Milleproroghe

Preambolo:

A Porta a Porta compare il plastico della Concordia. Spero che un giorno Rocco Siffredi faccia una strage in una piazza armato del suo solo cazzo. Voglio vedere Vespa che modellino si inventa.

Sottotitolo:
       Lega, sindaco di Adro contro Napolitano
‘Una vergogna averla come Presidente’

Il primo cittadino del paese bresciano contro il Capo dello Stato colpevole di aver nominato Cavaliere l’imprenditore che pagò la mensa scolastica a quei bambini esclusi perché i genitori erano morosi.

Una tassa (un’altra!) sulle sigarette per pagare le pensioni dei lavoratori precoci; valà che fantasia, ci volevano gl’ingegneri della moneta per partorire questa genialata inserita in quel casino chiamato milleproroghe nel quale tutti i governi di tutti i colori, tecnici e non, infilano tutte le porcate possibili e anche quelle impossibili e inenarrabili.

Fra un po’ metteranno le stelle gialle sulle porte di casa dei fumatori, come facevano i nazisti con gli ebrei, in America ci sono proprietari che non ti danno nemmeno un appartamento in affitto se sei un fumatore, poi magari sei uno stupratore seriale di bambini ma a loro non frega un cazzo; il fumo fa male puntoebbasta.

Quanto ancora lo stato riterrà opportuno guadagnare su quello che poi vieta, sconsiglia e aumenta di prezzo con la stessa frequenza con cui si cambiano le mutande? (e spero che la maggioranza della gente le cambi tutti i giorni almeno una volta). Questo governo ha già aumentato il tabacco trinciato che molta gente usa proprio per risparmiare, evidentemente quello che fa risparmiare nuoce alla salute più dell’alcool per esempio; in Grecia è successo lo stesso: quando le autorità si sono accorte che la gente per risparmiare non usava più il gas ma l’elettricità hanno aumentato il costo dell’elettricità, cornuti e mazziati, insomma, e senza nemmeno poter scegliere come farsi eventualmente del male. Il fumo è un vizio e non una priorità? bene: mi devo sentire in colpa perché fumo? e poi di quanto altro devo sentirmi in colpa per cose che non ho contribuito io a rovinare? la mia priorità è anche quella di essere trattata da cittadina che paga le tasse, rispetta la legge, quelli che non fumano e vorrebbe anche poter continuare a fare ogni tanto quello che le piace, non soltanto quello che deve. 

Aumentando le sigarette si vuole incidere sul costo sociale di chi poi si ammala a causa del fumo, disincentivare le abitudini dannose? ari_bene, anzi, benissimo: gli incidenti stradali hanno un costo molto maggiore per la società, eppure nessuno vieta alla gente di salire in macchina anche per andarsi a sfracellare sul pilone della tangenziale. Io tasserei gli obesi per esempio, quelli che mangiano più di quanto sia necessario, anche le loro cure le paghiamo noi. E come scrive un amico altrove tasserei quelli che  fanno pagare noi per andare a soccorrerli quando praticano i loro fottuti sport estremi. Perché io devo pagare per chi non si regola a tavola o per quegl’imbecilli che si sentono bene solo se violano una montagna, la foresta, il mare e il cielo?
Però insomma basta, la mia libertà non me la faccio tassare, almeno non senza dire quanto sia ingiusto lasciare tutto a chi lo ha sempre avuto e togliere man mano il molto a chi aveva già poco di suo.
Viviamo in uno stato estortore (equitalia) e biscazziere che ci dice che il fumo uccide però ce lo vende, che bisogna bere poco, e ti vende pure l’alcool, che possiamo giocare d’azzardo per riempire le casse dello stato ma con moderazione, responsabilmente, sapendo benissimo che c’è gente che col giochetto ‘innocente’ dei gratta e vinci dilapida stipendi e pensioni; sono soprattutto gli anziani e le anziane a spendere un sacco di soldi con queste cazzate invece di destinarli ad un uso più utile.
Se non si trattasse dello stato ma di un’associazione a delinquere qualsiasi che fa le stesse e identiche cose  la si potrebbe definire il monopolio dei clienti delle puttane, praticamente, approfittatori che lucrano sulle debolezze e le disgrazie altrui.

Levateje er vino

Sottotitolo: “Una festa? Macché! Una grigliata mista con il vicino di casa e tre levrieri a pelo raso al seguito. E il costo dei rigatoni con la pajata è rimasto interamente a mio carico”. Generatore automatico di precisazioni del Presidente sulla festa svoltasi a Palazzo Chigi!

Il Presidente precisa che a Palazzo Chigi non si è tenuta una festa, ma una semplice quadriglia alla quale, oltre al Presidente stesso e a sua moglie, hanno partecipato quali invitati un compagno d’asilo con coniuge e un gatto con lettiera al seguito, nonché un insegnante di educazione tecnica che passava per caso di età imprecisata compresa tra otto e centodue anni. Il Presidente precisa inoltre che il costo delle animelle coi carciofi e del ciambellone marmorizzato è rimasto interamente a suo carico.  METILPARABEN: Generatore automatico di precisazioni del Presidente sulla festa svoltasi a Palazzo Ch


Bei tempi quando dal sito della Presidenza del Consiglio partivano comunicazioni sul genere di ” il presidente non ha cantato (purtroppo, nota di R_L)” oppure “non ha raccontato barzellette”. Meno male che ci ha pensato calderoli a farci vedere Monti con un sorriso di simpatia…in questo momento così difficile serve anche questo. Magari se non gli fa difetto la memoria, e se si trovasse un giornalista coraggioso (Cazzullo: non dicevo a te, tranquillo) si potrebbe chiedere al cialtrone leghista che ne pensava delle “seratine eleganti” di quell’anziano pervertito amico suo. E che pensava quando le mignotte alla corte di HardCore venivano trasportate su auto e aerei di stato. Così, giusto per togliersi la curiosità, perché per i festini a villa Certosa e palazzo Grazioli calderoli non ha mai chiesto un’interrogazione parlamentare né tanto meno le dimissioni dell’ex tizio.

Calderoli : «Party privato a Palazzo Chigi? Monti si dimetta»

Non leggere questo Blog!: Mancavano le prostitute minorenni.

Era abituato ai festini di Papi – suo collega di governo per tanti anni – pieni zeppi di pregiudicati, faccendieri, pappa, pusher, veline e prostitute minorenni. “Lo invidio tantissimo”, diceva in quelle occasioni. E oggi l’ex Ministro Roberto Calderoli non c’ha visto più. Quando ha saputo di un presunto “festino” di Monti a Palazzo Chigi, tra familiari, bicchieri di carta e scambio di auguri, ha immediatamente deciso di agire per via parlamentare, con una bella interrogazione come si deve:

La notizia sta girando e necessita di una rapida risposta. Se venisse confermato che la notte dell’ultimo dell’anno si sono tenuti dei festeggiamenti presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri in Palazzo Chigi, Mario Monti dovrebbe dimettersi.

E qui il colpo di genio. La risposta del Presidente Monti, con un comunicato ufficiale sul sito del Governo:

Il Presidente del Consiglio ha appreso da fonti di stampa che il Senatore Roberto Calderoli avrebbe presentato in data odierna un’interrogazione a risposta scritta con la quale chiede di dar conto delle modalità di svolgimento della cena del 31 dicembre 2011 del medesimo Presidente del Consiglio.

Il Presidente Monti precisa che non c’è stato alcun tipo di festeggiamento presso Palazzo Chigi, ma si è tenuta presso l’appartamento, residenza di servizio del Presidente del Consiglio, una semplice cena di natura privata, dalle ore 20.00 del 31 dicembre 2011 alle ore 00.15 del 1° gennaio 2012, alla quale hanno partecipato: Mario Monti e la moglie, a titolo di residenti pro tempore nell’appartamento suddetto, nonché quali invitati la figlia e il figlio, con i rispettivi coniugi, una sorella della signora Monti con il coniuge, quattro bambini, nipoti dei coniugi Monti, di età compresa tra un anno e mezzo e i sei anni.

Tutti gli invitati alla cena, che hanno trascorso a Roma il periodo dal 27 dicembre al 2 gennaio, risiedevano all’Hotel Nazionale, ovviamente a loro spese.

Gli oneri della serata sono stati sostenuti personalmente da Mario Monti, che, come l’interrogante ricorderà, ha rinunciato alle remunerazioni previste per le posizioni di Presidente del Consiglio e di Ministro dell’economia e delle finanze.

Gli acquisti sono stati effettuati dalla signora Monti a proprie spese presso alcuni negozi siti in Piazza Santa Emerenziana (tortellini e dolce) e in via Cola di Rienzo (cotechino e lenticchie).

La cena è stata preparata e servita in tavola dalla signora Monti. Non vi è perciò stato alcun onere diretto o indiretto per spese di personale.

Il Presidente Monti non si sente tuttavia di escludere che, in relazione al numero relativamente elevato degli invitati (10 ospiti), possano esservi stati per l’Amministrazione di Palazzo Chigi oneri lievemente superiori a quelli abituali per quanto riguarda il consumo di energia elettrica, gas e acqua corrente.

Nel dare risposta al Senatore Calderoli, il Presidente Monti esprime la propria gratitudine per la richiesta di chiarimenti, poiché anche a suo parere sarebbe “inopportuno e offensivo verso i cittadini organizzare una festa utilizzando strutture e personale pubblici”. Come risulta dalle circostanze di fatto sopra indicate, non si è trattato di “una festa” organizzata “utilizzando strutture e personale pubblici”.

D’altronde il Presidente Monti evita accuratamente di utilizzare mezzi dello Stato se non per ragioni strettamente legate all’esercizio delle sue funzioni, quali gli incontri con rappresentanti istituzionali o con membri di governo stranieri. Pertanto, il Presidente, per raggiungere il proprio domicilio a Milano, utilizza il treno, a meno che non siano previsti la partenza o l’arrivo a Milano da un viaggio ufficiale.