Se Obama ricevesse Madoff

Bernard Madoff,  americano, è stato giudicato colpevole di una delle più grandi frodi finanziarie di tutti i tempi e per questo condannato a 150 anni di carcere. Negli States però i presidenti non usano ricevere alla Casa Bianca  i delinquenti condannati: nei paesi normalmente civili ognuno sta al suo posto, i delinquenti sicuramente in galera, non li chiamano a fare le leggi, a riformare la Costituzione. E i presidenti stanno dalla parte degli onesti, di chi non ruba e non froda lo stato. Quando i 5stelle hanno chiesto lo stato d’accusa avevano ragione, gli estremi per l’impeachment a Napolitano c’erano già durante il suo primo mandato. Solo gli ipocriti, gli opportunisti, i servi del regime lo possono negare. E non consola il fatto che Napolitano [pare] non abbia offerto nessuna garanzia a berlusconi. Napolitano  come il papa che si scaglia contro i mafiosi,  i criminali  e chi fa le guerre ma poi non li  caccia di casa. Sei, sette milioni di imbecilli non possono essere l’alibi per giustificare lo scempio di un delinquente che entra ed esce dal Quirinale ogni volta che vuole. E’ come se la Federcalcio facesse vincere lo scudetto ad una squadra solo perché ha un numero elevato di tifosi e non perché abbia giocato meglio in Campionato.
Quella della rappresentanza di Forza Italia è una giustificazione disgustosa con la quale si nascondono i veri motivi per i quali, ad oggi, bisogna ancora aspettare una settimana per sapere quale sarà il destino di un cittadino condannato più di otto mesi fa e che nel frattempo ha potuto agire, muoversi, avere voce in capitolo nella politica, parlare col presidente della repubblica come se nulla gli fosse capitato.  Napolitano ha ricevuto DUE VOLTE un pregiudicato al Quirinale ma si rifiuta di andare a testimoniare al processo sulla trattativa stato mafia e non ha speso una sola parola a sostegno di Nino Di Matteo, il giudice minacciato dalla mafia.
Cose, queste,  che non potrebbero succedere – e infatti non succedono – in nessun altro paese al mondo. 

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Sottotitolo: l’utilità dell’intellettuale – cosiddetto – più presente nelle televisioni in tutti i talk show è dire che Napolitano fa benissimo a ricevere il pregiudicato berlusconi, privato in conseguenza della condanna definitiva [che anche se non sembra ma c’è] dei diritti politici. Dunque Napolitano incontra uno che non può nemmeno votare né dovrebbe poter mettere piede a palazzo per discuterci, sicuramente di riforme e di leggi e di chissà cos’altro ancora e per Cacciari, plurinvitato in forza della propaganda a getto continuo pro regimetti napolitani di cui è uno dei maestri incontrastati a la7, la  televisione del numero 1 del pd, tutto va bene. 
Ancora non ci dobbiamo preoccupare.

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SILVIO DISPERATO, IL COLLE APRE LA PORTA (Wanda Marra e Sara Nicoli)

Il pregiudicato berlusconi vede Napolitano. Discute di riforme, ma pretende l’impunità

E’ la seconda volta, dopo le consultazioni per il governo Renzi, che l’ex premier sale al Quirinale da condannato in via definitiva. Secondo una nota della presidenza della Repubblica, è andato per illustrare le posizioni del suo partito in questa fase politica. Tra gli argomenti discussi, la gestione delle riforme da parte del premier e l’evoluzione della legge elettorale, ma anche le preoccupazioni in vista dell’esecuzione della sua sentenza di condanna. [Il Fatto Quotidiano]

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Se berlusconi rappresenta una minoranza di decerebrati che per motivi sconosciuti si sono votati a sostenere un delinquente di quella portata, Napolitano rappresenta tutti gli italiani. E una persona, la più alta istituzione dello stato di un paese ha delle responsabilità verso i cittadini. Fra queste c’è anche dare un buon esempio: agire nella rettitudine, nella trasparenza e nell’onestà. Dovrebbe, anzi DEVE fare quel che si chiede ai cittadini e non fare quello che ai cittadini non verrebbe perdonato e giustificato.
Se io ospitassi a casa mia un malavitoso amico della mafia, un ladro, uno sfruttatore di ragazzine i miei vicini, amici e parenti qualche domanda se la farebbero, e probabilmente smetterebbero di frequentarmi e di provare per me qualsiasi tipo di sentimento positivo: la stima, la fiducia, innanzitutto. Il loro modo di fare nei miei riguardi cambierebbe, giustamente, forse mi toglierebbero anche il saluto, non avrebbero più per me nessuna cortesia e avrebbero ragione a farlo perché non frequentando malavitosi delinquenti hanno dimostrato di essere persone migliori di me.
Dunque non si capisce perché, e invece, non si possa smettere di essere rispettosi, di avere fiducia, stima, smettere di riconoscere nell’istituzione alta un presidente della repubblica che non si nega ad un delinquente, che lo accoglie nella casa di tutti gli italiani, che lo sta a sentire, ci parla, non pensa che sia disdicevole, di cattivo esempio, irrispettoso nei confronti di tutti i cittadini onesti che un condannato per un reato grave come la frode fiscale, le cui vittime siamo sempre noi, possa, dopo aver potuto partecipare al tavolo della discussione politica perché qualcuno pensa che l’Italia non possa fare a meno di silvio berlusconi, chiedere e ottenere di conferire col capo dello stato che, invece di lasciarlo fuori dalla porta, di fargli sapere che il presidente della repubblica non parla con un pregiudicato da galera, invece di ignorare le sue richieste deliranti col retrogusto del ricatto che nessun altro cittadino condannato potrebbe sognarsi di fare, lo fa entrare, anche più di una volta. Cosa dobbiamo dire ai nostri figli, che in questo paese il presidente della repubblica riceve, dà udienza ai criminali ed è una cosa normale, che tutti i capi di stato fanno?  Anche stavolta il Napolitano  intimerá urbi et orbi di lasciare al criminale la possibilitá di partecipare alla delicata fase politica? 
Quanto ancora dovremo sopportare l’oltraggio di un capo dello stato che si fa frequentare, nella casa di tutti gli italiani, da un delinquente da galera? Quale esempio e quale autorevolezza trasmette una persona investita dell’incarico più importante di tutti che, ormai è evidente, non può dire mai NO a silvio berlusconi? 
 Perché è un po’ complicato spiegare che eversione non è solo un carro armato fatto in casa, ma lo è anche invadere un tribunale, specialmente se si fa il ministro; certe frasi mai sanzionate espresse da persone in qualità di funzionari dello stato rivolte ai Magistrati, sono eversione; mentre se un blogger scrive due frasi spiritose su una pagina web scattano i controlli, una regolare denuncia, un processo dal quale non si può sottrarre con nessun legittimo impedimento.Ed è eversione permettere al non avente [più] diritto di poter mettere piede nelle sedi istituzionali da cui è stato escluso, non perché antipatico al portiere ma perché non più degno di rappresentare nessuno oltre alla sua miserabile figura. Il potere si riorganizza, ora per ora, alza sempre di più il livello del consentito rispetto a ciò che non deve essere permesso. 

Tutto si riequilibra, si norma, anche quello che in nessun posto nel mondo sarebbe normale, accettabile, permesso e fattibile.

 

 

 

Italiche immondizie

La politica, il marito, le ragazzine. Nessuna donna merita di subire tanto: il suo dolore è il nostro

 

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Ma certo, facciamo nostro il dolore della povera donna tradita. A quello delle ragazzine a cui quell’infame di suo marito ha contribuito a rovinare la vita qualcuno ci penserà, vero Daria Bignardi che non sei altro? Fateci la cortesia, care donne della cosiddetta intellighenzia italiana, quella dei salotti buoni, delle cosiddette istituzioni dove le notizie peggiori devono essere filtrate dalla vostra ipocrisia: parlate per voi. Smettete di coinvolgere tutte le donne nel vostro punto di vista. Scelgo io qual è il dolore e la causa che voglio fare miei, e io decido con chi me la devo prendere. Ad esempio con una società che ha mischiato così bene le carte tanto da far credere che i mostri siano delle ragazzine – che nessuna femminista d’assalto né una presidente della camera in tutti questi giorni ha sentito il bisogno di difendere – e non i loro carnefici, con chi da tutti i pulpiti se la prende con la gioventù di oggi, bruciata, cresciuta senza valori e non con quelle precedenti che casualmente sono le stesse fatte anche di gente perversa, viziata che sfrutta minorenni per i suoi porci comodi. E’ vergognoso che tutti abbiano speso parole di conforto per la mussolini e praticamente nessuno per delle ragazzine abbandonate prima dalla famiglia e dopo da questa società di lobotomizzati che non sa più riconoscere chi sono gli approfittatori e chi gli sfruttati. E a quelli che parlano tanto di valori e di principi morali riferiti ai contesti familiari in cui sono cresciute queste ragazzine vorrei chiedere quali sono i valori – altri – e i principi – altri – a cui si rifanno quei bastardi senzadio che non trovano niente di strano nel farsi piacere ragazzine che hanno l’età delle loro figlie, quali quelli di chi pensa che sia più importante difendere una donna adulta, privilegiata che dei problemi degli altri si è sempre fatta volgarmente beffe piuttosto che la parte lesa di questo immondo schifo.

Madri che pagano detective privati per scoprire che fanno le figlie, ragazzine ricattate, abusate, sfruttate, padri che non trovano nulla di amorale nel cercare ragazzine dell’età delle figlie per soddisfare le loro perversioni: lo fanno una volta, due, tre, tanto basta pagare, il prete che invece di cacciarli a pedate nel culo accoglie marito e moglie alla messa della domenica ché Dio si sa, perdona tutto, anche i puttanieri matricolati e la maggioranza di un paese incapace di condannare a scena aperta gli sfruttatori ma che colpevolizza e oltraggia  ragazzine perché per la maggior parte dei cervelli a brandelli che ne parlano e ne scrivono in fin dei conti “sapevano quello che facevano”.   

Poi però ci scandalizziamo tutti quando viene applicata la teoria del “forti coi deboli”, specialmente quando il forte è il politico che ci sta sui coglioni.
In questo  paese miserabile bisognerebbe rivalutare seriamente il concetto di libertà di parola come diritto. Perché nessuno ha il diritto di diffondere infamità e spacciarle per libere opinioni e né, tanto meno pretendere che quelle opinioni diventino di tutti.