Le bugie hanno le carriere corte [nei paesi normali]

Sottititolo: Verrebbe voglia di votarlo davvero il movimento, non foss’altro che per fare un dispetto a questi disgraziati disonesti che prima hanno distrutto la politica e adesso vogliono dare la colpa al “buffone dittatore” che, fino a prova contraria, colpi di stato non ne ha ancora fatti. A differenza di un parlamento che spesso ha mascherato veri e propri golpe antidemocratici e anticostituzionali con azioni legittime. schifani che ammette che una legge elettorale non può essere favorevole al movimento di Grillo fa parte di una classe politica indecente che deve andare a casa, non ci può stare gente così nel parlamento di una repubblica, capito presidente Napolitano? perché se questa è la politica tradizionale che piace tanto a lei, che difende tutti i giorni agli italiani no, non piace più;  bisognerebbe che qualcuno ne prendesse atto, e anche con una certa urgenza.

Processo Ruby, le ‘Olgettine’ rivelano
“Berlusconi ci passa 2.500 euro al mese”

Berlusconi continua a pagare le ragazze delle “cene eleganti” di Arcore. Toti, Espinoza, Visan, Polanco e De Vivo confermano: “Ci dava un aiuto allora e ce lo dà anche adesso”. Nella scorsa udienza la notizia degli acquisti immobiliari da Apicella e Mariani (leggi)

Petraeus ad Obama : “Lascio il mio incarico,  ho avuto una storia extraconiugale “.

Panico a Montecitorio: verrebbe a mancare il numero legale. [Enrico Bertolino]

Fa quasi tenerezza David Petraeus che si dimette – ufficialmente perché sembra che i motivi siano altri ma tant’è  [a me comunque va benissimo tutto quel che può essere utile a screditare questa classe politica d’indecenti che ci tocca subire. Poi è chiaro che i motivi delle dimissioni risiedono altrove e non nel tradimento che comunque non è un reato, intanto però le ha date o, per meglio dire lo hanno sollecitato a farlo, e tanto basta per fare la differenza coi fattacci di casa nostra che nessuno ha disturbato per non “violare la privacy” di un satrapo viziato al quale, invece,  nessuno ha chiesto di dimettersi] –  non da presidente del consiglio o di regione in  un paesello  ridicolo nel quale non si dimette mai nessuno per motivi molto più seri e gravi,  ma da capo della CIA perché pensa che avere una relazione extraconiugale sia motivo di disdoro per la carica che ricopre.
Avere una relazione extraconiugale invece rientra perfettamente in quella sfera della vita privata in cui a nessuno dovrebbe essere consentito ficcare il naso, non significa affatto essere persone inaffidabili e gli eventuali rimorsi e sensi di colpa sono  un fatto  altrettanto privato e  personale.
Avere un’amante non è uguale ad essere un vecchio erotomane delinquente che sfrutta ragazzine minorenni per sfogare le sue perversioni e se ne vanta, non vuol dire avere rapporti stretti coi mafiosi, non è lo stesso che rubare soldi dei contribuenti per vacanze, automobili, feste e molto, troppo altro.
Tutte cose che qui sono accadute davvero ma che non hanno provocato purtroppo  quell’effetto tabula rasa che sarebbe stato invece opportuno e assai gradito.
Come c’insegna il celeste ayatollah “la responsabilità è individuale”, e quindi dobbiamo aspettare che ne arrestino uno per volta, la retata finale può attendere.
Diverso è quando una relazione extraconiugale può diventare motivo di ricatto, e se Petraeus ha scelto l’umiliazione della confessione pubblica con conseguenti dimissioni  riguardo ad un fatto personale, significa che il suo senso di responsabilità vale il doppio indipendentemente dal  motivo,  perché vuol dire non aver ceduto ad un ricatto oppure non voler offrire nessun pretesto per essere ricattato.

Questo signore si è dimesso UFFICIALMENTE in rispetto ad un principio MORALE, checché ne pensino i fautori di quella teoria strampalata circa la difesa della vita privata di chiunque, anche di chi ha ruoli istituzionali, che ha fatto in modo che uno sciagurato che di notte faceva le orge con le ragazzine  e il giorno andava a farci fare figure indecenti nazionali e  internazionali sia potuto restare al suo posto senza che nessuno alzasse un sopracciglio  perché tutti invocavano il rispetto per la privacy di un signore che, in fin dei conti aveva solo uno stile di vita un po’ vivace. Ci sono voluti almeno due anni perché più gente capisse che quello di berlusconi era un sistema col quale stava svendendo l’Italia un tanto al pezzo a chi lo ricattava e non una faccenda da  “ognuno nel suo letto ci porta chi gli pare”.
 E non solo non si è dimesso per i fatti di HardCore e dintorni né nessuno gli ha chiesto espressamente di farlo, ma ancora oggi paga tutti – soprattutto tutte – esattamente come faceva da presidente del consiglio  praticamente alla luce del sole e non succede niente: non è meraviglioso?

In un paese normale…

Mi piaceva immaginare cosa sarebbero stati quei due  in un paese appena un po’ normale.

Uno, lo scemo del villaggio da prendere per il culo con compassione e poi magari offrirgli una birra al bar sulla piazza.
Quell’altro, il buffone imbellettato sarebbe quel che poi è, un vecchio satrapo pervertito e disonesto che per sentirsi giovane e immortale si compra minorenni un tanto al chilo, piccole, povere sciagurate ignoranti, cresciute senza educazione, senza nessuno che abbia insegnato loro cos’è un valore e un principio morale che non hanno esitato a sporcarsi,  per soldi, con uno così, uno col quale una persona normalmente equilibrata, seria, onesta non andrebbe neanche a prendersi un caffè: quello che nessuno vorrebbe come vicino di casa ma che in tanti, invece, hanno assolto, invidiato, finanche votato a rappresentarli.

Siamo italiani mica per niente noi,  c’è qualcuno che  riesce a intravvedere perfino  un lato sentimentale nelle dimissioni di bossi, quello che si è fatto portavoce (voce, vabbè: si fa per dire) della pagliacciata più disastrosa dopo il regime di mussolini.
Oggi è tutto un fiorire di “dispiace per la gente ci aveva creduto”.

E’ davvero sconcertante  stamattina ascoltare e purtroppo anche vedere il dispiacere di politici che dovrebbero essere avversari di bossi, dei giornalisti che devono ipocritamente riconoscere il valore del leone ferito, concedere a  questo Winston Churchill delle lande brianzole l’onore delle armi a tutti i costi.

C’è sempre qualche nota stonata di troppo, tutta tipicamente italiana.

Secondo l’arroganza del potere appena qualcuno viene beccato con le mani nella marmellata diventa un poveraccio che ha solo commesso un errore,  e che sarà mai? altrove invece sparisce e nessuno lo rimpiange.
L’Italia è un paese ridicolo che forse non si merita altro che di essere rappresentato da gentaglia altrettanto ridicola.

E disonesta.

A me no, non dispiace affatto: io provo solo rabbia e pena per chi si è prestato al gioco.

Non può esserci nessun sentimento di vicinanza solidale con gentaglia così,  vittima unicamente della sua ignoranza; come dico sempre l’ignoranza oggi è una libera scelta che però non è giusto far subìre a tutti.
La solidarietà spetterebbe, e di diritto,  a chi in tutti questi anni ha dovuto assistere, sopportare tutto questo. Siamo noi le vittime,  noi che siamo stati sempre dalla parte opposta, non chi ha creduto a questi cosiddetti uomini dei miracoli e che invece hanno prodotto solo disastri che  sarà difficilissimo e complicatissimo aggiustare.

Cerchiamo, inoltre,  di non dimenticare che il PD, il cosiddetto centrosinistra ha cercato più e più volte un’alleanza con questo bifolco, grezzo, cialtrone, ignorante e indegno rappresentante di un paese che non c’è.

VIA BELLERIO, IL GIORNO PIU’ LUNGOSTORIA DI UMBERTO BOSSI: DAL “CE L’HO DURO” AL “FOERA DI BALL”“RENZO BOSSI HA AMICIZIE PEGGIORI DI COSENTINO”/ LA SEGRETARIA A BELSITO: “TIENI DA PARTE LE FATTURE”/  LA MOGLIE MANUELA A MARONI: “OCCHIO DI RIGUARDO PER I FIGLI”L’ESPRESSO: “DENARO A BRANCHER DA UOMO DI FIDUCIA DI BELSITO”BOSSI: “DENUNCIO CHI HA MESSO I SOLDI PER CASA MIA”DOCUMENTATI! – LE CARTE DI MILANO E REGGIO CALABRIA/ VIDEO: SOLDI DEL PARTITO PER PAGARE LE MULTE DI RICCARDO BOSSI

[Il Fatto Quotidiano]


Fine di un troglodita – Piergiorgio Odifreddi

Finalmente esce di scena, travolto dagli scandali, uno dei tribuni del popolo più rozzi e imbarazzanti che abbia mai avuto il nostro paese, che pure ci ha fatto ripetutamente vergognare per la levatura personale, morale e politica della sua classe dirigente.

Umberto Bossi ha incarnato per venticinque anni l’anima più rudimentale, ignorante e becera dell’italiano medio. E la Lega Nord ha rappresentato gli interessi più provinciali, conservatori e qualunquisti di una piccola (anzi, piccolissima) borghesia, degnamente rappresentata dal suo indegno leader.

Quello che molti indicavano come un “politico finissimo” era ed è, in realtà, soltanto una persona sgradevole e volgare, i cui unici argomenti dialettici non andavano oltre il dito medio continuamente alzato verso l’interlocutore, e il vaffanculo continuamente biascicato come un mantra.

Il cosidetto “programma politico” della Lega, d’altronde, era all’altezza di questa bassezza, e si limitava al protezionismo nei confronti dei piccoli commercianti e dei piccoli coltivatori e allevatori diretti, condito da anacronistici proclami per la secessione e l’indipendenza di una fantomatica Padania.

Le patetiche cerimonie a Pontida, e le ridicole simbologie solari o guerriere, rimarranno nella storia del kitsch, a perenne ricordo delle camicie verdi: versione di fine secolo delle camicie nere o brune della prima metà del Novecento, e ad esse accomunate dall’ottuso odio razziale e xenofobo.

Che un movimento e un leader di tal fatta abbiano potuto raccogliere i consensi di una parte consistente della popolazione del Nord Italia, era ed è un’ironica smentita della sua supposta superiorità nei confronti di “Roma ladrona” e del “Sud retrogrado”, oltre che una testimonianza significativa del suo imbarbarimento.

Come se non gli fossero bastati luogotenenti quali Borghezio, Calderoli o Castelli, negli ultimi tempi Bossi aveva lanciato e imposto in politica il proprio figlio degenere. E’ un degno contrappasso, il fatto che proprio le malefatte del rampollo abbiano contribuito alla caduta del genitore. E, speriamo, anche del suo movimento.

Padre e figlio possono ringraziare la fortuna che li ha fatti nascere in Italia, e non in Iraq o in Libia, anche se entrambi hanno contribuito a far regredire il nostro paese al livello di quelli. Non li vedremo dunque trascinati nella polvere, e giustiziati sommariamente: ci acconteremo, o accontenteremmo, di vederli sparire con ignominia dalla politica e dalle nostre vite. Anche se le grida di “tieni duro” da parte dei loro sostenitori ci fanno temere parecchio al riguardo.

Foera di ball

Sottotitolo: Con il faldone “The family” e le minacce ai cronisti scorrono i titoli di coda sull’era Bossi, appena dimessosi da segretario della Lega. Si chiude in modo ignominioso, in un pantano di miasmi e liquami, com’era ampiamente prevedibile, visto lo svolgimento. Lega ladrona e leghisti tonti. Razzisti. Ottusi. Volgari. Violenti. Falsi. Servi. Il peggio d’Italia. Ma quell’Italia che li ha generati non svanirà certo con Bossi.
(Piero Ricca)

Lega, Bossi si è dimesso: “Scelta irrevocabile”
La famiglia del Senatùr travolta dallo scandalo.
“Somme in nero, soldi a Calderoli”.
Spunta nome Silvio.

La chiusura in bellezza della carriera del finto medico di Gemonio, finto lui, il suo partito e anche la terra che non c’è.

Volevano dividere l’Italia e invece sono spariti loro: il cerchio è stato magico davvero.

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LEGA NORD, BOSSI SI E’ DIMESSO