E’ cambiato il piazzista ma la merce è sempre la stessa

Il papa ci dica che ne pensa di uno stato che butta via due milioni di euro in un paio d’ore per celebrare se stesso.
Due milioni di euro chissà quanto avrebbero potuto rendere migliore la vita di bambini già nati.
Per esempio.

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Il 2 giugno è la “Festa della Repubblica che ripudia la guerra”

I movimenti per la Pace e il Disarmo lanciano una proposta di legge per istituire la difesa civile, non armata e nonviolenta.
La madre è la Resistenza antifascista, il padre è il Referendum democratico: la Repubblica italiana è nata in un’urna il 2 giugno del 1946.  Perché, per festeggiare il suo compleanno, lo Stato organizza la parata militare delle Forze Armate? E’ una contraddizione ormai insopportabile. 
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“Chi sono io per giudicare un gay?”
Così a luglio dello scorso anno si era espresso il papa che qualcuno ha già santificato da vivo, ma che però di fronte all’ipotesi che la famiglia mondiale possa diventare meno numerosa  – un’ipotesi terrificante per la chiesa  perché verrebbe a mancare la materia prima che ne giustifichi l’esistenza ma che soprattutto la mantenga –  ieri ci ha fatto capire che a lui giudicare piace, eccome.La chiesa per bocca del papa definisce egoista chi per scelta, per mancanza di vocazione alla genitorialità decide che può vivere bene lo stesso senza mettere al mondo appendici di se stess* ma poi fa altrettanto nei confronti di chi un figlio lo vuole ma per motivi naturali non lo può avere.

In quel caso il desiderio di un figlio diventa pretesa, qualcosa di contro natura perché la natura, ovvero Dio, ha deciso che se è così, così deve essere e che volere un figlio a tutti i costi per mezzo della scienza è egoismo perché i figli “non sono un diritto”.

I diritti dei bambini prima di tutto ma poi si ignora che fra quei diritti ci sono anche quelli che attengono al semplice mantenimento in essere della persona a cui non deve mancare nulla, nemmeno di quel materiale tanto inviso ma, purtroppo per le anime belle, quelle che “dove si mangia in due si mangia anche in tre” [e non è vero], necessario.

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L’appello del Papa a fare figli «Sbagliato preferire cani e gatti»

Durante una messa celebrata per gli sposi il Pontefice accusa di egoismo le famiglie sterili per scelta: «Passeranno la vecchiaia in solitudine»

Secondo Bergoglio gli sposi devono essere fecondi. «Ci sono cose che a Gesù non piacciono – avverte il Papa – i matrimoni sterili per scelta, che non vogliono i figli, che vogliono rimanere senza fecondità. Francesco accusa «questa cultura del benessere di dieci anni fa, che ci ha convinto che è meglio non avere i figli, così tu puoi andare a conoscere il mondo, in vacanza, puoi avere una villa in campagna. Così tu stai tranquillo…».

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Qualcuno dica a Francesco, il papaprogressistaanzichéno che è rimasto un po’ indietro, e che i motivi per cui non si fanno figli non hanno niente a che vedere con una scelta di benessere ma spesso obbligata dal motivo contrario: i figli, COSTANO, e  scegliere di non avere figli  non è frutto di velleità animaliste che fanno preferire il cane e il gatto a uno o più bambini.
E, se anche fosse così, se anche fosse che due persone pensano di essere inadeguate ad avere, allevare ed educare dei figli o semplicemente NON VOGLIONO dei figli, avendo tutto il diritto di non averli, ma sentono di avere più trasporto ad accudire animali domestici prima di tutto chi se ne frega di quel Gesù che si dispiace, visto che non tutti hanno un Gesù di riferimento, in secondo luogo non sono affari del papa sponsor della famiglia nel paese in cui se c’è un ambito ignorato e maltrattato dallo stato è proprio quella famiglia tanto nominata ma niente affatto rispettata, e in ultimo è molto meglio che vadano a prendersi un cane al canile – che è molto più facile di adottare un bambino per chi non può averne uno suo – facendo anche un’opera buona piuttosto che mettere al mondo dei figli che poi non saranno in grado di trasformare in persone fatte e finite.

Al papa qualcuno dica anche che stamattina a vedere il saggio di musica di mio nipote all’asilo c’erano solo due zie e una nonna, perché né suo padre né sua madre potevano, possono chiedere due ore di permesso dal lavoro per andarsi a guardare un bambino di quattro anni che canta, balla e fa suonare il diapason. 
E che i genitori di mio nipote saranno costretti a guardarsi il figlio da una clip su un cellulare.
E che quel Gesù che piange perché non nascono più bambini forse non si limiterebbe a piangere se sapesse che in Italia i figli non si fanno perché i bambini che nasceranno saranno già orfani di genitori che non possono nemmeno andarsi a guardare un saggio e una recita di fine anno scolastico dei loro figli.
E che sarebbe meglio che tutti, papa compreso, parlassero di cose che conoscono, e la smettessero di offendere chi ha problemi molto più seri e nessun tempo per impicciarsi dei fatti degli altri. 

Col 46% di disoccupazione in questo paese,  che coinvolge e travolge soprattutto i giovani, trovo non solo offensivo ma addirittura blasfemo che un papa dica che non si fanno figli perché la gente è impegnata a viaggiare e godersi la vita coccolando cani e gatti.

Non tutti abbiamo avuto la possibilità di vivere in un appartamento di 700 metri quadri al centro di Roma con  vista panoramica mozzafiato comprensivo di  tutti i lussi e i comfort come la loro eminenza cardinal Bertone, che di figli suoi non ne mantiene nemmeno uno.

Destra, sinistra e zone limitrofe

‎”L’aumento della disoccupazione e le previsioni negative per il 2013 non sono un fallimento del governo Monti. Ci sono forze e tendenze di lungo periodo e noi paghiamo errori di lungo periodo”. [Elsa Fornero stamattina, intervistata da Radio Capital]

E siccome anche noi vi pagheremo per un lungo periodo, praticamente a vita, sarebbe gradito che ognuno si prendesse le sue responsabilità. Il ministro del lavoro del governissimo tecnico scelto e voluto da Re Giorgio I era lei, non io o qualcun altro.
E senza piangere, possibilmente.

Destra e sinistra non esistono più solo per chi ha in mente un certo tipo di politica.
Come dire? autoritaria oppure troppo debole.
Non esistono più per Monti che, come berlusconi pensa che il parlamento sia un intralcio, che un governo deve avere la possibilità di agire come vuole senza la seccatura di doversi sottoporre al giudizio dei parlamentari, senza il rischio che un progetto di legge venga reso nullo dalla votazione in parlamento.
Ma non esistono più nemmeno per Bersani che pensa di creare un fil rose, ché definirlo rouge sarebbe offensivo, con esponenti che nulla hanno a che fare col progressismo e il rinnovamento nella politica. Ma che soprattutto ha pensato che per un progetto politico riformista, progressista, innovatore, che metta al centro del dibattito quei diritti civili sempre e puntualmente ignorati, dai quali tutti scappano perché non sono opportuni, non c’è mai tempo, il paese non capisce e non è pronto, ma soprattutto non portano i voti degl’integralisti  cattolici che anche il piddì si tiene in casa fosse necessario il passo indietro verso il centro anziché molti in avanti verso una sinistra vera.
E’ decisamente troppo pretendere di avere una sinistra che rappresenti una parte consistente di cittadini che non ha come punti di riferimento papi e cardinali e non li cerca fra i capi di confindustria, i sindacalisti di destra e nei banchieri; una sinistra e basta e non, invece, una sinistra presunta timorosa di dio e del progresso. Piacerebbe a molti che, ad un mese dal voto si mettessero da parte questi ultimi vent’anni in cui avere un’opposizione e non averla sarebbe stata la stessa cosa, ma non si può fare: SENZA MEMORIA NON C’E’ FUTURO.

Montisti su Marte
Marco Travaglio, 8 gennaio

Con comodo, senza fretta, non appena avranno finito i giochi di prestigio per nascondere portaborse, inquisiti e impresentabili dietro le solite foglie di fico o nelle liste satellite, i partiti potrebbero comunicarci il loro illuminato parere (programma è una parola grossa) in materia di giustizia fiscale. Giunge infatti notizia che la più antica banca svizzera, la Wegelin di San Gallo, fondata nel
1741, chiude i battenti dopo che un suo azionista ha confessato alla Corte distrettuale di Manhattan di aver aiutato alcuni evasori Usa a evadere tasse per 1,2 miliardi di dollari. Condannata a una multa di 74 milioni, la Wegelin è fallita.
E ora rischiano grosso altre 12 banche elvetiche, fra cui i colossi Ubs e Credit Suisse.
Cose che capitano nella culla del capitalismo, dove i reati finanziari sono puniti come gli omicidi, essendo considerati più gravi perché fanno molte più vittime (milioni di contribuenti onesti e l’intero mercato).
Da noi le principali banche hanno evaso negli ultimi anni, col trucchetto dell'”abuso del diritto”, la bellezza di 2 miliardi.
E se la sono cavata con comode multe.
Il ministro Passera, così ricercato da Monti (ma anche dal Pd), è indagato perchè guidava Banca Intesa quando, secondo l’accusa, il gruppo frodava il fisco.
Nessuno rischia la galera, né la chiusura. Anzi, per due volte in un anno il governo Monti ha tentato il colpaccio di depenalizzare l’abuso del diritto.
Ora, la domanda ai nostri politici vecchi e “nuovi” è molto semplice: chi froda il fisco, falsifica i bilanci o comunque viola le regole dell’economia e della finanza deve finire in galera e chiudere bottega sì o no? Siccome tutti, a parole, dichiarano guerra all’evasione, ci dicano chi sono i prigionieri e poi li vadano a prendere. Sono questi concetti elementari e comprensibili che la gente perbene vorrebbe leggere nei programmi. Invece il dibattito elettorale (la dove c’è, dunque non nel Pdl e nella Lega) prosegue sempre più astratto, vaporoso, volatile.
Nel Partito Agenda l’unico problema è dove sistemare la Bad Company di Casini, tant’è che ieri la Stampa, con un titolo davvero soave, informava che “l’Udc proporrà i nomi meno indigesti per il Senato”, mentre gli immangiabili e gli indigeribili andranno alla Camera, luogo per stomaci forti.
A sinistra Vendola vuol mandare “i ricchi all’inferno” (con l’eccezione di don Verzé buonanima, i Marcegaglia e i Riva, si suppone), senza distinguere tra onesti e disonesti.
E naturalmente ce l’ha col “neoliberismo”, di cui vaneggiano anche gli Arancioni, senza spiegare dove sarebbero in Italia questi neoliberisti (negli ultimi anni avete mai visto una liberalizzazione? una privatizzazione? una legge contro i conflitti d’interessi? Un’antitrust?).
Ma il dibattito più stimolante è quello dentro e intorno al Pd. Dopo l’allarme di Polito El Drito, sconvolto dalla scoperta che la sinistra è di sinistra, bisogna — tenetevi forte — trovare degna sistemazione ai “montiani del Pd”, che lamentano di essere stati “esclusi deliberatamente”.
Qualcuno con la mente sgombra riderà a crepapelle: ma perché, nel Pd esistono dei “montiani”? E che ci fanno, visto che Monti si candida al Centro contro il Pd? Non potrebbero, essendo “montiani”, presentarsi in una delle tre liste pro Monti, come saggiamente ha fatto Ichino, visto che le primarie del Pd le ha vinte Bersani e Monti non era neppure candidato, e nemanco iscritto, e ha già fatto sapere che con Bersani premier non farebbe nemmeno il sottosegretario?
Che si direbbe se nel Pd sbucassero pure dei berlusconiani (dichiarati, s’intende) o dei maroniani che chiedono un posto al sole? Di questo passo, potrebbero perfino emergere i vendoliani per Monti, i bersaniani della Lega e gli ingroian-dipietristi del Pdl.
Anzi no, tutto si può dire del Cainano tranne che possa tollerare qualche amico dei giudici. Non vivo, almeno.

“I’m lost without you”

Sottotitolo: Lo slogan più conosciuto della costellazione dei prodotti Omsa è il “I’m lost without you” con cui, secondo l’azienda, le donne italiane comunicavano la necessità di avere una calza Golden Lady, oggi potrebbe essere uno sfottò dei consumatori verso Omsa, che sarebbe ‘persa’ se i clienti smettessero di comprare i loro prodotti a causa della delocalizzazione. (Dal Fatto Quotidiano)

Io ho scelto di non acquistare più prodotti da chi licenzia 249 operaie non perché sta fallendo ma perché pensa che portare un’azienda fuori dall’Italia gli garantirà maggiori guadagni. Le lavoratrici Omsa invitano tutte le donne ad essere solidali con loro, “boicottando” i marchi Philippe Matignon – SiSi – Omsa – Golden Lady – Hue Donna – Hue Uomo – Saltallegro – Saltallegro Bebè – Serenella.
Non è un grande sacrificio la solidarietà, è l’unica arma che ci è rimasta per esprimere una vicinanza concreta a queste donne licenziate ingiustamente, non perché fossero improduttive, ma per la logica dell’aumento dei profitti che deriverà dalla delocalizzazione dell’azienda.

Ci sarebbero tante cose da dire che non si sa da dove iniziare, se, appunto, dalle operaie della Omsa licenziate a capodanno o ancora da Equitalia che ormai fa più morti di un virus malefico, solo ieri altre due persone si sono tolte la vita per problemi legati a questioni finanziarie: a una era stato chiesto di restituire cinquemila euro della sua pensione di poche centinaia di euro mensili.
Questo anno “nuovo” si apre all’insegna del boom dei suicidi, come ci fanno sapere autorevoli ricercatori. Ormai si parla di un suicidio al giorno fra gente che è rimasta disoccupata: senza lavoro si muore e non solo di fame. Le reazioni scomposte provocate dalle dichiarazioni di Grillo dimostrano che ancora una volta la “casta” si arrocca sulle sue posizioni. Befera (Equitalia e Agenzia delle Entrate) dice che occorre “difendere gli uomini che fanno il loro dovere al servizio della collettività”. Certo che difendiamo gli uomini e le donne che lavorano per lo stato anche quando svolgono mansioni spiacevoli come quella di estorcere denari non dovuti oltre a quelli che si devono: ecco perché chiediamo al governo di dare un’occhiata anche qui, ai piani bassi, per rendersi conto di quello che può succedere quando una qualsiasi famiglia italiana riceve una cartella esattoriale. Basterebbe ricordarsi che Equitalia è un prodotto della finanza creativa di tremonti, per capire che probabilmente, forse o sicuramente qualcosa che non funziona c’è. Tanta gente non può essersi impazzita tutta insieme. Equitalia non combatte l’evasione; quello che fa Equitalia è applicare sanzioni e interessi esageratamente alti rispetto a quello che si deve GIUSTAMENTE pagare e guadagnare su chi NON HA PAGATO, perché magari si è dimenticato di pagare, non ha mai ricevuto la cartella esattoriale, la multa si è persa eccetera o perché non ha i soldi per pagare, non su chi NON HA DICHIARATO. E non è proprio la stessa cosa. Equitalia è tutto fuorché uno strumento antievasione.
E’ necessario che la politica si tolga il vizio di ignorare, di passare oltre, di pensare che il lavoro che fa non possa e non debba essere ostacolato e discusso da chi poi quelle scelte politiche potrà e dovrà solo subire.
Eppoi ci sono i vips disturbati in quel di Cortina dalla Guardia di Finanza: secondo cicchitto, l’ex piduista alla corte dell’altro, quello con più tacchi e meno capelli, si tratta di un “controllo ideologico perché si presume che a Cortina ci siano solo benestanti”: strano, io pensavo che a Cortina ci potessero andare anche quelli che benestanti non sono. cicchitto è uno che riesce sempre a sorprendere, una s’immagina che più coglione di così non si possa essere, e invece per fortuna arriva subito la smentita.
E ancora, c’è il caffè della buvette dei nostri onorevoli parlamentari che aumenterà di dieci centesimi: noi poveri mortali comuni già da un po’ lo paghiamo anche di più di ottanta centesimi ma si sa, per noi un caffè al bar deve essere considerato un lusso, mica una necessità o, peggio ancora, un diritto come per i lor signori. Ci sono posti in Italia dove un caffè non costa mai meno di un euro, anche un euro e venti, per non parlare di un succo di frutta e un toast per i quali si pagano fino a sei, sette euro.
Noi la realtà la conosciamo bene, sarebbe ora che imparasse a conoscerla anche chi non ne sa nulla.
E, per concludere sorridendo, secondo una ricerca del sito Divorce-Online, che fornisce servizi alle coppie che vogliono interrompere il matrimonio, un terzo dei casi è dovuto alla frequentazione dei social network, come sempre agli umani serve un capro espiatorio, e allora cosa c’è di meglio di qualcosa che non può nemmeno rispondere per dire quanto sia ridicolo che le coppie si dividano “per colpa” di un social network? perché,  si sa,  prima di internet e di Facebook andava tutto bene: gli uomini tutti santi e le donne tutte devote fedeli e pie. Se lo leggono in vaticano, c’è il rischio che uno a scelta fra Buttiglione, Giovanardi o la Binetti proponga una legge per l’abrogazione di FB in Italia.
Comunque, un passo avanti c’è stato: fino a qualche mese fa in Italia si parlava solo di Ruby e delle performance erotiche dell’ ex tizio: oggi almeno gli italiani hanno ricominciato a parlare dei fatti loro.

Strafanculo

E allora hanno rinviato a giudizio verdini, dell’utri e carboni. E allora non c’è nulla di nuovo, ma tutto è uguale a sempre. Compreso il fatto che in galera non ci andranno mai, compreso il fatto che sentiremo parlare di loro come onorevoli o senatori, e non ci chiederemo mai quale sia il vero senso delle parole, anche di quelle semplici, come l’onore.

Le persone da onorare, i dell’utri o i verdini, i berlusconi. Persone d’onore, ecco questo sì!

Sta per arrivare la stangata, agli onorevoli e ai senatori. Guadagnano troppo, hanno scoperto con una commissione. Sì, qualcuno è stato pagato per far parte di una commissione che doveva appurare che aprendo il rubinetto col cerchietto rosso, l’acqua esce calda. La stangata non arriverà, come la galera, come la giustizia, come l’onestà.

Scrivono che i suicidi sono boom. Ma il boom è legato alla crisi. Il boom dei suicidi mi dispera quanto sentir parlare di record. Il record del prezzo della benzina, della disoccupazione, della povertà percepita, di quella reale. Boom. Come negli anni 60, quando l’economia iniziava ad iniettare il bacillo della stupidità.
La gente si ammazza per la crisi, bisogna fare in fretta a rivedere gli ammortizzatori sociali, dice il presidente della Repubblica, perché lo deve dire visto che almeno conserva un po’ della sua dignità istituzionale. Caro Presidente, è che la gente è un po’ scema, si ammazza anziché ammazzare.
Quello che non si capisce è perché la benzina aumenta da appena si ventila l’ipotesi di un aumento, e le stangate che non arrivano mai, son previste sempre dopo due o tre anni dalla fine della legislatura? La domanda più che retorica è idiota, ma tanto in quest’epoca di cretini pure un imbecille pare un genio, e poi se arrivasse una risposta sarebbe anche gradita.

Sono cronache sconclusionate queste mie, cose quasi senza senso scritte così.

Ma anche oggi non ho saputo resistere e ho letto i giornali, e mi sembrava osceno aprire un nuovo foglio bianco per scriverci un pensiero sintetico, che però avrebbe espresso fin troppo bene quanto detto fin qui.

Perché avevo voglia di scrivere semplicemente: andate tutti a strafanculo!

Rita Pani (APOLIDE)