Crozza delle meraviglie

“Nel paese sta dilagando il Razzi-pensiero: “pensa alla tua famiglia e fatti li cazzi tua”. [Maurizio Crozza]

“In questo periodo la Chiesa è in un momento fulgido… ha finalmente trovato il Papa perfetto! E’ come quando l’Algida ha beccato il Magnum. Questo Papa non è il Vescovo di Roma… è il Vescovo di Roaming. Da marzo a oggi, ha già consumato 35 SIM. Chiama tutti: il suo calzolaio, l’edicolante, studenti, donne incinta, signore scippate, bambini a Betlemme… tutti, chiama tutti.” [Maurizio Crozza]

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Crozza Papa Francesco 

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Si può credere o non credere, interessarsi alle religioni per fede o semplicemente per interesse, cultura, per spirito di comprensione. Ma il messaggio che arriva da questo papa è inequivocabile: lui parla di cose tangibili, tutt’altro che trascendentali, della realtà che ci riguarda da vivi, non in un’ipotetica prossima vita, il suo è lo stesso identico pensiero di una laicissima e ateissima Margherita Hack quando diceva che noi atei sappiamo di doverci comportare bene qui, in questa vita non per sperare nella gloria della vita eterna ma perché le leggi morali le hanno fatte donne e uomini da che esiste il mondo. E per questo andrebbero rispettate senza doversi aspettare una ricompensa in una prossima e ipotetica vita alla quale non tutti credono e sperano.

L’imitazione del papa di Crozza non è un semplice sketch: è una metafora. Io ci ho visto una grande rappresentazione dello squallore della politica italiana. La metafora inizia da Ratzinger che lascia, cede il passo, in un certo senso si umilia, dice al mondo: “non sono più in grado di fare il papa”. 

Il secondo papa nella storia della chiesa che se ne va da vivo.
Un gesto importante che nessun politico italiano ha mai fatto: nessuno dice mai “lascio perché non sono in grado”. Restano tutti, purtroppo. Anche da condannati alla galera.

E al suo posto arriva l’uomo semplice, quello che viene da lontano, che non chiede le larghe intese con “quello di prima” ma dimostra subito di avere un’altra visione di come deve essere concepita la sua missione. 

Il papa che si paga l’albergo, che snobba la security, che si fa toccare dalla gente, che fa gesti non previsti da un’etichetta vecchia, desueta. 

Il papa che capisce che il mondo è cambiato e che ci sono realtà che la chiesa ha ignorato, e quando non lo ha fatto ha giudicato, escluso, emarginato, realtà che non si possono più mettere sotto al tappeto dell’ipocrisia: i gay, le donne che abortiscono, chi divorzia, la politica disonesta che corrompe e si fa corrompere.

Il papa che telefona a privati cittadini per dirgli che è cosciente dei loro problemi, che vuole sentire e toccare personalmente le sofferenze dei cittadini comuni, non dare la precedenza ad udienze private che di solito i papi concedono solo a chi problemi non ne ha ma in compenso li crea.

Nello sketch il papa si porta il frigorifero da 76 chili sulle spalle, ovvero quello che lui sta mettendo a disposizione di tutti: i consigli, la sua umanità, il suo ripetere tutti i giorni che così non va bene, che bisogna cambiare. 

E con quel peso sulle spalle si preoccupa di cercare l’autobus per la prostituta, telefona a Scalfari “contemporaneamente” [e non sa cosa pesa di più].

Ma quando la signora destinataria di quel frigorifero in regalo lo vede con quel peso enorme sulle spalle anziché essere contenta del pensiero lo rimprovera, gli dice che quel frigorifero non le va bene, che mal si addice alle dimensioni della sua piccola casa [il parlamento?] e al colore delle sue mattonelle. Tant’è che il papa le dice addirittura di essere disposto a cambiarle le mattonelle piuttosto che riportarsi indietro il frigo.

Quel frigo che è troppo alto, che è “troppa roba”, che la signora rifiuta in malo modo, gli dice che se quello è tutto ciò che sa fare questo papa andava bene pure “quello di prima”. Quello dei giudizi e degli anatemi, quello più adatto allo spessore etico, morale e umano di questa politica.

La vedova Crocetti non rappresenta altro che la disgustosa ipocrisia della politica italiana da sempre inginocchiata e prona al vaticano e alla chiesa, sempre ben disposta a negare quei diritti che renderebbero più civile questo paese, più buono, per mero opportunismo, per non perdere i voti dei cattolici cattivi, egoisti ma che all’atto pratico non ha mai messo in pratica i più elementari concetti espressi dalla cristianità, quelli della solidarietà, dell’accoglienza, dell’onestà ma al contrario ha sempre preferito applicare la teoria del Razzi pensiero: quella del “pensa alla tua famiglia e fatti li cazzi tua”.

Tana per silvio

Aldilà del ‘mi piace, non mi piace’ e dell’ipotesi delle contestazioni su commissione c’è un fatto che è impossibile non rilevare,  lo faccio ogni volta che qualcuno mette in discussione un’opportunità nel merito della satira politica che non deve esserci, in un paese normale e democratico;  anticamente il buffone era quello autorizzato a ridicolizzare il potere senza rischiare la decapitazione, era l’unico che poteva andare davanti al Re,  farlo ridere dei suoi difetti ed errori e lanciare così un avvertimento al popolo per dire che quel Re non stava facendo le cose giuste. 
Che era un Re cattivo.
Oggi, nel terzo millennio, in un paese a maggioranza di  telerincoglioniti c’è chi vuole lasciare il potere ai re cattivi e tagliare la testa ai buffoni.

E in ogni caso, non è colpa di nessuno se la destra non sa far nemmeno ridere, non ha mai fatto ridere. Anzi. Non esiste un satiro, un comico manifestamente di destra che sia stato capace di far divertire la gente sui difetti della politica di sinistra; pure questo devono fare i comici e i satiri di sinistra. Inutile quindi che s’incazzino i berlusconiani, i fascisti ex post e d’antan se si ripete da duemila anni che la cultura sta a sinistra. Invece di fascistizzarvi, farvi rappresentare da un disonesto impostore, dall’abusivo della politica per eccellenza e togliere tempo alla vostra vita per difendere uno così studiate, magari prendete pure una fava e due piccioni e capite anche il perché in Italia non si può essere fascisti. La cosa più comica di tutte è che solo in questo paese si discuta ancora sull’opportunità della satira, che in quanto tale non ne deve avere, perché come ha ben detto anni fa vauro: la satira è satira e fa quel cazzo che vuole. Ma in Italia e nel 2013 non l’hanno ancora capito tutti.

Sanremo 2013, Crozza contestato dal pubblico dopo la parodia di Berlusconi

Costretto a interrompere lo show (video)

Momenti di tensione sul palco dell’Ariston. Gli esponenti Pdl attaccano il comico e i vertici Rai

Nel pomeriggio, il Cavaliere aveva dato un avvertimento al comico: “Si tenga alla larga dal Papa”.

Sottotitolo: squadrismo a Sanremo

Innocente siparietto – Massimo Gramellini, La Stampa

Preambolo: L’Italia è una repubblica fondata sugl’innocenti siparietti. 

” E’ talmente vanesio che ai matrimoni vorrebbe essere la sposa e ai funerali il morto”, diceva Montanelli che lo conosceva bene, non foss’altro perché è stato una delle sue prime vittime illustri.

E lo è così tanto, vanesio, che non può sopportare che gli si neghi un palcoscenico, e ai suoi spettacoli guai se non si ride, lo si deve fare anche su “gentile” richiesta di disonesti dirigenti d’azienda pronti a licenziare una dipendente solo perché ha detto che lei certi spettacoli con lui protagonista non li trova per nulla divertenti e nemmeno io, anzi, mi  fanno proprio schifo, mentre su quelli dove recita gente pagata per far ridere vorrebbe imporre il silenzio per mezzo di una piccola e squallida claque mandata probabilmente  appositamente a fischiare e insultare in una serata in cui il buffone pagato per far ridere non era nemmeno al top della sua professionalità. Evidentemente le ispirazioni iniziano a scarseggiare e meno male. E siccome è già difficile, faticoso e fastidioso  sopportare da vent’anni un disco rotto che non fa che ripetere la stessa monotona canzone fateci il favore: risparmiateci almeno le cover.

Due persone, ma anche dieci o venti mandate apposta per disturbare un programma televisivo non devono spaventare nessuno, ma ugualmente non è un bel segnale, in un paese normale e civile non si zittisce nessuno, nemmeno se lo chiedesse, pagando, berlusconi o qualsiasi altro prepotente.

Di contro però c’è la questione più importante: berlusconi non fa ridere più nessuno, che sia l’originale nella sua prima e per fortuna unica persona o tutte le sue rivisitazioni in chiave umoristica.

E di questo penso che debbano iniziare a prenderne atto tutti.

Perché continuare a tentare di far ridere del buffone per mezzo dei buffoni di professione fa perdere di vista che berlusconi non è un personaggio simpatico che dice cose simpatiche sulle quali fare dell’ironia: berlusconi è un pericolo di cui questo paese si deve liberare.

Singolare poi, che alle imitazioni di Bersani e Ingroia nessuno si sia risentito nello stesso modo; non era propaganda “maligna” anche quella?