Di proibizionismi, educazione, giovanardi e cose del genere [cose brutte]

Se progredisse l’educazione familiare, se si abolissero dall’educazione dei figli quelle ipocrisie e il perbenismo tipico di chi sa che le cose succedono e si fanno ma preferisce non occuparsene, pensare che non siano un problema di tutti,  si evolverebbe anche la civiltà comune. I figli respirano tutto quello che avviene in casa, si nutrono di esempi, e più quegli esempi sono positivi meno si rischia di allevare generazioni di imbecilli  e di giovanardi  che pensano che la soluzione sia vietare e proibire quello che è impossibile vietare e proibire. E bisogna educare i figli  facendo in modo di evitare alle nuove generazioni di posdatare certe esperienze in periodi della vita in cui si dovrebbe avere già una conoscenza delle cose. Un discorso che si potrebbe anche allargare al sesso. Chi si prende le sue libertà prima, impara a conoscere altro  prima di fermarsi col compagno e la compagna della vita eviterà di avere poi  il desiderio che si tradurrà in errori dopo, quando sarà inevitabile quella curiosità di andarsi a cercare quello che non ha sperimentato all’eta giusta.

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Ho iniziato a fumare intorno ai quindici anni, e più o meno è stata l’età in cui ho cominciato anche a pagare di tasca mia il pacchetto di Muratti da dieci che poi nascondevo ovunque per non farmi scoprire dai miei.

Ma nonostante gli sforzi non ci sono riuscita. 
Un giorno mia madre mi fa: “so che fumi, ti hanno vista”, dopodiché non mi ha detto idiozie sul genere “guai a te se lo rifai” promettendo e minacciando tutte le punizioni del mondo. Mi ha semplicemente detto: “è meglio se qualche sigaretta da oggi in poi la fumi a casa”. 
Da donna intelligente qual era ha capito che impedire qualcosa che io avrei sicuramente continuato a fare sarebbe stata una fatica inutile. 
E che se l’avessi continuata a fare di nascosto non mi sarei controllata, mentre sapere di potermi fumare una sigaretta dopo pranzo e dopo il caffè senza dovermi nascondere avrebbe evitato che me ne fumassi dieci  quando non ero in casa.
Ma mia madre era una donna speciale, oggi si direbbe che era “avanti”.
Così tanto che un giorno arrivò a dire al mio fidanzato e futuro marito: “non portare mai mia figlia in posti pericolosi, se volete stare tranquilli quando siete soli vi do io i soldi per l’albergo”.
Mia madre era una donna che in tempi molto diversi da quelli attuali aveva capito che proibire quello che non si può evitare era perfettamente inutile. 
Forse perché lei aveva dovuto subire un’educazione severa non solo dai suoi genitori ma anche da tre fratelli che non gliene hanno mai perdonata una. 
Ai suoi tempi i genitori delegavano, e il fratello maggiore aveva la stessa autorità di un padre. Mia madre ha preso le botte da suo padre fino a quindici giorni prima di sposarsi perché invece di rientrare alle otto di sera era rientrata alle otto e un quarto, e non aveva diciotto anni ma ventiquattro.

Dunque che significa tutto questo? Semplicemente che uno stato per mezzo dei suoi governi che sa che le persone manterranno – indipendentemente dai divieti e dalle minacce – le loro abitudini come fumare, non solo il tabacco ma anche la marijuana e non si attiva per evitare che quelle abitudini diventino un rischio personale e delega alla criminalità e alle mafie la gestione di quelle abitudini non è uno stato serio.
E’ uno stato che fa come avrebbe fatto un’altra madre al posto della mia vietando a sua figlia di fumare sapendo benissimo che quella figlia non avrebbe smesso. 
E’ uno stato vigliacco che dice ai cittadini: “continua pure a farti le canne ma senza il mio permesso”. 
Un permesso che invece eviterebbe l’abuso, il rischio di fumare erba mischiata a sostanze pericolose ma soprattutto eviterebbe di far ingrassare il mercato della criminalità che ruota attorno a tutto ciò che non è illegale ma, grazie ai governi poco seri che delegano o pensano addirittura di proibire con la minaccia della galera, ci diventa. 

La questione della liberalizzazione delle droghe leggere è identica a quella della prostituzione.  Non è necessario fumarsi la canna così come non lo è prostituirsi e comprare carne umana [ma nemmeno giocare alle slot machine, grattare e s_vincere, ubriacarsi] ma, siccome sono cose che si fanno,  che fanno parte dell’uso personale di se stessi impossibile da regolare coi divieti, sperare che l’umanitá comprenda la non necessarietá è un’utopia. Quindi come ci si preoccupa della sorte delle vendeuse del sesso nello stesso modo ci si dovrebbe preoccupare di chi potrebbe rischiare comprando fumo non sicuro finanziando mafie e criminalitá. Non mettendo la gente in galera, visto che prostitute e clienti in galera non ci vanno ma semplicemente controllando che non si faccia male. Chi fa leggi non può e non deve tenere conto della sua etica e della sua moralità che il più delle volte si traducono solo in un’insopportabile ipocrisia. Nessuno chiede al legislatore di divorziare, abortire, fumare uno spinello o prostituirsi, ma uno stato serio, nella figura di chi lo gestisce, sa che la gente continuerà a fare tutto questo e deve tutelare, eliminare il più possibile i rischi di queste abitudini e comportamenti, nel caso dell’aborto, una necessità.

I mercati illegali continueranno ad esistere perché delinquere è insito nell’umanitá. Uno stato serio però argina l’illegalità, non la favorisce. 

L’umanitá continuerá a drogarsi, prostituirsi, ubriacarsi e giocarsi stipendi e  pensioni alle slot e ai videopoker, quindi tanto vale limitare i danni.

Con buona pace di giovanardi che, avendo fallito la prima legge, quella pensata con fini che ha riempito le galere di gente che non ci doveva andare, una legge liberticida e fascista senza la quale Stefano Cucchi oggi probabilmente sarebbe ancora vivo e che per questo è stata ritenuta anticostituzionale,  è stato chiamato a fare da relatore a quella nuova.  Cose che possono succedere solo in Italia.

Nemmeno Dio, se esiste, li perdonerà

Sottotitolo: lo stato, il padre di tutti come ci insegnano quelli bravi e romantici può vendere la nicotina che intossica i polmoni, l’alcool per ammalarsi di cirrosi epatica e causare magari incidenti per colpa dell’ ubriachezza, il gioco d’azzardo, tutto per fare cassa sulle debolezze della gente, creare dipendenze  il cui costo poi ricade su tutta la collettività come gli incidenti provocati dagli ubriachi, curare chi si ammala di tumore e di cirrosi ma guai a permettere di poter scegliere di farsi male se si vuole tirando uno spinello che fra le dipendenze di cui sopra è quella meno nociva. Il proibizionismo sulle droghe leggere oltre ad essere una scemenza ipocrita serve solo a finanziare mafie e criminalità alle quali va tolto il monopolio della vendita così come hanno già fatto paesi più civili di questo. Chi fa una legge che manda in galera fino a vent’anni una persona che si fuma uno spinello è un irresponsabile delinquente, e altrettanto lo sono state le persone che hanno approvato quella legge. Gente a cui non affidare, e per nessun motivo, la gestione delle vite degli altri.

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Consulta boccia la legge su tossicodipendenze
Ilaria Cucchi: “Senza la Fini-Giovanardi mio
fratello sarebbe vivo. Ora svuotare le carceri”

Giustizia è fatta. Ma solo in parte. La Corte costituzionale, dichiarando illegittime le norme della cosiddetta Fini-Giovanardi, ha accertato che quella di allora fu un’ operazione sporca e fuorilegge del governo Berlusconi. 

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Chi pagherà i risarcimenti dei danneggiati dalla #fini #giovanardi? Loro in persona, spero. Bisognerebbe ripristinare l’esilio, l’allontanamento coatto di questi socialmente pericolosi che hanno mandato in galera chi non ci doveva andare, qualcuno anche a morire come è accaduto a Stefano Cucchi che senza quella legge non sarebbe mai stato fermato e arrestato.
Incapaci, disonesti, delinquenti che hanno infilato un obbrobrio simile dentro un decreto legge per, che lo dico a fare? un finanziamento. Per la precisione nella legge di conversione del decreto per il finanziamento delle Olimpiadi Invernali di Torino. Una legge liberticida, oscena approvata dopo un referendum in cui gli italiani ma non fini e giovanardi, e nemmeno chi ha approvato e firmato quella legge avevano dimostrato di aver capito benissimo che fra lo spinello e la cocaina c’è una grande differenza.
Non sono uguali, nemmeno si somigliano.

Se i giudici sono costretti di tanto in tanto a sostituirsi al parlamento per correggere od eliminare le leggi non sono i giudici che vogliono fare politica. E’ la politica che non la sa fare, non la fa. giovanardi dovrebbe sparire, oggi più di ieri e meno di domani portandosi dietro i suoi complici in quell’abominio di legge che porta il suo nome e quello di fini, ma che è stata approvata con la fiducia in parlamento e firmata da Ciampi.

Ancora una volta, anche se con notevole ritardo, ci sono voluti i giudici a mettere la pezza sui disastri che fa la politica. Quelli che dovrebbero condurre un paese sono invece persone assolutamente inadeguate e per fortuna che c’è una corte che si occupa di loro, ultimamente pure con una certa frequenza. In questo paese si fanno mettere le mani e la firma su proposte di leggi e sulle leggi ad una persona come giovanardi che in qualsiasi altro paese non solo sarebbe fuori dalla politica ma anche da qualsiasi contesto civile. Un razzista  omofobo, uno che insulta i morti e oltraggia le loro famiglie in Italia può sedere in parlamento e pretendere anche il rispetto per l’istituzione che rappresenta. Uno che del rispetto applicato ai comportamenti, alle azioni e alle cose che si dicono non ha nemmeno la benché minima concezione, conoscenza. Nulla. Un ignorante totale che paghiamo per farci insultare.

Bisognerebbe iniziare  fare politica seriamente, e smetterla possibilmente di infilare tutto in un decreto unico, perché la fini giovanardi è stata approvata  più o meno come la cancellazione dell’IMU con relativo riassetto della banca d’Italia che non si capisce cosa c’entrasse con l’IMU. 

Più o meno lo stesso che hanno fatto per la legge sul cosiddetto femminicidio dove hanno infilato l’impossibile circa violenze di altro genere che nulla c’entrano con la violenza sulle donne, ad esempio l’inasprimento per gli scontri di piazza e quelli negli stadi. Fanno i decreti per una cosa e dentro poi ci infilano un inenarrabile che non c’entra con quello che si vuole agevolare o contrastare con la legge in questione e approvando una cosa poi passa tutto. Un po’ come coi famosi milleproroghe. E il compito di non far passare mostri giuridici estranei ad una legge e alla Costituzione dovrebbe essere dell’opposizione che sta in parlamento apposta per questo: per vigilare,  evitare che la maggioranza faccia disastri che poi devono correggere i giudici. Se e quando lo fanno.

Quella di oggi non è una vittoria ma la dimostrazione dell’ennesimo fallimento dello stato.

Milleproroghe

Preambolo:

A Porta a Porta compare il plastico della Concordia. Spero che un giorno Rocco Siffredi faccia una strage in una piazza armato del suo solo cazzo. Voglio vedere Vespa che modellino si inventa.

Sottotitolo:
       Lega, sindaco di Adro contro Napolitano
‘Una vergogna averla come Presidente’

Il primo cittadino del paese bresciano contro il Capo dello Stato colpevole di aver nominato Cavaliere l’imprenditore che pagò la mensa scolastica a quei bambini esclusi perché i genitori erano morosi.

Una tassa (un’altra!) sulle sigarette per pagare le pensioni dei lavoratori precoci; valà che fantasia, ci volevano gl’ingegneri della moneta per partorire questa genialata inserita in quel casino chiamato milleproroghe nel quale tutti i governi di tutti i colori, tecnici e non, infilano tutte le porcate possibili e anche quelle impossibili e inenarrabili.

Fra un po’ metteranno le stelle gialle sulle porte di casa dei fumatori, come facevano i nazisti con gli ebrei, in America ci sono proprietari che non ti danno nemmeno un appartamento in affitto se sei un fumatore, poi magari sei uno stupratore seriale di bambini ma a loro non frega un cazzo; il fumo fa male puntoebbasta.

Quanto ancora lo stato riterrà opportuno guadagnare su quello che poi vieta, sconsiglia e aumenta di prezzo con la stessa frequenza con cui si cambiano le mutande? (e spero che la maggioranza della gente le cambi tutti i giorni almeno una volta). Questo governo ha già aumentato il tabacco trinciato che molta gente usa proprio per risparmiare, evidentemente quello che fa risparmiare nuoce alla salute più dell’alcool per esempio; in Grecia è successo lo stesso: quando le autorità si sono accorte che la gente per risparmiare non usava più il gas ma l’elettricità hanno aumentato il costo dell’elettricità, cornuti e mazziati, insomma, e senza nemmeno poter scegliere come farsi eventualmente del male. Il fumo è un vizio e non una priorità? bene: mi devo sentire in colpa perché fumo? e poi di quanto altro devo sentirmi in colpa per cose che non ho contribuito io a rovinare? la mia priorità è anche quella di essere trattata da cittadina che paga le tasse, rispetta la legge, quelli che non fumano e vorrebbe anche poter continuare a fare ogni tanto quello che le piace, non soltanto quello che deve. 

Aumentando le sigarette si vuole incidere sul costo sociale di chi poi si ammala a causa del fumo, disincentivare le abitudini dannose? ari_bene, anzi, benissimo: gli incidenti stradali hanno un costo molto maggiore per la società, eppure nessuno vieta alla gente di salire in macchina anche per andarsi a sfracellare sul pilone della tangenziale. Io tasserei gli obesi per esempio, quelli che mangiano più di quanto sia necessario, anche le loro cure le paghiamo noi. E come scrive un amico altrove tasserei quelli che  fanno pagare noi per andare a soccorrerli quando praticano i loro fottuti sport estremi. Perché io devo pagare per chi non si regola a tavola o per quegl’imbecilli che si sentono bene solo se violano una montagna, la foresta, il mare e il cielo?
Però insomma basta, la mia libertà non me la faccio tassare, almeno non senza dire quanto sia ingiusto lasciare tutto a chi lo ha sempre avuto e togliere man mano il molto a chi aveva già poco di suo.
Viviamo in uno stato estortore (equitalia) e biscazziere che ci dice che il fumo uccide però ce lo vende, che bisogna bere poco, e ti vende pure l’alcool, che possiamo giocare d’azzardo per riempire le casse dello stato ma con moderazione, responsabilmente, sapendo benissimo che c’è gente che col giochetto ‘innocente’ dei gratta e vinci dilapida stipendi e pensioni; sono soprattutto gli anziani e le anziane a spendere un sacco di soldi con queste cazzate invece di destinarli ad un uso più utile.
Se non si trattasse dello stato ma di un’associazione a delinquere qualsiasi che fa le stesse e identiche cose  la si potrebbe definire il monopolio dei clienti delle puttane, praticamente, approfittatori che lucrano sulle debolezze e le disgrazie altrui.