E allora, berlusconi?

fuori

Aldrovandi, Corte dei Conti vuole 2 milioni da agenti condannati

Si potrebbe fare un po’ di cresta anche sugli stipendi dei dirigenti che ordinano alla polizia di malmenare cittadini inermi. Dal  ministro dell’interno al capo della polizia passando per i funzionari alti e bassi: uscirebbe fuori una bella somma da destinare ad una fondazione dedicata al sostegno dei superstiti delle forze dell’ordine. 

Che in questo paese sono un bel po’ e lo stato nemmeno li ripaga, com’è accaduto ai massacrati di Genova.

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STOP A LAVORI DELLE CAMERE, CARLASSARE LASCIA I SAGGI: “PRESSIONE SU CASSAZIONE”

La giurista ha deciso di dimettersi dalla commissione per le riforme a seguito della sospensione dell’attività del Parlamento decisa dal Pdl e sostenuta dal Pd, dovuta alla data della sentenza fissata dalla Suprema Corte su Mediaset.

“La maggioranza ha così mostrato la sua assoluta estraneità ai valori dello stato di diritto“.

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Preambolo: ai piddini, quelli della base ma anche dell’altezza vorrei chiedere di raccontarci ancora la storiella che “la gggente quando non va a votare fa vincere barabba”, vorrei che ci spiegassero con la stessa sicumera del ditino alzato, del naso arricciato che hanno quando parlano del ‘buffone’ chi l’ha fatto vincere barabba in tutti questi anni, soprattutto, se quella gente o altra a cui serve il barabba di riferimento.

 

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Con la sentenza che obbliga i quattro assassini in divisa di Federico Aldrovandi a risarcire in denaro la sua famiglia rilevando anche il danno di immagine viene riconosciuta – finalmente, purtroppo con notevole ritardo – anche l’arroganza criminosa e criminale di chi pensa che rappresentare lo stato sia il viatico, il passepartout per qualsiasi tipo di comportamenti, anche quelli contrari alla legge. 
La giustizia seppur faticosamente ha provato ad annullare quel pensiero insano secondo il quale al potente pre-potente delinquente tutto è concesso e tutto si deve perdonare.

Diverso è il caso di silvio berlusconi perché tutti sanno, anche i garantisti tout court, che non servono certamente le sentenze di un tribunale per definire il personaggio, però a tutta la pletora del piagnisteo, parlamentare [di destra e di centrosinistra] e giornalistico [di destra e di centrosinistra], piace raccontarsela da vent’anni e purtroppo la raccontano anche a noi.

Le sentenze di un tribunale si dice che “fanno giurisprudenza”, cioè a dire che in casi analoghi a quelli che vengono man mano trattati nei processi i giudici hanno già una base da cui partire per poter decidere senza ricominciare ogni volta da capo.

Nel caso, anzi nei tanti casi di berlusconi quella giurisprudenza è fatta e finita, basterebbe andare a vedere i suoi reati e come sono stati trattati e considerati quei cittadini che ne hanno commessi di simili e analoghi ai suoi; quelli di berlusconi peraltro attengono alla criminalità comune, non c’entrano niente con la sua attività di parlamentare.

Frodi fiscali, corruzione di giudici, robaccia che in un paese normale avrebbe significato la scomparsa dietro le sbarre prima e nella discrezione della propria vita privata di chiunque dopo.
Qui no: servono le sentenze e forse è per questo che tutti si sono impegnati molto per fare in modo che non ci si arrivi; lodi, legittimi impedimenti, prescrizioni, da vent’anni si preferisce tenere un paese ostaggio di un delinquente, comune e abituale, al quale tutto è permesso e concesso con la copertura delle istituzioni e della politica [di destra e di centrosinistra] invece di mettere un punto fermo principalmente sul fatto che chi rappresenta lo stato, che siano poliziotti in divisa, ministri o presidenti del consiglio, della repubblica, in carica o ex non deve avere nessun trattamento di favore ma, al contrario, quando sbaglia deve pagare in relazione alle sue responsabilità verso lo stato e i cittadini.

Ma questo in un paese con un così alto tasso di delinquenza e criminalità all’interno della classe politica e dirigente non potrà mai avvenire, ecco perché berlusconi serve a tutti, è lui quella giurisprudenza che servirà domani, fra dieci anni o cinquanta – ché gli italiani sono campioni e sfornare un dittatorello ogni tanto, gli piace così –  per poter far dire a qualcuno “e allora, berlusconi?”

Ecco perché quale che sia l’esito di questa ennesima sentenza berlusconi è stato già graziato e senza scontare nessuna parte di pena come da Costituzione.

In un altro paese sarebbe finito in galera vent’anni fa, e nessuno purtroppo saprà mai che paese poteva essere questo oggi senza la sua ingombrante, invadente presenza, senza l’esercito dei servitori a libro paga che gli hanno permesso di arrivare fino a qui, quelli che in tutti questi anni gli hanno dato la possibilità di stravolgere le leggi e che oggi senz’alcuna vergogna solidarizzano con lui violentando quell’istituzione, il parlamento,  che indegnamente rappresentano.

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Ha ragione Berlusconi
Marco Travaglio, 12 luglio

La notizia è che B. ha ragione. Dal suo punto di vista, ma ha ragione da vendere. Vent’anni fa entrò in politica per non finire in galera: tutte le sue aziende erano sotto inchiesta e gran parte dei suoi manager inquisiti o detenuti per Tangentopoli. Bastava un nonnulla e sarebbe toccato a lui, cosa che infatti avvenne di lì a poco, appena divenne premier, quando un sottufficiale della Gdf rivelò di aver ricevuto soldi dopo un’ispezione fiscale alla Fininvest. 

Da allora ogni indagine o processo per i suoi reati divenne una persecuzione politica. All’inizio lo dicevano soltanto lui e i suoi servi. Poi cominciarono a dirlo in tanti. Oggi lo dicono o lo pensano quasi tutti: compreso il Pd che lo aiuta a chiudere il Parlamento per protesta contro la Cassazione. Chi, tre mesi fa, sui giornali e nei palazzi, sponsorizzò o avallò il governo Pd-Pdl sapeva benissimo qual era il prezzo da pagargli. 

Un prezzo doppio: metà occulto, cioè l’impunità; e metà palese, cioè il taglio dell’Imu per la campagna elettorale in caso di mancata impunità. Sono vent’anni che fa così e non si vede perché dovrebbe smettere proprio ora. La “guerra dei 20 anni”, la “pacificazione”, la “distinzione fra giustizia e politica”, l'”unità nazionale” sono esche per gonzi. Lui sta al governo per non essere condannato. E non ne ha mai fatto mistero. 

Che vogliono da lui i tresconi e i cacadubbi che scoprono all’improvviso il rapporto consustanziale fra il B. politico e il B. imputato? Che va cercando Polito El Drito, gran tifoso del governissimo, che ora casca dal pero sul Corriere perché l’Italia, sai che novità, è “ostaggio di vicende extraparlamentari sulle quali né le Camere, né il governo e nemmeno il capo dello Stato possono alcunché”? Dove ha vissuto in questi vent’anni: nell’iperuranio? Di che si lagna Claudio Sardo sulla fu Unità per il “ricatto inaccettabile” il giorno dopo che il Pd l’ha accettato? 

E cos’è quest’attesa spasmodica per il 30 luglio? C’è forse bisogno di quella sentenza per sapere se B. è un delinquente o un galantuomo? Cari tartufi, provate una volta nella vita a guardare in faccia la realtà: vi si spalancherà un mondo. Stiamo parlando di un ometto che, senza le sue leggi ad personam, sarebbe in galera da un pezzo. Almeno dal 25 febbraio 2010, quando la Cassazione dichiarò prescritta la corruzione giudiziaria per David Mills, pagato da B. con 600mila dollari in cambio di due false testimonianze in suo favore. 

Nel 2005, appena la Procura di Milano lo scoprì, B. varò l’ex Cirielli, che tagliava la prescrizione per la corruzione giudiziaria da 15 a 10 anni (dal 2014 al 2009). Già che c’era, stabilì pure che gli ultrasettantenni scontino la pena ai domiciliari anziché in carcere. Nel 2006 il centrosinistra gli regalò l’indulto extralarge: sconto di 3 anni per tutti i reati, corruzione inclusa. Nel 2008 B. tornò al governo e impose subito il “lodo” Alfano, bloccando i processi delle alte cariche, cioè i suoi. 

Così il Tribunale continuò a processare il solo Mills, stralciando B. in un processo separato e congelato in attesa della Consulta. Mills si beccò 4 anni e mezzo in primo e in secondo grado. Nel 2009 la Corte cancellò il lodo e il processo a B. ripartì, ma da capo dinanzi a un diverso collegio. Nel 2010 la Cassazione dichiarò prescritto ma commesso il reato di Mills. E nel 2012 il Tribunale fece altrettanto con B. 

Ma, senza Cirielli, il reato si sarebbe prescritto nel 2014: dunque Mills sarebbe stato condannato a 4 anni e 6 mesi definitivi; così come B., che senza lo stralcio imposto dal lodo sarebbe stato processato e condannato con lui. Senza l’indulto, niente sconto di 3 anni per entrambi. E, senza la norma sugli over 70, B. sarebbe finito in galera con Mills fin dal 25 febbraio 2010. Non solo: interdetto dai pubblici uffici, non si sarebbe potuto candidare alle ultime elezioni. Eccola, cari tartufi, l’unica guerra dei 20 anni che s’è combattuta dal ’94 a oggi: quella dell’Impunito alla Giustizia. Voi, di grazia, dove cazzo eravate?

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La Rai mi ricorda tanto un’altra situazione

Da gennaio l’Elefantino sarà in onda il giovedì in prima serata sulla seconda rete. “E’ stata un’ispirazione, ho preso la cattedra di Enzo Biagi e ora il trono di Michele Santoro”. (F.Q.)

”La Lei sta completando il quadro dell’occupazione politica in Rai in modo eccellente, come Masi non è riuscito a fare – aggiunge -. E’ davvero incredibile che Ferrara possa prendere carta e penna e decidere quando e come andare in onda, dimostrando chi sono i veri dirigenti del servizio pubblico. E’ ancora più assurdo che si sostituisca un programma di informazione gradito agli italiani, con l’ennesimo megafono del premier, che già su Raiuno perde inesorabilmente ascolti. La verità- conclude Pardi – e’ che degli ascolti alla Lei non gliene importa nulla. Lei è solo l’esecutrice di una struttura sovrana che si prepara alla campagna elettorale. E chi se ne importa se la Rai e i suoi dipendenti colano a picco, tanto continua a guadagnarci Mediaset e tutto rimane in famiglia” (Pancho Pardi)

Dopo la cattedra di Biagi ora prende anche il trono di Santoro. Ricordiamoci di fargli prendere anche lo scettro, ma nel posto giusto. 

Lo guarderanno pochi derelitti  convinti che  sia davvero molto intelligente mentre invece ferrara è da sempre moltoebbasta ma non importa, cosa non si farebbe per servire il padrone unico, specie ora, nel suo momento peggiore? Anche se questo costerà all’azienda Rai l’ennesimo spreco di soldi così come è già accaduto per la trasmissione del moltoebbasta che dalla fascia preserale, quella che dovrebbe fare da traino all’ignobile tg1 di minzolini è stata trasferita all’ora di pranzo giusto per mandarlo di traverso a chi abbia la sventura di passare magari per sbaglio su rai uno.

Come ho scritto varie volte commentando la mia epurazione voluta da qualche povero demente  (contro i quali purtroppo l’unico rimedio è una cura appropriata) da quella piattaforma che ancora qualcuno si ostina a definire “libera”, non basta sbarazzarsi del nemico, bisognerebbe anche dimostrare coi fatti chi era l’intruso,  il non rispettoso, il fazioso, il maleducato che non rispetta le regole.

  Le accuse rivolte a Santoro sono più o meno le stesse che  hanno usato nei miei confronti per giustificare la vigliaccata. Poco importa che nel mio blog entrassero 500 persone al giorno e che Santoro sia il professionista che più di tutti ha fatto guadagnare soldi alla Rai al punto di autofinanziarsi Annozero solo coi proventi della pubblicità, quando qualcuno decreta la fine di chi ha come unica colpa quella di fare, dire e scrivere qualcosa di utile, quando qualcuno riesce a creare consenso intorno a sé perché ha avuto la capacità di rendersi credibile coi fatti, non sparlando degli altri come un troll psicopatico, una donnetta mai sedotta ma solo abbandonata, che non dovrebbe essere sfrattata solo da un blog ma da tutte le scuole del regno, come un fede, un minzolini, un olindo sallusti qualsiasi e la loro orribile compagnia di servi, quella fine prima o poi arriva, e la scusa, l’alibi non devono essere nemmeno troppo convincenti  per gente dalla mente debole e ancorché assente il cui unico ragionamento proveniente dall’unico neurone disponibile e pure piuttosto confuso è “se l’hanno cacciato un motivo ci sarà”. E’ la stessa teoria per la quale molti idioti pensano che  se una donna viene stuprata è perché provocava.  Sic et simpliciter.

Col risultato che in quella piattaforma la feccia continua a girare indisturbata  e agevolata dai preposti al controllo mentre le persone perbene vengono messe fuori dalla porta in modo tutt’altro che cortese.

E la conseguenza è il notevole appiattimento di un livello già molto precario anche prima dati gli argomenti assolutamente irrilevanti ai quali si dà spazio a tutto svantaggio della qualità,  proprio come alla Rai dove i programmi di eccellenza si contano ormai  sulle dita di una mano. 

La domanda dunque, viene spontanea: chi ci avrà guadagnato da queste operazioni? ma soprattutto perché si lascia morire un’azienda che non ha i soldi nemmeno per pagare gli stipendi ma poi trova milioni di euro per finanziare il contratto di ferrara e di tanti altri incapaci assunti unicamente per fare propaganda al papi-padrone?

Chissà perché poi, ridono di noi? un vero mistero

Aspettando la lettera…

Il quotidiano inglese ”The Guardian” ha proposto un sondaggio: ”Merkel e Sarkozy hanno sbagliato a ridacchiare dell’Italia?”. Il 79, 4% dei lettori inglesi risponde no perché ”Berlusconi si è infilato in scandali che hanno reso l’Italia uno zimbello”.

Che piaccia o meno è così che ci vedono da fuori, dove non ci sono i minzolini, i vespa, i garimberti e compagnia che omettono, oscurano e cancellano il dissenso dai palinsesti. In nessun altro paese si sarebbe data la possibilità di ‘rimediare’ ad errori che sarebbero costati le dimissioni immediate di chiunque, fosse anche un presidente della repubblica. Per non parlare di un parlamento composto per i due terzi da imputati, indagati, inquisiti, prescritti e condannati.

E quella stronza che si spaccia per ministro ( dell’istruzione… “se lei ripercorrirebbe”: è solo l’ultima perla di questa ignorantona nelle cui mani sono affidate le sorti degli studenti di questo paese) ieri sera ha avuto pure il coraggio di dire che se berlusconi e il governo italiano sono invisi e malvisti dai tre quarti del pianeta la colpa è di quel che scrivono i giornali ‘comunisti’.

Punto e virgola, Massimo Gramellini – La Stampa

Grazie alla cortese collaborazione dei magistrati intercettatori Totò Stalin e Peppino Guevara, siamo in grado di fornirvi il testo della storica lettera all’Unione europea che Bossi ha dettato ieri sera a Berlusconi.

«Giovanotto, carta penna e calamaio. Scriviamo… Hai scritto? Comincia, su. Signora Merkel, veniamo noi con questa mia a dirvi , una parola sola: adirvi, che, scusate se sono poche, ma 5 ville in Sardegna noio ci fanno comodo, specie quest’anno che c’è stata una grande moria delle vacche, come voi ben sapete. Punto, due punti, ma sì, Silvio, fai vedere che abbondiamo: abbondandis in abbondandum. Queste ville servono a che voi vi consola-

consolate, non Consuelo a Linate, non mi far perdere il filo, che ce l’ho tutta qui… a che voi vi consolate dai dispiacere che avreta.. avreta, smetti di fare quella faccia: avreta è femminile, Merkel è una femmina, no? Perché – aggettivo qualificativo, ho chiesto a Calderoli – dovete lasciare in pace i pensionati, ché i ministri, che siamo noi medesimi in persona, vi mandano questo… Incartami il contratto delle tue ville, su. Perché i pensionati sono vecchi che invecchiano, che si devono prendere una pensione e che hanno la testa al solito posto che a voi signora Merkel manca, e cioè sul collo. Punto e punto e virgola. Lascia stare, abbonda, che poi dicono che noi padani siamo tirati, siamo provinciali. Salutandovi indistintamente. I ministri Bossi e Berlusconi , apri una parente, (che siamo noi) . Silvio, hai aperto la parente? Chiudila e andiamo a casa. S’è fatto tardi».