L’alleato del PD

Preambolo: confermata la condanna a berlusconi, ma c’è  sempre la Cassazione e la consueta premura di Napolitano.
Non vorremmo mica impedire a berlusconi di poter partecipare alla delicata fase politica che ci sarà anche fra due anni, tre, cinque, dieci e oltre?
Che razza di democrazia è quella che impedisce ai delinquenti di potersi occupare dei loro reati e della politica in simultanea?

Non è carino, ecco, anzi, un bel sit in di solidarietà per silvio ci sta tutto.
Pd e pdl capitanati da Al Fano tutti al tribunale di Milano come ai vecchi tempi.
E’ o non è il governo della responsabilità?
Beh, oltre a quella civile esiste anche quella penale.

Giorgio Santacroce, eletto presidente della Cassazione, è un amico personale di previti e berlusconi.

Sottotitolo:  fa semplicemente senso per non dire schifo sentire certi commentatori, opinionisti e perfino giornalisti rassicurarci che berlusconi non andrà mai in galera come se fosse la normalità, una consuetudine da paese normale e civile la possibilità di comprarsi anche l’impunità, come se fosse normale che la politica che dovrebbe regolare il vivere e il convivere civile per mezzo del rispetto della legge UGUALE PER TUTTI collabori invece ad aiutare i ricchi e delinquenti a non essere condannati.

Come se tutti dovessimo rassegnarci a questa situazione.

Non siamo tutti a libro paga di berlusconi, e nemmeno tutti pensiamo che la pacificazione di un paese, fra la politica e i cittadini, debba passare per il condono tombale sui reati di berlusconi.

B, FRODATORE DELLA PATRIA

Processo Mediaset, l’ex presidente del Consiglio condannato per frode fiscale anche in appello 
Per l’uomo che vuole riscrivere la Costituzione 4 anni di carcere e 5 di interdizione dai pubblici uffici.

In Italia non serve nessuna pacificazione fra la politica e i cittadini finché la politica continuerà a garantire se stessa e non i cittadini; c’è solo un urgente bisogno di ripristinare le basi e il senso vero della giustizia, non solo sociale ma anche quella applicata a chi commette dei reati.

E’ non solo diseducativo, ma proprio moralmente, eticamente e umanamente inaccettabile che in una democrazia occidentale nel terzo millennio venga applicata la giustizia relativamente al censo e al potere dell’imputato.
E lo è ancora di più se si pensa che è la politica ad aver permesso questo; ad essersi fatta garante dei delinquenti perché non è più nelle condizioni di fare pulizia dei delinquenti al suo interno.
Diceva Paolo Borsellino che per un politico conoscere o aver frequentato dei mafiosi non significa automaticamente essere mafioso, ma che è inevitabile che intorno a quel politico si possa creare quell’alone di sospetto per cui sarebbe meglio se fosse la politica stessa a tenerlo fuori.

berlusconi i mafiosi non solo li ha conosciuti e frequentati anche prima di entrare in politica e quando aveva già commesso molti di quei reati che gli sono stati contestati dopo, ma se ne teneva uno in casa in qualità di stalliere e baby sitter dei suoi figli, e da un amico dei mafiosi [oggi condannato per concorso esterno ma che però può continuare bellamente a potersi fregiare dell’appellativo di senatore e a fine mese riscuotere uno stipendio pagato coi soldi dei cittadini] si è fatto fare quel partito con cui scese in campo per il bene del paese e cioè il suo. 

E queste premesse, aggiunte alla famosa ineleggibilità relativa a b., avrebbero dovuto essere un motivo più che valido per vietargli l’accesso non solo a quei piani alti della politica che ha potuto scalare senza nessuna difficoltà proprio grazie alla collaborazione di chi avrebbe dovuto impedirlo ma nel parlamento stesso.

Quindi non è assolutamente vero che b., è un perseguitato dalla giustizia, siamo noi cittadini ad essere i perseguitati da vent’anni, costretti a vivere in un paese attorcigliato alle sue vicende giudiziarie, costretti ad aver sopportato che il parlamento della repubblica italiana sia stato trasformato nella dependance di una delle tante ville di silvio berlusconi, un posto dove la prima preoccupazione della politica, tutta, di destra di centro e di centrosinistra, è stata quella di risolvere i guai di b per mezzo di leggi apposite, di legittimi impedimenti, di qualsiasi provvedimento che gli potesse consentire di non essere sottoposto a dei giusti processi e accettarne le relative sentenze così come avrebbe dovuto essere, se la giustizia è davvero uguale per tutti.
Ed è con uno come silvio berlusconi che il centrosinistra, nella figura del partito democratico, ha accettato quelle “larghe intese” con cui formare un governo “di responsabilità”.

Pacificare l’evasione
Marco Travaglio, 9 maggio

Per la prima volta nella sua lunga carriera di imputato, Silvio B. è stato condannato in appello, ultimo grado di merito, a conferma della prima sentenza che gli infliggeva 4 anni di reclusione, 5 di interdizione dai pubblici uffici e 10 milioni di danni da pagare al fisco per una mega-frode fiscale durata dieci anni. Ora gli resta soltanto la Cassazione, presieduta proprio da ieri da un vecchio amico di Previti. Che però può valutare solo i profili di legittimità, mentre i fatti sono definitivamente accertati, così come illustrati dalle motivazioni del Tribunale: B. è un criminale matricolato che ha mostrato “particolare capacità di delinquere nell’architettare” e “ideare una scientifica e sistematica evasione fiscale di portata eccezionale” che gli ha procurato “un’immensa disponibilità economica all’estero, ai danni non solo dello Stato, ma anche di Mediaset e, in termini di concorrenza sleale, delle altre società del settore” tv. Il noto delinquente ha governato l’Italia, direttamente o indirettamente (nascosto dietro Monti e Letta jr.), per 11 anni su 19. È con questo delinquente che il mese scorso il Pd s’è appena alleato per rieleggere Napolitano e fare il governo che deve “pacificare” l’Italia dopo vent’anni di “guerra civile”. La guerra fra guardie e ladri, fra chi non paga le tasse e chi le paga anche per lui. Mentre plotoni di finti tonti rimuovono la biografia penale e politica di B., chiamando “pace” l’impunità al delinquente, e mentre si attende che il Pd trovi le parole per definire il suo pregiato alleato, è il caso di ricordare l’oggetto del processo Mediaset. Checché ne dicano i servi di Arcore, la Procura ha dimostrato “con piene prove orali e documentali” che nel 1995-’98 (quando B. era già in politica da un pezzo) la Fininvest e poi Mediaste acquistarono 3mila film dalle major Usa con 13mila passaggi contrattuali per gonfiare i costi, abbattere gli utili, pagare meno tasse e accumulare una fortuna per B. e famiglia nei vari paradisi fiscali, con due diversi sistemi: i film rimbalzavano da una società fittizia all’altra, aumentando ogni volta di prezzo (le decine di offshore create ad hoc dall’avvocato Mills, tutte riferibili al mandante B.); e altri passaggi-fantasma venivano assicurati da “intermediari fittizi” come il produttore Frank Agrama, prestanome di B., anche lui condannato. Risultato: costi maggiorati per 368 milioni di dollari, con evasioni fiscali sulle varie dichiarazioni fino a quella del 2004. L’inchiesta partì nel 2002, il dibattimento nel 2006. In origine i reati erano tre: falso in bilancio, appropriazione indebita e frode fiscale. Poi i primi due caddero in prescrizione, così come gran parte delle frodi (restano 7,3 milioni). E non solo per il naturale passare del tempo: anzi è un miracolo che il processo sia giunto in fondo, visto che in 11 anni s’è trasformato in una corsa a ostacoli, costellata da ben 11 leggi ad personam.Nel 2001 il primo scudo fiscale. Nel 2002 la controriforma del falso in bilancio che, per le società quotate, abbatte le pene e dimezza la prescrizione; il condono fiscale, che sanava un bel po’ di frodi berlusconiane. Nel 2003 il condono fiscale per i coimputati; il lodo Meccanico-Schifani; lo scudo fiscale-bis. Nel 2005 la ex-Cirielli che tagliava ancora la prescrizione e salvava dall’arresto i condannati ultrasettantenni. Nel 2006 l’indulto del centrosinistra, che condonava 3 anni ai condannati passati e futuri (perciò, se questa sentenza diventerà definitiva prima della prescrizione nel luglio 2014, B. non andrà in galera, ma dovrà lasciare il Senato). Nel 2008-2010 il “lodo” Alfano, il legittimo impedimento (due leggi scritte dall’attuale vicepremier e ministro dell’Interno, poi dichiarate incostituzionali) e lo scudo fiscale-tris. Ora, per pacificarci definitivamente col delinquente evasore, manca soltanto l’ultimo passaggio: che l’amico Napolitano lo nomini senatore a vita. 
S’è liberato il posto di Andreotti, lo impone l’ordine alfabetico.

L’eversore

“La magistratura è un cancro, una patologia del nostro sistema. Il 23 marzo scenderemo tutti in piazza contro i magistrati”. Silvio Berlusconi torna ad attaccare le toghe e lo fa a margine del processo Mediaset. “C’è una parte della magistratura – ha detto – che utilizza la giustizia per combattere ed eliminare gli avversari politici”. Il Cavaliere è tornato a parlare delle accuse di corruzione e finanziamento illecito (leggi) dei magistrati di Napoli: “I pm hanno detto a De Gregorio: ‘O ci dici qualcosa su Berlusconi o ti mettiamo in galera’. Siccome lui aveva paura della galera, ha parlato.”

“Questa storia – ha ribadito l’ex premier – è da ascriversi ancora una volta nella barbarie delle cose che accadono nella nostra magistratura”. Secondo Berlusconi “Prodi non è caduto a causa del passaggio di De Gregorio dall’Italia dei Valori a Forza Italia, ma perchè Mastella ha dato le dimissioni. Non cambiamo la realtà storica”. 

B. chiama la piazza contro i magistrati
“De Gregorio costretto a mentire dai pm”

Processo Mediaset, Berlusconi: “Totalmente estraneo alla vicenda, all’epoca ero premier”

Tutti gl’impegni del “presidente”
Dichiarazioni politiche, commenti, battute e barzellette, qualche espressione in libertà: Silvio Berlusconi si è fatto amare/odiare anche per le sue frasi pronunciate in pubblico. Le abbiamo raccolte: se non tutte, quasi. E le abbiamo fatte seguire da quello che gli altri hanno detto di lui. Eccole, ordinate per anno, a partire dall’ingresso in politica. 1994 – 1995 – 1996 – 1997 – 1998 –1999 – 2000 – 2001 – 2002 – 2003 – 2004 – 2005 – 2006– 2007 – 2008 – 2009 – 2010

Processo Mediaset: il procuratore generale chiede condanna a 4 anni per Silvio Berlusconi

Se questo fosse un paese normale il 23 marzo si dovrebbe fermare tutta l’Italia onesta e scendere in piazza contro berlusconi. 

E se questo fosse stato già un paese normale non saremmo mai arrivati a tutto questo perché b sarebbe in galera da vent’anni.

E se i rivoluzionari a cinque stelle hanno in mente di far diventare questo un paese normale la settimana prima del 23 dovrebbero aver già confezionato una legge sul conflitto di interessi, invece di dire che sono andati in parlamento solo per fare opposizione.

Se io fossi stata nei panni di Napolitano non ne avrei perdonata nemmeno una di queste dichiarazioni che sono uscite praticamente dalla bocca di tutti i servi dell’unico eversore antistato del quale ci si dovrebbe preoccupare; anche in casi come questi il capo dello stato dovrebbe fare il suo mestiere. 

Solo ieri due procedimenti disciplinari sono stati aperti contro due magistrati, uno, ma che lo dico a fare è Ingroia e l’altra Annamaria Fiorillo che accusò i poliziotti nell’ambito dell’affaire Ruby .

Contro i politici che li insultano non si prende mai nessun provvedimento? 

La cosa positiva è che né berlusconi né dell’utri potranno mai dire che de gregorio è stato un eroe visto che a differenza del pluriergastolano mafioso mangano  ha parlato, così almeno resterà nella memoria di tutti solo il disonesto  venduto che è.

 Mi piacerebbe che tutti quelli che si riempiono la bocca circa la responsabilità civile o penale dei giudici e dei magistrati quando sbagliano, così come esiste quella penale per il medico che invece di salvare le vite provoca danni irreversibili,  financo la morte e in generale per tutti quei professionisti e lavoratori la cui occupazione consiste nel prendersi cura dei problemi, diversi, della gente i cui esiti potrebbero danneggiare la gente quando la professione e il mestiere si svolgono con leggerezza e superficialità la chiedessero anche per i politici quando fanno leggi sbagliate.

Un governo serio dovrebbe mettere in preventivo che quelli che sbagliano nel merito del loro ruolo che sarebbe, è, quello di facilitare le cose e non di complicarle o renderle inutili come ad esempio mandare i cittadini a votare con una legge elettorale che non funziona, ha dimostrato di non funzionare per la buona politica ma solo a favore del mantenimento in essere della politica, anche quella incapace, delinquente, collusa, mafiosa pagassero in proprio e non sulla nostra pelle.  

Con una buona legge elettorale oggi avremmo il vincitore e i perdenti,  non avremmo più formigoni, il più indagato dopo berlusconi rieletto al senato e lo scilipoti di turno ancora a farsi mantenere dai contribuenti italiani.

E chi sbaglia deve andare – almeno – a casa subito, non dopo venti, trenta, quaranta o sessant’anni.

In questo modo non servirebbe nemmeno il limite delle legislature.

La vergogna non abita in questo paese [e dire che dovrebbe, invece]

Sottotitolo: il ‘naturalmente delinquente’; “non deve capitare ad altri quello che sta capitando a me” [come no? qui siamo tutti in attesa della retata finale: stai scherzando, vero? dev’essere sullo stile notte dell’epifania, che tutti i criminali si porta via]

Dice di voler tornare, che è  necessario, per “riformare il pianeta giustizia”?  E come lo vorrebbe riformare, il pianeta giustizia? magari imitando quello del sincero democratico comunista, amico suo e di bordelli che gli oppositori li sbatte in galera? non si capisce poi che vuole dire la biancofiore quando afferma che va giudicato dalla volontà del popolo, micaè, ce rifamo? eddaje bella, insomma, caruccia, i colpevoli dei reati li giudicano i tribunali, non gli elettori. Un suggerimento: non gliela fate fare ‘sta figuraccia, se gli volete bene davvero, se siete davvero il partito dell’ammmòre, risparmiatelo stavolta dalla volontà del popolo. Ché misà che il popolo stavolta ha capito.

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Maqquanto mi piacciono gli amar(i)cord…ché la memoria italiota è labile, ora che tutti, almeno si spera, hanno capito cosa ha rischiato questo paese, e cioè di ritrovarsi berlusconi perfino al Quirnale bisognerebbe attuare un bel programma di rieducazione alla civiltà a livello nazionale per poi pretendere che a rappresentare lo stato sia gente che abbia davvero il senso dello stato, non i soliti burattini sempre disponibili a cedere a richieste e/o al soldo di qualcuno solo per smania di potere.

Non c’è solo da rinnovare la politica ma anche quel giornalismo che contribuisce alla confusione, quei giornalisti che o in prima persona o per conto terzi accettano di ospitare sempre i soliti squallidi personaggi che non aiutano per nulla la comprensione delle cose. 

Una democrazia si regge sì sulla politica ma anche su una buona informazione.
Basta, dare risalto a gente e darle la possibilità di conquistare un’autorevolezza che non merita per ritrovarcela poi magari  a fare la presidente di regione.
E basta anche coi sallusti, capito Lilly Gruber?
Uno appena condannato a 14 mesi di galera dovrebbe avere la decenza di rifiutare un invito, se quella decenza manca a chi lo chiama.

La Bindi che cade dal pero dopo 18 anni e  si accorge solo adesso di quanto sia stato devastante non aver risolto il conflitto di interessi fa semplicemente pena, non merita neanche di essere commentata. Ma neanche votata, mi pare ovvio.

Se, secondo i Magistrati di Milano berlusconi ha “una naturale capacità a delinquere” significa che tutti gli italiani che lo hanno sostenuto e votato sono naturalmente portati a delinquere anch’essi o è solo un’inguaribile tendenza alla coglionaggine diffusa? [e meno male che i coglioni eravamo noi che non lo facevamo né  lo abbiamo MAI fatto: il tempo, è galantuomo],  perché errare sì, è umano, ma avergli permesso di perseverare per diciassette anni per aver creduto davvero che senza di lui l’armata rossa [ma dove, ma quando, ma do’ stanno ‘sti comunisti? ] avrebbe preso possesso del parlamento non è stato solo un agire motivato dall’ignoranza ma vera e propria complicità con chi ha portato l’Italia al declino totale. Quindi sì, si può tranquillamente dire che c’è una parte di italiani anche piuttosto consistente che si è riconosciuta in un delinquente, si è fatta rappresentare da un delinquente.

Dell’opposizione non voglio nemmeno parlare, cari Bersani &co, ci vediamo alle elezioni, perché io a votare ci andrò, ma  nemmeno stavolta potrò concedere la mia fiducia a chi si tiene ancora in casa gli artefici del disastro berlusconi.

 

“Non ci libereremo mai di Berlusconi se non ci liberiamo di Massimo D’Alema. Il governo di centro sinistra si pronunciò per l’eleggibilità di Berlusconi per l’ambizione di D’Alema che mirava ai voti del premier per stravolgere la Costituzione introducendo il Presidenzialismo. 
Fu Massimo D’Alema – lo diciamo da anni- che diede a Silvio Berlusconi, nel 1994, l’assicurazione che il suo impero mediatico non sarebbe stato toccato. Ignorava l’allora capo della opposizione che il 69,3% degli italiani decide come votare guardando la TV. La verità la confessò Luciano Violante nel febbraio 2002, quando disse, nello stupore del Paese: “l’on Berlusconi sa per certo che gli è stata data garanzia piena nel 1994 che non sarebbero state toccate le televisioni. Voi ci avete accusato, nonostante non avessimo fatto la legge sul conflitto di interessi e dichiarato eleggibile Berlusconi nonostante le concessioni” 
E ciò in violazione della legge 30 marzo 1957, ignorando l’appello di Giorgio Bocca, Paolo Sylos Labini e Giuseppe Laterza. 
Non c’era stata ignoranza ma un consapevole patto scellerato tra D’Alema e il suo amico di Arcore.”
[Ferdinando Imposimato – 16 settembre 2012]

Le indecenti evasioni
Marco Travaglio, 27 ottobre


La sentenza emessa ieri dal Tribunale di Milano, che ha condannato Silvio Berlusconi a 4 anni di reclusione per frode fiscale, a 5 anni di interdizione dai pubblici uffici e a 10 milioni di provvisionale all’Agenzia delle Entrate nel processo sui diritti Mediaset, non è — come vaneggia Angelino Alfano, nientemeno che ex ministro dellaGiustizia, “

l’ennesima prova dell’accanimento giudiziario contro Silvio Berlusconi”. Semmai è la prova che l’Italia è stata governata per nove anni negli ultimi venti da un evasore fiscale (che ogni tanto condonava le proprie evasioni). Non è nemmeno, con buona pace di Angelino Jolie, “una condanna inaspettata e incomprensibile con sanzioni principali e accessorie iperboliche”: chi conosce il processo sa bene che alcune società occulte create da David Mills e usate per drenare fondi neri gonfiando i costi dei film acquistati in America facevano capo personalmente a B. Quanto alle pene, detentive e accessorie, sono ridicole se confrontate con quelle di qualunque altra democrazia, dove gli evasori vengono sepolti in carcere, mentre da noi siedono al governo, in Parlamento e ai vertici di banche e grandi aziende. Fa sorridere, anzi fa pena il commento del capogruppo pidino Dario Franceschini: “Questo non è oggetto di confronto politico. E comunque, per fortuna, non lo è più”. Cioè: il fatto che un tribunale della Repubblica giudichi il più potente parlamentare della Repubblica, per tre volte presidente del Consiglio, colpevole di frode fiscale per 40 milioni di euro (35 volte la cifra che ha portato Fiorito in carcere) con “una naturale capacità a delinquere mostrata nel perseguire il disegno criminoso”, non sarebbe un fatto politico. O non lo sarebbe più solo perché B. ha rinunciato a candidarsi a premier, cioè a una carica che — sondaggi alla mano — non potrà mai più ricoprire, senza peraltro rinunciare al Parlamento, cioè all’immunità. Cose dell’altro mondo, anzi di questa Italia e di questo tragicomico centrosinistra, che per vent’anni ha dialogato col “delinquente naturale” e ha fatto di tutto per salvarlo dai suoi processi. Solo Di Pietro trova le parole giuste per commentare uno scandalo noto a tutti, che quasi tutti hanno finto, e tuttora fingono, di non vedere (come pure sulla costituzione di parte civile del governo nel processo sulla trattativa Stato-mafia, chiesta a gran voce da Di Pietro, da Fli e dal nostro giornale). Del resto non è la prima volta che B. viene condannato in primo grado: lo era già stato fra il 1997 e il ’98 per i finanziamenti illeciti a Craxi nel processo All Iberian (poi lo salvò la prescrizione), per la corruzione della Guardia di Finanza e per il falso in bilancio sui fondi neri di Medusa Cinema (poi fu assolto per insufficienza diprove). E ora che succede? Nell’immediato, nulla. La mannaia della prescrizione incombe, anche se il Tribunale, depositando le motivazioni assieme al dispositivo dopo sei anni di processo, ha fatto il possibile per scongiurarla: il reato dovrebbe estinguersi nel 2014, dunque c’è tutto il tempo per celebrare gli altri due gradi di giudizio. Se la Cassazione confermasse il verdetto di ieri, B. non andrebbe comunque in carcere: sia perché dai 4 anni vanno detratti i 3 dell’indulto gentilmente offerto nel 2006 dal centrosinistra e appositamente esteso ai reati finanziari; sia perché B. ha più di 70 anni e, in base alla legge ex-Cirielli da lui stesso imposta e mai cancellata dal centrosinistra, a quell’età si va ai domiciliari. Resterebbero però 2 anni di interdizione dai pubblici uffici non coperti da indulto: se la Cassazione confermasse la condanna, B. dovrebbe lasciare il Parlamento e perderebbe, oltre al seggio, l’immunità. Cioè a quanto ha di più caro,oltre ai soldi rubati a milioni di contribuenti onesti.

I suoi passi indietro hanno sempre avuto un perché

 

 

La notizia naturalmente ha fatto il giro del mondo: son belle figure, queste.

La condanna dell’ex premier Berlusconi irrompe sulla stampa mondiale

Enzo Biagi – Berlusconi: se non entro in politica mi arrestano

 

 Berlusconi aveva puntato alla presidenza del Senato.

Con la condanna di oggi deve rinunciare.

Berlusconi condannato a quattro anni. Altri quattordici e siamo pari. [lowerome]
berlusconi era già così prima della “discesa in campo”, cari telerincoglioniti che vi siete fatti abbindolare e sedurre dal venditore di pelle di serpente che non siete altro.
Quale parte di: “è andato apposta in parlamento solo per risolvere i suoi guai giudiziari” non vi è ancora chiara? sareste da interdire insieme a lui, non per cinque anni dai pubblici uffici ma per l’eternità dalla società civile.
Gente come voi è pericolosa, più per gli altri che per se stessa.
La più grande soddisfazione è prendere atto che aveva ragione chi ha sempre detto, me compresa, che quelli che lo hanno votato sono imbecilli incapaci d’intendere e anche di volere, visto che pensavano davvero che sostenere un delinquente  significasse avere anche un tornaconto personale che non solo non c’è stato per loro ma mandando il delinquente a governare gli è stata data la possibilità di impoverire anche chi non lo ha fatto, e non solo economicamente ma soprattutto eticamente, gli è stata data la possibilità di arricchire il suo potere economico e mediatico con la viva e vibrante collaborazione della premiata ditta Violante D’Alema Veltroni Fassino e tutto lo stato maggiore del partito che avrebbe dovuto contrastarlo almeno facendo una legge decente sul conflitto di interessi che invece non è mai arrivata in diciotto lunghissimi anni.
Ecco, questa gente testè descritta e nominata sappia che mi fa schifo, tanto schifo.

Questo non ha mai fatto niente per niente, né niente soprattutto per qualcuno che non fosse lui stesso.

Per conto mio tornerò a credere nella giustizia giusta quando davvero cambierà qualcosa nella vita del delinquente pre-potente e di quelli come lui.

Per il momento i suoi processi significano solo un mucchio di soldi dei contribuenti spesi, perlopiù senza soddisfazione da svariati anni e nulla più; qualcuno crede davvero che la sua vita potrà essere diversa da quella che è sempre stata nonostante i capi di imputazione, le prescrizioni, la condanna e le assoluzioni non per non aver commesso il fatto ma  per aver cancellato direttamente il reato?

Adesso vediamo se polillo lo ripropone per il quirinale e se l’ottimo procuratore antimafia è sempre d’accordo nell’assegnargli il premio per la sua lotta antimafia.

Io un bel premio lo darei a tutti e due, ma siccome è troppo bello, l’idea la tengo per me.

Comunque,  sia ben chiaro a tutti che, se non fosse stato aiutato ad entrare in politica anche con mezzi tutt’altro che democratici tipo l’aver aggirato e ignorato la legge che impedisce ai possessori di media di intraprendere carriere politiche  sarebbe in galera da una ventina d’anni almeno.

berlusconi deve ringraziare Prodi e la legge sull’indulto approvata dal suo governo. Questo per rinfrescare le memorie di quelli che “l’indulto serviva per i poveracci e per svuotare le carceri”.

Dovrebbero incriminare mastella per favoreggiamento,  per averlo preteso per conto terzi e cioè di berlusconi.

Per non parlare di una sinistra prima e di un centrosinistra poi scandalosi.

E’ stata una reiterazione perpetua di salvataggi, anche sul filo del rasoio, anche quando ci pensava da solo a suicidarsi politicamente ha sempre trovato il salvagente, la leggina, il sostegno.

E il mio più “incordiale” vaffanculo va a a chi, per primo, ha coniato quell’orrendo termine, quella sesquipedale bufala denominata antiberlusconismo per mezzo della quale è stato possibile ubriacare i tre quarti degli italiani facendo credere che si potesse essere davvero anti qualcuno e non contro qualcosa che altro non è che la disonestà.
Chissà perché negli altri paesi un termine analogo non c’è, forse perché negli altri paesi non si mandano i berlusconi in parlamento?  qualcuno un giorno dovrà dire almeno alla storia com’è potuto accadere e chi ha guadagnato in tutto questo.

Un saluto affettuoso allo skipper alle cime di rapa che con la sua bicamerale superaccessoriata gli ha dato per primo il benvenuto in parlamento e le chiavi di casa di tutti gli italiani.

BERLUSCONI CONDANNATO A 4 ANNI

Sentenza Mediaset sulla compravendita di film. Per i giudici è stata una gigantesca frode fiscale
L’ex premier, interdetto dai pubblici uffici per 3 anni, dovrà versare 10 milioni. Assolto Confalonieri
Alfano: ‘Accanimento giudiziario’. Pdl: ‘Ergastolo ai giudici’. Di Pietro: ‘La verità è venuta a galla’

Ho saputo della condanna, lo so, per fortuna che ti sei ritirato, le intuizioni, la combinazione, e fai pure la figura tua, ché tanto in galera te ne vai tu e sallusti, tu detti e lui scrive, vi fate compagnia, poi vi porto le arance, le sigarette, qualche dolce…