Il brand

La teoria di Lombroso identificava la potenzialità di un essere umano di commettere reati dalla fisionomia; un volto fatto in un certo modo, la forma del cranio, l’espressione, i tratti somatici. Per un bel po’ di tempo l’FBI ritenè affidabile questa teoria che utilizzava nelle indagini per derimere i casi di violenza. Poi per fortuna qualcuno si accorse che questa teoria era non solo sbagliata ma perfino pericolosa perché identificare qualcuno nel mostro cattivo solo guardandolo in faccia non era un mezzo poi così affidabile, sicché i mostri che sono anche brutti sono tornati a far parte del loro habitat naturale che è quello delle favole, dove il mostro cattivo è anche brutto per definizione e scelta di chi ha pensato che fosse questo il modo per avvicinare i bambini alla realtà della vita che non è sempre bella come loro. Come ha ben scritto Keith Chesterton i bambini sanno che i draghi esistono e le favole si scrivono per insegnare ai bambini che si possono sconfiggere.

Non è purtroppo una favola però quella di ritenere una persona o tante, addirittura popoli interi come ad esempio i Rom, gente delinquente per natura. Fare di una nazionalità, una “razza”, un’etnia religiosa, il colore della pelle i fattori discriminanti rispetto alla civiltà e all’onestà.

L’umanità, sebbene con fatica, è arrivata alla felice conclusione, applicandola al diritto, che le responsabilità delle azioni sono di chi le commette indipendentemente da chi è. Dunque questo dovrebbe valere anche per il genere sessuale. Mentre quello che qualcuno, oggi e nell’anno del signore 2014 in questo bel paese che è l’Italia vorrebbe far credere è che gli uomini hanno l’esclusiva della violenza.
Che sono solo gli uomini capaci di commettere il delitto efferato e che la donna in conseguenza di questo è automaticamente la vittima sempre.

E, per dare forza a questo concetto qualcuno ha confezionato un brand attribuendogli il nome di “femminicidio”, ovvero lo slogan per vendere un dramma qual è quello degli omcidi delle donne commessi da uomini. Mentre per “femminicidio” s’intende  la soppressione generica della femmina/donna, non di UNA donna nel particolare. Nessuno di quegli uomini che hanno ucciso la propria donna, compagna, moglie o ex si è rivelato poi essere un serial killer di donne scelte a caso. 

E inoltre non tutte le donne  vengono uccise per quelli che vengono banalmente definiti motivi “passionali”, ma poi nella somma vengono addizionati anche omicidi che nulla c’entrano con le problematiche di coppia e che servono ad aumentare il bottino per le statistiche, e se solo si prova a far notare questo dettaglio c’è subito chi aggredisce dicendo che non si ha la minima idea di quello che si scrive. Mentre chi lo dice e lo scrive è proprio perché un’idea ce l’ha, diversamente da chi si accoda al sentire e pensare comune.   Ci fosse poi qualcuno di questi espertoni che vanno ovunque, scrivono ovunque che abbia mai detto l’unica verità e cioè che è la struttura della coppia fissa che è fallimentare. Che non è eterna, che non è per sempre. Perché neanche noi siamo “per sempre”. 

E che se si deve parlare di cultura dei sentimenti bisognerebbe farlo anche per insegnare che un sentimento può finire e che non è detto che debba finire in un bagno di sangue. Che uno stato serio non fa battaglie servendosi delle parole ma dei fatti. E i fatti, ad esempio, sarebbero anche alleggerire le difficoltà pratiche rispetto alle separazioni dove la vittima è sempre e solo l’uomo. Perché a lei la casa, i figli, i soldi. Ed è lui che poi sarà costretto a trovare un’altra sistemazione e il modo per fronteggiare la nuova situazione. Nel frattempo ci sono tante lei che in concerto con avvocati paraculi gliene fanno subire di ogni, compreso negargli i figli, molte storie che si concludono con la tragedia hanno proprio questo fondamento. 

La violenza non ha definizione, colore, razza, genere.
Io non voglio vivere in un paese che obbliga a indignarsi di più se a subire violenza è una donna rispetto all’uomo e anche ai bambini; dove qualcuno pensa, ed altri eseguono, che ci siano violenze che vanno punite di più, addirittura con una legge apposita rispetto ad altre.
Non mi piace il razzismo di genere che disegna gli uomini cattivi sempre e le donne vittime sempre, non mi piace.
Non mi adeguo a quello che va di moda.

Tempo fa un uomo è stato sfigurato dall’acido dalla ex fidanzata, quanto si è parlato di lui nei media rispetto alla donna che ha subito la stessa sorte nominata cavaliere da Napolitano e che è andata ospite ovunque nei talk show? Dire, scrivere, diffondere il teorema che le donne sono quelle che subiscono più violenza senza distillarne i motivi è mentire, è contribuire a creare un panico sociale, un allarme che non fa bene a questo paese martoriato dalla malainformazione.

Tutti gli uomini che hanno ucciso lo hanno fatto perché era quella donna, non un’altra o altre. Dunque sono uomini che odiavano, detestavano SOLO quella donna e non tutte. E la dimostrazione ce la dà proprio l’ultimo caso di cronaca in cui un uomo non ha ucciso solo sua moglie ma anche i figli perché gli erano d’ostacolo al progetto di stare con un’altra donna. Ma questo però non ha impedito che si strumentalizzasse una tragedia, una strage familiare per portare di nuovo acqua al mulino del brand; per far credere che si possa arginare la follia umana con l’inasprimento di leggi o con le tante chiacchiere che in molti fanno a proposito di questo argomento drammatico perché si sa, la chiacchiera coinvolge e convince. La rivista di criminologia di Siena nel 2012 ha messo l’accento sui fatti violenti definendo il genere e le modalità, e quello che si evince dalla ricerca è che non è affatto vero che le violenze subite dalle donne sono una misura maggiore di quelle che subiscono gli uomini.

Virgoletto e cito: “Il fenomeno della violenza fisica, sessuale, psicologica e di atti persecutori, in accordo con le ricerche internazionali, anche in Italia vede vittime soggetti di sesso maschile con modalità che non differiscono troppo rispetto all’altro sesso. L’indagine inoltre dimostra che le modalità aggressive non trovano limiti nella prestanza fisica o nello sviluppo muscolare; anche un soggetto apparentemente più “fragile” della propria vittima può utilizzare armi improprie, percosse a mani nude, calci e pugni secondo modalità che solo i preconcetti classificano come esclusive maschili.”

Quindi, come per tutte le cose è l’informazione che distorce, orienta ma più che altro DISorienta, canalizzando un problema, una situazione, un dramma dove è più conveniente che vada. E’ la risonanza mediatica che viene data ad un fatto piuttosto che ad altri a creare poi quell’emergenza che non c’è, a diffondere allarmi ingiustificati che poi servono a confezionare tutto ciò che ruota attorno al dramma e all’emergenza. Leggi speciali comprese che in un paese dove il reato di omicidio è già previsto e sanzionato sono perfettamente inutili.

Quindi, ribadisco: il dramma esiste, esisterebbe anche se fosse una sola donna a morire uccisa per mano di un uomo [ma anche viceversa], ma non chiamatelo femminicidio perché non lo è.
Non facciamoci fregare, more solito, dalle parole.

E questa sì, che è barbarie

Mauro Biani

In un paese dove non arrivano nemmeno le bollette in tempo utile, a me le mandano puntualmente e sistematicamente già scadute e mi tocca litigare ogni volta con le aziende erogatrici dei servizi per colpa della Poste, è abbastanza singolare che una busta venga intercettata a poche ore dal suo invio. Complimenti all’eccesso di zelo degli operatori di Poste Italiane.

Come diceva la buonanima “a pensar male si fa peccato, ma…”

In ogni caso bisognerebbe modernizzarsi, nell’epoca del dissenso e della rivoluzione  2.0, quelle armate dei tweet veri e falsi,  la busta col proiettile è decisamente vintage.

***

Oscar Wilde diceva che la Bellezza non si spiega ma regna per diritto divino. Alda Merini invece le attribuiva il merito di fare luce sulle tenebre. Per non parlare dello stracitato “la Bellezza salverà il mondo”.
E forse è per questo che un’anonima e squallida funzionaria dello stato, una miracolata che in un paese normale sarebbe rimasta dietro le quinte della sua vita, nessuno avrebbe mai saputo nemmeno della sua esistenza ha pensato che in questo paese la Bellezza fosse quel di più che non ci possiamo permettere. Il progetto di eliminazione dello studio della Storia dell’Arte rientra nella riforma della ministra dei neutrini che ha ritenuto troppo costoso l’inserimento della Bellezza nelle scuole e che quindi si potesse  cancellare, pardon, ridurre [come se fosse meno grave] senza nessun dolore. I nazisti bruciavano i libri perché diffondevano cultura e sapere da sempre nemici di tutti i regimi. In questo terzo millennio democratico, repubblicano e occidentale si cancella dalle scuole la Storia dell’Arte e dunque della Bellezza fatta cultura.
Io non ci vedo molta differenza.

***

Grazie al presidente del senato che ha ricordato al senato, a gasparri – che gli dà del teppista – e forse anche a qualcun altro [altra] che i regolamenti si applicano e non si interpretano. A 48 ore dal rapporto della UE, riferito in modo errato dalla stampa ma che comunque non sposta di una virgola la situazione di questo paese  in cui la corruzione  strangola i cittadini,  le imprese, impedisce perfino la ricostruzione nelle zone terremotate come ci ha raccontato lunedì sera Riccardo Iacona a Presa diretta, Scelta Civica con la Lanzillotta si era unita alla destra di alfano, a forza Italia e alla lega negando la costituzione di parte civile dello stato contro il primo corruttore d’Italia. In questo paese chiunque, perfino gasparri, può chiedere le dimissioni e accusare impunemente di teppismo istituzionale il presidente Grasso che applica i regolamenti, mentre alla presidente della camera che li viola, o per meglio dire ne inaugura uno mai utilizzato in precedenza proprio perché permette di aggirare i regolamenti bisogna dire grazie per averlo fatto. Ma va tutto bene. Non ci dobbiamo preoccupare.
Sono sempre adorabili questi liberali e moderati che anche di fronte a dati allarmanti che riguardano anche e soprattutto l’elevato tasso di corruzione di questo paese  continuano a fare gli interessi di un delinquente corruttore. E’ proprio di questo centro destra moderno ed europeo che l’Italia sente il bisogno. Gente incapace di rendersi autonoma da un pregiudicato condannato, gente come casini che di fronte al pericolo di dover scollare il suo culo dalla poltrona dove risiede da una trentina d’anni torna a casa del papi come un Dudù qualunque. Tutto questo nell’interesse del paese, s’intende.

Per questo andrò a votare, se e quando ci rimanderanno a votare, solo se verrà realizzata una legge elettorale che non consenta più  alla Lanzillotta e al suo partito che non vale niente di essere determinante nelle votazioni parlamentari così come accadeva prima con casini e l’udc. L’ago della bilancia non può essere l’ultima ruota del carro né quella di scorta.
Perché una legge che permette a questi partitini che non contano niente di essere decisivi e in grado di far passare o meno una legge, di rendere nulla una votazione, che rende possibile che i parlamentari si vendano poi nei momenti di necessità al miglior offerente per fare numero com’è accaduto con De Gregorio è solo una rappresentazione grottesca, ridicola di una democrazia alla quale non mi va più di partecipare. 

 

L’ultimo Requiem

Addio Abbado, maestro di impegno civile

Il direttore d’orchestra è morto a 80 anni: dalla “rivoluzione” della Scala alla Berliner Philarmoniker
“Antidivo” contro i tagli alla cultura. Di Berlusconi aveva detto: “Arrivano al potere persone ignoranti”.

***

Più di qualcuno dovrebbe vergognarsi molto per le parole di disprezzo indirizzate al Maestro quando Napolitano lo nominò senatore a vita.
Un paese dove la bellezza non riesce a prendersi i piani alti dell’interesse nazionale, dove le ribalte prestigiose vengono riservate a tutto il peggio a svantaggio del meglio, della classe, della cultura, di quel che può piacere o non piacere ma non si può non riconoscergli una maestosità è molto peggio di come lo ha raccontato Sorrentino.

Perché significa che la maggior parte di chi abita quel paese non merita Bellezza.

Anche a me dà fastidio il vetusto riconoscimento del senatore a vita. Credo che ci siano un sacco di cose, di tradizioni all’interno del palazzo di cui si può fare a meno, quello che mi ha dato fastidio sono state le critiche fatte a persone di cui, quelli che le hanno criticate non sanno nulla. Ma le hanno scoperte solo dopo la nomina.

in questo paese troppa gente critica tutto quello che non è alla sua portata, e invece di imparare a migliorarsi attraverso le capacità e il talento altrui li invidia disprezzandoli, cercando di svilire i portatori sani del sapere che quel sapere mettono a disposizione di tutti.
E questo dà la misura della pochezza culturale e intellettuale della maggior parte della gente, quella che poi va a votare e sceglie il cabarettista di turno perché pensa che abbia delle capacità solo perché ha la risata e la parlantina facili. Quelli che poi, per risparmiare tagliano sulla cultura e l’istruzione, ché non sia mai che questo paese abbia poi la possibilità di produrre e perfezionare una nuova generazione sulla scia di quella che man mano stiamo perdendo e che non verrà sostituita da nessuno.
Quella del Maestro Abbado che non pensava che “con la cultura non si mangia” ma di cultura si è nutrita ed ha arricchito chi l’ha saputa se non comprendere nella sua interezza almeno rispettare.

***

FOTOGALLERY – LA CARRIERA DI ABBADO: LA MUSICA ITALIANA NEL MONDO
#ABBADO. LO STORIFY CON IMMAGINI E TWEET DAL MONDO

Settetè

Sottotitolo: l’Italia è all’ultimo posto nella classifica europea per istruzione e cultura. Al primo c’è l’Estonia, e chi l’avrebbe mai detto.

Quindi  tutto si adegua a questo trend, la maggior parte della  gente che poi va a votare da ignorante e anche i rappresentanti di uno stato mediocri, che pensano che un paese possa fare a meno di istruzione e cultura  ma che qualcuno spaccia per grandi statisti che si spendono per il bene comune.

Basterebbe rassegnarsi al fatto che l’Italia è, ancor prima di un paese non normale un paese mediocre, in assenza di aspettative, perché non c’è nessuno in grado di realizzare niente di significativo staremmo meglio tutti.

Basta guardare all’entusiasmo generale con cui si considera Emma Bonino degna di rappresentare l’Italia per rendersi conto della mediocrità, per  capire il livello di questo paese pieno di gente a cui non interessa rialzare la testa, un paese pieno di gente a cui non interessa rinnovare per migliorare.

Preambolo: superstizione vuole che uno specchio rotto equivalga a sette anni di guai.

 Io non sono superstiziosa ma in quanto ai guai prodotti dal settennato di Napolitano c’è l’imbarazzo della scelta, vengono le vertigini a riconsiderarli tutti.
Con buona pace di quelli che “Napolitano si è dimostrato un perfetto garante della Costituzione”, che tutto quello che ha fatto “glielo obbligava la Costituzione”.
Che “diversamente non si poteva proprio fare”.
Per l’arzillo fondatore di Repubblica e per tutti quelli sempre pronti, lancia in resta, a difendere anche i sospiri di Giorgio Napolitano a sprezzo del ridicolo, anche di fronte all’indifendibile.
Per tutti quelli a cui è passata l’insana idea per la testa di chiedere ad un quasi novantenne che sta in parlamento da sessant’anni di restare
dov’è per garantire sicurezza all’Italia.
Quale, sicurezza?
Chiedo.

In un paese anche e solo apparentemente normale il garante della Costituzione e di tutti avrebbe tolto da un bel po’ il titolo di Cavaliere della Repubblica italiana a un disonesto impostore abusivo che ha disonorato ripetutamente l’Italia, la Repubblica e quella Costituzione che all’articolo 54 chiede, ordina anzi che “i cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore”, non lo avrebbe certamente favorito fino ad oggi per consentirgli di poter partecipare a “questa delicata fase politica”.
Lo avrebbe fatto molto prima affinché la gente capisse con chi aveva a che fare, invece di farlo passare per un interlocutore politico davvero determinante e ancorché rispettabile, anziché l’abusivo impostore che è.
E, sempre in quel paese anche e solo apparentemente normale il garante supremo della Costituzione e di tutti avrebbe speso due parole per un Magistrato antimafia minacciato di morte dalla mafia e bacchettato dai suoi superiori, anziché essere sostenuto, invece di concedere la grazia ad un sequestratore latitante in virtù di chissà quale ragion di stato [e di quale stato, soprattutto], disattendendo ancora una volta la Costituzione che prevede che il graziato abbia scontato almeno una parte della pena come già era successo in occasione della grazia concessa a un diffamatore per mestiere.

E’ vero che gli italiani dimenticano, non per colpa loro ma di un’informazione che svicola, evita, tace.

Ad esempio, Silvia Baraldini ha dovuto scontare 23 anni nelle carceri americane, in condizioni fisiche precarie, da malata, prima di esser graziata.
Il sequestratore americano non ha scontato nemmeno mezz’ora di carcere, anzi, se ne stava bello tranquillo e coperto nella sua latitanza, ma questo non ha impedito a Napolitano di obbedire agli ordini di uno stato estero e di concedere una grazia che non gli spettava così come non sarebbe spettata nemmeno al diffamatore sallusti.

Quanto ancora dovremo pagare la sudditanza al vaticano e all’America? sempre, nei secoli dei secoli presenti e futuri?

Sette anni, e sentirli
Marco Travaglio, 7 aprile

Si avvicina il giorno dell’inventario dei danni fatti in questi sette anni da Giorgio Napolitano. Dalle firme apposte alla velocità della luce sulla peggiori leggi vergogna di B., in gran parte incostituzionali, ai continui moniti a ogni indagine giudiziaria che coinvolgesse il potere (Unipol-Antonveneta, Potenza, Why Not, Salerno-Catanzaro, Rai-Mediaset, lady Mastella, Rifiutopoli a Napoli, Ruby, trattativa Stato-mafia) contro il presunto “scontro fra politica e magistratura” che mettevano sullo stesso piano i politici aggressori e i pm aggrediti. Dalla riabilitazione di Craxi agli attacchi a Grillo proprio alla vigilia di tornate elettorali. Dal progressivo ampliamento progressivo dei poteri e
delle prerogative presidenziali, ben oltre i limiti della Costituzione, fino alla pretesa da monarca assoluto di non essere ascoltato neppure quando parla con un inquisito intercettato. Dalle interferenze nell’indagine palermitana sulla trattativa per conto di Mancino al recente, incredibile diktat ai magistrati (che han subito obbedito senza fiatare) di sospendere i processi a B. per marzo-aprile in nome di inesistenti impedimenti politico-istituzionali. E poi il salvataggio di B. nel novembre 2010 con il rinvio del voto di sfiducia a dopo la finanziaria (intanto quello comprava deputati un tanto al chilo). E il risalvataggio di B. nel dicembre 2011 con l’idea geniale del governo Monti al posto delle elezioni che avrebbero asfaltato il Caimano. E il rifiuto opposto ai 5Stelle di considerare un premier apartitico (ingenuamente non indicato dai grilli) per favorire l’inciucio Pd-Pdl, con “saggi” incorporati. E la gestione demenziale del caso dei due marò, ricevuti in pompa magna al Quirinale come eroi nazionali. E, dulcis in fundo, le grazie concesse ad Alessandro Sallusti, condannato a 14 mesi per aver pubblicato su Libero notizie false, mai smentite e gravemente diffamatorie contro un giudice torinese; e al colonnello americano della Nato Joseph Romano, condannato a 7 anni definitivi per il sequestro di Abu Omar e latitante dal 2007. Mai, prima d’ora, l’istituto della grazia era stato usato per sconfessare sentenze definitive appena pronunciate e salvare condannati che non avevano scontato un giorno di pena. A riprova del fatto che Napolitano è convinto di essere il capo della magistratura, legittimato a impartirle ordini e a raddrizzarne i verdetti se non collimano con i suoi capricci o con le pretese di un “alleato” che tratta l’Italia come il cortile di casa propria, dal Cermis ad Amanda Knox. Forse non tutti colgono lo scandalo di questa grazia. Romano è stato giudicato colpevole dalla Cassazione per aver rapito nel 2003 — insieme a 27 agenti Cia e con l’appoggio del Sismi del generale Pollari – l’imam di Milano e averlo poi imbarcato della base Nato di Aviano a quella di Ramstein, e di lì al Cairo, dove fu interrogato e torturato per mesi. Il sequestro — scrive la Cassazione – “venne realizzato per trasportare il prigioniero in uno Stato, l’Egitto, nel quale era ammesso l’interrogatorio sotto tortura, a cui Abu Omar fu effettivamente sottoposto”. E pazienza se “la tortura è bandita non solo dalla leggi europee”, ma anche da mezza dozzina di convenzioni Onu e Ue. Tutte regolarmente sottoscritte dall’Italia, tutte violate dai sequestratori italiani e americani di Abu Omar e dai governi italiani di destra e di sinistra, che dal 2006 a oggi proteggono questi delinquenti col segreto di Stato, con tre conflitti di attribuzioni contro i giudici alla Consulta e col blocco dei mandati di cattura disposti dai giudici per assicurarli finalmente alla giustizia.
Chissà che ne pensa la neopresidente della Camera Laura Boldrini, giustamente sensibile ai diritti umani, del sequestro e della grazia a un latitante che non ha scontato un giorno di galera e non rischiava neppure l’arresto. Si spera che al prossimo giro salga al Quirinale un custode della legalità e della Costituzione.

Contratto di svendita

 Preambolo:  l’Italia è stata derubata della possibilità di avere un’indipendenza politica il 1 maggio del ’47 grazie alla strage di Portella della Ginestra fatta eseguire su commissione proprio per evitare che l’Italia rischiasse la “deriva comunista” che non era gradita all’America, alla mafia e al vaticano.
Dopo 66 anni questo paese è ancora schiavo e succube dell’America, della mafia e del vaticano perché nessuno in tutti questi anni si è preoccupato di fare in modo di ridurre e annullare questa dipendenza. Non era conveniente, si vede.

Però ci mandano a votare, visto che carini?
 Forse è proprio per questo che gli italiani poi sono diventati “così“: materia del luogo comune più  becero.

Ecco perché  mi sarei un po’ scocciata, anzi molto,  di questi ritornelli sugli italiani, quelli sì qualunquisti e populisti piùcchemmai.
Perché sono storicamente falsi.
E gli italiani sono di destra, e gli italiani hanno quello che si meritano, e gli italiani qui e lì: vaffanculo, eh?
Abbiamo un passato, impariamolo, e poi esprimiamoci magari argomentando.
Star sempre a dire che gli italiani hanno quello che si meritano, che in Italia le cose hanno sempre funzionato in un certo modo e che vuoi fare colpevolizzando chi le ha subite e non chi le ha causate è sbagliato, è culturalmente sbagliato. 
Si può sorridere, essere in qualche modo leggeri se proprio non si vuole appesantire il significato della propria presenza in un social network e nella rete in generale anche senza  scrivere falsità e luoghi comuni, che non aiutano certamente le giuste cause.

Se voglio ridere e leggere argomenti divertenti non andrò a scrivere in un sito on line di un quotidiano dove si trattano argomenti seri o in un blog dove non si scrive di gossip, moda e make up.

Poi nulla vieta l’intermezzo cazzaro: non mi sono mai sottratta.
Le battutine sugli italiani alla lunga sfiancano, perché ci sono tanti italiani che s’impegnano per migliorarsi, per imparare, per arricchire la propria cultura, che forse non servirà a cambiare davvero lo stato attuale del paese ma restituisce qualcosa in termini di dignità personale, tutti i giorni, e credo che andrebbero rispettati. 
Troppo facile attaccare sempre la solfa sugli italiani, ma dell’Italia chi ne parla?

Gli States e Obama ‘tifano’ per Monti
Vogliono garanzie sugli investimenti Fiat

Napolitano, nella sua visita negli Usa, ha difeso Monti dagli attacchi che riceve “da chi prima l’ha appoggiato”. In realtà il capo dello Stato ha voluto dare un segnale ben preciso: rassicurare Obama che il Professore avrà un ruolo importante anche nel prossimo governo. Una rassicurazione “in chiave Fiat”. [Il Fatto Quotidiano]

Ha ragione Napolitano, definito da Kissinger “il mio comunista preferito” – il che spiega molto bene la stima che riscuote oltreoceano, le copertine di certi giornali – quando dice che il comunismo ha fallito.
Essendo stato una delle cause del fallimento di quello italiano parla da persona informata sui fatti. 
Anzi, proprio dentro quei fatti.
E l’ex comunista poi migliorista poi liberista non può andarsene in giro per il mondo come quell’altro a dire quello che vuole.
Se va in America a rendere conto al presidente del compitino svolto in questi sette anni a pochi giorni dalle elezioni perché deve sentire il bisogno di rassicurare Obama, parlargli dell'”ottimo lavoro” svolto da Monti e appoggiare dunque in modo così sfacciato il professore? e fosse vero poi, che quello di Monti è stato un ottimo lavoro. 
Chi rappresenta l’Italia nel mondo da istituzione dovrebbe smetterla di farlo umiliando così il popolo italiano, pensare che sia composto solo da perfetti imbecilli che non sanno, non capiscono, non ricordano la storia.
Non c’è bisogno di ricordare al mondo in modo così sfacciato che l’Italia è un paese a cui è stata sottratta l’indipendenza politica prim’ancora che nascesse la repubblica.
Non serve rammentare in modo così manifesto che se questo è il paese che è non è per colpa degli italiani ma di chi non ha mai rescisso il contratto di svendita [alla mafia, al vaticano e all’America] contratto col sangue dei braccianti a Portella della Ginestra il 1 maggio del 1947.  

Nota a margine: perché di quel che ha detto Napolitano si sono incazzati solo quelli del PDL e il solito Di Pietro? al PD fa comodo che il presidente sponsorizzi Monti, gli torna utile? a pensar male…