Beh, non c’è molto da dire

Sarà anche peccato per chi come me di solito sta sempre negli argomenti recenti e quotidiani ma il dibattito sulla “nuova” legge elettorale non mi appassiona manco un po’.

Lo sento distante milioni di chilometri, da me, dalle esigenze di un paese allo stremo ma soprattutto dalla politica, che non cerca una regola ma solo una continuità sua, per poter continuare a fare bellamente quel che le pare nascondendolo ovviamente dietro il paravento della scelta condivisa [da loro, con un delinquente da galera per giunta], quindi fintamente democratica [per noi].

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Mauro Biani

Renzi si sente ancora in profonda sintonia con questa gente qui? e noi dobbiamo rispettare gli otto milioni di debosciati che si fanno rappresentare da un delinquente e i suoi complici nel malaffare? E aggiungo:  cavaliere un cazzo. La possono piantare sì o no i signori redattori dei giornali e siti on line di usare questa parola per definire un criminale a settecentoventi gradi?

“Venti magistrati hanno commissariato la politica”: dice il padre ma più che altro padrino della patria.
Non, invece, che la politica è stata per lungo tempo un ricettacolo di delinquenti da galera che in parlamento hanno trovato l’approdo per farsi beffe della legge e costruirsene altre per rendere inutili quelle che c’erano. 
Non, invece, un presidente della repubblica che legittima un delinquente chiedendo alla magistratura di essere “meno protagonista” e di lasciare al delinquente la possibilità di continuare ad essere parte in causa della politica.
E non, invece, una stampa e un’informazione scellerate che per vent’anni hanno descritto l’attività di un delinquente, dei suoi sodali e i tentativi dei giudici di metterci un punto come una guerra fra bande.
Come se i delinquenti fossero da entrambe le parti.

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“Ha comprato i testimoni del caso Ruby” B. indagato: corruzione in atti giudiziari

IL CAVALIERE SPARA SUI PM: “VENTI MAGISTRATI HANNO COMMISSARIATO LA POLITICA”

Il Cavaliere, Piero Longo, Niccolò Ghedini, Ruby e le olgettine [in tutto 45 persone] sono accusate a vario titolo di corruzione in atti giudiziari. L’inchiesta sarà seguita dai pm Pietro Forno e Luca Gaglio, non quindi da Ilda Boccassini. [Dal Fatto Quotidiano]

Il malato giudiziario

Ultim’ora: il pover’uomo sofferente attualmente ricoverato all’ospedale San Raffaele di Milano si trova nel settore D, in un appartamento di 200 metri dotato di ogni comfort, che offre una sala riunioni con tavolo, sedie e telefono, cucina, stanza per una infermiera privata, cabina armadio e bagno dotato di doccia idromassaggio e vasca ovale, in una stanza sagomata intorno alla vasca.

Come sono stati previdenti al san Raffaele, nemmeno la suite del papa al decimo piano del policlinico Gemelli è così lussuosa.

Fitch taglia il rating italiano a BBB+

BERLUSCONI MALATO IMMAGINARIO
Niente stop, processo Mediaset va avanti
Pdl: “Medici nazisti mandati da pm stalinisti”

Quando le agenzie di rating declassano l’Italia pensiamo anche a queste cose, non solo all’economia.

Preambolo:  “l’uveite è un’infezione comune che porta in ospedale solo in rarissimi casi.  Tipo alla vigilia delle sentenze” [Marco Travaglio]

Sottotitolo: “Medici nazisti su indicazione di un tribunale stalinista sono andati da Berlusconi e hanno emesso un verdetto disgustoso” [Fabrizio Cicchitto, 9 marzo 2013]

Non si può nemmeno dire poche idee ma confuse: non si capisce, infatti, come un tribunale stalinista possa impartire ordini a dei medici nazisti. L’ignoranza di cicchitto è pari al suo essere un servo disgustoso, e i servi alla fine dei regimi sono quelli che fanno la fine peggiore. E’  Storia.

Si potrebbe parlare, invece, e piuttosto, di un oculista di un ospedale prestigioso che non ha esitato a vendersi come una puttana per offrire ad un delinquente l’ennesima scappatoia per sfuggire alle sue responsabilità: roba più recente, di ieri praticamente.

Il declassamento in serie B è perfino troppo generoso per l’Italia che meriterebbe, invece, di essere inserita nella categoria degli esordienti.
Anzi, bisognerebbe crearne una ad paesem: quella degli scadenti  affinché faccia pendant con tutto il resto.
Da ieri i dubbi circa la qualità della gente a cui qualcuno per mezzo del voto ha consentito di avere potere in ambito politico sono perfino aumentati: l’Italia è veramente un regime nazi -stalinista o stalin-nazista come dice cicchitto o il solito paese abitato da una maggioranza di gente delinquente e complice di delinquenti, uno in particolare,  come ha confermato anche “Girlfriend in a Coma” il film di Bill Emmott trasmesso ieri sera su la7?

Se questo fosse un paese normale il caso di b circa la malattia immaginaria andrebbe trattato come le vicende che riguardano l’inquinamento di aria, acqua e cibo.
Perché quando si arriva al culmine come è successo ieri, quando si capisce perfettamente, in modo chiaro, accecante, direi, che c’è ancora un mucchio di gente disposta a farsi corrompere per gli interessi di un malfattore, per evitare che si assuma le sue responsabilità come tutti i cittadini normali di un paese normale sono obbligati a fare, c’è solo un sistema da adottare: risalire la filiera fino ad arrivare al primo responsabile, quello che non ha esitato a mettere il proprio nome e la sua faccia davanti ad una bugia di quella portata; se il san Raffaele fosse gestito da gente seria, professionale e professionista stamattina tutti quei medici che hanno confermato la malattia gravissima del delinquente, che hanno mentito come i peggiori traditori dello stato, andrebbero cacciati a pedate nel culo e con disonore,  così come toccherebbe a tutta la politica  che, in modo assolutamente trasversale, bi e tripartisan, in questi anni ha coperto, minimizzato e aiutato berlusconi a scappare dalla giustizia e dai tribunali, ma siccome ho la sensazione che il tradimento sia partito proprio dalle stanze delle maestranze alte, non succederà nulla di tutto questo, e l’Italia continuerà ad essere considerata nel mondo, giustamente, il paese barzelletta che è: quello nel quale vent’anni non sono bastati per fermare un criminale che ha ridotto l’Italia a brandelli e per il quale gente che fa altri mestieri non esita a svendersi come le puttane [concetto già espresso ma che vale la pena ribadire, perché le puttane spesso indossano anche giacca e cravatta].

L’allergia all’ossigeno
Marco Travaglio, 10 marzo

Ma allora ditelo che ce l’avete con lui.

Sta’ a vedere che un pover’ometto a 76 anni suonati non può nemmeno ricoverarsi in clinica dopo essersi visitato e diagnosticato una congiuntivite incurabile, senza essere disturbato dal solito camice rosso inviato dalla solita toga rossa.
Per forza che poi il medico, comunista o forse grillino, l’ha trovato in ottima salute: non essendo un suo dipendente, ha una visione distorta — sovietica o populista — della medicina. Avrebbe dovuto fare come i colleghi del San Raffaele che lo visitano approfonditamente domandandogli “Presidente, come si sente? Dica 33”, poi scrivono sul referto “Il Presidente è morente: ha detto 32, tanto il falso in bilancio è depenalizzato”. Invece ha preteso addirittura di guardarlo negli occhi, o in quel che ne resta dopo l’ennesimo cedimento strutturale di tiranti e botulini. Cose che accadono quando il Cainano viene giudicato da qualcuno che si permette di non essere stipendiato da lui. Bei tempi quando lo processavano giudici retribuiti da Previti e lo trovavano sempre innocente, lo ispezionavano finanzieri mazzettati da Sciascia e gli trovavano sempre i bilanci in ordine, lo intervistavano giornalisti suoi dipendenti e lo scambiavano per uno statista, lo intrattenevano ragazze foraggiate dal ragionier Spinelli e magnificavano la sua possente virilità, lo controllavano oppositori pagati da lui e gli votavano a favore, lo confessavano preti finanziati da lui e lo volevano santo subito. Ieri non c’è stato il tempo per il solito bonifico o regalino, e subito il medico boccassino gli ha dato del malato immaginario. Era già accaduto al ministro De Lorenzo, apparso emaciato e agonizzante al Tg1 nel suo letto di dolore, la barba lunga, il corpicino esangue appeso a cannule, flebo e pappagalli, amorevolmente assistito da Bruno Vespa pochi giorni prima della resurrezione al ristorante “I due ladroni”. E anche a Sgarbi, condannato per truffa allo Stato perché esibiva falsi certificati sulla sua inabilità al lavoro a causa di patologie rarissime: “cimurro” (specialità dei cani), “attacchi di starnuti” e “allergia al matrimonio” (solo in orario d’ufficio). Ma quelli almeno erano lampi di genio, degni di Molière o di Woody Allen (“la peste bubbonica… l’allergia all’ossigeno…”). B. invece pretendeva di rinviare sine die processi e soprattutto sentenze con una scusa — la congiuntivite — che non avrebbe retto neppure alle vecchie visite di leva, quando i giovani renitenti ingoiavano un sigaro per procurarsi il febbrone da cavallo. Infatti non ha funzionato. E dire che la libera stampa si era bevuta i referti dei medici di corte e lo descriveva come la cieca di Sorrento, un malato terminale di “uveite” inchiodato al letto di dolore, brancolante a tentoni in una stanza buia, unico conforto al capezzale la fidanzatina Francesca vestita da infermiera. Corriere : “L’ex premier sotto ‘assedio’ in una camera buia… Dosi massicce di antinfiammatori e antidolorifici… disturbi della vista, fastidio della luce e lacrimazione… un male diventato insopportabile”, “debilitato fisicamente” anche per l'”assillo del problema della governabilità del Paese e del rischio di derive populiste”. Pur con un fil di voce, l’illustre infermo dichiarava a Libero : “Non c’è pietà, mi vogliono morto, saranno soddisfatti solo quando sarò al cimitero”. La Stampa raccoglieva lo strazio del dott. Zangrillo (“Nessun incontro per evitare brutte notizie”) e delle badanti Bergamini-Mussolini-Santanchè (“gli Ingroia sparsi nelle Procure lo debilitano” e “vogliono ucciderlo”). Seguiva intervista all’oftalmologo: “L’uveite è un’infezione comune” che porta in ospedale solo “in rarissimi casi”. Tipo alla vigilia delle sentenze. Il Giornale sosteneva che l’uveite è financo “bilaterale” e il paziente “si è aggravato”, ma la Boccassini “è convinta che di quell’uomo non ci si può fidare neppure se fosse moribondo”. Mancava solo il prete per l’estrema unzione. Invece è arrivato il medico. Fiscale. Pure troppo.

 

È qui la festa?

 

 

Sottotitolo: “Lo scoccare della prescrizione è determinato da una legge ad personam, la ‘ex Cirielli’ approvata nel 2005 dalla maggioranza berlusconiana. Il reato di corruzione in atti giudiziari, infatti, si prescriveva in 15 anni, scesi a dieci dopo l’approvazione di quella norma”.

«La prescrizione è sempre espressamente rinunciabile dall’imputato».
L’articolo 157 del codice penale non lascia dubbi: alla prescrizione si può rinunciare se davvero ci si vuol far processare alla ricerca di una assoluzione piena.
Quindi quando non si rinuncia, c’è più di una presunzione di colpevolezza.
La prescrizione è la scappatoia di chi sa di essere colpevole.
Chi invece sa di essere innocente la rifiuta e va avanti in tutti i successivi gradi di giudizio.
Questa è la sesta prescrizione di cui si è avvalso B.
Quante volte ci ha rinunciato? MAI

Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano, 26 febbraio

Solo un delinquente incallito, i suoi avvocati e i
suoi complici potrebbero festeggiare una
sentenza come quella emessa ieri dal Tribunale
di Milano. Una sentenza che, tradotta in
italiano, dice così: la prescrizione è scattata dieci
giorni fa, grazie all’ultima disperata mossa
perditempo degli on. avv. Ghedini e Longo (la
ricusazione dei giudici), dunque non possiamo
condannare B.; ma lo sappiamo tutti, visto che l’ha
già stabilito la Cassazione, che nel 1999 l’av vo c a t o
Mills fu corrotto dalla Fininvest con 600 mila dollari
nell’interesse di B., in cambio delle due false
testimonianze con cui – come aveva lui stesso
confidato al suo commercialista – l’aveva “salvato da
un mare di guai”. Cioè gli aveva risparmiato la
condanna per le tangenti Fininvest alla Guardia di
Finanza. Condanna che avrebbe fatto di B. un
pregiudicato già nel 2001, con devastanti effetti a
catena: niente più attenuanti generiche negli altri
processi, dunque niente prescrizione dimezzata,
ergo una raffica di condanne che oggi farebbero di lui
non un candidato al Quirinale, ma un detenuto o un
latitante. E se, al netto della falsa testimonianza
prezzolata di Mills sulle tangenti alla Gdf, B. sarebbe
stato condannato in quel processo, al netto della
legge ex Cirielli sarebbe stato condannato anche ieri
per avere corrotto Mills. Così come Mills sarebbe
stato condannato due anni fa per essere stato
corrotto da B. (invece si salvò anche lui grazie alla
prescrizione, scattata due mesi prima). Quando
infatti fu commesso il reato, nel 1999, la prescrizione
per la corruzione giudiziaria scattava dopo 15 anni:
dunque il reato si estingueva nel 2014. Ma nel 2005,
appena scoprì che la Procura di Milano l’ave va
beccato, B. impose la legge ex Cirielli, che tagliava la
prescrizione da 15 a 10 anni. Così il reato si
estingueva nel 2009. Per questo la Cassazione, nel
febbraio 2010, ha dovuto dichiarare prescritto il
reato a carico del corrotto Mills (pur condannandolo
a risarcire lo Stato italiano). E per questo ieri il
Tribunale ha dovuto fare altrettanto col corruttore B.
Fra il calcolo della prescrizione proposto dal pm
Fabio de Pasquale e quello suggerito da Ghedini e
Longo, il Tribunale ha scelto quello degli avvocati: la
miglior prova, l’ennesima, che il Tribunale di Milano
non è infestato di assatanate toghe rosse. Anzi, visti i
precedenti, se i giudici hanno un pregiudizio, è a
favore di B. Il quale, per la sesta volta, incassa una
prescrizione a Milano: le altre cinque accertarono
che comprò Craxi con 23 miliardi di lire, comprò un
giudice per fregarsi la Mondadori e taroccò tre volte i
bilanci del gruppo per nascondere giganteschi fondi
neri usati per comprare tutto e tutti. Ora càpita di
ascoltare Angelino Jolie, avvocato ripetente, che
delira di “folle corsa del pm” (dopo 8 anni di
processo!); l’incappucciato Cicchitto che vaneggia di
“assoluzione”; e l’imputato impunito che si
rammarica (“preferivo l’assoluzione”), ma s’è ben
guardato dal rinunciare alla prescrizione per farsi
giudicare nel merito. Gasparri, poveretto, vorrebbe
cacciare De Pasquale perché ha cercato di non far
scattare la prescrizione. Ecco: per lui il compito dei
magistrati è assicurare la prescrizione a tutti. Se
l’ignoranza si vendesse a chili, sarebbe miliardario.

Silvio: «Ragazze vittime dei pm»

            Le ragazze che partecipavano alle cosiddette “cene eleganti” sono parti offese dice il tribunale di Milano. Dunque per la legge sono vittime, per il sentire comune, invece, sono corresponsabili in quanto consenzienti, hanno partecipato con una libera volontà di offrire corpo e favori sessuali  in cambio di soldi perché era esattamente questo che cercavano. E’ da moralisti dare un giudizio sui comportamenti sessuali? il corpo è loro, è nostro, delle donne e ne possiamo fare davvero quel che vogliamo? oppure ci sono condizionamenti soprattutto sociali, soprattutto questa corsa al possesso del futile, che non rendono veramente “libera” una donna di prostituirsi?
 Ho pensato fin dall’inizio che quelle ragazze sono un manipolo di furbe arrampicatrici che sapevano e sanno benissimo quello che facevano e fanno, e il perché lo fanno. Però per la legge dello stato, dunque non per i vari “sentire” comuni e personali che non c’entrano niente con la legge è giusto che siano considerate vittime e tutelate dai porci, dai maiali, dai vecchi pervertiti che usano il potere e i soldi per comprarsele un tanto al chilo. Uno che fa queste cose, che approfitta del suo potere immenso, del suo ruolo politico, e trasforma le sue perversioni  in sistema (‘o sistema)  regalando posti di lavoro di prestigio (facendoli pagare ai contribuenti cioè a noi) a quelle donne di cui si circondava   non va invidiato, va schifato e costretto fuori da una società che vuole dirsi civile. berlusconi ieri ha detto che sono stati i PM a rovinare la reputazione delle ragazze: ma alle cene eleganti non sono state mica invitate dai pm, chi le chiamava per conto terzi cioè di berlusconi, la minetti, fede, mora, tarantini e quella solida e squallida compagnia di giro di papponi lo faceva per ingraziarsi i favori di berlusconi, perché da quel do ut des scaturivano poi altri affari dei quali tutti hanno sentito parlare in questi anni.

Le donne che sono andate in piazza trenta e quaranta anni fa non lo hanno fatto certamente per difendere queste libertà. Il discorso è molto più ampio della semplice autogestione del corpo. E in un paese che vuole definirsi civile sarebbe meglio se un presidente del consiglio non abbia a che fare con nessun ricatto e per nessun motivo, minorenni, maggiorenni che siano queste ragazze sono state illuse con la promessa della bella vita, e non si può parlare di responsabilità in un’ epoca in cui le ragazzine si prostituiscono via web per il vestito e la borsa griffati, per la ricarica di un cellulare; dunque chi è che è moralmente colpevole, prim’ancora che legalmente, chi compra o chi vende? basta andarsi a rivedere l’intervista alla terry, una che pensa e dice che per la carriera si deve essere disposte anche a vendere la propria madre per capire che in queste sciagurate non esiste la benché minima idea di quel che significa avere valori e principi, io ci intravvedo addirittura la circonvenzione di incapace in questa storia. Perché fra il ricevere proposte e farle accettare con la lusinga della ricchezza, usando il potere dei soldi c’è molta differenza. Qualsiasi bella donna in vita sua ha ricevuto proposte, queste ragazze non hanno inventato niente, di utilizzatori finali è stato sempre pieno il mondo in tutte le sue fasi storiche, il problema, il dramma è quella subcultura che ha preso il sopravvento in questi ultimi anni, soprattutto grazie alla lobotomia operata dall’ imputato berlusconi attraverso i suoi potenti mezzi mediatici. Violenza non è solo lo stupro ma anche indurre ragazzine (idiote, superficiali quanto si vuole) a regalare i loro favori in cambio della chimera di una bella vita, dei bei vestiti e di una facile carriera.
Bisognerebbe sfatare poi questa leggenda, quella che fa dire da diecimila anni che la prostituzione è un mestiere, il più vecchio del mondo. La prostituzione è un orrore di cui nel terzo millennio non si dovrebbe nemmeno più parlare, figuriamoci esercitarla o usufruirne da clienti, punto e basta. Perché nessuna donna svende se stessa liberamente, qualcuna lo dice, ma non lo pensa affatto.