Articolo 270 bis … sull’eversione

Aspettando  una reazione “viva e vibrante” dall’inquilino del Quirinale copio e incollo questo post dell’amica Rita che è un po’ peggio di me ma stranamente lei non viene cacciata da nessuna piattaforma “libera”.  Forse perché nelle piattaforme libere davvero le teste di cazzo non trovano nessuna residenza e men che meno qualcuno che le consideri persone normali o in grado di operare censure ridicole? ai post(eri) l’ardua sentenza.

 

Giochino: trova l’eversore, il violento, il fuorilegge. Ah, leggo che qualcuno chiede di contestualizzare perché la telefonata è del 2009. Per me questa è solo un’aggravante, non giustifica e non toglie nessuna gravità alla pesantezza di queste dichiarazioni.

Guardai il mio avviso di garanzia, non so come me ne immaginavo uno, ma era solo un foglio di carta, uno di quelli scritti un po’ male, con in cima l’avviso, appunto, della conclusione delle indagini su un fatto del quale lessi qualcosa sui giornali della Sardegna.

A differenza dei vari minzolini o dei criminali comuni che abbiamo al governo, se qualcuno mi avesse intervistato, all’epoca, io non avrei mai potuto dichiararmi “tranquilla!” Non so, forse per i retaggi dell’educazione che fortunatamente ho ricevuto, che non mi permisero di sorridere serena. L’unica cosa che mi era chiara di quel foglio di carta era la citazione di una mia frase virgolettata e l’articolo il 270 bis. Poi mi spiegò, un amico che ne sapeva, che voleva dire che ero indagata per eversione.

Sempre a lui spiegai che la frase era stata estrapolata da un carteggio avuto con Compagni, i quali mi chiedevano un’opinione su un fatto specifico. Scrissi pressappoco che per me, il mandante di uno dei tanti falsi attentati di quel periodo, era stato l’allora ministro Pisanu, oggi ripulitosi e tornato ad essere un probo uomo della vecchia DC, che bene ha tollerato mille nefandezze, ma che mal sopporta l’utilizzazione finale di giovani vagine.

La cosa si concluse da sé. Anche i più fantasiosi investigatori dovettero ammettere la mia estraneità ai fatti di cui – forse per vergogna – non si parlò più, tanto era palese la farsa, quasi più di quella che tutti ricordiamo del duomo volante, e del povero Tartaglia. Tuttavia, io me li ricordo quei giorni smarriti, a chiedermi cosa avrebbe potuto accadermi non avendo un paio di legali a mio servizio, né l’opportunità di rendermi una legge più uguale, a mia immagine e somiglianza. Mi ricordo anche lo sgomento per aver letto le parole che in assoluta buona fede avevo spedito ad un amico, al quale sempre per lo stesso reato sequestrarono il computer.

Oggi, tutti noi che abbiamo accesso alla Rete, abbiamo potuto sentire le parole del presidente del consiglio di questa repubblica che indagò me per eversione, parlare con un “faccendiere”(ma che cazzo fa un faccendiere?) – che per altro ha una faccia da cretino integrale – di FAR FUORI IL PALAZZO DI GIUSTIZIA DI MILANO o peggio, di portare in piazza un milione di persone per fare la Rivoluzione. Il presidente del consiglio, il primo ministro, il governo, l’istituzione, colui che ha il compito di guidare chi legifera in nome e per conto nostro, dello stato, non Rita Pani il residuato bellico rimasto comunista nel post comunismo, al telefono dimostra di avere intenti eversivi.

Eh sì, ma il tempismo in questo stato di merda è tutto. Infatti siamo a due giorni dall’assalto dei “violenti”, quelli che hanno tolto visibilità e lustro agli indignados, che a dirlo in italiano forse faceva ridere un po’ o non era credibile. Siamo a due giorni dalla commozione di Alemanno sui luoghi della guerriglia, e forse era commozione da nostalgia, rimembrando i tempi in cui era lui a tirare i sanpietrini e sprangare le teste dei compagni. Siamo a due giorni di distanza, forse, dalle prove generali dell’eversione di stato, che prende forma e si avvera, come la trama di un film che diventa realtà.

Siamo qua nel nostro mondo al contrario, in cui il premier farà la rivoluzione contro se stesso. E allora speriamo almeno che dopo, spinto dal suo delirio di onnipotenza massonica e deviata, si vada ad appendere autonomamente a testa in giù a Piazzale Loreto. Ci risparmierebbe sia la fatica che l’avviso di garanzia.

Rita Pani (APOLIDE)

L’eversore

silvio berlusconi: “Facciamo fuori il tribunale di Milano”

“Portiamo in piazza milioni di persone, facciamo fuori il palazzo di giustizia di Milano, assediamo Repubblica: cose di questo genere, non c’è un’alternativa…”. Parola di Silvio Berlusconi nell’ottobre 2009. Sì, proprio lui. Si sfoga al telefono con Valter Lavitola, il giornalista-faccendiere incredibilmente di casa a palazzo Grazioli.”

Questo non è terrorismo? è ancora accettabile che si possa tollerare un presidente del consiglio che nel suo tempo libero  va a mignotte oppure promuove l’eversione?  in qualsiasi altro paese al mondo un primo ministro che dica, abbia detto e fatto cose dell’incredibile gravità di quelle che ha detto e fatto b., in tutti questi anni sarebbe immediatamente messo sotto impeachment, cioè OBBLIGATO A DIMETTERSI, e RINVIATO A GIUDIZIO se non addirittura ARRESTATO. Cosa si aspetta a farlo anche da noi,  forse che riesca a mettere in pratica la distruzione totale del paese? 

Ora, per i disordini di sabato la polizia sta effettuando ricerche e perquisizioni nell’ambiente degli “anarco – insurrezionalisti” che sono come il nero, stanno bene su tutto:  un jolly che si gioca sempre quando non si possono andare a disturbare altri ambienti. Ma se questo fosse un paese appena appena normale Roma dovrebbe mandare il conto a la russa e maroni e tutto il governo dovrebbe essere obbligato a dimettersi. 

 Noi cittadini manteniamo svariati eserciti di gente strapagata per risolverci i problemi, dalla politica ai servizi segreti passando per i funzionari “alti” delle forze dell’ordine. Ecco perché penso che quel poco di stampa e di giornalismo decenti che ancora sono rimasti in questo paese dovrebbero smetterla di scrivere e raccontare di vetri rotti e di disordini e ricominciare a occuparsi dei motivi delle manifestazioni. Non dovrebbero permettere di farsi fare la morale da chi tutti i giorni e da svariati anni minaccia di “prendere i fucili”. Io non mi faccio fare la morale da gentaglia che coi suoi comportamenti, atteggiamenti, decisioni ha causato solo drammi e problemi fra cui la morte di una quindicina di persone negli scontri di Bengasi cinque anni fa. Se Libero, il Giornale, la padania vogliono la guerra io pretendo che i giornalisti che ancora pensano di lavorare per informare rispondano punto su punto alle accuse che vengono rivolte alla sinistra e ad essi stessi facendo chiarezza, e anche un po’ di sana dietrologia per rinfrescare la memoria a un popolo che dimentica tutto troppo in fretta. Basta col savoir faire.