Le tasse sono bellissime

Le tasse sono bellissime, sì.
Aveva ragione Padoa Schioppa quando lo disse attirando su di sé le antipatie di mezza Italia.

 Sono bellissime se le pagano tutti, sono bellissime se le pagano tutti in relazione ai loro guadagni, sono bellissime quando lo stato non si trasforma in socio occulto pretendendo la metà e oltre dei guadagni della gente ma non lavorando come invece lavora la gente. Sono bellissime quando lo stato controlla realmente che le tasse vengano pagate in relazione ai redditi.

Sono bellissime quando poi tornano sottoforma di servizi, istruzione, cultura, sanità, assistenza ai disabili, quando vengono investite per la sicurezza sul lavoro, nella ristrutturazione degli edifici pubblici che cadono in pezzi ammazzando ragazzini seduti ai banchi di scuola. Quando, invece di spendere i soldi di tutti per  un inutilissimo e dannoso  buco in una montagna vengono utilizzate per le nuove tecnologie, per la ricerca scientifica, per il PROGRESSO.
Quando invece non sono niente di tutto questo, quando lo stato prende ma poi non restituisce, quando lo stato va a prendersi i soldi da chi li ha sempre dati ed è da quella gente che ne vuole sempre di più invece di pretenderli da chi ne ha tanti, troppi, accumulati spesso proprio grazie all’evasione  non sono bellissime per niente: sono un furto, l’ennesimo furto compiuto dallo stato ai danni dei cittadini. 
Se questo stato fosse stato gestito in modo serio nessuno avrebbe creduto alle balle del delinquente zippato, nessuno crederebbe infatti che senza tasse è meglio, e invece dei voti  avrebbe preso solo le pernacchie che si merita.

Invece, solo due mesi fa Enrico Letta [il nipote dello zio, nonché vicesegretario del PD] si augurava il ritorno di b, disse che il popolo della libertà è meglio del Movimento cinque stelle.

Quindi uno sicuro “zu’ silvio” lo fa contento, questo forse serve a spiegare, a ricordare, a fare chiarezza agl’insipienti, agli smemorati e a quelli che pensano che bisogna essere dei perfetti coglioni per ridare fiducia al piazzista coi tacchi:  perché se non guardiamo chi c’è all’opposizione non capiremo mai  perché è impossibile liberarsi della metastasi che affligge l’Italia da tre lustri più due o tre anni.

Berlusconi: “Giù la pressione fiscale”.

Ma da premier diceva: “E’ impossibile”

Il ritorno in campo del Cavaliere mostra la strategia che seguirà da qui alle elezioni: far dimenticare che fino ad appena dieci mesi fa al governo c’era lui. Ora torna a promettere l’abbassamento delle tasse, ma a maggio dell’anno scorso diceva che in tempo di crisi non si poteva fare. Poi si scaglia contro l’Imu, votata in parlamento anche dal Pdl.

Berlusconi promuove Renzi, il suo figlioccio adottivo, quello al quale disse in quel di HardCore: “tu mi somigli” e boccia Grillo in quanto “comico”. Lui sì che se ne intende. Ma il figlio ingrato ha detto che in caso di vittoria del PD berlusconi sarà il primo ad essere rottamato.

Io, l’ho scritto tante volte e ovunque non faccio il tifo per nessuno, che sia di destra di centro o di sinistra, non ho votato per il Movimento e quindi i miei giudizi sono assolutamente al di sopra delle parti.

Ma se  il Movimento prenderà i voti quando in un ipotetico futuro ci permetteranno di tornare a votare è giusto che vada in parlamento come TUTTI i partiti che prendono i voti della gente, e  mi va benissimo che in parlamento ci sia chi può svolgere anche e solo la funzione di sentinella del potere finché il potere sarà quello che è.

Poi possiamo parlare mille anni sui loro metodi, sistemi, su chi e cosa li ispira: sempre meglio Casaleggio di licio gelli e la P2, di  dell’utri e cosa nostra, comunque.

Credo.

Secondo me.

Il Dottor StranaMonti

MARIO MONTI:

“L’EURO E’ UN SUCCESSO,

SOPRATTUTTO PER LA GRECIA”

No,  non è un doppiaggio. Sono davvero parole sue del settembre scorso all’Infedele. Colpa mia che non ve le ho segnalate prima. Ma la cosa che spaventa è vedere la sua faccia mentre dice queste corbellerie. Mi ha ricordato il finale di un grande film di Kubrick.

Per cui da oggi, per me, lui è il dottor Stranamonti.

(Massimo Rocca – Il contropelo di Radio Capital)

Se le previsioni sull’euro fatte da Monti  a proposito della Grecia fossero state fatte da berlusconi o da uno qualunque dei suoi ministri, quelle parole sarebbero state rinfacciate ogni giorno. Quei giornali sempre in prima linea a fare domande  non avrebbero dato tregua a nessuno. Invece, e siccome, è stato il generalissimo della  tecnocrazia,  nessuno fa un fiato. Guai a contraddire, pena il default, appropò, lo spread oggi è a 390  ma va tutto bene, a quanto pare.
Nessuno che vada con un microfono sotto il naso di questo signore a chiedergli conto delle sue previsioni sciagurate, non solo per la Grecia.

Perché è desolante dover ammettere che nessuno è così perfetto come sembra e come qualcuno, con viva e vibrante soddisfazione, voleva farci credere.
Vero, Napo?

E non dimentichiamoci di quest’altri, ancora li manteniamo noi, eh? nessuno è andato a lavorare seriamente,  a guadagnarsi uno stipendio, nel frattempo.

Da quando non è più premier, Berlusconi diserta la Camera. D’Alema non ha mai presentato nemmeno un atto da inizio legislatura (record mondiale). Tremonti ha il due per cento di presenze, Alfano salta nove sedute su dieci, La Russa va a votare sette volte su cento. Ma prendono tutti lo stipendio (pieno) di parlamentare.

I ‘big’, onorevoli fannulloni