Piovono bombe, anzi no: rimbalzano

Sottotitolo: ‎”Bisogna guardare le due facce della medaglia, ci sono anche tanti poliziotti che si sono comportati in modo egregio”. [Anna Maria Cancellieri]

Ecco, appunto, e se chiediamo di poter individuare più in fretta chi invece NON si comporta in modo egregio ed eccellente è proprio perché vogliamo vedere SOLO eccellenze nel corpo di polizia e nelle forze dell’ordine in generale. Non siamo così miserabili da non capire che lì in mezzo ci sono padri e madri di famiglia, ragazzi che potrebbero essere i figli di tanti di noi. Iniziamo a dare a queste persone uno stipendio ADEGUATO al rischio e alla responsabilità, magari dando una sforbiciata a tanti emolumenti percepiti indegnamente da politici e manager che hanno condotto l’Italia al fallimento.

O magari  al posto di dare tre milioni di euro al figlio della signora ministro dell’interno come buona uscita per UN ANNO di “lavoro”. Si può fare? sì, no, non è abbastanza tecnico, sobrio, non è politica buona, questa?

ALESSANDRO ROBECCHI – Lacrimogeni, balle e rimbalzi

Alla lettera, il rapporto dei carabinieri dice che la polizia ha tirato un lacrimogeno contro le finestre del ministero della Giustizia e per puro caso non ha fatto lacrimare la ministra e tutto il personale che stava lavorando.

In ogni caso, la toppa è peggiore del buco. [Il Manifesto]

ANNAMARIA RIVERA – I cecchini di via Arenula

Scontri e proteste, il Governo Monti è sotto assedio

Dopo Fornero, Passera e Profumo, la contestazione colpisce a Milano il premier [in visita alla Bocconi] e a Rimini il ministro Cancellieri, che sconta il comportamento della polizia negli incidenti di Roma. I sondaggi mostrano un Paese stremato e con i nervi a fior di pelle, che ai tecnici crede sempre meno [solo il 32%] – Il Fatto Quotidiano

Neanche questi eccellenti e sobri ministri, i migliori che ci potessero capitare secondo il presidente  Napolitano, conoscono la parola DIMISSIONI, è un virus che colpisce tutti quelli che mettono piede nel parlamento italiano.
Una residenza da sfruttare ad libitum, a proprio piacimento, Dio o chi per lui gliel’ha dato e guai a chi glielo tocca.
Un ministro dell’interno che invece di dimettersi dopo le scene da regime cileno a cui abbiamo dovuto assistere per l’ennesima volta va a impartire nientemeno che lezioni di legalità.
Come se Falcone e Borsellino non avessero di che rigirarsi nelle tombe già abbastanza.
La prima responsabile, o l’ultima, dipende da come si guardano le gerarchie, la persona che dunque sull’operato delle forze dell’ordine ci mette la sua faccia e purtroppo anche la nostra di cittadini, visto che rappresenta lo stato [ loro il manganello], che prima fa eseguire il lavoro e poi va a parlare di squadrismo e fascismo ai ragazzi.

Più che una lezione una minaccia.
La signora ministro poteva avere almeno il buon gusto di evitare di parlare di squadrismo e fascismo, considerato che sono proprio lì le origini storiche di un certo sentire ma soprattutto del modo di fare delle nostre forze dell’ordine.
Lo squadrismo è accanirsi in tanti contro uno, se non sbaglio, proprio come usano fare agenti e carabinieri durante le manifestazioni così come di solito si usa fare in tutte quelle occasioni in cui ci scappa il morto per sbaglio per caso e per eccesso, nelle questure come nei sotterranei di un carcere, in uno stadio, nelle strade e nelle piazze.

Purtroppo in questo paese fare il poliziotto o il carabiniere è spesso l’extrema ratio per chi avrebbe come alternativa il nulla, mentre invece una professione così delicata dovrebbe avere motivazioni più alte, fare il poliziotto e il carabiniere dovrebbe significare assumersi la responsabilità di prendersi cura dei cittadini, tutelare con discrezione sulla loro sicurezza.

Il cosiddetto tutore dell’ordine dovrebbe essere un punto di riferimento per i cittadini, non qualcuno a cui pensare con timore augurandosi di non dover mai incontrare un poliziotto o un carabiniere troppo da vicino.

Un paese dove il capo della polizia guadagna più del presidente degli Stati Uniti ha il diritto di avere una migliore gestione delle forze dell’ordine. L’Italia dovrebbe essere l’eccellenza nel mondo.

 E un poliziotto e un carabiniere non possono guadagnare 1300 euro al mese.

Il professionismo si paga, e Manganelli lo sa bene visto che il suo stipendio è intoccabile per Costituzione. Le nozze coi fichi sulla pelle degli altri non si possono fare.

I lacrimogeni di ritorno sono una cosa ridicola tanto quanto la teoria dell’insaputa, indice della mediocrità di chi è chiamato ad occuparsi delle cose di tutti e dei tutti, principalmente.

E se il paese bolle, ministro Cancellieri, questo non è un buon motivo per continuare ad accendere micce.
L’unico gesto di vero buon senso, per restituire un minimo di dignità ai cittadini da parte dello stato dopo i fatti di questi giorni sarebbe stato rassegnare le dimissioni,  invece, in perfetto stile italico non solo il ministro dell’interno resta ma trova perfino qualcuno che le offre un pulpito dal quale impartire lezioni: di legalità.
Vergogna su vergogna.