di centrosinistra spalanca le braccia, le porte, questo signore attempato prim’ancora che per età di testa [Monti, sei vecchio pure tu e non sei affatto meglio di quell’altro, anzi] che si propone da se medesimo quale capo di una ipotetica coalizione riformista ma di centro ma anche di destra e come se fosse antani piegata ai voleri della chiesa per venirci a ribadire cose che saprebbe dire anche una nullità come casini.

Chi vuole votare il centrodestra vota direttamente il centrodestra, non un centrosinistra che promette sfaceli, financo di risolvere il conflitto di interessi dopo vent’anni ma poi pensa di allearsi con uno così per opportunismo, mettendo di nuovo la pietra tombale sui diritti civili. E il pericolo sarebbe berlusconi?  Il centrosinistra vincerà le elezioni se dirà chiaro e tondo che il professore è uno dei suoi avversari, proprio come berlusconi, invece di andare ad individuare i suoi nemici altrove.  E la tragedia è che l’unico che [cardinale di riferimento a parte] poteva dire davvero qualcosa di sinistra in una coalizione di centrosinistra si è svenduto questa possibilità sull’altare delle primarie.
Ciao belli, ma chi vi pensa? io, no di certo.

L’ossimoro

In Italia essere omosessuali “ma anche” cattolici è come essere neri e iscritti al KKK, come essere ebrei o Rom e tenere la foto di hitler sul comodino.
E, visto che si è molto parlato di privacy violata, del fatto che una persona non è tenuta a rivelare pubblicamente le sue relazioni affettive/amorose, ad “ostentarle”,  mi piacerebbe sapere che ne pensano i difensori di questa teoria di quell’usanza tribale che risponde al nome di matrimonio e per la quale si usa fare cose che sono tutt’altro che private e rispettose della privacy.

Organizzare cerimonie pubbliche in chiesa e in comune, mandare in giro lettere di partecipazione, indossare anelli d’oro a mò di timbro di riconoscimento all’anulare, cambiare/aggiungere il proprio cognome a quello del coniuge, invitare centinaia di persone alla cerimonia, chiedere regali per celebrare il gioioso evento, permettere che i propri nomi restino alla mercé di sconosciuti per almeno un mese…tutto questo non è forse OSTENTARE la propria eterosessualità?  se la vita è privata è privata per tutti, e allora perché questa spettacolarizzazione, questo sbandieramento pubblico dei propri sentimenti è accettato solo quando l’amore riguarda il maschio e la femmina, l’uomo e la donna? c’è qualcosa che non va oppure va bene così? Aldo Busi ha straragione, altroché, alla faccia degl’ipocriti al quadrato e al cubo.

Ostentare è una parola che fa schifo come tollerare.

E fra essere riservati ed essere repressi, incapaci di vivere i propri sentimenti in libertà per questioni di opportunità o, peggio ancora per mancanza di coraggio c’è una bella differenza.

Ecco perché in questo paese c’è bisogno del coraggio personale di chiunque quando si tratta di rivendicare uno o più diritti, ed ecco perché penso che chi  più di altri necessita di vedersi riconosciuti dei SACROSANTI diritti dovrebbe abbandonare una chiesa negazionista, omofoba e razzista.

Essere cattolici ed omosessuali in Italia è un ossimoro, perché la chiesa non rispetta né riconosce l’omosessualità come un fatto umano, naturale e quindi degno di essere considerato per ciò che è, dunque non una malattia, non una perversione né una devianza: questo non è radicalismo, relativismo né anticlericalismo ma REALTA’, e chi non la vede è IPOCRITA, e della peggior specie.
Se la chiesa non condizionasse anche la scelta del colore delle mutande in questo paese nessuno avrebbe paura di dichiarare quel che è e di viversi in libertà tutto quello che vuole, quando quel tutto non invade né mette a repentaglio le altrui libertà.

Invece l’obiettivo della chiesa è proprio far credere questo: che la mia libertà di amare, sposare, avere una relazione con un’altra donna se mi andasse, metterebbe in pericolo, ostacolerebbe quella di chi questo non lo fa: di chi fa altre scelte rispetto alle mie, e l’ennesima conferma ce l’ha data il papa giorni fa quando ha escluso dalla categoria dei ‘degni’  i figli nati fuori dal matrimonio.

Una cosa più abominevole di questa era difficile perfino da immaginare.
L’orientamento sessuale è tutto fuorché una cosa privata visto che condiziona il percorso di vita di tutti, basta guardare anche una cosa apparentemente stupida come la pubblicità, il modello che viene imposto è sempre quello della coppia etero, anche per comprare un’automobile.
C’è stato un tempo in cui i figli dei separati/divorziati erano additati e presi a male parole, oggi questo non succede più, è evidente che la cultura può fare dei progressi quando si vuole, nel caso dell’omosessualità questo non succede semplicemente perché non si vuole che diventi un fatto normale, tutto questo perché siamo costretti a sottostare ai voleri di uno stato straniero che occupa il nostro territorio non da ospite come dovrebbe ma da usurpatore/tiranno.
Quasi tutti criticano la “pagliacciata” dei gay pride ma pochi si fermano a riflettere sul fatto che se agli omosessuali fossero riconosciuti gli stessi diritti di tutti non ci sarebbe nessun bisogno di quelle manifestazioni.

Non avere diritto ai diritti significa anche non essere obbligati a sottostare ai doveri oppure no? io penso di sì.
Se io  fossi una lesbica italiana avrei smesso da un pezzo di pagare le tasse.

Lo stato vuole i miei soldi, vuole che io sia parte attiva della società? bene, che mi desse anche quei diritti che renderebbero più serena la mia vita dentro questa società, allora.

Basta  con le discriminazioni e con l’inciviltà.