L’Italia è una penisola bagnata da due mari: “Fatti” e “Licazzitua” [Razzi docet]

Relazione al tribunale “Servizi sociali, B. assisterà i disabili”

Secondo il quotidiano Avvenire l’Ufficio esecuzione penale esterna avrebbe indicato una struttura nell’hinterland milanese per l’ex premier; l’impegno sarebbe di un giorno a settimana. Ma il leader di Forza Italia ha ancora una serie di scogli da affrontare: il primo dei quali è l’appello del processo in cui è imputato di concussione e prostituzione minorile. [Il Fatto Quotidiano]

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Mezza giornata a settimana grazie al 3X2 discount Italia e SECONDO LA DISPONIBILITA’ DEL CONDANNATO a fare visita agli anziani disabili. Questa la proposta per il servizio sociale a cui affidare berlusconi, – provvedimento che berlusconi non merita non avendo manifestato nessun pentimento né l’accettazione della sentenza – condannato a quattro anni di galera per frode fiscale, non per aver rubato un pezzo di formaggio per fame al supermercato. Credo che ci debba essere un limite anche all’indecenza: lo stato italiano deve smetterla di offendere i cittadini onesti e poi fare pure la parte della vittima cianciando di populismi per bocca delle sue “alte discariche” [cit.Travaglio]. L’Italia è un paese che fa pena, pietà e misericordia, non certo per la sua gente ma per chi ha fatto in modo che su sessanta milioni ed oltre di cittadini solo uno abbia acquisito per diritto divino la concessione di rubare, mafiare, corrompere e continuare a vivere la sua vita come se nulla fosse, come se la questione non lo riguardasse. Verrebbe da pensare che le visite al Quirinale siano state molto proficue, per il pregiudicato berlusconi.  Senza contare che, considerando la quantità di imbecilli che si sono votati al martirio per lui questa cosa potrà tornargli ancora e perfino utile in termini di consenso.  Il suffragio universale in Italia ha provocato solo danni. Negli altri paesi almeno ci provano a cambiare, negli altri paesi il politico che tradisce lo stato chiede scusa, sparisce dalla circolazione, negli altri paesi il politico coinvolto in un procedimento giudiziario non grida al “golp”, si fa da parte e aspetta che la giustizia compia il suo dovere, negli altri paesi il politico che non viene più scelto dagli elettori torna a fare il suo lavoro, quello che faceva prima, non nasce e muore politico, non vive di rendita grazie al mantenimento dei cittadini che pagano le tasse. Negli altri paesi lo stato non favorisce il delinquente a discapito e danno dell’onesto. Cosa devono pensare le famiglie di chi, perseguitato da equitalia si è suicidato per un debito di poche migliaia di euro?  Quello italiano è un circolo vizioso e viziato che non si interromperà senza gesti significativi. Democrazia non è permettere ad un delinquente acclarato e matricolato di avere ancora voce in capitolo nella politica solo perché c’è una pletora di disadattati mentali e sociali che lo ha eletto a suo rappresentante. E se non glielo fa capire lo stato, applicando semplicemente la Costituzione, che un delinquente deve stare coi suoi pari, non a decidere del destino di un paese da persona libera nonostante una condanna  chi dovrebbe farlo?  Solo uno stato vergognoso e complice offre tante garanzie al potente delinquente a dispetto di chi in una galera ci sta e non ci dovrebbe nemmeno stare grazie alle leggi volute dal più delinquente di tutti.

 

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Pretendi anche tu l’impunità: chiedi la grazia a Napolitano

Danilo Maramotti

Sottotitolo: Equitalia ti tormenta con le sue richieste di metterti in regola col fisco? non fare come chi si è impiccato, dato fuoco, si è sparato un colpo in testa, e in quei casi lo stato si è guardato bene dall’intervenire per dare una mano a chi doveva regolare piccoli contenziosi da poche migliaia di euro, mica settemilioni [la minima parte di un totale già condonato dalla prescrizione]:  fai come berlusconi, fregatene e inoltra una richiesta di grazia al presidente Napolitano, vista la sua cortesia nel trattare il più delinquente di tutti con quello che viene chiamato nel gergo politico “garbo istituzionale”, non potrà ignorarla. 

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Il fatto che Aldo Busi la pensi come me mi rassicura: sempre meglio essere in sintonia con lui che con Polito ad esempio, che fino a ieri si augurava per berlusconi una via “ragionevole”, che tradotto nella lingua di chi usa la lingua per mestiere significa concedere la grazia al delinquente.

Oggi mi accorgo di essere stata troppo ottimista e moderata, pensavo infatti che berlusconi avesse creato un precedente pericoloso solo per quanto riguarda la delinquenza in politica, ovvero che da lui in poi tutti quelli che hanno contenziosi da regolare con la legge e svolgono un’attività non dico politica perché questa è morta da un pezzo ma parlamentare potranno chiedere, pretendere di ottenere le sue stesse garanzie, una su tutte quella di delinquere e restare impuniti.

Ma mi sbagliavo: da lui in poi TUTTI potranno fare la stessa cosa, perché i reati di berlusconi non hanno niente a che fare con l’attività politica e nemmeno con quella parlamentare, sono reati comuni da criminali comuni.

Quindi, rifaccio le domande ché tanto Repubblica non le fa più, mica si parla di mignotte e festini qui: perché lui sì e i tutti, i noi no?

Perché un delinquente condannato deve avere delle garanzie istituzionali a sua tutela e protezione dall’esecuzione di una sentenza che lo riguarda e gli altri no?

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La grazia all’evasore umilia un intero popolo 

Aldo Busi, Il Fatto Quotidiano, 15 agosto

Se Napolitano concederà la grazia a Silvio Berlusconi, anche senza metterlo in grado di ricandidarsi, e io fossi in carcere, lo metterei a ferro e fuoco, inciterei alla rivolta collettiva, non avrei pace fino a che ogni prigione italiana non fosse in fiamme, e pazienza se bruciassi tra i primi; se Napolitano concedesse la grazia a Silvio Berlusconi, comincerei ad accettare serate in nero, visto che finora o sono state tutte puntualmente fatturate o non hanno avuto luogo – e quattro o cinquemila euro in nero, con l’ospitalità pagata, moltiplicati per almeno sei/sette serate all’anno cui rinuncio per la mia inflessibilità fiscale non sono pochi, e moltiplichiamoli pure per vent’anni per non dire trenta: una fortuna che giustificherebbe una residenza offshore come minimo a Montecarlo. Del resto non capisco come io abbia voluto essere tanto codino e perbenino ed esemplare, ridicolo infine, nei confronti di uno Stato che ha fatto del ladrocinio la sua prima ragione di sopravvivenza, non pagando le aziende che gli hanno prestato servizio (o pagandole a spizzichi e bocconi allorché erano già sull’orlo della bancarotta o già costrette a dichiararla ) e non firmando alcuna legge contro l’omofobia né per i diritti civili di tutti i cittadini, ora più necessarie che mai alla luce, tenebrosissima, delle leggi di vera e propria persecuzione contro gli omosessuali emanate dal famelico fratricida Putin, disumanità contro la quale ancora non si è levata una voce di protesta in seno a questo Parlamento farlocco. Se Napolitano concederà la grazia a Berlusconi, d’ora in poi farò anch’io carte false per non pagare le tasse per intero, anche se la vedo dura, non ho alcun business in ballo che mi dia questa possibilità, serate a parte, anche queste in grande decadenza data la crisi più culturale che economica, capaci ormai di chiedermi di portarmi lenzuola e saponetta. Immagino che, se Napolitano concederà la grazia al metodico evasore e profittatore Silvio Berlusconi, milioni di italiani seguiranno il mio esempio, ovvero aumenteranno l’economia sommersa in cui, a differenza di me, già sguazzano allegramente e impunemente.

Non ha alcun senso fare tanti salamelecchi anticostituzionali e antiistituzionali a Silvio Berlusconi per mantenere a tutti i costi vivo questo governo: è obbrobriosamente masochistico e antipatriottico risparmiare qualche lacrima ora per parare l’inevitabile diluvio in agguato. L’unico compito di questo Governo era, a parte votare leggine di improcrastinabile senso civico proprio all’Occidente più evoluto e progressista, cambiare la vigente legge elettorale. Non varando nemmeno questa, l’esecutivo a forza di eseguire seguendo una carretta impantanata non ha fatto niente, quindi sempre meno farà e men che meno farà una legge elettorale all’insegna delle preferenze assolute, visto che loro deputati e senatori del momento sarebbero i primi a non essere eletti e a doversi inventare un lavoro, magari per soprammercato forzatamente onesto, che non tutti hanno. Prima cade, meglio è. Se non cade perché è Silvio Berlusconi, a grazia concessa, a tenerlo in piedi, significa solo che è caduto, come dire, due volte, e stabilmente caduto e decaduto, e del suo strisciare farà ancor più la nostra sragione di delinquere per non essere dammeno votandoci così al suicidio programmatico di massa.

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Graziami ma di baci saziami
Marco Travaglio, 15 agosto

Dopo aver autorevolmente precisato che le sentenze definitive si eseguono e se ne prende financo atto, sorprendentemente svelato che B. è stato più volte premier, inopinatamente sostenuto che per ottenere la grazia bisogna chiederla e per brevità omesso altri originalissimi concetti — tipo che per vincere al Totocalcio bisogna giocare la schedina, che il sole scalda e la pioggia bagna — il nostro geniale Presidente ha subito orientato i numerosissimi neuroni verso una nuova, appassionante impresa: lo studio della forma di grazia più appropriata per garantire l'”agibilità politica” al noto delinquente pregiudicato e dunque salvare il Paese. 

Sulla scrivania di Castelporziano, presidiata notte e giorno da consiglieri, giuristi, azzeccagarbugli, pompieri, cinghialotti e upupe presidenziali, si ammonticchiano papiri fenici, lapidi assiro-babilonesi, iscrizioni egizie, rotoli sumeri, copie apocrife dei manoscritti di Qumran, della stele di Rosetta e del codice di Hammurabi per compulsare le varie ipotesi sul tappeto e scegliere la più confacente alla bisogna.

Grazia bonsai. Estingue la pena detentiva, ma non quella accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici. Cioè B. non finisce né in galera, né ai domiciliari, né ai servizi sociali (con gran sollievo dei medesimi), ma non può più mettere piede in Parlamento(dove peraltro non metteva piede nemmeno prima). Controindicazione: il Pdl, ma soprattutto il Pd, sentirebbero la sua mancanza e non reggerebbero allo choc.

Grazia extralarge. Estingue sia la pena detentiva sia quella accessoria, ma nulla può contro la legge Severino (votata pure dal condannato) che rende decaduti e incandidabili i condannati a più di 2 anni. Controindicazione: crea un pericoloso precedente. 
Se in Parlamento non possono più entrare nemmeno i pregiudicati, non si sa più come riempirlo.

Grazia monouso. Estingue tutto (pena detentiva e accessoria, decadenza, incandidabilità), ma per una sola condanna: nel nostro caso la frode fiscale Mediaset. Controindicazione: se ne arrivano altre tipo Ruby, telefonata Fassino, Tarantini, Lavitola, De Gregorio, compravendita testimoni, siamo da capo a dodici.

Grazia multiplex Ikea. Estingue tutto e per tutte le condanne passate e future. È una sorta di bonus da conservare e spendere per ogni evenienza. Da esibire sul cruscotto dell’auto accanto al pass per la Ztl, così i giudici girano al largo e risparmiano tempo e processi inutili. Disponibile anche nel modello Ikea: te lo monti da solo a tuo gusto. Controindicazione: la licenza di delinquere vale solo per il titolare del bonus e non per parenti o compagni di partito, che potrebbero reclamare analoga agibilità.

Grazia formato famiglia. Consente al graziato di trasmettere la clemenza, per contagio diretto, a congiunti e consanguinei fino al terzo grado. Utilissima in caso di successione dinastica di padre in figlia-tutta-suo-padre, riottosa per non finire come lui. Controindicazione: esclude i compagni di partito non imparentati col capo, che potrebbero eccepirne l’incostituzionalità per violazione del principio di uguaglianza di tutti i cittadini contro la legge.

Grazia Smartbox. Il prezioso cofanetto, disponibile nelle migliori librerie e pieno di irresistibili idee regalo, dà diritto nell’ordine a: immunità assoluta per qualunque reato purché commesso da politici; viaggio e soggiorno in paesi esotici dove le tasse sono proibite per legge; apertura gratuita di conto bancario intestato a società offshore; abbonamento omaggio a il Giornale e/o Libero; supersconti sull’acquisto di libri di Panebianco, Ostellino e Polito; massaggi in centri benessere con musiche new age o in alternativa con letture scelte dagli editoriali di Sallusti; trapianti piliferi a presa rapida; niente estradizione. Tutto compreso. Controindicazioni: nessuna. 
Nemmeno la fatica di chiedere la grazia: lo Smartbox può ritirarlo direttamente il cane Dudù. 
Astenersi incensurati.

Di case e casini

Preambolo: mi piacerebbe che uno stato che non offre nulla in cambio a chi non chiede ma lavora per conto suo e si fa le sue cose coi sacrifici, non permettesse che nessuna banca abbia poi il potere di togliere quei sacrifici per pochi spicci di debito.

Credo sia il minimo sindacale di applicazione di civiltà.

Ragusa, disoccupato si dà fuoco
per salvare la casa messa all’asta

 
L’uomo, muratore sessantaquattrenne senza lavoro, si è cosparso di benzina e ha tentato il suicidio, con le fiamme che hanno raggiunto anche la moglie, la figlia e due agenti di polizia intervenuti per calmarlo. Aveva un debito di diecimila euro con la banca.

Penso di essere una persona ragionevole, sono contraria a qualsiasi forma di violenza, penso [ancora!] che ci sia spazio sufficiente per risolvere i problemi del paese con metodi civili, nonostante e malgrado molti di quelli che dovrebbero risolvere i problemi s’impegnino strenuamente per convincerci del contrario.
Ma, a vent’anni avevo già un figlio e la mia parte di rate del mutuo da pagare, “nella buona e nella cattiva sorte” si fa tutto, e una parte consistente della vita quando si è giovani si spende nella costruzione del futuro non potendo prevedere nulla di quel futuro.
Ed è un lavoro che si fa con entusiasmo, gioia, ridendo anche quando non c’è niente da ridere, anche quando vedi i tuoi coetanei che avendo fatto altre scelte possono vivere una vita diversa, più serena, senza impegni, senza preoccupazioni; sono tutte cose che si possono rimandare in periodi successivi della vita, come dire:” quando il male mio è vecchio il tuo è nuovo”.
E mio marito e io rifaremmo tutto quello che abbiamo fatto in tutti questi anni, perché lo abbiamo fatto per scelta, non ci ha obbligato nessuno a diventare grandi prima del tempo.
Ecco perché penso che uno stato non abbia nessun diritto di offendere, oltraggiare una fatica lunga tutta la vita valutandola poche migliaia di euro com’è accaduto alla famiglia siciliana a cui questo stato estortore ha sequestrato la casa per un debito ridicolo.
La casa, quando è la prima e unica deve diventare un diritto inalienabile, nessuno può e deve arrogarsi il diritto di togliere il tetto sulla testa di una famiglia per nessun motivo.
E nessuno, in un paese normale, dovrebbe essere costretto a darsi fuoco per difendersi la casa o il posto di lavoro.
Una volta esisteva la “disobbedienza civile”, e certi funzionari dello stato dovrebbero imparare a rimetterla in pratica, a non mettere la propria faccia in azioni disumane, non dovrebbero rendersi complici di uno stato assassino che ammazza la gente per diecimila euro, perché il dramma nel dramma è che potrebbe capitare poi che la gente, quando è disperata o molto arrabbiata non riesca a riflettere sul fatto che i funzionari, gli esecutori del mandante stato non c’entrano in certi provvedimenti.

E invece di darsi fuoco, di impiccarsi potrebbe scegliere soluzioni diverse che uno stato civile ha il dovere di evitare semplicemente prevedendole.

Perché poi è facile fare i moralisti e parlare di gesti violenti. Perché non c’è niente di più violento nel togliere una casa che nessuno ti ha regalato.

 Il pensiero che qualcuno potrebbe venire qui a togliermi i sacrifici di una vita per diecimila euro mi mette in testa solo brutte cose. A me lo stato non ha dato nulla in quei vent’anni spesi a pagare la mia, in compenso però vuole soldi da me perché ho quella casa, per quale motivo, per premiarmi che non ho rotto i coglioni a nessuno?

Migliaia, milioni di euro spesi per feste, orge, cocaina a fiumi così come risulta dai verbali delle intercettazioni, in  stipendi pagati coi soldi di tutti alle favorite del delinquente puttaniere assunte in parlamento e in regione, alle forze dell’ordine obbligate ad accompagnare mignotte su e giù per l’Italia e poi tolgono una casa per diecimila euro? e dov’è Napolitano coi suoi moniti? chi difende quello che va difeso?

Il pistola fumante
Marco Travaglio, 15 maggio

Diversamente dai servi, incrollabilmente convinti dell’innocenza del padrone (ma lo sarebbero anche se venisse filmato mentre si apre l’impermeabile in un giardino d’infanzia), noi non siamo affatto sicuri della colpevolezza di B. nel processo Ruby. Perciò attendiamo fiduciosi il verdetto dei giudici, che conoscono le carte meglio di tutti e sono pagati apposta. Ci diranno loro se B., telefonando in questura la notte del 27 maggio 2010, commise “induzione indebita a dare utilità” e se, nelle dieci notti trascorse ad Arcore con Ruby, la indusse alla prostituzione minorile con se medesimo (la legge punisce “chiunque compie atti sessuali con un minore tra i 14 e i 18 anni, in cambio di denaro o altra utilità economica”, e fra gli atti sessuali la Cassazione comprende anche la “palpazione concupiscente”). I fatti fanno sospettare i soliti malpensanti che si sia macchiato di entrambi i reati. Ma può sempre darsi che i giudici ritengano le prove insufficienti o contraddittorie; o persino che i funzionari della questura abbiano affidato Ruby alla Minetti, che l’affidò a una prostituta, contro ogni legge e prassi, mossi da un empito spontaneo di umana pietà, per nulla intimiditi dalle chiamate del premier; o addirittura che il Cavaliere di Hardcore, notoriamente allergico al sesso, ospitasse 35 ragazze a botta (fra cui diverse squillo), anche la notte, per mostrare loro la sua celebre collezione di farfalle, e poi le coprisse d’oro perché quell’hobby decisamente poco virile non si sapesse in giro. Il guaio è che è stato proprio lui a farci intendere tutt’altro: “Ero alla notte bianca di Parigi, poi un amico mi ha invitato a questa festa e non ho saputo resistere. Se dormo tre ore, poi ho ancora energia per fare l’amore per altre tre…” (4.10.2008, uscendo alle 6 del mattino da una festa alla discoteca milanese Lotus). Poi l’avevano confermato molte ragazze e/o squillo presenti nelle varie magioni: alcune esaltando le sue virtù amatorie, altre lamentando che sul più bello si assopisse, altre ancora deplorando un “culo flaccido” che dovevano aver constatato de visu. Sarebbe davvero sorprendente, e deludente, se proprio e solo Ruby avesse fatto eccezione, tantopiù che lui giura di non essersi accorto della sua minore età, dunque ai suoi occhi era come tutte le altre. C’è poi tutta la letteratura di corte, che per anni ha decantato la possanza sessuale dello stagionato macho brianzolo: “Il guaio di Silvio è la gnocca” (Libero , 27.6.2008); “Certo, ricoprendo un incarico d’una certa visibilità e avendo un discreto numero di nemici, Berlusconi alcune scappatelle se le potrebbe pure evitare, anche se gli scappano in casa propria… Ma meglio un vecchio porco, di tanti giovani ipocriti tipo Fini” (Maurizio Belpietro, Libero , 16.1.2011). Oggi leggiamo, con grande spaesamento e un filo di delusione, su Libero : “Alla Boccassini manca il pistolino fumante” (ma come, il vecchio porco non ha più il pistolino? E dove l’ha messo? E chi gliel’ha portato via?). E sul Foglio : “La certezza non provata delle notti di sesso ad Arcore”. E sul Giornale, addirittura: “Forca per Berlusconi. Condannato a morte. Il teorema: due reati, ma senza le vittime”. Titolo purtroppo contraddetto da Sallusti che, non sapendo quel che fa, scrive: “Credo che anche la signora Ilda abbia fatto e magari faccia tutt’ora sesso a casa sua”. Quell'”anche” la prova che persino Zio Tibia non crede alla versione del padrone (“niente sesso, solo cene eleganti”). Noi, sinceri ammiratori dell’anziano latrin lover, restiamo delusi e affranti. Eravamo persino disposti a concedere che, nel 2013, non c’è una grande differenza fra una ragazza di 18 anni compiuti e una di 17 anni e mezzo. E allora ci siamo domandati: chi avrà mai fatto leggi così severe contro chi va con prostitute minorenni? Poi purtroppo abbiamo scoperto che le leggi sono la Prestigiacomo n. 38/2006 e la Carfagna (Carfagna!) n. 48/2008. 
Cioè se l’è fatte lui da solo. Bel pistola fumante.

Vilipendio allo Stato

Leggo che la solerte procura di Nocera Inferiore, evidentemente composta da funzionari con un sacco di tempo libero e nulla di più interessante e serio da fare “ha aperto un fascicolo contro ignoti per il reato di offesa all’onore e al prestigio del capo dello Stato. La polizia postale ha ricevuto il mandato dal magistrato di accertare su quali siti, inneggianti a Beppe Grillo, siano comparsi commenti, invettive (o peggio) che possano configurare il reato.” (Il virgolettato è dell’Ansa).
Fa piacere sapere che c’è un sacco di gente che allo Stato ci tiene, ad esempio il procuratore antimafia Grasso che darebbe un premio a berlusconi per il suo sincero impegno nella lotta antimafia.
Un premio speciale a lui e al suo governo.
Dai piani alti dell’attuale governo ci fanno sapere che chi è contro Equitalia è contro lo Stato: mi piacerebbe sapere come si può configurare, invece, chi elegge a padrino della lotta antimafia uno che con la mafia ha avuto molto a che fare, non perché l’abbia combattuta ma perché se la teneva in casa.

Horroris causa –  Marco Travaglio, 13 maggio
Il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso dichiara testualmente a La zanzara: “Darei un premio speciale a Silvio Berlusconi e al suo governo per la lotta alla mafia. Ha introdotto leggi che ci han consentito in tre anni di sequestrare 40 miliardi di beni ai mafiosi”. Era dai tempi della candidatura di B. al Nobel per la Pace, iniziativa di alcuni zelanti parlamentari del Pdl, che non si rideva tanto. Dopo il premio Guido Carli “alla carriera” (niente male l’idea di consacrare un piduista a erede universale di un uomo che combatté la P2), il Cainano incassa e si appunta, honoris causa, la medaglietta “una vita contro la mafia “. Sulla data d’inizio del suo impegno antimafia si fronteggiano varie scuole di pensiero.
C’è chi sostiene che B. abbia cominciato a combattere Cosa Nostra nel 1974, quando (come ha appena confermato la Cassazione nella sentenza Dell’Utri) ricevette a Milano la visita dei boss Bontate, Teresi, Di Carlo e Cinà, portati in dote dall’amico Marcello per suggellare la promozione del mafioso Vittorio Mangano a fattore di Arcore. C’è chi invece data il suo furore antimafioso al 1975, quando la mafia gli fece saltare la villa in via Rovani a Milano e lui non denunciò nulla ai carabinieri perché, confessò anni dopo, sapeva che l’attentato era opera dell’amico Mangano. Altri lo fanno coincidere con l’attentato nella stessa villa del 1986, quando al telefono con Dell’Utri parlò di “bomba gentile e affettuosa” e concluse: “Se Mangano me li chiedeva, io 10 milioni glieli davo”.
Altri infine fanno scattare la sua limpida coscienza antimafiosa da quando — scrive ancora la Cassazione — “pagò cospicue somme a Cosa Nostra” nell’ambito di “un accordo di natura protettiva e collaborativa raggiunto da Berlusconi con la mafia per il tramite di Dell’Utri”, il tutto almeno fino al 1992, l’anno delle stragi. Poi c’è il B. premier, ventennale spina nel fianco di Cosa Nostra. Nel 1994 tuonò contro Caselli e i pentiti di mafia, in tandem con Riina (“ha ragione il presidente Belluscone”) e intimò alla Rai di piantarla con La Piovra che rovinava l’immagine dell’Italia e soprattutto della mafia nel mondo. Poi portò in Parlamento Dell’Utri e Cosentino. Promosse ministro Lunardi che voleva “convivere con la mafia “. Depenalizzò il falso in bilancio e varò tre scudi fiscali, regalando ai mafiosi l’anonimato e il rientro dei capitali sporchi in cambio ora del 2,5% ora del 5% di tasse invece del 45%: un riciclaggio di Stato in concorrenza sleale con gli onesti spalloni. Consentì la vendita dei beni sequestrati, così i boss possono ricomprarseli tramite prestanomi. Disse: “Strozzerei con le mie mani gli scrittori che parlano di mafia” (tipo Saviano e altri). Modificò l’art. 2 della normativa antimafia: se prima si potevano confiscare in base a “sufficienti indizi”, ora invece ci vuole la prova certa (difficilissima da trovare) che “risultino” provenienti da attività illegali. Infine, per salvarsi la coscienza, il ministro Alfano varò un brodino pomposamente chiamato “testo unico antimafia “, giudicato dagli operatori seri fumo negli occhi, che nulla aggiunge di sostanziale alla lotta alla mafia (né ai sequestri dei beni, che si facevano tali e quali anche prima).
Forse Grasso si riferisce a quella cosa inutile quando propone addirittura il “premio speciale” antimafia per B. Nelle procure
antimafia si ride di gusto. Ma le battute del super-procuratore non sono finite: “Ingroia fa politica utilizzando la sua funzione”, “ha sbagliato a parlare a un congresso di partito” e ora “deve scegliere “. E altre ne seguiranno, annuncia Gasparri, che lancia “la prossima campagna elettorale” di Grasso. Naturalmente Ingroia è uno dei pm che indagano sulle trattative Stato-mafia, che quando Grasso era procuratore a Palermo erano tabù, e che coinvolsero anche la Banda B. Quindi la regola è questa: indagare su mafia e politica e parlarne a un congresso di partito è “fare politica”, fare un soffietto a B. e Alfano invece è fare giustizia.
E poi dicono che la satira è morta.

Nella foto, berlusconi e dell’utri al loro esordio nella lotta antimafia.

Forca Italia

Preambolo (che non c’entra niente col post): Due schiaffoni li meriterebbe anche chi ieri ha fatto circolare la notizia falsissima del figlio disabile di Delio Rossi che non c’è e non c’è mai stato. Io sono sempre favorevole al patentino per un uso consapevole della Rete. Bisognerebbe smetterla di usare il web ed ogni suo spazio come il cesso personale di chiunque ci voglia vomitare dentro tutto l’inutile, il futile, il volgare ma soprattutto il FALSO, perché così non si fa altro che prestare il fianco a chi vorrebbe controllare politicamente internet.
E controllo politico significa censura: chi non capisce questo dovrebbe limitarsi ad usare un computer per farci al massimo un solitario, o, come si faceva una volta, per masturbarsi davanti ad un sito porno; ché almeno questo non danneggia nessuno.

Sottotitolo: tutto è  “bene”, quel che  finisce “bene”.

Però ricordiamocele queste cose, perché ho la sensazione che succederanno ancora.
E ricordiamocele ogni volta che qualche eminenza, grigia e non, vuole farci credere che la colpa è della crisi e solo della crisi.
Perché quand’anche lo fosse, la crisi non si è autogenerata da se medesima. La crisi incombe, una crisi di cui non ha colpa, a quanto pare, nessuno ma che dobbiamo pagare (quasi) tutti.
Ma le colpe bisognerebbe darle a chi se le merita, non distribuirle a cascata su tutti.

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Dunque par di capire che la risoluzione della crisi non si possa in alcun modo umanizzare.
Siamo in regime di “o la borsa o la vita”.
E questo non ha niente a che fare con quell’equità di cui si è parlato tanto e a sproposito, e nemmeno con questa “giustizia” sempre forte coi deboli ma molto, molto selettiva coi potenti: Equitalia non usa gli stessi sistemi con gli evasori ‘eccellenti’, anzi, lo stato spesso e volentieri ha graziato i grandi ladri a dispetto di quanto non abbia fatto e stia facendo coi disperati. Ma un paese non è composto solo dai Dolce e Gabbana: ci sono anche tanti signori Martinelli che avrebbero diritto ad essere trattati con lo stesso rispetto e la stessa considerazione.
A me questo fa molta più paura di eventuali altri gesti di gente che non ha più niente da perdere.
E allora, siccome, come scrive  Gramellini  stamattina siamo in una condizione di emergenza nazionale bisogna scegliere da che parte stare: io ho già deciso.

Ed è singolare che in un momento così drammatico non si dia il giusto  risalto a certe notizie,  ad esempio a quella dell’ avvocato che ha rinunciato alla difesa di Equitalia perché disgustato dai metodi utilizzati per il recupero dei crediti.
Perché c’è una grande differenza, proprio dal punto di vista umano, fra chiedere il pagamento del dovuto e umiliare la gente, spogliarla di tutto fino a togliere la dignità perché i debiti vanno onorati costi quel che costi.
E quando uno stato pretende di più di quanto in realtà una persona possa e debba dare significa che c’è qualcosa che non funziona e che va rivista.

Ecco perché le piccinerie da giustizieri dell’impossibile, quelli che dicono che volenti o nolenti BISOGNA pagare, anche quando quel che lo stato chiede è molto più di quanto gli si debba le lascio ad altri; a quelli che poi dicono che Grillo fa demagogia perché dice, giustamente, che ci sono cose, come la casa, quando è la prima e unica, che devono entrare di diritto nella categoria delle cose intoccabili da chiunque.

Perché se qualcuno venisse a togliermi la mia, anch’io sarei disposta a prendere un  fucile.

Milleproroghe

Preambolo:

A Porta a Porta compare il plastico della Concordia. Spero che un giorno Rocco Siffredi faccia una strage in una piazza armato del suo solo cazzo. Voglio vedere Vespa che modellino si inventa.

Sottotitolo:
       Lega, sindaco di Adro contro Napolitano
‘Una vergogna averla come Presidente’

Il primo cittadino del paese bresciano contro il Capo dello Stato colpevole di aver nominato Cavaliere l’imprenditore che pagò la mensa scolastica a quei bambini esclusi perché i genitori erano morosi.

Una tassa (un’altra!) sulle sigarette per pagare le pensioni dei lavoratori precoci; valà che fantasia, ci volevano gl’ingegneri della moneta per partorire questa genialata inserita in quel casino chiamato milleproroghe nel quale tutti i governi di tutti i colori, tecnici e non, infilano tutte le porcate possibili e anche quelle impossibili e inenarrabili.

Fra un po’ metteranno le stelle gialle sulle porte di casa dei fumatori, come facevano i nazisti con gli ebrei, in America ci sono proprietari che non ti danno nemmeno un appartamento in affitto se sei un fumatore, poi magari sei uno stupratore seriale di bambini ma a loro non frega un cazzo; il fumo fa male puntoebbasta.

Quanto ancora lo stato riterrà opportuno guadagnare su quello che poi vieta, sconsiglia e aumenta di prezzo con la stessa frequenza con cui si cambiano le mutande? (e spero che la maggioranza della gente le cambi tutti i giorni almeno una volta). Questo governo ha già aumentato il tabacco trinciato che molta gente usa proprio per risparmiare, evidentemente quello che fa risparmiare nuoce alla salute più dell’alcool per esempio; in Grecia è successo lo stesso: quando le autorità si sono accorte che la gente per risparmiare non usava più il gas ma l’elettricità hanno aumentato il costo dell’elettricità, cornuti e mazziati, insomma, e senza nemmeno poter scegliere come farsi eventualmente del male. Il fumo è un vizio e non una priorità? bene: mi devo sentire in colpa perché fumo? e poi di quanto altro devo sentirmi in colpa per cose che non ho contribuito io a rovinare? la mia priorità è anche quella di essere trattata da cittadina che paga le tasse, rispetta la legge, quelli che non fumano e vorrebbe anche poter continuare a fare ogni tanto quello che le piace, non soltanto quello che deve. 

Aumentando le sigarette si vuole incidere sul costo sociale di chi poi si ammala a causa del fumo, disincentivare le abitudini dannose? ari_bene, anzi, benissimo: gli incidenti stradali hanno un costo molto maggiore per la società, eppure nessuno vieta alla gente di salire in macchina anche per andarsi a sfracellare sul pilone della tangenziale. Io tasserei gli obesi per esempio, quelli che mangiano più di quanto sia necessario, anche le loro cure le paghiamo noi. E come scrive un amico altrove tasserei quelli che  fanno pagare noi per andare a soccorrerli quando praticano i loro fottuti sport estremi. Perché io devo pagare per chi non si regola a tavola o per quegl’imbecilli che si sentono bene solo se violano una montagna, la foresta, il mare e il cielo?
Però insomma basta, la mia libertà non me la faccio tassare, almeno non senza dire quanto sia ingiusto lasciare tutto a chi lo ha sempre avuto e togliere man mano il molto a chi aveva già poco di suo.
Viviamo in uno stato estortore (equitalia) e biscazziere che ci dice che il fumo uccide però ce lo vende, che bisogna bere poco, e ti vende pure l’alcool, che possiamo giocare d’azzardo per riempire le casse dello stato ma con moderazione, responsabilmente, sapendo benissimo che c’è gente che col giochetto ‘innocente’ dei gratta e vinci dilapida stipendi e pensioni; sono soprattutto gli anziani e le anziane a spendere un sacco di soldi con queste cazzate invece di destinarli ad un uso più utile.
Se non si trattasse dello stato ma di un’associazione a delinquere qualsiasi che fa le stesse e identiche cose  la si potrebbe definire il monopolio dei clienti delle puttane, praticamente, approfittatori che lucrano sulle debolezze e le disgrazie altrui.

Brevissimo festivo…

La pagliacciata di Cortina è riuscita a dare dignità perfino a belpietro che ieri sera da Formigli ha detto una cosa semplicissima e che tutti sappiamo: “non c’è bisogno delle retate per individuare i grandi evasori”. Però siccome l’ha detto belpietro che è un dipendente del capobanda allora non vale niente. Stessa cosa per Tosi che, siccome è della lega, se e quando – per caso – dice qualcosa di buon senso allora non si ascolta. Meglio fare le alleanze con casini e rutelli che vanno a spendere 2500 dollari al giorno alle Maldive e poi in televisione fanno finta di commuoversi per i poveri italiani che devono subire gli effetti di una crisi che non hanno contribuito a provocare.
Anno nuovo? mavalà…

 

 

Nasce a Cortina il partito dei ladri

Sottotitolo: L’ispezione a Cortina NON l’ha promossa la guardia di finanza, che come sappiamo si è dissociata, come il sindaco, il parroco, e il “compagno” cicchitto ma l’agenzia delle entrate. Quella che applica ai comuni cittadini i sistemi di riscossione crediti della mafia.

Chiaramente Befera anziché cercare di applicare equità nella riscossione cerca di recuperare immagine con un cinepanettone ad uso dei cittadini. Riuscendo soltanto a dimostrare che si sa dove sono, chi sono, e quanto rubano gli evasori. Le lettere interne a Equitalia che stabiliscono che nel caso dei soliti potenti si può soprassedere sono sul web, il video della puntata di Report con brunetta che è stato esentato dalla sanzione col ritiro della pratica effettuato PROPRIO da Equitalia per il mancato pagamento della tassa sui rifiuti, idem, ma non hanno suscitato alcuna reazione nella banda di grassatori, che si è preoccupata solo dopo le bombe, tentando il recupero con lo spettacolo. Della serie: non facciamoci fregare, perché chiunque abbia la possibilità di farlo usa i media e i mezzi di informazione come più gli conviene.

Il tema dell’evasione è complesso. Ci sono piccoli imprenditori e liberi professionisti che, tartassati come sono da balzelli e imposizioni di stampo medievale, se non evadessero qualcosa non riuscirebbero a mantenere la famiglia. Ma fatti i dovuti distinguo una cosa bisogna dirla chiara: c’è un pezzo importante della popolazione italiana che semplicemente non paga per egoismo, mancanza di senso civico o, addirittura, per spirito criminale. (leggi l’articolo di Peter Gomez sul Fatto Quotidiano)

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Spero che adesso la smetteranno di dirci che le manovre sono e sono state sempre e tutte necessarie, perché se controlli come quelli fatti a Cortina fossero stati la normalità e non un’una tantum dei giorni di festa (giusto per far dire l’ennesima cazzata al miserabile piduista) probabilmente questo paese non sarebbe ridotto così male. I soldi in Italia ci sono: basta andarli a prendere DOVE sono: non certo nelle tasche di pensionati e dei lavoratori a stipendio. Con buona pace dei finanzieri “discreti” di Cortina (il comandante della GDF di zona ha tenuto a precisare che loro non avrebbero mai e poi mai fatto un controllo fiscale durante le vacanze di Natale. Questo la dice lunga sulla connivenza che si crea fra le istituzioni e la gente ricca,  perché al poveraccio la cartella di Equitalia può arrivare anche il giorno del suo compleanno) e del parroco che lamenta “ristrettezze economiche”.

Compatisco quelli che parlano di invidia verso i ricchi, così come provavo pietà per quelli che parlavano di violazione della privacy quando iniziarono ad uscire fuori le storie delle festicciole eleganti del puttaniere brianzolo. Per capire che quelle non erano affatto questioni private ma l’indecenza elevata a sistema c’è voluto un po’: infatti molti non ci sono ancora arrivati e sono rimasti al “ognuno nel suo letto ci porta chi gli pare”. Questo significa non aver capito NULLA di quello che è successo in questo paese nella favolosa era di berlusconi.
E’ anche grazie a questo diffuso modo di pensare che le cose difficilmente possono cambiare in questo paese, perché si può anche capire (ma non giustificare) la quantità di gente che cerca in tutti i modi di difendersi la “robba”, anche quella ottenuta grazie all’illegalità e alla mancanza di seri controlli da parte del fisco (che, come abbiamo visto sa benissimo dove sono i soldi rubati alla collettività), ma resta difficile comprendere la difesa a oltranza di chi da questo sistema di sperpero (Rutelli, Casini & Co. che vanno in vacanza alle Maldive in resort da 2500 dollari AL GIORNO mappoi in televisione chiedono agli italiani comprensione e sacrifici) e furti (evasione fiscale) viene colpito nella stessa misura di chi almeno cerca di combatterlo.

IL FISCO IDEOLOGICO (Michele Serra)

I controlli fiscali a Cortina, a ridosso di Capodanno, saranno anche ispirati da “una concezione ideologica del controllo fiscale”, come dichiara il socialista (risate!) Cicchitto. Ma si dà il fatto che gli eventuali pregiudizi “ideologici” sono stati clamorosamente confermati dai risultati. Centinaia di auto di lusso erano intestate a persone che dichiarano 30.000 euro all’anno. A Cicchitto basterebbe fare due conticini elementari per capire che qualcosa non quadra. E, con ogni evidenza, se la Guardia di Finanza ha gettato le reti proprio a Cortina, e non a Igea Marina, è perchè ogni lavoro ben fatto porta ad ottimizzare i risultati. Nei Paesi civili, dove per evasione fiscale si finisce in prigione, a nessuno viene in mente di strillare contro il Fisco Ideologico e lo Stato di Polizia.

Quanto all’ideologia, se in questo Paese esiste una politica punitiva contro chi produce reddito e contro i benestanti, questa politica vede come protagonisti incontrastati gli evasori fiscali. Posso certificarlo proprio in quanto benestante: mi vedo circondato da persone che pur dichiarando un reddito dieci volte inferiore al mio, hanno un tenore di vita dieci volte superiore.

Li considero nemici dello Stato e miei personali.

L’ex ministro Brunetta non paga la tassa rifiuti: Equitalia sospende la pratica.

“I’m lost without you”

Sottotitolo: Lo slogan più conosciuto della costellazione dei prodotti Omsa è il “I’m lost without you” con cui, secondo l’azienda, le donne italiane comunicavano la necessità di avere una calza Golden Lady, oggi potrebbe essere uno sfottò dei consumatori verso Omsa, che sarebbe ‘persa’ se i clienti smettessero di comprare i loro prodotti a causa della delocalizzazione. (Dal Fatto Quotidiano)

Io ho scelto di non acquistare più prodotti da chi licenzia 249 operaie non perché sta fallendo ma perché pensa che portare un’azienda fuori dall’Italia gli garantirà maggiori guadagni. Le lavoratrici Omsa invitano tutte le donne ad essere solidali con loro, “boicottando” i marchi Philippe Matignon – SiSi – Omsa – Golden Lady – Hue Donna – Hue Uomo – Saltallegro – Saltallegro Bebè – Serenella.
Non è un grande sacrificio la solidarietà, è l’unica arma che ci è rimasta per esprimere una vicinanza concreta a queste donne licenziate ingiustamente, non perché fossero improduttive, ma per la logica dell’aumento dei profitti che deriverà dalla delocalizzazione dell’azienda.

Ci sarebbero tante cose da dire che non si sa da dove iniziare, se, appunto, dalle operaie della Omsa licenziate a capodanno o ancora da Equitalia che ormai fa più morti di un virus malefico, solo ieri altre due persone si sono tolte la vita per problemi legati a questioni finanziarie: a una era stato chiesto di restituire cinquemila euro della sua pensione di poche centinaia di euro mensili.
Questo anno “nuovo” si apre all’insegna del boom dei suicidi, come ci fanno sapere autorevoli ricercatori. Ormai si parla di un suicidio al giorno fra gente che è rimasta disoccupata: senza lavoro si muore e non solo di fame. Le reazioni scomposte provocate dalle dichiarazioni di Grillo dimostrano che ancora una volta la “casta” si arrocca sulle sue posizioni. Befera (Equitalia e Agenzia delle Entrate) dice che occorre “difendere gli uomini che fanno il loro dovere al servizio della collettività”. Certo che difendiamo gli uomini e le donne che lavorano per lo stato anche quando svolgono mansioni spiacevoli come quella di estorcere denari non dovuti oltre a quelli che si devono: ecco perché chiediamo al governo di dare un’occhiata anche qui, ai piani bassi, per rendersi conto di quello che può succedere quando una qualsiasi famiglia italiana riceve una cartella esattoriale. Basterebbe ricordarsi che Equitalia è un prodotto della finanza creativa di tremonti, per capire che probabilmente, forse o sicuramente qualcosa che non funziona c’è. Tanta gente non può essersi impazzita tutta insieme. Equitalia non combatte l’evasione; quello che fa Equitalia è applicare sanzioni e interessi esageratamente alti rispetto a quello che si deve GIUSTAMENTE pagare e guadagnare su chi NON HA PAGATO, perché magari si è dimenticato di pagare, non ha mai ricevuto la cartella esattoriale, la multa si è persa eccetera o perché non ha i soldi per pagare, non su chi NON HA DICHIARATO. E non è proprio la stessa cosa. Equitalia è tutto fuorché uno strumento antievasione.
E’ necessario che la politica si tolga il vizio di ignorare, di passare oltre, di pensare che il lavoro che fa non possa e non debba essere ostacolato e discusso da chi poi quelle scelte politiche potrà e dovrà solo subire.
Eppoi ci sono i vips disturbati in quel di Cortina dalla Guardia di Finanza: secondo cicchitto, l’ex piduista alla corte dell’altro, quello con più tacchi e meno capelli, si tratta di un “controllo ideologico perché si presume che a Cortina ci siano solo benestanti”: strano, io pensavo che a Cortina ci potessero andare anche quelli che benestanti non sono. cicchitto è uno che riesce sempre a sorprendere, una s’immagina che più coglione di così non si possa essere, e invece per fortuna arriva subito la smentita.
E ancora, c’è il caffè della buvette dei nostri onorevoli parlamentari che aumenterà di dieci centesimi: noi poveri mortali comuni già da un po’ lo paghiamo anche di più di ottanta centesimi ma si sa, per noi un caffè al bar deve essere considerato un lusso, mica una necessità o, peggio ancora, un diritto come per i lor signori. Ci sono posti in Italia dove un caffè non costa mai meno di un euro, anche un euro e venti, per non parlare di un succo di frutta e un toast per i quali si pagano fino a sei, sette euro.
Noi la realtà la conosciamo bene, sarebbe ora che imparasse a conoscerla anche chi non ne sa nulla.
E, per concludere sorridendo, secondo una ricerca del sito Divorce-Online, che fornisce servizi alle coppie che vogliono interrompere il matrimonio, un terzo dei casi è dovuto alla frequentazione dei social network, come sempre agli umani serve un capro espiatorio, e allora cosa c’è di meglio di qualcosa che non può nemmeno rispondere per dire quanto sia ridicolo che le coppie si dividano “per colpa” di un social network? perché,  si sa,  prima di internet e di Facebook andava tutto bene: gli uomini tutti santi e le donne tutte devote fedeli e pie. Se lo leggono in vaticano, c’è il rischio che uno a scelta fra Buttiglione, Giovanardi o la Binetti proponga una legge per l’abrogazione di FB in Italia.
Comunque, un passo avanti c’è stato: fino a qualche mese fa in Italia si parlava solo di Ruby e delle performance erotiche dell’ ex tizio: oggi almeno gli italiani hanno ricominciato a parlare dei fatti loro.

Strafanculo

E allora hanno rinviato a giudizio verdini, dell’utri e carboni. E allora non c’è nulla di nuovo, ma tutto è uguale a sempre. Compreso il fatto che in galera non ci andranno mai, compreso il fatto che sentiremo parlare di loro come onorevoli o senatori, e non ci chiederemo mai quale sia il vero senso delle parole, anche di quelle semplici, come l’onore.

Le persone da onorare, i dell’utri o i verdini, i berlusconi. Persone d’onore, ecco questo sì!

Sta per arrivare la stangata, agli onorevoli e ai senatori. Guadagnano troppo, hanno scoperto con una commissione. Sì, qualcuno è stato pagato per far parte di una commissione che doveva appurare che aprendo il rubinetto col cerchietto rosso, l’acqua esce calda. La stangata non arriverà, come la galera, come la giustizia, come l’onestà.

Scrivono che i suicidi sono boom. Ma il boom è legato alla crisi. Il boom dei suicidi mi dispera quanto sentir parlare di record. Il record del prezzo della benzina, della disoccupazione, della povertà percepita, di quella reale. Boom. Come negli anni 60, quando l’economia iniziava ad iniettare il bacillo della stupidità.
La gente si ammazza per la crisi, bisogna fare in fretta a rivedere gli ammortizzatori sociali, dice il presidente della Repubblica, perché lo deve dire visto che almeno conserva un po’ della sua dignità istituzionale. Caro Presidente, è che la gente è un po’ scema, si ammazza anziché ammazzare.
Quello che non si capisce è perché la benzina aumenta da appena si ventila l’ipotesi di un aumento, e le stangate che non arrivano mai, son previste sempre dopo due o tre anni dalla fine della legislatura? La domanda più che retorica è idiota, ma tanto in quest’epoca di cretini pure un imbecille pare un genio, e poi se arrivasse una risposta sarebbe anche gradita.

Sono cronache sconclusionate queste mie, cose quasi senza senso scritte così.

Ma anche oggi non ho saputo resistere e ho letto i giornali, e mi sembrava osceno aprire un nuovo foglio bianco per scriverci un pensiero sintetico, che però avrebbe espresso fin troppo bene quanto detto fin qui.

Perché avevo voglia di scrivere semplicemente: andate tutti a strafanculo!

Rita Pani (APOLIDE)

Equitalia

Sottotitolo: “continuano gli attentati contro gli uffici di Equitalia, nelle ultime ore sono avvenuti a Foggia e Modena. http://bit.ly/rubw8G Se Equitalia è diventata un bersaglio bisognerebbe capirne le ragioni oltre che condannare le violenze. Un avviso di pagamento di Equitalia è il terrore di ogni italiano. Se non paga l’ingiunzione “entro e non oltre” non sa cosa può succedergli. Non c’è umanità in tutto questo e neppure buon senso. Monti riveda immediatamente il funzionamento di Equitalia, se non ci riesce la chiuda. Nessuno ne sentirà la mancanza.”

I botti di fine anno di Equitalia 

www.beppegrillo.it

C’è solo una cosa che possono fare i funzionari di Equitalia: disubbidire civilmente. La disobbedienza civile sarebbe un bel segnale, l’unico, per non rendersi complici delle estorsioni di stato. Equitalia è un crimine legalizzato.

E’ giusto che i debiti si debbano pagare, ma è il modo che stride con uno stato che vuole definirsi “di diritto”.

La prima cosa che avrebbe dovuto fare Monti, anche sobriamente s’intende,  sarebbe stata proprio quella di interessarsi a quel che succede a causa di Equitalia che fa strozzinaggio sulle spalle dei lavoratori.
L’anomalia non è  che si chiedano i crediti dovuti ma che si pretendano, insieme ad essi, degli interessi da usura. La riscossione delle tasse dovrebbe essere un’operazione svolta dallo stato da un’agenzia statale, mentre nella solita Italia è successo che lo stato  ha “appaltato” una cosa così importante e delicata ad un ente  qual è  Equitalia, che essendoin parte  privato  ha tutto l’interesse per trarre i maggiori profitti possibili dalle sue attività. Coi risultati che vediamo anche negli atti violenti compiuti contro le sedi dell’agenzia sparse in tutta Italia.

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60 suicidi per insolvenza: esplode la rabbia contro Equitalia

Chissà perché salta Equitalia

Per un momento, vedendomi sola dentro un supermercato, ho pensato: “Devo fare in fretta, forse stanno per chiudere.” Solo dopo ho fatto i conti con l’orario, e non erano nemmeno le sei del pomeriggio.

Forse ci stanno ancora avanzi da scongelare dentro il freezer, o forse s’è fatto tutto quel che si doveva per le feste, quelle che vengono solo una volta all’anno, che ci hanno insegnato, di anno in anno, a vivere in “tono minore” come se fosse elegante fingere di non voler sprecare, e non dover ammettere che abbiamo capito di dover fare a meno.

Alla radio dicevano che gli ultimi aumenti dei carburanti sono equivoci, iniqui, pericolosi, e la federconsumatori protesterà direttamente col ministro, anche perché sembra – o sembrerebbe – che qualcuno se ne stia approfittando in modo truffaldino.

Beppe Grillo invita a pensare sulle ragioni degli attentati a Equitalia, ha anche detto che forse l’istituto nato per derubare i cittadini dovrebbe essere rivisto, se non chiuso. Già, quali potranno essere le ragioni che portano qualcuno ad attentare alle sedi di un’organizzazione che sembra una società di castigamatti a servizio dello strozzinaggio di stato? Se non fossi così stanca inizierei a chiedermelo anche io. Chissà perché qualcuno si incazza perché se hai scordato di pagare una multa, ti portano via tutta la casa. Se non hai pagato una rata della macchina, ti portano via il quinto dello stipendio. Difficile vedere i motivi di tanto malumore! Persino per Grillo.

C’era qualcosa di apocalittico nel suono dei miei passi solitari tra le corsie di un supermercato, e nella cassa abbandonata da un dei tre commessi intenti a far altro – che il tempo è danaro – mentre aspettavo d’esser vista per poter pagare. C’era qualcosa di triste, come è stato triste apprendere che di nuovo i giornali ci regalano quelle notizie spesso taciute, di vite umane che si spengono per disperazione. Un uomo al quale son chiesti indietro i suoi soldi della pensione, un imprenditore costretto a fallire. C’è molta tristezza sulle pagine dei giornali che sembrano non accorgersi l’oltraggio della realtà resa surreale dai titoli in neretto.

La disperazione della vita, i festeggiamenti per uno spread che arriva a 500 (VITTORIA!), e finalmente la giustizia sociale nel caffè che ai senatori costerà 80 centesimi – io l’ho pagato un euro proprio stasera – e i tramezzini 2 euro e 50.

Pensare alle ragioni per cui ci piace Equitalia che salta per aria. Sì è davvero difficile darsi una risposta, soprattutto dopo aver letto che i Benetton festeggeranno il nuovo anno per i nuovi aumenti dei pedaggi autostradali, oppure sapendo che c’è chi ancora è solido e vedrà la sua solidità aumentare, non appena “Cresci Italia” darà la stura ai licenziamenti selvaggi – 300 mila i prossimi lavoratori condannati alla fame – e alla liberalizzazione della schiavitù annunciata, che tuttavia non lascia ancora sperare nella rivoluzione.

Pare sia presto e forse è meglio attendere, almeno che finiscano davvero le feste, che ancora c’è chi è a casa fino alla Befana. Poi si vedrà, magari capiremo perché stiamo morendo.

Rita Pani (APOLIDE)