E lo sventurato rispose

Sottotitolo: le parole più dure andavano dedicate a chi, ancora una volta, ha messo l’Italia in una posizione vergognosa di fronte al mondo intero.
E invece si preferisce adottare il metodo “un po’ di qua un po’ di là”.
La politica si comporta male, delinque, deve smetterla MA.
Come un padre che sgrida il figlio discolo poi per par condicio, per non mortificarlo troppo, fa la ramanzina anche al figlio che ubbidisce. Se quello poi s’incazza ha ragione.
“Patologia eversiva” sono parole pesantissime che Napolitano ha indirizzato verso l’obiettivo sbagliato. Eversione è far partecipare un delinquente al tavolo delle decisioni, è aver trovato ogni tipo di alibi e giustificazione per rendere normale l’anormalità di tre anni di legislature imposte, non volute e scelte dal popolo come Costituzione comanda.
E non può mai essere eversione, tanto meno patologica, chi a tutto questo si ribella.

***

E’ arrivato il supermonito: colpa della politica ladra e corrotta? No, come sempre fra le guardie e i ladri l’occhio di riguardo è per questi ultimi.

Non è colpa dei ladri se sono ladri ma di chi se ne accorge. Più o meno le stesse cose le aveva dette il 25 aprile di due anni fa: il refrain è sempre lo stesso, non è mai colpa della politica ma sempre e solo di chi la critica, la giudica, le si oppone. Napolitano da bravo alto funzionario del sistema deve difenderlo con tutti i mezzi, soprattutto con la menzogna. Di fronte ad uno degli scandali politici più grave di tutti i tempi il presidente che ha a cuore la sorte del paese, dei cittadini, della repubblica e della democrazia avrebbe fatto tutt’altro discorso, ma la parola d’ordine more solito è il depistaggio, portare il ragionamento altrove dal problema. C’è da capirlo: tutta colpa di chi ha rovinato la bella intesa “mafia-criminalità-politica”.
Il repulisti destabilizza, effettivamente la ricerca dell’onestà in politica è un po’ eversiva in un paese dove deve sempre arrivare la magistratura a fare quello che dovrebbe fare la politica.
C’è il rischio che chi non ha capito fino adesso stavolta capisca.
Meglio mettere le mani avanti.

***

Giorgio Napolitano: “Critica alla politica è degenerata in patologia eversiva”.

***

La vera patologia che affligge questo paese da sempre è l’incapacità della politica ad essere onesta. Il monito di Napolitano fa il paio con le critiche di Franceschini ai manifestanti alla Scala di tre giorni fa: non è la politica ad essere degenerata, corrotta, sempre invischiata in affari sporchi, una politica che da vent’anni –  solo perché quelli di prima erano almeno presentabili –  ha reso l’Italia lo zimbello del mondo ma chi vorrebbe vivere in un paese normale, dove i ladri fanno i ladri e i politici, i politici. E dove i politici mandano in galera i ladri, non gli fanno riscrivere la Costituzione.

***

Nell’Italia prima in classifica in Europa per corruzione il presidente del consiglio che voleva il daspo per i politici indagati ma poi fa le riforme con quello addirittura plurindagato per reati come truffa e corruzione Verdini e con l’altro condannato per frode allo stato berlusconi, pensa che sia il caso di inasprire le pene per i reati legati alla corruzione solo davanti al più gigantesco scandalo di corruzione e criminalità politica dopo tangentopoli. 

Il presidente del consiglio che è anche segretario di quel pd che solo qualche giorno fa ha negato l’autorizzazione all’utilizzo delle intercettazioni di Azzollini, senatore Ncd indagato per associazione a delinquere, truffa allo stato, frode in pubbliche forniture, abuso d’ufficio, attentato alla sicurezza dei trasporti marittimi e reati ambientali.
La scoperta delle torture inflitte dalla CIA su terroristi e presunti tali, molti infatti erano innocenti, l’ha fatta il Senato americano, non la magistratura.
Ecco che torna di nuovo il pensiero di Paolo Borsellino: sulla delinquenza politica la politica deve intervenire prima dei giudici, perché quando intervengono loro i danni sono ormai incalcolabili.
Il danno più grave prodotto da questa politica complice del malaffare in prima persona o perché non l’ha voluto/potuto/saputo contrastare è principalmente la perdita di fiducia dei cittadini verso le istituzioni.
Chi può credere infatti che nel cosiddetto patto del Nazareno Renzi possa inserire provvedimenti severi per quei reati che berlusconi è riuscito a minimizzare fino a farli sparire come il falso in bilancio?
Le nozze coi fichi secchi non si possono fare, e nemmeno si può avere la botte piena e la moglie ubriaca, se Renzi vuole essere credibile non può chiedere la collaborazione di Verdini e berlusconi per mandare in galera i politici ladri e i corrotti.

***

Il tutorial di Matteo Renzi per sconfiggere la corruzione in quattro minuti – Christian Raimo

Lo spot di Matteo Renzi sulla corruzione, il video di quasi quattro minuti che è sul sito del governo, cerca di rimediare alla crisi di credibilità che nell’ultima settimana ha colpito il Partito democratico con l’apertura dell’inchiesta su Mafia capitale.

***

Le vignette di Riccardo Mannelli.

Il sistema criminale fascista e mafioso nel quale Carminati aveva un ruolo di prim’ordine non gradisce il giornalismo di inchiesta, proprio come la politica che non minaccia di “fratturare la faccia” ai giornalisti ma il metodo persuasivo, quello della querela temeraria ad esempio col quale il potente tenta di scoraggiare i giornalisti che hanno l’ardire di indagare sulla politica disonesta non è meno violento.

Solidarietà a Lirio Abbate per minacce di Carminati. – Articolo 21

Carminati non era fuori perché come ha detto giorni fa il suo avvocato aveva estinto il suo debito con la giustizia ma perché in passato ha potuto beneficiare di sette sconti di pena e per ben tre volte del provvedimento pietoso, quell’indulto pensato per i poveri cristi ma che poi mette fuori anche i grandi barabba.
In questo paese funziona così: la politica e i governi fanno leggi per riempire le carceri coi poveri cristi, poi quando le carceri sono troppo piene perché quelle leggi sono sbagliate, mandano in carcere chi non ci dovrebbe andare tirano fuori i provvedimenti di emergenza, così di quel tana libera tutti possono usufruire anche quelli come Carminati, terrorista, eversore, fascista, criminale comune con precedenti che in qualsiasi paese normale gli avrebbero garantito la galera a vita.
In questo paese la politica e i governi evitano accuratamente di fare leggi necessarie tipo quella sulle torture che l’Europa chiede da svariati anni, quelli che vengono dopo si guardano bene dal ripristinare quelle eliminate da quelli che c’erano prima tipo il falso in bilancio, di fare le leggi che quelli di prima non avevano potuto fare per non andare contro gli interessi di un delinquente elevato a statista ma poi tutta la politica e tutti i governi fanno annegare l’Italia in un mare magnum di leggi inutili e ancorché incostituzionali come la bossi fini e la fini giovanardi che sono state la causa principale di quel sovraffollamento delle carceri col quale poi si giustificano i provvedimenti cosiddetti di clemenza invocati dal papa e da Napolitano. Provvedimenti che tutta la società civile poi accetta con commozione perché pensa alla libertà del povero cristo, il quale nella stragrande maggioranza dei casi verrà ribeccato a delinquere e non al grande barabba che non ha mai smesso nemmeno quando era in carcere.
E con questi presupposti Renzi si vanta che non lascerà Roma ai criminali, a quelli che lui non chiama mafiosi perché è un termine che non gli esce mai dalla bocca ma “tangentari all’amatriciana”: in effetti il suo patto con berlusconi fa pensare che nelle sue intenzioni ci sia quella di lasciare ai criminali non solo Roma ma tutta l’Italia.

Le bugie hanno le carriere corte [nei paesi normali]

Sottititolo: Verrebbe voglia di votarlo davvero il movimento, non foss’altro che per fare un dispetto a questi disgraziati disonesti che prima hanno distrutto la politica e adesso vogliono dare la colpa al “buffone dittatore” che, fino a prova contraria, colpi di stato non ne ha ancora fatti. A differenza di un parlamento che spesso ha mascherato veri e propri golpe antidemocratici e anticostituzionali con azioni legittime. schifani che ammette che una legge elettorale non può essere favorevole al movimento di Grillo fa parte di una classe politica indecente che deve andare a casa, non ci può stare gente così nel parlamento di una repubblica, capito presidente Napolitano? perché se questa è la politica tradizionale che piace tanto a lei, che difende tutti i giorni agli italiani no, non piace più;  bisognerebbe che qualcuno ne prendesse atto, e anche con una certa urgenza.

Processo Ruby, le ‘Olgettine’ rivelano
“Berlusconi ci passa 2.500 euro al mese”

Berlusconi continua a pagare le ragazze delle “cene eleganti” di Arcore. Toti, Espinoza, Visan, Polanco e De Vivo confermano: “Ci dava un aiuto allora e ce lo dà anche adesso”. Nella scorsa udienza la notizia degli acquisti immobiliari da Apicella e Mariani (leggi)

Petraeus ad Obama : “Lascio il mio incarico,  ho avuto una storia extraconiugale “.

Panico a Montecitorio: verrebbe a mancare il numero legale. [Enrico Bertolino]

Fa quasi tenerezza David Petraeus che si dimette – ufficialmente perché sembra che i motivi siano altri ma tant’è  [a me comunque va benissimo tutto quel che può essere utile a screditare questa classe politica d’indecenti che ci tocca subire. Poi è chiaro che i motivi delle dimissioni risiedono altrove e non nel tradimento che comunque non è un reato, intanto però le ha date o, per meglio dire lo hanno sollecitato a farlo, e tanto basta per fare la differenza coi fattacci di casa nostra che nessuno ha disturbato per non “violare la privacy” di un satrapo viziato al quale, invece,  nessuno ha chiesto di dimettersi] –  non da presidente del consiglio o di regione in  un paesello  ridicolo nel quale non si dimette mai nessuno per motivi molto più seri e gravi,  ma da capo della CIA perché pensa che avere una relazione extraconiugale sia motivo di disdoro per la carica che ricopre.
Avere una relazione extraconiugale invece rientra perfettamente in quella sfera della vita privata in cui a nessuno dovrebbe essere consentito ficcare il naso, non significa affatto essere persone inaffidabili e gli eventuali rimorsi e sensi di colpa sono  un fatto  altrettanto privato e  personale.
Avere un’amante non è uguale ad essere un vecchio erotomane delinquente che sfrutta ragazzine minorenni per sfogare le sue perversioni e se ne vanta, non vuol dire avere rapporti stretti coi mafiosi, non è lo stesso che rubare soldi dei contribuenti per vacanze, automobili, feste e molto, troppo altro.
Tutte cose che qui sono accadute davvero ma che non hanno provocato purtroppo  quell’effetto tabula rasa che sarebbe stato invece opportuno e assai gradito.
Come c’insegna il celeste ayatollah “la responsabilità è individuale”, e quindi dobbiamo aspettare che ne arrestino uno per volta, la retata finale può attendere.
Diverso è quando una relazione extraconiugale può diventare motivo di ricatto, e se Petraeus ha scelto l’umiliazione della confessione pubblica con conseguenti dimissioni  riguardo ad un fatto personale, significa che il suo senso di responsabilità vale il doppio indipendentemente dal  motivo,  perché vuol dire non aver ceduto ad un ricatto oppure non voler offrire nessun pretesto per essere ricattato.

Questo signore si è dimesso UFFICIALMENTE in rispetto ad un principio MORALE, checché ne pensino i fautori di quella teoria strampalata circa la difesa della vita privata di chiunque, anche di chi ha ruoli istituzionali, che ha fatto in modo che uno sciagurato che di notte faceva le orge con le ragazzine  e il giorno andava a farci fare figure indecenti nazionali e  internazionali sia potuto restare al suo posto senza che nessuno alzasse un sopracciglio  perché tutti invocavano il rispetto per la privacy di un signore che, in fin dei conti aveva solo uno stile di vita un po’ vivace. Ci sono voluti almeno due anni perché più gente capisse che quello di berlusconi era un sistema col quale stava svendendo l’Italia un tanto al pezzo a chi lo ricattava e non una faccenda da  “ognuno nel suo letto ci porta chi gli pare”.
 E non solo non si è dimesso per i fatti di HardCore e dintorni né nessuno gli ha chiesto espressamente di farlo, ma ancora oggi paga tutti – soprattutto tutte – esattamente come faceva da presidente del consiglio  praticamente alla luce del sole e non succede niente: non è meraviglioso?

11 settembre

        Sottotitolo: L’11 settembre è bene ricordare i morti. I morti del Cile e i morti Americani per me sono uguali: innocenti uccisi dallo stesso (stato) assassino. [Rita Pani]

Ad undici anni dall’attentato alle Torri, nonostante e malgrado il notevole dispendio di energie americano che ha coinvolto mezzo mondo [perché l’America è come una bella donna, è difficile dirle di no, per certuni proprio impossibile] nella distribuzione forsennata di democrazia sparata con le bombe e i cannoni [per fare prima, s’intende] in giro per il pianeta, possiamo ben dire che il mondo è perfino peggiorato. E non era un’impresa facile da compiere.

C’è voluto molto impegno e molti soldi. Un lavorone, insomma. Anzi, una missione di pace.

 In questo undici settembre si ricordino i 2.974 morti nelle Twin Towers e i 40.018 ammazzati durante il colpo di stato avvenuto in Cile nel 1973.

Quanto ai crimini perpetrati nel mondo dagli USA, non basterebbe l’intero calendario per una conta dei morti. 

Piccola nota a margine, giusto per divagare un po’ sul fatto che il potere alle donne è meglio.

La Condol(c)eeza [Rice] fu la prima responsabile dell’autorizzazione alle torture inflitte dalla Cia e la promotrice di quella che viene definita waterboarding, ovvero l’annegamento ‘simulato’.

“Nel luglio del 2002 la Rice approvò verbalmente la richiesta della Cia di utilizzare la tecnica del waterboarding (annegamento simulato) sul presunto terrorista di al Qaida Abu Zubaydah. Pochi giorni dopo, il Dipartimento di Giustizia approvò l’utilizzo di questa tecnica, come riportano i memo segreti che solo in seguito vennero divulgati dall’amministrazione di Obama” . Per dire.

Ricordiamo inoltre che Bush (l’alcoolizzato junior) gli italiani non li avrebbe nemmeno voluti, ma berlusconi glieli consegnò sul vassoio d’argento, compresa quindi la carneficina successiva, ovvero la cinquantina di morti di pace italiani.

11 settembre, gli Usa undici anni dopo gli attacchi sono ancora in guerra

L’ex presidente Jimmy Carter ha definito “vergognosa” le politiche antiterrorismo successive agli attacchi del 2001: “Violano almeno 10 dei 30 articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani”. Guantanamo ospita ancora 168 sospetti. E in Utah si sta costruendo il più grande centro di spionaggio del mondo.